lunedì, ottobre 31, 2005

Da oggi il Veneto e' piu' piccolo...

...di esattamente 54,32 km quadrati. Puo' sembrare un insignificante pezzettino di terra paragonato alla vastita' della Regione Veneto. Ma non e' cosi'. Perche' quei 5400 ettari di montagna corrispondono al territorio di Lamon che oggi, con un referendum, ha chiesto di passare dalla provincia di Belluno, Regione Veneto, alla Provincia Autonoma di Trento. E allora quei terreni irti e isolati che fino a pochi decenni fa costringevano all'emigrazione i poveri montanari volenterosi, assumono ora un valore simbolico immenso.
La fuga del Veneto era stata tentata a maggio di quest'anno anche dal comune di San Michele al Tagliamento, uno dei piu' estesi della provincia di Venezia, che chiedeva di far parte della Regione Autonoma del Friuli-Venezia Giulia. Pur raggiungendo il quorum e ottenendo il consenso del 76% dei votanti, San Michele rimase in Veneto poiche' in questo caso, la legge richiede la maggioranza assoluta degli aventi diritto mentre i SI' furono "appena" il 45% della popolazione.
Intanto, Sappada (BL) guarda con attenzione alla consultazione di Lamon, pensando ad una possibile fuga verso il Friuli.

Forse sarebbe ora di finirla con quell'immagine che i media danno del Veneto e dei veneti descrivendoli come rozzi arricchiti egoisti, mossi solo da avidita' e razzismo.
Forse sarebbe ora di capire le vere esigenze di una regione che si guarda a sinistra e vede una regione autonoma, si guarda a destra e vede addirittura due provincie autonome, si guarda sopra e vede una repubblica federale, si guarda dentro a vede che l'unica sua colpa e' produrre piu' degli altri e ricevere meno servizi.
Non capire questo significa costringere i veneti ad abbandonare il Veneto pur di avere i servizi che si meriterebbero.
Questo e' il VERO federalismo, nient'altro che equita' e meritocrazia.
E' chiedere troppo adottare un sistema vigente in tutti i paesi piu' evoluti?
Se e' chiedere troppo, allora sono d'accordo con lui.
Ovviamente, sono d'accordo anche con il grande Luca Zaia.

mercoledì, ottobre 26, 2005

Moratti: le ragioni degli studenti


Riporto un pezzo che avevo scritto un anno fa, ma che ritorna attuale in questi giorni in cui si discute della pacifica (v. foto) manifestazione degli studenti contro il DDL Moratti.
Alcuni di voi lo ricorderanno, per gli altri spiego brevemente il contesto: l'indomani di una manifestazione contro la riforma Moratti a cui parteciparono un migliaio di persone (cifra dei manifestanti, quindi dubbia) tra studenti, ricercatori, professori e personale amministrativo dell'Universita' che frequento, il giornale locale (che e' del Gruppo Espresso) celebro' questa protesta come un grande successo trascurando che il numero dei soli studenti iscritti e' superiore a 20000. Cosi' ho scritto un articolo altrettanto serio, l'ho stampato, l'ho attribuito al quotidiano in questione e l'ho infilato con maestria dentro la bacheca della lista di sinistra. Il bello e' che l'articolo e' rimasto in bella vista per una quindicina di giorni ed ha addirittura suscitato la protesta di una studentessa "Anti-Moratti" che su un post-it si chiedeva perche' la lista di sinistra esponeva un articolo in cui, secondo lei, i manifestanti non facevano una bella figura. Lascio a voi giudicare, dopo aver letto l'articolo, il quoziente intellettivo, di tale ragazza, significativo esempio della lucidita' del movimento studentesco in questione.

