venerdì, febbraio 01, 2013

Nuove patologie dell'automobilista (invalidanti)

Ho sempre fatto una gran confusione tra i nomi di tre città che nulla hanno a che vedere l'una con l'altra: Legnago, Legnaro e Legnano. Poi cambiai una e con una i e giunsi a Lignano. Poi mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale correre attraverso il bellissimo stato del Friuli e arrivare fino a Dignano, e cosi feci.




Poi diventò una patologia e provai a vedere quanti paesi italiani sarei riuscito a visitare cambiando solo una lettera per volta. Mi sono fermato a 72.

Genzano
Denzano
Senzano
Menzano
Manzano
Ranzano
Ronzano
Conzano
Lonzano
Ponzano
Pinzano
Panzano
Penzano
Pezzano
Fezzano
Rezzano
Vezzano
Vizzano
Sizzano
Pizzano
Lizzano
Lizzeno
Luzzeno
Lezzeno
Mezzeno
Mezzano
Muzzano
Mazzano
Bazzano
Gazzano
Fazzano
Pazzano
Nazzano
Nozzano
Gozzano
Dozzano
Rozzano
Mozzano
Morzano
Marzano
Marrano
Magrano
Magnano
Pagnano
Lagnano
Bagnano
Cagnano
Fagnano
Fugnano
Tugnano
Gugnano
Lugnano
Mugnano
Sugnano
Cugnano
Pugnano
Bugnano
Dugnano
Dignano
Rignano
Signano
Tignano
Gignano
Fignano
Mignano
Vignano
Cignano
Pignano
Lignano
Legnano
Legnaro
Legnago

giovedì, gennaio 10, 2013

Indipendentisti alle politiche? Le ragioni del no in un'esperienza diretta

Fortunatamente non ricorderò l'anno appena conclusosi per questo motivo, ma nel 2012 mi sono tesserato per la prima volta in vita mia con un partito. Dopo questa breve esperienza spero sia stata l'ultima.
Ricapitolando: mi sono avvicinato al primo partito indipendentista veneto, il Partito Nazionale Veneto, soprattutto grazie agli scritti di Luca Schenato e quando il PNV si è fuso con il più recente Partito dei Veneti formando Veneto Stato, vi ho aderito. Inizialmente ero scettico e mi chiedevo: "ma chi me lo dice che poi una volta che li voto, questi di VS non sono come tutti gli altri partiti e attendendo l'indipendenza, si ingrassano?", poi però colsi due differenze fondamentali tra VS e "gli altri"

  1. VS era un partito anomalo, con UN SOLO CHIARO OBIETTIVO ed un SOLO MODO (il referendum) per ottenerlo. "Fregandosene" di tutte le altre tematiche non aveva pretesti per acquisire cariche e poteri a vantaggio dei propri leader. Tale obiettivo essendo unico, non è spendibile elettoralmente per periodi troppo lunghi senza apportare risultati, quindi il sostegno della gente viene facilmente meno ed il potere con esso. Inoltre, l'unico scopo/unica strategia in teoria permette di costruire un partito che non richiede scelte dirigenziali di particolare gravità. In questo modo si può lasciare grandi spazi di discussioni e di proposte ai soci che diventano realmente azionisti di un'iniziativa collettiva e non seguaci di qualche capetto.
  2. La strategia di VS è totalmente indipendente dal Parlamento Romano. Non avendo quindi la necessità di eleggere parlamentari, le occasioni per i politici di VS di trarne un profitto personale e trascurare la causa originaria sono limitate.
In questi mesi di collaborazione, ho conosciuto persone veramente capaci, di buona volontà e dai limpidi princìpi morali.
Purtroppo, però, a causa di gelosie, sospetti, scorrettezze e chiusure mentali di differenti fazioni che si richiamavano ai due vecchi partiti disciolti, si avviò una spaccatura del micro partito in due nano-partiti.
Era il solito problema dei partiti tradizionali: ci si unisce sulla base di princìpi e strategie piuttosto generici e poi ci si scanna sulla loro interpretazione ed attuazione: la fazione in maggioranza tende a forzare un'interpretazione che la aggrada di più e la minoranza si appella all'ortodossia più estrema come difesa delle proprie istanze.

A Vittorio Veneto, nello specifico, ci si trovò con due gruppi indipendentisti che provarono a dialogare. Visto che tali tensioni si moltiplicavano a livello "centrale", mentre a livello locale vi era collaborazione, il gruppo di cui facevo parte cominciò a cercare di prevenire nel suo piccolo tutte queste possibili scocciature mettendo alcuni punti fissi nero su bianco, e dichiarando la totale laicità nei confronti di tutto quello non contemplato da tale "contratto". La speranza era anche che il nostro esempio fosse imitato (con le modifiche che ognuno riteneva più valide) da altri nuclei locali Questo era il nostro modo di intendere una struttura realmente costruita dal basso, un network indipendentista. Chiaramente eravamo unanimamente convinti che i punti fissi, i "dogmi", non sensibili ad alcuna variazione "a maggioranza", erano quelli dei punti 1 e 2 di cui sopra. Il documento suonava più o meno così:

ATTO FONDATIVO GRUPPO INDIPENDENTISTA “VENETO STATO – VITTORIO VENETO”


I sottoscritti soci fondatori sanciscono con questo atto la nascita del Gruppo Indipendentista "Veneto Stato - Vittorio Veneto" con lo scopo di promuovere la causa dell'indipendenza del Veneto specialmente nell'area del Vittoriese.

