lunedì, febbraio 28, 2005

MINISTRI A CONFRONTO: Sanita'

Mi piace criticare i politici, ma ritengo che per potersi permettere questo lusso si debba impegnarsi in prima persona per dimostrare, con dati e fatti, ciò che va e ciò che non va. Ma soprattutto chi bisogna salvare e chi bisogna gettare.

Proprio perchè credo nelle persone e penso che un buon ministro valga più di 100 parlamentari, cominciamo con qualche breve auto-biografia tratta dai siti dei diretti interessati.
Lascio a voi le prime considerazioni:

MINISTERO DELLA SANITA'

La Sanità vista da sinistra si chiama:
Rosaria "Rosy" Bindi

Ministro della Sanità dal 17.05.1996 al 25.04.2000 nominata da Prodi è stata riconfermata sia nel primo che nel secondo Governo D'Alema. D'Amato, incaricato di formare un governo "tecnico" dopo le regionali del 2000 che portarono D'Alema alle dimissioni da premier, affido' il ministero' della Sanita' al Prof. Umberto Veronesi, personalita' di spicco nel mondo della medicina.




E’ nata il 12 febbraio 1951 a Sinalunga, nel cuore della Valdichiana tra Siena e Arezzo. E’ rimasta legata alla sua terra e al suo paese che non ha mai abbandonato. Fin da quando si è spostata a Roma, per studiare all’Università, ha sempre cercato di tornare a casa almeno una volta alla settimana. Vive con i genitori, babbo Pietro e mamma Melfi, ha una sorella, Paola, e due nipoti, Margherita e Andrea.

Entra nella politica attiva nel 1989, quando si candida ed è eletta al Parlamento europeo, nella circoscrizione Nord-Est. Una scelta imprevista ma tutt’altro che estranea all’impegno ecclesiale e sociale che caratterizza Rosy Bindi fin dall’adolescenza. Giovanissima si iscrive all’Azione Cattolica, cresce nel clima appassionato e militante di rinnovamento e riscoperta ecclesiale aperto dal Concilio Vaticano II.
A 18 anni si trasferisce a Roma per studiare scienze politiche alla Luiss. Suo maestro è Vittorio Bachelet, con il quale stabilisce un intenso rapporto di studio e ricerca ma anche di condivisione ideale e di impegno religioso. Sono gli anni della tensione e della violenza, segnati dalla strategia della tensione e dal nascente brigatismo rosso. E’ al suo fianco, la mattina del 12 febbraio del 1980 quando viene ucciso dalle BR.
Dall’84 all’89 è vicepresidente nazionale dell’Azione cattolica.In poco più di un decennio si impone come una delle figure di spicco del rinnovamento del sistema politico italiano e si fa interprete della tradizione del cattolicesimo democratico che ha i suoi maestri spirituali in Dossetti, La Pira, De Gasperi, Moro e Bachelet.
Nel 1993 è segretario regionale della Dc in Veneto prende le distanze dal ceto politico coinvolto in Tangentopoli e promuove la nascita del Partito Popolare italiano.
Eletta alla Camera dei deputati nel ’94 conduce nella Commissione di Vigilanza Rai una ferma opposizione al Governo Berlusconi.
Nel ’95 contrasta il tentativo di Rocco Buttiglione di portare il Ppi a destra sotto la tutela di Forza Italia e dopo la scissione diventa responsabile comunicazione del partito. Nel ’96 è tra i fondatori dell’Ulivo e dopo la vittoria elettorale entra nel Governo Prodi come Ministro della sanità, incarico confermato fino alla crisi del secondo governo D’Alema, dopo le elezioni regionali della primavera 2000.
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La sanità vista da destra si chiama:
Girolamo Sirchia

Ministro della Salute nominato da Berlusconi il 29.05.2001 sostituito da Francesco Storace nel Berlusconi III il 23.04.2005.




Nato a Milano il 14 settembre 1933. Sposato, ha due figlie. Laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano, è specializzato in Medicina interna e in Immunoematologia.

È libero docente in Semeiotica medica e in Ematologia.

Dal 1973 è primario del Centro trasfusionale e di immunologia dei trapianti del Policlinico di Milano.

Fondatore del Nord Italia Transplant, di cui è presidente, e segretario della Federazione delle società medico-scientifiche italiane.

Ha partecipato a numerose commissioni e gruppi di studio istituiti dal Ministero della Sanità, del Comune di Milano e della Regione Lombardia, su varie tematiche (tra cui, revisione della farmacopea, sangue, lotta all'Aids, riordino dei policlinici universitari, riforma sanitaria, cellule staminali, ecc.).

È stato presidente della Società italiana trapianti d'organo e membro del Consiglio superiore di Sanità. Esperto di organizzazione sanitaria.

Ha pubblicato oltre 750 lavori scientifici sulle principali riviste internazionali, in particolare su trasfusioni e immunologia e organizzazione dei trapianti.

Prima dell'incarico di Ministro è stato Assessore ai servizi sociali del Comune di Milano dal 1999.

Aggiornamento: in serguito alla crisi di governo, il Prof. Girolamo Sirchia è stato pregato di togliere il disturbo. Un vergognoso rigurgito di vecchia politica ha portato alle dimissioni di un serio professionista per lasciare una poltrona libera a un politicante, per giunta perdente. Erano anni che non assistevamo ad un tale teatrino. Quand'è che potremo avere un governo che duri una legislatura, sostenuto da una coalizione che si attenga al programma elettorale prestabilito, invece di usare ogni consultazione elettorale come pretesto, anzi ricatto, per ottenere più potere?
Se i Follini, i Fini e i De Michelis sognano una politica fatta da una concertazione continua e perenne fra partiti di una coalizione al fine di mantenere il potere più a lungo possibile, allora ce lo dicano. Chiameremo Andreotti e lo metteremo a Palazzo Chigi. Acclameremo De Mita suo vice. Perchè in quella politica loro due erano insuperabili.

1 commento:

lisa ha detto...

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