giovedì, ottobre 13, 2005

La Repubblica: lavavetri, Cofferati e Gentilini

Cofferati fa cacciare dai suoi vigili i lavavetri ai semafori bolognesi.
La Repubblica s'inchina a cotanta autorevolezza del cinese e scrive questo.
Ma cosa avrebbe scritto se lo stesso provvedimento fosse stato preso dallo "Sceriffo di Treviso", Giancarlo Gentilini?

Il sindaco leghista schiera i "suoi" vigili contro i lavavetri ai semafori
GENTILINI: "VIA GLI IMMIGRATI DALLE STRADE DI TREVISO"
Il Vescovo ammonisce: "Aiutare i bisognosi e' un dovere di ogni cristiano"

Tolleranza zero. A Treviso non c'è un centimetro di strada per gli immigrati.
E non c'è un millimetro di margine di apertura nella posizione del sindaco
di Treviso, Giancarlo Gentilini, sulla vicenda degli immigrati che non avendo
un lavoro in regola e avendo una famiglia da mantenere, si arrangiano offrendosi di pulire i vetri delle macchine dei trevigiani.
Intervistato da Radio Padania, Gentilini ha ribadito punto per punto il suo
secco "no" agli immigrati: "Si tratta, ovviamente di immigrati che agiscono
senza nessuna autorizzazione dato che non sono previste in nessun ordinamento attività di questa natura. La polizia municipale interverra' per contrastare e perseguire questo fenomeno di illegalita', una provocazione nei confronti di noi cittadini trevigiani che paghiamo le tasse, viviamo in pace e lavoriamo."

Le reazioni del mondo politico e della societa' civile sono di unanime condanna. L'opposizione di centrosinistra in consiglio comunale, insorge per bocca del Capogruppo dei Ds Ernesto Brunetta che parla dell'episodio come ennesimo esempio di incivilta' di un sindaco diventato ormai impresentabile ed inqualificabile. Interviene anche Mirko Dal Negro, portavoce di Multicolor, associazione a difesa dei diritti degli immigrati, che parla di dichiarazioni e provvedimenti della giunta comunale che hanno raggiunto livelli di razzismo inaccettabili nel ventunesimo secolo.

E una velata critica e' giunta anche dal Duomo di Treviso, il Vescovo Magnani, infatti, nell'omelia di domenica, riferendosi chiaramente all'episodio, ha ricordato come sia un dovere di ogni cristiano, accogliere i bisognosi.
Ma chi conosce Gentilini, il personaggio, quello cioè che ha tolto le panchine pubbliche perché non dessero ricovero ai "perdigiorno extracomunitari" o che in passato disse cose tipo "bisognerebbe vestirli da leprotti e fare pim-pim-pim" sa che non ha timori reverenziali neppure nei confronti del Vescovo e ha rincarato la dose: "Non so da che pulpito venga questa predica, noi non tolleriamo la prevaricazione, non vogliamo la sovrapposizione o l'inquinamento da parte di altre leggi. Noi siamo, come ho già avuto occasione di dire, la razza Piave: è una stirpe, che è stata onesta, lavoratrice e rispettosa delle leggi". La "razza Piave" per Gentilini "non ha mai pensato di andare nelle strade degli svizzeri o dei francesi e dei belgi. Ecco dov'è la superiorità della razza Piave. Questo l'ho detto a tutti i livelli e vengo chiamato e tacciato di razzista. Sono convinto di avere interpretato la volontà dei miei cittadini".

Articolo parzialmente inventato da JA e ispirato a
questo

3 commenti:

Metafisico ha detto...

Grande Genty!

Elena ha detto...

GRANDISSIMO GIANCARLOOOOO!!!!

Elena ha detto...

ti ho linkato da me! ciaooo!! :)

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