Crediamo: 
C.1 - che il Veneto debba diventare uno stato indipendente e che tale obiettivo si debba raggiungere tramite un referendum popolare.
C.2 - che per l'ottenimento del referendum sia necessaria l'azione di un partito nato esclusivamente per il raggiungimento di questo obiettivo. 
Rifiutiamo:
R.1. - in quanto inutile e fuorviante, la possibilità che tale partito si possa candidare ad elezioni per il Parlamento italiano
R.2. - in quanto incoerente, la possibilità che tale partito stringa alleanze elettorali con partiti non indipendentisti.
R.3. - qualsiasi metodo violento per il raggiungimento della causa indipendentista.
Operiamo:
O.1 - in totale autonomia, nel rispetto del principio di sussidiarietà, attraverso tutte quelle azioni di promozione delle idee indipendentiste che riteniamo utili alla causa e che non violano i principi del gruppo.

Il Gruppo Veneto Stato - Vittorio Veneto è aperto a tutti coloro si riconoscono nei suddetti principi.
Il Gruppo Veneto Stato – Vittorio Veneto si scioglierà una volta ottenuta l’indipendenza del Veneto.
La denominazione del gruppo, sede, incarichi e cadenza di rinnovo delle cariche sono stabilite e/o variate dai soci del gruppo riuniti a maggioranza o stabilite da un regolamento che il gruppo approva all'unanimità. 


Il nostro gruppo lo firmò e lo proponemmo anche all'altro gruppo vittoriese, ma la situazione a livello "centrale" presto degenerò e rimase tutto congelato. In seguito alla tornata di elezioni amministrative di maggio, si formalizzò la spaccatura da cui nacque Indipendenza Veneta (IV). In barba ai proclami  di "democrazia diretta", la nascita (per alcuni semplice ri-denominazione) del partito fu presentata dal direttivo ai soci in un paio di settimane a cavallo delle elezioni. Il solito necessario decisionismo. E' il Veneto che ce lo chiede.
Dato che ho sempre ritenuto necessario unirsi in un unico partito indipendentista, come ho appoggiato il PNV e criticato la successiva nascita del Partito dei Veneti anziché un ingresso di quei soci nel già esistente PNV, così, per coerenza, non posso far parte di una nuova scissione. Per cui, nonostante, per molti aspetti mi senta spesso in maggiore sintonia con i dirigenti di IV che quelli del rimanente VS, ho trovato giusto considerarmi parte di quella parte del partito che ha mantenuto "Veneto Stato" come ragione sociale (ecco con questa frase sono riuscito a farmi odiare da entrambi...).
Così, ad ottobre, partecipai al mio primo Maggior Consiglio (assemblea dei soci) di Veneto Stato a Vicenza. Esperienza terrificante, ma che ha confermato la teoria precedentemente esposta. Ossia che i partiti, senza vincoli fissi, semplici e non-interpretabili, che confidano nella "democrazia interna" e fanno di questa un principio assoluto, finiscono inevitabilmente per decadere come atomi radioattivi non appena raggiungono una dimensione critica per cui le forze di repulsione (dovute alle naturali differenze tra le persone) superano per intensità le forze di coesione (dovute al desiderio di raggiungimento del fine ultimo comune).
Secondo alcuni, infatti, vi era la necessità di presentarsi alle elezioni politiche italiane principalmente per motivi di visibilità. Dall'altra parte la paura di quelli che temevano l'inizio della degenerazione dei "principi". In mezzo la famigerata "democrazia interna" che nella mente dei suoi seguaci dovrebbe sancire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Solo che il concetto di democrazia interna è piuttosto vago e la sua interpretazione è un arte in cui prevalgono, guarda caso, i vertici della "piramide democratica". Risultato: mozioni, votazioni, interpretazioni, contestazioni, apocalisse.
Sta di fatto che l'esito risulta: a maggioranza i soci di Veneto Stato decidono che parteciperanno alle elezioni politiche. Sempre per mia coerenza personale decido che la mia esperienza in Veneto Stato finisce lì. Amici come prima, se fate qualche iniziativa positiva vi do pure una mano. Ma non posso far più parte del partito. Stesso discorso vale per Indipendenza Veneta che, nel frattempo, sceglie un'intelligente strategia di lobby indipendentista nei confronti del Consiglio Regionale del Veneto, che porta all'approvazione della Risoluzione 44. A dicembre lancia una nuova raccolta di firme (30.000) a cui, nel mio piccolo, ho collaborato e che proprio oggi vengono consegnate alla Commissione Europea. Inoltre viene commissionato un sondaggio scientifico sull'indipendenza del Veneto, analogo a quello già effettuato 12 mesi prima. Tutto molto bello.
Dal punto di vista "squisitamente partitico" invece non è tutto così roseo. Se il candidato sindaco vicentino di Veneto Stato, Davide Lovat, comincia la sua campagna elettorale schierandosi contro le aperture domenicali dei negozi, l'omologo candidato trevigiano di Indipendenza Veneta, Alessia Bellon, propone per Treviso di "creare un nuovo quartiere museale, con un grande museo di arte moderna". Unico obiettivo, tanti saluti. Panem et circenses, as usual. 
Come se non bastasse con un preavviso di nemmeno una settimana, anche IV decide di convocare un'assemblea dei soci per decidere se partecipare o meno alle elezioni politiche italiane. Saranno i soci a decidere no? La Democrazia vincerà ancora una volta, che c'è di male? Per carità, niente. Ma mi permetto,  dall'esterno, di stigmatizzare alcuni "meccanismi" della democrazia e suggerire una riflessione ai soci: molto probabilmente i sostenitori della partecipazione alle politiche non saranno equamente distribuiti tra l'assemblea, ma saranno più facilmente coloro che dagli esiti di queste elezioni hanno maggiormente da guadagnare, tipicamente i vertici. Gli stessi che hanno presentato sul sito e alla stampa gli esiti del sondaggio ma si sono riservati per l'assemblea l'esito della domanda relativa al voto potenziale per Indipendenza Veneta, per "effetto sorpresa". Come si sa: in democrazia sono tutti uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri. Ma quanto sarà questo famigerato potenziale? Il 10%, il 15%? Dovrebbe fare qualche differenza? 
Qualunque sia questo risultato voglio aiutare ad interpretarlo, per evitare false illusioni: nell'analogo sondaggio del gennaio scorso a Veneto Stato veniva dato un potenziale elettorato pari al 4,5%. 4 mesi dopo, a seguito di un'intensa campagna elettorale e di innumerevoli convegni, il risultato ottenuto contando SOLO quei comuni dove VS ha presentando delle liste (quindi presumibilmente i più "forti") è stato dell'1,85% (qui il foglio di calcolo con i dati dettagliati). Il dato sul potenziale elettorato dato dal sondaggio infatti è enormemente sovrastimato, al limite di non avere alcuna attendibilità, dal fatto che l'intervistato è influenzato dal rispondere a delle domande che hanno come tema l'indipendenza e del non avere al momento dell'intervista idea della panoramica delle scelte che gli si presenteranno in cabina elettorale. Qualsiasi valore abbia quel dato, prendetelo, toglieteci i voti sottratti dalle altre liste indipendentiste, toglieteci il supporto dei volontari contrari alla scelta delle politiche, toglieteci quelli che alla fine seguono i "grandi" per via della (insulsa) teoria del "voto utile" ed ecco spiegato perché credo che il valore risultante possa essere almeno 7-8 volte più grande del valore reale.