CORTEO CONTRO LA RIFORMA MORATTI: UN SUCCESSO!
Grande partecipazione alla manifestazione universitaria contro il DDL del Ministro Moratti.
Ricercatori, professori e studenti hanno sfilato lungo le vie della città cantando slogan ed esibendo colorati striscioni di protesta. Come al solito c’è stata la guerra delle cifre sulla partecipazione: erano 32 milioni secondo gli organizzatori, mentre non c’è stato alcun corteo per la Questura. Ma quali sono i veri motivi della protesta? Lo abbiamo chiesto agli stessi manifestanti, ecco le loro risposte:
Lorenzo, professore di Lettere
“La riforma è sbagliata e si vede dai risultati che continuano a peggiorare. Il Ministro Moratti deve dare le dimissioni e lasciare il posto a Facchetti che secondo me Ronaldo andava tenuto e Cuper col 4-4-2 andava bene e che non è giusto che arriva Mancini che solo perché gli è simpatico gli fa fare le riforme che favoriscono solo il precariato della squadra. Così non si vince mai…”
Alberto, studente di Medicina
“Io sono contro questa forma della Moratti, perché... secondo me è troppo allungata tipo giraffa… sarebbe una figata se si facesse il corpo tipo a tentacoli…tipo piovra gigante o mega polpo. Se Berlusconi si fa i lifting, perché lei non può farsi della forma che vuole? Con il silicone ormai si può far tutto.”
Marisa, studentessa di Giurisprudenza
“Io sono contro il DDL Moratti e contro tutte le armi chimiche in generale, è giusto bombardare l’Iraq per trovare queste armi (che poi non ci sono) quando il nostro governo le produce spudoratamente?”
Elio, ricercatore in Chimica Applicata
“Sono qui in piazza a manifestare, perché, secondo me, ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere, invece tutti vogliono fare politica. Come regista, Nanni Moratti lo apprezzo molto, ma dovrebbe smetterla con riforme e girotondi e girare un nuovo film”
Flavia, showgirl
“Perché sciopero? Per la pace, l’ambiente e per leggi più dure nei confronti degli animali che vengono maltrattati. Perché contro la Moratti? Più di dirti pace e ambiente, cosa vuoi che ti dica ancora?”
Roberto, studente di Scienze della Comunicazione
“Io sono qui perché mi sta a cuore il nostro futuro e quello delle prossime generazioni. Non voglio un’università di serie A ed una di serie B. Sono contro i cococò che precarizzano i privati e privatizzano i precari e sono qui presente oggi perché voglio sostenere la ricer… ehi, stronzo! Passalo! Io ho saltato un giro! Chi sono Babbo Natale? Io porto la roba e voi ve la fumate…”
Andrea, studente di Psicologia
“Mi si è piantata la Play.
A casa non mi passava un cazzo.”

giovedì, ottobre 20, 2005

Reggiani e Bolognesi lo fanno in 28 secondi


Torniamo sulle famigerate primarie e studiamo un po' piu' a fondo il fenomeno Emilia Romagna, dalla tabella riportata che indica i dati dell'affluenza delle singole province della Regione Rossa vediamo come Reggio e Bologna abbiano staccato tutti. Il capoluogo emiliano si aggiudica il primato con una media giornaliera di 43 secondi per votante, questa volta, pero' non possediamo i dati dell'affluenza alle varie ore, quindi applichiamo il trend regionale (il dato serale e' -37.5% del dato globale) alle singole province ed otteniamo una stima che sicuramente non si discosta molto dal dato reale.
Risultato: reggiani e bolognesi che hanno votato in serata alle primarie hanno impiegato mediamente 28 secondi per:
1. Consegnare il documento e tessera elettorale ;
2. Essere identificati e ricevere una matita e una scheda elettorale (se finite bisogna attendere che venga fatta una fotocopia) ;
3. Firmare (non c'e' tempo per leggere) il progetto per l'Unione ;
4. Dare il contributo di 1 Euro (non c'e' tempo per l'eventuale resto, ecco spiegato il grande incasso...) ;
5. Recarsi in cabina e votare ;
6. Inserire scheda nell'urna, consegnare la matita e ritirare i propri documenti.
Che fenomeni!
Vi stupite? Suvvia, guardateli bene in faccia questi Rossi Bolognesi, non vi accorgete che incarnano il concetto di velocita'?


mercoledì, ottobre 19, 2005

38,12 secondi: Alle primarie vince l'Emilia Romagna

Ecco una tabellina che ho compilato relativa all'affluenza ai seggi di quella "grande prova di democrazia" che sono state le primarie de L'Unione.
Moltiplicando il numero di seggi per il numero di secondi relativi all'intervallo considerato, ho calcolato per ogni regione, quant'e' stato il TEMPO MEDIO DI VOTO, cioe', supponendo che
in ogni istante della giornata in tutti i seggi, ci sia gente che sta votando senza interruzione, il tempo medio di voto e' il tempo impiegato dal singolo elettore per compiere l'intera operazione di voto.
La mia natura scettica mi ha portato ad evidenziare in rosso i tempi inferiori al minuto e in blu quelli inferiori al minuto e mezzo.

