mercoledì, ottobre 05, 2005

Il calcio come metafora della politica.

Siete disorientati dall'ex Pci che diventa Partito del Socialismo Europeo, da postcomunisti alla Veltroni che dichiarano di essersi iscritti al Pci perche' anticomunisti, da comunisti alla Diliberto che dichiarano "ai mercati vorrei dire che il Paese con la maggior crescita e' la Cina comunista" mentre si parla spesso dello "spietato capitalismo cinese", da socialisti che si alleano con radicali, da liberal socialisti e destre sociali? Avete ragione. Non si capisce piu' nulla!
C'e' la necessita' di una guida per districarsi fra le terminologie oscure delle varie ideologie politico- economiche che parli il linguaggio piu' comprensibile dalla gente comune. Bisogna creare delle definizioni che poggino su un'unica base culturale di cui tutti gli italiani abbiano padronanza. Qual e' quest'unica base culturale? E' ovvio: il calcio.
Eccovi, quindi, un comodo glossario:

Come dovrebbe essere il calcio per:

Ultra liberisti > l'arbitro e' inutile: i giocatori tendono naturalmente alla competizione ed al bel gioco. Vince chi se lo merita.
Liberisti > arbitraggio all'inglese: gioco maschio, si fischia poco, ma quando si fischia scatta facilmente il cartellino. Tolleranza zero sulle simulazioni e sulle proteste. Le decisioni dell'arbitro e il verdetto del campo sono inappellabili, indiscutibili e indipendenti dal contesto di gioco: il regolamento va applicato, non interpretato. L'unica legge dev'essere quella del campo. Rigore e' quando arbitro fischia.
Liberaldemocratici > arbitraggio piu' morbido rispetto "all'inglese", il direttore di gara e' piu' incline a interpretare il regolamento al fine del buono svolgimento dell'incontro e a discutere le sue scelte con i giocatori. Si' alla prova tv per eventuali penalizzazioni a giocatori colpevoli di un comportamento scorretto, ma il risultato valido rimane sempre quello del campo.
Socialdemocratici > il regolamento va interpretato dall'arbitro in modo da favorire sempre la squadra che e' in svantaggio. La moviola in campo puo' essere utilizzata solo a favore della squadra che perde. Il risultato perfetto e' 1-1.
Socialisti > il regolamento (che stavolta va applicato, non interpretato) deve prevedere una ridistribuzione delle punizioni, dei cartellini e dei rigori assegnati durante una partita. Poiche' ci sono giocatori che non segnano mai neanche un goal, le doppiette, le triplette, etc. valgono come un goal singolo. Indipendentemente dal risultato della partita, entrambe le squadre conquistano un punto in classifica, il punto cosi' "risparmiato" viene incassato dalla Federazione e gestito nel-modo-piu'-opportuno-per-il-bene-della-societa'.
Comunisti > giocatori di tutto il mondo unitevi! Strappate le vostre maglie, simbolo dell'oppressione dei potenti sui piu' deboli e dell'ingiusta classificazione del calcio. Abbattete le porte e stracciate le reti poiche' solo un calcio senza goal, puo' essere un calcio giusto, senza ingiustizie, in cui prevalga l'Uguaglianza. Ad ognuno sia dato un pallone e uno spazio nel campo secondo le proprie necessita'. Solo cosi' avremo un calcio giusto con giocatori che possono esprimere realmente le loro capacita'.

Qual e' la tua scelta?

2 commenti:

Matteo Cantile ha detto...

Grandioso!!! La tua classificazione della politica in base al calcio è spassosa: ho riso come uno scemo per dieci minuti. Se ti interessa io sono un liberale: rigore è quando arbitro fischia! Se hai voglia di un pò di storie di calcio, che poi non è altro che lo specchio della società come sottilmente rilevi, vieni a vedere il mio blog: tribunastampa.blogspot.com
Ancora complimenti per la tua ironia intelligente.

J.A. ha detto...

Grazie! Ho gia' visitato il tuo blog da cui ho appreso una bella notizia: il Treviso potra' giocare al Tenni! (forse)
Forza biancocelesti, forse la Juventus e' fuori portata (e di questo me ne rallegro), ma il Milan e la Champions sono li', "solo" a 12 punti...

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