Concludo augurando buon voto ai soci...poi se qualcuno mi spiega anche perché, considerato tutto questo, non dovremmo aspettarci che VS e IV non facciano la fine della Lega Nord, avrà la mia eterna gratitudine. 

giovedì, dicembre 06, 2012

Silvio se mi assumi come consulente elettorale ti faccio ri-vincere le elezioni, ecco come:

Visto il "successo" della pubblicazione su FB, "promuovo" la nota riveduta e NON corretta, anche qui sul blog.

15 Dicembre: Conferenza stampa. Dichiari che sei sempre stato omosessuale e i bunga-bunga erano una reazione alla mancata accettazione della tua sessualità.
20 Dicembre: Rilasci un’intervista in cui affermi che durante il tuo percorso politico hai sempre solo cercato il consenso dagli altri. Hai fatto alleanze sbagliate perché c’era un tuo amante segreto che ti minacciava di rivelare tutto ai media: La Russa (pure lui segretamente frocio).
15 Gennaio: Vai a C’è posta per te a raccontare che tuo padre non ti ha mai voluto bene. La De Filippi ti fa incontrare Celestino Berlusconi, un tuo zio argentino, che dopo il tuo ravvedimento ha deciso di reincontrarti dopo tanti anni. All’interno della trasmissione,dopo il canonico abbraccio, si scopre che Celestino è il tuo vero padre.
30 Gennaio: Annunci la creazione del nuovo Trofeo Celestino Berlusconi. Sarà un esagonale tra Juve-Milan-Inter-Napoli-Lazio-Roma. Sarà un “Trofeo Nuovo, nel nome dell’Amore”. E verrà giocato a San Valentino e trasmesso in diretta su Canale 5.
4 Febbraio: Studio Aperto lancia il servizio bomba. Viene interrotto uno degli importantissimi servizi di Silvia Vada sul meteo per rivelare nuove foto scottanti di Corona più un’intercettazione telefonica a dimostrare che Emilio Fede e Sandro Bondi per anni hanno cospirato contro di te. Fede negli ultimi 10 anni ti ha drogato durante i festini del bunga bunga, Bondi poi ti controllava politicamente.
5 Febbraio: Dichiari che cambierai sesso. Alle elezioni ti presenterai come Silvia.
6 Febbraio: Villa Certosa sarà trasformata in una comune stile hippie. Quindi droga e sesso libero come prima, ma l’arredamento diventa da pezzenti.
7 Febbraio: Annunci la tua lista civica: “La Verità e l’Amore trionfano su tutto”. Il simbolo è costituito da una Citroen Dyane rosa e una pianta di Aloe.
8 Febbraio: Annunci che paghi tu di tasca tua il debito pubblico del Gibuti. Perché adori quei poveri negri (studiare meglio la dichiarazione…). Costo dell’operazione: 23 milioni di euro. Bono degli U2 ti telefona per darti il suo appoggio. Ci butti sopra altri 36 milioni di euro e lo convinci a fare da testimonial per te.
9 Febbraio: Tua partecipazione alla prova del cuoco. Con la Clerici prepari il risotto alla milanese, con l’ingrediente tuo segretissimo. La Clerici in cambio della tua partecipazione, deve prestarsi ad una piccola bugia: assaggiando il tuo risotto si dimostrerà sconvolta. Capirà in quel momento di avere assaggiato quel risotto 15 anni fa alla mensa dei poveri di Paderno Dugnano, dove il sabato pomeriggio dopo le riprese di Dribbling andava a caccia di qualche straccione che se la bombasse (questo dettaglio può essere mascherato…), da allora non ha mai più assaggiato un risotto alla milanese come quello. Tu confessi in diretta che eri proprio tu che andavi a cucinare lì. Ripresa del pubblico di casalinghe commosse.
10 Febbraio: Irrompi nello studio di Uomini e Donne e convinci 3 corteggiatrici a lasciare perdere il tronista e di iscriversi a Scienze dell’Interculturalità. Pagherai tu gli studi. Poi stendi con un pugno il tronista che reclama le sue squinzie, urlandogli “ti insegno io il rispetto per le donne!”.
11 Febbraio: Viaggio a Medjugorie con le ragazze di Donnavventura. Tutte convertite. Paolo Brosio fa sul posto una diretta di 7 ore al termine della quale gli riveli di essere suo padre. Segue speciale di Salvo Sottile sul tema “Berlusconi si è trombato la Sig.ra Brosio. Santo, Martire o semplice benefattore?”
12 Febbraio: Partecipi a tutti pazzi per la spesa. Ti hanno sempre dipinto come un ricco edonista. Ma la realtà è che negli ultimi 20 anni hai raccolto 37mila coupon. Il pubblico da casa può votare se devi andarli a riscuoterli alla Esselunga e condannare Caprotti al fallimento. Pilotare esito del sondaggio, poi regalare tutti coupon ad una comunità albanese in un paese con il supermercato più vicino a 750 km di distanza.
13 Febbraio: Annunci la tua lista di candidati: Tu, Antonella Clerici, Vladimir Luxuria, CentopercentoBrumotti, Mauro Corona, La sosia porno di Arisa, Silvia Toffanin, Roberto Carlino di Immobildream, Mauro di Francesco, Jo Bastianich, Lorella Cuccarini, i Freher Chaos, il figlio di Renato Pozzetto (spingere di più gli spot di Oro Cash!), Tata Lucia, Cristina D’Avena.
14 Febbraio: Primo Trofeo Nuovo nel Segno dell’Amore Celestino Berlusconi a San Siro. Tutte le squadre a fine serata sono a pari punteggio (usare le nuove regole dell’Uguaglianza inventate al momento per giungere a questo risultato). Si propende per assegnare il premio ai calci di rigore, ma quando il primo giocatore si appresta a calciare il penalty, irrompe dagli spalti un giovine straniero, rispondente al nome di Spitty Cash, che vuole lanciare un “messaggio forte”. Allora, tu, Silvio, dalla tribuna chiedi che gli venga dato un microfono per sentire cos’ha da dire il giovine. Spitty Cash dice di guardarsi attorno e vedere solo “bambini povri”. Tu annuisci e dai il consenso che il Premio Celestino Berlusconi in acciaio 18/10 venga venduto su ebay e il ricavato devoluto alla nuova “Fondazione Spitty Cash a favore dei bambini povri”. A quel punto un palco viene calato dall’alto con dei palloni aerostatici, parte la musica di sottofondo e fa il suo ingresso Bono che canta Where the streets have no name. A fine canzone invita tutti a votare Berlusconi, l’uomo nuovo.