Qui c'e' il file .xls con tutti i conticini di cui vedete i risultati qui sopra.
Penso che ogni commento sia superfluo...ma visto che l'intero blog e' superfluo, nel senso di non richiesto, facciamo qualche riflessione:
Intanto, onore all'Emilia Romagna: mostruosi! Con una media giornaliera di 59 secondi da' una sonora batosta alla Toscana (1 min. e 25). A dire il vero non c'e' stata storia fin dall'inizio, l'Emilia e' partita subito con un ritmo mattutino da 80 secondi al voto, contro una media nazionale di 150 secondi, poi, guarda un po' cosa ti combina lo spirito di competizione, tutti si sono impegnati a incrementare il ritmo di votazione, il pomeriggio la media nazionale di attesta a 2'17'' e nella serata gran finale: nelle ultime 3 ore il tempo medio di voto si riduce di 2 volte e mezzo rispetto al mattino. La media nazionale risulta di 64 secondi, ma l'Emilia si distingue sempre: 38 secondi e 12 centesimi per ogni votante! E pensate che han dichiarato che verso sera dovevano addirittura fare le fotocopie delle schede perche' le avevano terminate!
Bah...secondo me e' andata cosi': inizialmente c'era un volontario che contava le persone in fila e s'incaricava di fotocopiare tante schede quant'erano le persone in fila, poi accorgendosi che in questo modo si perdeva troppo tempo e c'era il rischio di perdere la sfida con la Toscana si e' optato per fotocopiarle direttamente in sede di scrutinio...

martedì, ottobre 18, 2005

Di Pietro risponde a questo blog

Premessa: Il 29 settembre Di Pietro scrive un post sul blog di Beppe Grillo contro i malaffari della politica. Siccome cita Pomicino e De Michelis, ma si dimentica di Mastella e De Mita, decido di scrivergli, questa e' l'e-mail che gli ho inviato:


E' inutile scandalizzarsi tanto per Pomicino e De Michelis, se poi non si dice niente di gente come De Mita e Mastella che, come documentato sul mio blog (http://atroce.blogspot.com) truccano le elezioni con l'appoggio di "chissà-quali-amici".

Credo che lei sia l'unico che ha il coraggio di dire certe cose e sebbene io abbia idee politiche di destra, se riesce a trovare ancora un po' di quel suo coraggio da sfoderare contro mostri istituzionali come il Ciriaco nazionale che proprio nei giorni in cui comincia il processo Parmalat, di cui lui non è estraneo, c'è qualcuno che ipotizza una sua candidatura al Quirinale, beh allora, destra o sinistra... chissenefrega...il mio voto alle primarie ce lo avrà!

Saluti Joey


E questa e' la risposta che ho ricevuto venerdi' 14 ottobre da Antonio Di Pietro:


Gentile sig. Joey, rispondo alla Sua mail del 29 settembre e mi scuso per il ritardo ma cerco sempre di rispondere personalmente a coloro che mi scrivono. Grazie per le Sue parole di stima e mi creda, condivido pienamente la Sua riflessione. Purtroppo, in questa particolare fase storica non ci sono altre soluzioni: se davvero vogliamo cambiare l'attuale stato delle cose, dobbiamo fare, ma sottolineo purtroppo, buon viso a cattivo gioco e tenerci i vari De Mita e Mastella!

Per questa ragione sono importanti le Primarie dell'Unione di domani, domenica 16 ottobre alle quali sono candidato. Tanto più, infatti, Italia dei Valori otterrà un buon risultato, tanto più non dovremo far ricorso ad altri ed avremo la forza per raggiungere il nostro obiettivo: riportare la così detta "questione morale" nel Centrosinistra e in quello che speriamo, possa diventare presto il futuro programma di governo del Paese. Ne approfitto comunque per segnalarLe che per conoscere più velocemente il seggio dove andare a votare, può collegarsi al nostro sito web www.antoniodipietro.it , cliccando sul link "trova il tuo seggio". Per effettuare una ricerca corretta, è necessario premunirsi del numero della sezione elettorale nella quale si è iscritti e il nome del Comune di residenza. Questi dati sono presenti sulla Sua tessera elettorale. Mi permetto, infine, di inserirLa nella nostra mailing list. Qualora non fosse d'accordo, La prego di comunicarmelo.