Giorni seguenti: ti gusti il sapore della tua nuova vittoria elettorale.

(QUESTO MESSAGGIO SI AUTODISTRUGGERA’ A BREVE PER NON ROVINARE L’EFFETTO SORPRESA)

martedì, settembre 25, 2012

Daniele Berti, la Palestra della Felicità e Gerry Scotti che viene a casa mia

Come promesso cerco di chiarire la genesi del post pubblicato qualche settimana fa, riguardante la serie di eventi pubblici "4 sere con la Felicità" organizzato dall'associazione "La Palestra della Felicità" con la collaborazione dell'Associazione SalusBellatrix e la sponsorizzazione della Banca Prealpi.
Non conosco personalmente nessuna delle due associazioni, ma grazie ad internet possiamo estrapolare qualche informazione interessante, del tipo:

SalusBellatrix è quella associazione che organizza i fantastici "convegni del 13" a Vittorio Veneto. La lista completa degli eventi è qui, ma mi permetto di segnalare: 
Cancro: Le cure proibite
La fusione fredda:IL NUCLEARE PULITO che ci tengono nascosto
Banca Senza Interessi
Scie chimiche: HAARP cambiamenti climatici
Predatori di organi - trapianto di organi: quello che non ti hanno detto
"La biologia delle credenze": La mente controlla il DNA.
Insomma: la creme de la creme del complottismo.

La Palestra della Felicità è invece un'associazione apparentemente molto più innocua, presieduta dal vittoriese Daniele Berti i cui "metodi comunicativi" abbiamo imparato a conoscere in questa occasione. Abbiamo notato link veramente interessanti sul sito dell'associazione, come quello alla casa editrice Macrolibrarsi, celebre per la pubblicazione di grandi autori del calibro di Monia Zanon...

Ricapitolo l'accaduto in ordine cronologico:
1. Berti realizza questo "manifesto" (notiamo con piacere che il buon vecchio Paint ha ancora molti fan) in cui si lascia intendere (sfido chiunque a dire il contrario) che ci saranno 4 illustri ospiti a Vittorio Veneto.
2. Berti scrive un post sugli eventi sul suo sito, sotto al manifesto, tra le righe che gli esperti spiegheranno la loro esperienza "in video". (E fin qui potrei anche pensare che siano collegati in teleconferenza. FALSO).
3. Berti dà la notizia ai giornali. Ma chissà perché sia Tribuna che OggiTreviso capiscono che gli ospiti saranno fisicamente presenti a Vittorio Veneto.

Foto: E' l'animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi (Seneca

4. Berti rilancia l'articolo della Tribuna intitolato "Arriva in città l'uomo più felice del mondo" sulla pagina FB della sua associazione, senza premurarsi di fare alcuna precisazione, e commenta l'analogo articolo di OggiTreviso per una decina di volte rispondendo ai vari commentatori senza sentirsi in dovere di fare una rettifica. Poi dirà "ma io ho telefonato per chiedere la correzione"!
5. Qui su Facebook chiedo come sia possibile permettersi per un'associazione no-profit un intervento di un prof. di Harvard e Berti mi risponde: "Quando hai imparato ad essere felice sviluppi delle competenze particolari nel Problem Solving per cui le questioni dei costi diventamo marginali e si risolvono sempre in modo molto efficiente."
Allora su OggiTreviso domando chiaramente: "Il Prof. Norton c'è o non c'è? " Berti non risponde altrettanto chiaramente, ma scrive "Come scritto sui materiali pubblicitari dell'evento, il giorno 25 settembre alla biblioteca civica di Vittorio Veneto si potrà assistere ad una relazione del Professor Michael Norton."
6. In seguito ad ulteriori commenti qui su FB e sulla pagina di OggiTreviso in cui altri lettori hanno giudicato ambigua la comunicazione, Berti IERI SERA invia un commento al sito di OggiTreviso per chiedere rettifica, che puntualmente arriva. Peccato che nel frattempo l'articolo in questione sia finito in seconda pagina. Peccato davvero.
Si scoprirà che tutti questi incontri consistono in delle proiezioni di video dei vari (ignari) relatori.

Berti sulla pagina FB di questo evento commenterà così: "Poi sai come si dice in pubblicità che se ne parli bene o che se ne parli male l'importante è che se ne parli", concludendo, con il solito invito ad occuparsi dei problemi ben più importanti che ha il mondo.

Sarà. Per quanto mi riguarda devo fare un annuncio:

DA OTTOBRE OGNI SERA ORE 20.45 A CASA MIA GERRY SCOTTI CON IL SUO NUOVO SHOW 
Un evento in collaborazione con Mediaset e Canale 5, dove il popolare presentatore televisivo interverrà, in video, per allietarci con il suo inarrivabile carisma. Posti limitati.

PROSSIMAMENTE RIBATTERO' ALL'UOMO PIU' FELICE DEL MONDO CON L'UOMO PIU' FELICE DI SPRINGFIELD!


giovedì, settembre 06, 2012

Gli "ospiti" dei convegni del Sig. Daniele Berti


Traduzione: "Diego, sfortunatamente non ho mai sentito parlare di questo evento e loro non dovrebbero inserire in quella lista il mio nome come relatore."

Pagina sul sito di Harvard del Prof. Norton da cui è stata copiata l'immagine del "Vip":  http://drfd.hbs.edu/fit/public/facultyInfo.do?facInfo=ovr&facId=326229

Confrontare con:

Intanto pubblichiamo questo, seguirà qualche spiegazione...

giovedì, luglio 12, 2012

La parabola di Rambo e Berlusconi

Se Rambo si fosse limitato al primo, il mondo sarebbe un po' migliore.

Click sulla foto per ingrandire.

giovedì, giugno 14, 2012

Crisi Economica 4 Dummies: Non desiderare la patata d'altri

Ai tempi dei nostri nonni, in Italia, e ancor di più qui in Veneto, eravamo in grande maggioranza contadini.
C'era miseria e le risorse dovevano essere impiegate tutte per sfamare la prole, mettendo in secondo piano l'istruzione. Per questo i nostri nonni erano mediamente ignoranti, ma alcune cose le conoscevano bene. Sapevano, per esempio, ciò che era di loro proprietà e ciò che non lo era.
Sapevano di avere il diritto a mangiare quello che riuscivano a produrre ed il diritto a lavorare il loro pezzo di terra come meglio ritenevano.
Sapevano che la porzione che si sarebbero trovati sul piatto dipendeva fortemente da quanto sgobbavano, ma anche da una certa dose di fortuna. Sapevano che se il loro raccolto di mais fosse stato decimato dalla grandine, anche la loro dose di polenta si sarebbe ridotta. Eppure non si sognavano nemmeno di andare a reclamare da qualcuno la polenta mancante. Sapevano anche che se i vicini avessero avuto la fortuna di avere un terreno migliore, a parità di lavoro le patate dei vicini sarebbero state più grosse e numerose. Ciononostante i nostri nonni, si sarebbero sentiti dei criminali ad avanzare diritti sulle patate altrui.