Cordialmente,

Antonio Di Pietro

N.B.: Le parti in rosso, sono state colorate da me.
Purtroppo, com'e' umanamente comprensibile, tale coraggio non e' stato sfoderato, quindi il alle Primarie non ci sono andato.
Voglio comunque evidenziare 2 pregi che Antonio Di Pietro ha dimostrato in questa occasione:
- la schiettezza, nell'ammettere, almeno nel web, la disonesta' di alcuni suoi alleati politici,
- l'umilta', nel rispondere ad un'e-mail inviatagli da uno sconosciuto che non e' nemmeno un suo elettore.

giovedì, ottobre 13, 2005

La Repubblica: lavavetri, Cofferati e Gentilini

Cofferati fa cacciare dai suoi vigili i lavavetri ai semafori bolognesi.
La Repubblica s'inchina a cotanta autorevolezza del cinese e scrive questo.
Ma cosa avrebbe scritto se lo stesso provvedimento fosse stato preso dallo "Sceriffo di Treviso", Giancarlo Gentilini?

Il sindaco leghista schiera i "suoi" vigili contro i lavavetri ai semafori
GENTILINI: "VIA GLI IMMIGRATI DALLE STRADE DI TREVISO"
Il Vescovo ammonisce: "Aiutare i bisognosi e' un dovere di ogni cristiano"

Tolleranza zero. A Treviso non c'è un centimetro di strada per gli immigrati.
E non c'è un millimetro di margine di apertura nella posizione del sindaco
di Treviso, Giancarlo Gentilini, sulla vicenda degli immigrati che non avendo
un lavoro in regola e avendo una famiglia da mantenere, si arrangiano offrendosi di pulire i vetri delle macchine dei trevigiani.
Intervistato da Radio Padania, Gentilini ha ribadito punto per punto il suo
secco "no" agli immigrati: "Si tratta, ovviamente di immigrati che agiscono
senza nessuna autorizzazione dato che non sono previste in nessun ordinamento attività di questa natura. La polizia municipale interverra' per contrastare e perseguire questo fenomeno di illegalita', una provocazione nei confronti di noi cittadini trevigiani che paghiamo le tasse, viviamo in pace e lavoriamo."

Le reazioni del mondo politico e della societa' civile sono di unanime condanna. L'opposizione di centrosinistra in consiglio comunale, insorge per bocca del Capogruppo dei Ds Ernesto Brunetta che parla dell'episodio come ennesimo esempio di incivilta' di un sindaco diventato ormai impresentabile ed inqualificabile. Interviene anche Mirko Dal Negro, portavoce di Multicolor, associazione a difesa dei diritti degli immigrati, che parla di dichiarazioni e provvedimenti della giunta comunale che hanno raggiunto livelli di razzismo inaccettabili nel ventunesimo secolo.

E una velata critica e' giunta anche dal Duomo di Treviso, il Vescovo Magnani, infatti, nell'omelia di domenica, riferendosi chiaramente all'episodio, ha ricordato come sia un dovere di ogni cristiano, accogliere i bisognosi.
Ma chi conosce Gentilini, il personaggio, quello cioè che ha tolto le panchine pubbliche perché non dessero ricovero ai "perdigiorno extracomunitari" o che in passato disse cose tipo "bisognerebbe vestirli da leprotti e fare pim-pim-pim" sa che non ha timori reverenziali neppure nei confronti del Vescovo e ha rincarato la dose: "Non so da che pulpito venga questa predica, noi non tolleriamo la prevaricazione, non vogliamo la sovrapposizione o l'inquinamento da parte di altre leggi. Noi siamo, come ho già avuto occasione di dire, la razza Piave: è una stirpe, che è stata onesta, lavoratrice e rispettosa delle leggi". La "razza Piave" per Gentilini "non ha mai pensato di andare nelle strade degli svizzeri o dei francesi e dei belgi. Ecco dov'è la superiorità della razza Piave. Questo l'ho detto a tutti i livelli e vengo chiamato e tacciato di razzista. Sono convinto di avere interpretato la volontà dei miei cittadini".

Articolo parzialmente inventato da JA e ispirato a
questo

martedì, ottobre 11, 2005

Chi e' che controlla l'informazione?