Poi venne l'era dei nostri genitori che - chi più chi meno - ebbero la fortuna di godere dei benefici della divisione del lavoro. Il piccolo capitale (culturale, tecnologico ed economico) duramente conquistato dai nonni, permise loro di specializzarsi in altri lavori. Fu così che i nostri padri scoprirono come si trovassero molte più patate e molta più polenta nel piatto stando seduti davanti ad un tecnigrafo a disegnare un nuovo aratro per i trattori, piuttosto che andando direttamente nel campo a zappare.
Arrivò il "benessere": la divisione del lavoro era sempre più evoluta e gli scambi sempre più vari e globali. Non più solo polenta e patate dal proprio lavoro, ma qualsiasi genere di bene proveniente da ogni parte del mondo. I nostri genitori, grazie all'istruzione divenuta alla portata di molti, divennero mediamente più colti e preparati della generazione precedente che aveva dato loro i mezzi economici per studiare. La loro preparazione gli permise di ottimizzare la produzione e gli scambi, creando così nuova ricchezza. Purtroppo, a fronte di tante nozioni così importanti apprese dalla generazione dei nostri padri e delle nostre madri, molti di loro ne disimpararono una ancor più fondamentale. Si diffuse massivamente tra quella generazione un vecchio virus che mirava a distruggere i concetti basilari ben noti, non solo ai nostri nonni, ma ai più lontani antenati a cui potremmo riuscire a risalire. Il concetto del nonno secondo cui se produci 5 patate, non puoi pretendere di mangiarne 6, diventava vetusto, antiquato, ottocentesco.
Ognuno ha diritto ad una razione "equa" e ad un lavoro "dignitoso".
Quant'è la razione "equa"?  Chi decide come dev'essere il lavoro per essere "dignitoso"? Da chi la prendo la patata mancante? Si chiedeva il nonno.
"La Società, il Popolo...Noi! Noi produciamo e decidiamo, vecchio ignorante!"
I nostri genitori si divisero tra profeti, fedeli, indifferenti ed impotenti all'avanzare del nuovo Credo.
Probabilmente i nonni, fidandosi dei loro figli istruiti, non osarono opporsi al Sol dell'Avvenire pur continuando a non capire dove si trovassero tutti questi contadini disposti a zappare la terra per cavar patate che sarebbero finite in buona parte su tavole altrui.
Il fatto che i nonni non capissero, non era un vero problema. Il vero problema è che nemmeno la Realtà delle Cose "capiva". La Realtà delle Cose - questa cocciuta - insisteva a riproporsi secondo la primitiva logica delle cause che generano effetti. La Realtà delle Cose (maledetta anarchica!) se ne fregava bellamente dei nuovi dogmi secondo cui ad ognuno, per legge, dovessero spettare 6 patate. Per la Realtà delle Cose il numero di patate a disposizione non era una variabile indipendente decretabile per legge, ma il prodotto di un motore alimentato da una complessa miscela di incentivi, sacrifici, idee, scelte ed ambizioni individuali. Per tutta risposta i nuovi profeti decisero che per il perseguimento del bene comune, la Realtà delle Cose si sarebbe dovuta piegare alla Volontà Popolare. Fu così che venne messa democraticamente in minoranza. Ma più il "Popolo", oramai convinto del diritto divino delle 6 patate, pretendeva dal motore del benessere, più la Realtà delle Cose si ribellava e cinicamente occultava il carburante. Provarono di tutto: crearono nuovi "lavoratori" mantenuti dalla collettività proprio con lo scopo di gestire la produzione collettiva di patate e la sua allocazione. In risposta alle carestie di patate cominciarono addirittura a stampare dei buoni-patata cartacei che davano diritto alla riscossione di una patata e li distribuirono ai bisognosi. Ma più si pretendeva, meno si otteneva. Di chi era la colpa? Chi si fregava le patate mancanti? Perché nonostante tutti questi nobili sforzi collettivi per l'appagamento delle esigenza del popolo, mancavano sempre più patate? La generazione dei nostri genitori si poneva ostinatamente queste domande e giunse alla conclusione che la soluzione fosse...impiegare ancor più risorse nella lotta alla maledetta Realtà delle Cose. Forse temevano di porre tutte queste domande ai propri genitori per il timore di sentirsi rispondere che l'unico posto dove si potevano trovare ulteriori patate era il campo. No, troppo naif. C'era per forza qualcuno o qualcosa che si fregava le patate. Negli anni si scoprirono svariati colpevoli: il Capitalismo, lo sfruttatore borghese, il consumismo, l'avidità, l'ingordigia, l'egoismo. Furono tutti processati e fucilati in pubblica piazza. Ma le patate continuavano a latitare.

Sono passati tanti anni, le patate latitano sempre più ed ora sarebbe il nostro turno. Spetterebbe a noi, ora, generazione dei videogames e degli esagerati anni '80, far progredire il benessere, toccherebbe a noi ora trasformare l'eredità dei nostri genitori in ricchezza come loro hanno fatto con i loro genitori. Sarebbe nell'evoluzione naturale del progresso, ad esempio, cercare di informatizzare la gestione della costruzione di quel famoso aratro al fine di aumentare l'efficienza della produzione di patate e creare nuova ricchezza. Invece, non ci sono più patate per mantenerci mentre studiamo il metodo per migliorarne la produzione. Stavolta la Realtà delle Cose pare che sia incazzata sul serio.
Ancor più nuovi profeti, figli dei precedenti "nuovi profeti" hanno già pronti i colpevoli: stavolta si chiamano "speculatori", "mercatismo", "banche", "finanza", "agenzie di rating". Il loro peccato mortale pare sia  principalmente quello di preferire le patate reali ai buoni cartacei con su scritto "patata omaggio".

Siamo realmente convinti che possa essere un nuovo rito sacrificale a darci le patate che ci spettano?



martedì, maggio 08, 2012

Risultati Elezioni Comunali Conegliano 2012 VS. Pronostico


A scrutini conclusi vediamo se/quanto posso vantarmi delle mie abilità predittive...
In grassetto colorato i risultati definitivi (fonte)
Posso dire che sottostimato il risultato della Lista Civica Bene Comune (Signor salvene...) ho cannato in pieno i risultati del Movimento 5 Stelle (veramente eccezionale il loro risultato) e della Lega Nord per cui il 5% è da considerarsi un vero e proprio disastro (nel 2007 il 7% era ottenuto in coalizione col Pdl, dove notoriamente la Lega soffre).
Per il resto...ammettiamolo...ho rasentato la PERFEZIONE!

Floriano Zambon (PdL + varie liste "civiche"): 46% --- > 46,84%
Giovanni Bernardelli (Lega Nord): 11% --- > 5,01%
Antonio Fojadelli (PD, Terzo Polo + varie liste "civiche"): 30% --- > 28,82%
Pierluigi Ronzani (Veneto Stato): 2,5% --- > 1,96%
Luigi D'Este (Movimento 5 Stelle): 5% --- > 9,55%
Marco De Toffol (SEL, IDV): 4% --- > 4,00%
Gabriele Zanella (Bene Comune): 1% --- > 3,22%
Stefano D'Intinosante (Partito Comunista dei Lavoratori): 0,5% --- > 0,6%

Affluenza: 61% --- > 60,9%

venerdì, maggio 04, 2012

Elezioni Comunali Conegliano 2012: pronostici

Divertiamoci un po' a pronosticare i risultati delle prossime elezioni comunali di Conegliano, aiutandoci, per quel poco possibile, con le proiezioni dei sondaggi nazionali su scala locale e mettendoci "del nostro".

Floriano Zambon (PdL + varie liste "civiche"): 46%
Giovanni Bernardelli (Lega Nord): 11%
Antonio Fojadelli (PD, Terzo Polo + varie liste "civiche"): 30%
Pierluigi Ronzani (Veneto Stato): 2,5%
Luigi D'Este (Movimento 5 Stelle): 5%
Marco De Toffol (SEL, IDV): 4%
Gabriele Zanella (Bene Comune): 1%
Stefano D'Intinosante (Partito Comunista dei Lavoratori): 0,5%

Affluenza: 61%

giovedì, maggio 03, 2012

Pagelline Conegliano 2012

A 5 anni di distanza dalla prima edizione, ripropongo -in versione austerity dati i tempi di crisi- le pagelline dei candidati alle prossime elezioni comunali di Conegliano. Questa volta da "esterno" dato che, essendo diventato da poco residente a Vittorio Veneto, ho rinunciato al diritto di illudermi di poter contribuire alla scelta del successore del simpaticissimo Alberto Maniero.

Partirei quindi con la classifica, proprio dal predecessore e probabile successore di Alberto Maniero:
VOTO 3 ai 100 giorni di Floriano Zambon (PDL): che non è il sequel di un film di Pasolini, ma...pure peggio.

 
Leggere per credere: 16 punti in 100 giorni. Proposte di riduzione di spesa: 0/16. Modalità di finanziamento di tali opere: non pervenute. Come si potranno finanziare quindi i punti fondamentali di questo fast program come 1) Rilancio degli asili nido, 2) Riapertura ludoteca comunale, 3)  Assegnazione spazi alle Associazioni cittadine nella Casa delle Associazioni? L'ipotesi più accreditata e  realistica è che il Comune di Conegliano batterà una nuova moneta: il Monteganio. Mugabe docet.
Zambon si sta apprestando a concludere la tipica parabola del politico locale italiano: brava persona, attentissimo e diligente amministratore della cosa pubblica, ad un certo punto, forte dei consensi che la popolazione gli attribuisce per come ha svolto i suoi compiti (evidentemente bene), si autoconvince che i suoi compiti siano in realtà molti di più. Perché fermarsi alla pulizia di strade e marciapiedi, quando si può mirar alla ben più nobile nettezza dei culi di infanti ed anziani della comunità? E li chiamavano liberali.
VOTO 4 allo slogan di Gabriele Zanella (LISTA CONEGLIANO BENE COMUNE): "Conegliano è un bene, non una merce" dice lo Zanella. "Merce": bene economico suscettibile di essere scambiato dice (perfino) Wikipedia. E' vero, quindi, che non tutti i beni sono merci, ma ogni merce E' un bene, per definizione. Sono buono: facciamo finta che ti sei scordato un "ma" e torni a settembre un po' più preparato? Consiglio: magari fai anche un lieve arrangiamento del nome della lista, in modo che chi ci si imbatte non si aspetti di trovarci Candy-Candy candidata Sindaco e i Mieiminipony come consiglieri? Non serve poi tutta sta fantasia, basterebbe anche un semplice Lista Conegliano Comune per Bene...

VOTO 5 al manifesto elettorale di Pierluigi Ronzani (VENETO STATO): come Zambon pecca di bulimia statalista, ma perlomeno, con la rivoluzionaria proposta di Indipendenza del Veneto, può dire di aver indicato dove andrebbero reperite le risorse economiche. Solo non capisco perché impegnarsi a fare un libretto divulgativo fantastico per poi tappezzare le città con una foto a braccia conserte e sguardo "indisposto" che pare il papà di Alessia Marcuzzi nella pubblicità dell'Activia col Bifidus Actiregularis, prima della cura di yogurt. 
 
Togliete i vari loghi, provate ad aggiungere la didascalia "INTESTINO PIGRO?" e poi ditemi che non ho ragione.

VOTO 8 al coraggio di Antonio Fojadelli (PD): un altro vittoriese, che, come me, non può votare, però può farsi votare. L'ex procuratore capo sta reagendo veementemente alle illazioni che stanno circolando insistentemente negli ultimi giorni di campagna elettorale. La prima riguarda il motto scelto dal candidato per queste elezioni: "Condividiamo la speranza! Condividiamo l'entusiasmo". Proprio oggi il Partito Democratico ha emanato il seguente comunicato stampa: "Respingiamo all'ignoto mittente con decisa fermezza l'infamante calunnia che il motto della campagna elettorale coneglianese "Condividiamo la speranza! Condividiamo l'entusiasmo" non sia un frutto originale delle menti dei nostri esperti di marketing, ma possa essere stato copiato. E' perciò da ritenersi una normale coincidenza che tale motto fosse già stato adottato dall'A.C.R. di Collalbrigo nel corso dei Camposcuola dell'estate 1998."
La seconda illazione fatta circolare dai suoi detrattori è ancor più sconvolgente: la celebre FacebookStar conosciuta in rete con lo pseudonimo di "El Re dea Grassa" in realtà quando è vestito "da festa" sarebbe proprio Antonio Fojadelli!
Si attende tuttora ufficiale smentita a riguardo dal diretto interessato (El Re dea Grassa).