Carlo De Benedetti, imprenditore "illuminato", poiche' di sinistra, oltre alle "gioiose" (per lui, ma non per il resto del mondo) avventure nel mondo industriale con Olivetti, Omnitel, Infostrada, etc. possiede il piu' grande gruppo dell'editoria (dopo Rcs?), il Gruppo Espresso. E fin qui niente di nuovo.
Carlo De Benedetti e' lo "sponsor" piu' importante dei Ds e anche questo mi sembra un fatto risaputo (e non solo perche' suo fratello Franco e' un senatore dei Ds).
Fatte queste premesse, come devo valutare l'allarmismo di Fassino, Prodi e compagnia rossa che un giorno si' e un giorno anche si lagnano della mancata imparzialita' dei mezzi d'informazione considerando che il Gruppo Espresso, che il diessino CDB controlla, comprende i seguenti media:


Ah...per chi fosse curioso di sapere come si comporta un imprenditore illuminato consiglio la lettura di questo articolo di Antonio Tombolini, tratta dal suo sito www.simplicissimus.it

mercoledì, ottobre 05, 2005

Il calcio come metafora della politica.

Siete disorientati dall'ex Pci che diventa Partito del Socialismo Europeo, da postcomunisti alla Veltroni che dichiarano di essersi iscritti al Pci perche' anticomunisti, da comunisti alla Diliberto che dichiarano "ai mercati vorrei dire che il Paese con la maggior crescita e' la Cina comunista" mentre si parla spesso dello "spietato capitalismo cinese", da socialisti che si alleano con radicali, da liberal socialisti e destre sociali? Avete ragione. Non si capisce piu' nulla!
C'e' la necessita' di una guida per districarsi fra le terminologie oscure delle varie ideologie politico- economiche che parli il linguaggio piu' comprensibile dalla gente comune. Bisogna creare delle definizioni che poggino su un'unica base culturale di cui tutti gli italiani abbiano padronanza. Qual e' quest'unica base culturale? E' ovvio: il calcio.
Eccovi, quindi, un comodo glossario:

Come dovrebbe essere il calcio per:

Ultra liberisti > l'arbitro e' inutile: i giocatori tendono naturalmente alla competizione ed al bel gioco. Vince chi se lo merita.
Liberisti > arbitraggio all'inglese: gioco maschio, si fischia poco, ma quando si fischia scatta facilmente il cartellino. Tolleranza zero sulle simulazioni e sulle proteste. Le decisioni dell'arbitro e il verdetto del campo sono inappellabili, indiscutibili e indipendenti dal contesto di gioco: il regolamento va applicato, non interpretato. L'unica legge dev'essere quella del campo. Rigore e' quando arbitro fischia.
Liberaldemocratici > arbitraggio piu' morbido rispetto "all'inglese", il direttore di gara e' piu' incline a interpretare il regolamento al fine del buono svolgimento dell'incontro e a discutere le sue scelte con i giocatori. Si' alla prova tv per eventuali penalizzazioni a giocatori colpevoli di un comportamento scorretto, ma il risultato valido rimane sempre quello del campo.
Socialdemocratici > il regolamento va interpretato dall'arbitro in modo da favorire sempre la squadra che e' in svantaggio. La moviola in campo puo' essere utilizzata solo a favore della squadra che perde. Il risultato perfetto e' 1-1.
Socialisti > il regolamento (che stavolta va applicato, non interpretato) deve prevedere una ridistribuzione delle punizioni, dei cartellini e dei rigori assegnati durante una partita. Poiche' ci sono giocatori che non segnano mai neanche un goal, le doppiette, le triplette, etc. valgono come un goal singolo. Indipendentemente dal risultato della partita, entrambe le squadre conquistano un punto in classifica, il punto cosi' "risparmiato" viene incassato dalla Federazione e gestito nel-modo-piu'-opportuno-per-il-bene-della-societa'.
Comunisti > giocatori di tutto il mondo unitevi! Strappate le vostre maglie, simbolo dell'oppressione dei potenti sui piu' deboli e dell'ingiusta classificazione del calcio. Abbattete le porte e stracciate le reti poiche' solo un calcio senza goal, puo' essere un calcio giusto, senza ingiustizie, in cui prevalga l'Uguaglianza. Ad ognuno sia dato un pallone e uno spazio nel campo secondo le proprie necessita'. Solo cosi' avremo un calcio giusto con giocatori che possono esprimere realmente le loro capacita'.

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