 


VOTO 10 al Convegno sul Lavoro di Marina Buffoni (PDL): la consigliera coneglianese di Destra-che-più-destra-non-si-potrebbe, già nota da queste parti per la geniale proposta di rendere gratis i parcheggi a pagamento del centro durante il periodo pre-natalizio (quando anche quelli a pagamento sono pienissimi), oggi organizza un Convegno sul Lavoro.
Sul lavoro. A che ora? Alle 12.00. Di giovedì. Sul lavoro.
Relatori? Tre politici.
Titolo? La verà libertà è il lavoro. Orwell sarebbe orgoglioso di te, Marina.
"Il lavoro rende liberi" era sotto copyright?

martedì, maggio 01, 2012

Kill Pil - Budd Monti


...ovviamente non "meritano di morire", ma di passare il resto della loro vita a lavorare onestamente come i normali cristiani sì! ...peggio ancora, dite?!

giovedì, marzo 01, 2012

L'ombra dello Stato sul sedile reclinato

Oggi ho letto questo articolo de L'Indipendenza in cui si espone la proposta di un consigliere della Lega Nord di Bolzano della realizzazione di "Parcheggi dell'Amore" da parte - ça va sans dire - dell'Amministrazione Comunale. In pratica si tratterebbe di un parcheggio a pagamento appositamente realizzato per le coppie che vogliano consumare in auto, camporella style, ma al riparo da sguardi indiscreti e malintenzionati. Secondo il leghista bolzanino Degasperi, il comune, nell'ottica del bene della collettività ovviamente, avrebbe potuto offrire un tale servizio a 5 euro l'ora. E così mi sono ricordato di aver visto proprio una struttura di questo tipo lungo l'orribile statale Paullese, in una zona industriale del Cremasco. Mi divertì così tanto che feci queste due foto al Luna Parking:



Solo oggi, facendo qualche ulteriore ricerca ho scoperto che questa struttura, qualche anno fa, ebbe il suo piccolo ritaglio di celebrità.

Il Luna Parking, che potrebbe essere considerato il più economico dei motel, è un'iniziativa di un privato, Marco Donarini, ex imprenditore nel campo del calcestruzzo. E' stato realizzato senza spendere denaro pubblico e fregandosene degli interessi della collettività pratica queste tariffe:
5,00 € = 1 ora; 8,00 € = 2 ore ; 10,00 € = no stop
Aperto 24H con cassa automatica e impianto di videosorveglianza sempre attivo.

Conclusioni: non ho mai capito cosa sia realmente il "bene della collettività", ma se un giorno lo capissi ho forti dubbi che tale concetto potrà coincidere con un "posteggio ciullata". E anche se fosse...signori: sarebbe l'ennesima dimostrazione che lo Stato è la struttura meno idonea a realizzare il bene collettivo. Neanche a copiare bene è capace.

giovedì, febbraio 23, 2012

Teorema del pagare tutti per pagare meno. Rigorosa dimostrazione.

Ipotesi: sia l'Italia uno Stato con una gestione delle finanze pubbliche accorta e coscienziosa come quella di un eroinomane disoccupato col vizio dei videopoker.

Tesi:
se tutti pagassero le tasse tutti potrebbero pagare meno tasse
(  D[PressioneFiscale(Evasione)] < 0  )


Dimostrazione: 
  • Il Premier Mario Monti (la cui infallibilità è assunta dall'omonimo assioma) ha negato la garanzia del Governo alle Olimpiadi di Roma del 2020 motivando la sua scelta sostenendo che il pessimo stato dei conti pubblici non permette tali spese. Ergo, (A)"se i conti pubblici lo permettessero, si potrebbero finanziare le Olimpiadi di Roma del 2020".
  • Ma per il Teorema del Boccalone sappiamo anche che "se tutti pagassero le tasse, i conti pubblici sarebbero in salute" quindi se tutti pagassero le tasse, si potrebbero finanziare le Olimpiadi romane con ulteriore denaro pubblico.
    Formalmente quindi possiamo affermare: (B)"Se tutti pagassero le tasse, tutti potrebbero finanziare le Olimpiadi di Roma del 2020".
  • Ma ora, nessuno ci vieta di definire, per comodità, la lunga locuzione "finanziare le Olimpiadi di Roma del 2020" con il più pratico "pagare meno tasse" ed ecco che (B) diviene "Se tutti pagassero le tasse, tutti potrebbero pagare meno tasse".
Q.E.D.

mercoledì, settembre 21, 2011

Udite-udite!

L'anonimo commentatore del post sul libro di Caprotti precisa e completa nello spazio dei commenti, l'informazione sul suo amico che lavorava all'Esselunga.
Preghiamo quindi tutti i lettori di AtrocePensiero di annotarsi che:


"non se ne è dovuto andare, ha soltanto cambiato lavoro quando ne ha trovato uno migliore (cosa non difficile, anche in tempi di crisi, rsipetto all'Esselunga)."

ESTICAZZI/2

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