martedì, febbraio 21, 2006

Drammatiche testimonianze di precariato su Beppegrillo.it

Beppe Grillo e' un grandissimo comico. Personalmente e' uno di quelli che mi diverte di piu'.
Nei suoi spettacoli, c'e' sempre un messaggio di fondo: siate scettici, non bevetevi tutto quello che vi propinano, usate il cervello e il senso critico!
Bellissimo messaggio. Peccato che i suoi fans lo applichino solo a meta': siccome usare il proprio senso critico richiede un certo impegno cerebrale i beppegrilliani preferiscono la pappa gia' masticata dal loro vate.
Ed e' cosi' che il blog di Beppe Grillo, il piu' visitato d'Italia, diventa dispensa di verita' assolute: "ma allora chi dobbiamo votare, Beppe?", "la Tav va fatta o no?", "questa legge e' giusta?", "il politico X e' buono o cattivo?", "quale sara' la fonte energetica del futuro?". Il popolo chiede le verita' e Beppe Grillo gliele da'. Ogni giorno un post e ogni settimana per i non internauti c'e' l'opuscolo settimanale: la Torre di Guardia dei Testimoni di Beppe che ogni adepto ha il dovere morale di diffondere agli infedeli. E lo scetticismo? E il pensare con la propria testa? Ma quando c'e' Beppe Grillo che lo fa per noi perche' fare fatica....

All'ennesima iniziativa popolare che chiedeva di raccontare le proprie esperienze di precariato affinche' il vate potesse raccoglierle in un libro, ho partecipato anch'io....
Ecco 2 testimonianze importanti tratte dal post Gli schiavi moderni che ovviamente confermano la tesi di Beppe Grillo "il precariato e' peggio della schiavitu'".

Sono ritenuto dalla maggior parte dei miei colleghi uno tra i migliori professionisti del settore in cui opero. Purtroppo, però i contratti di lavoro che mi vengono proposti sono tutti precari, riesco al massimo a lavorare 3-4 anni e poi il mio contratto viene stracciato. Da Bari mi sono dovuto trasferire a Roma per guadagnarmi il pane, ho avuto incarichi a livello NAZIONALE con risultati lodevoli, poi ad un certo punto, quando i miei dirigenti si sono stancati del mio contratto ritenuto "troppo oneroso" attraverso il più spietato mobbing mi hanno costretto ad andarmene. Siccome nel mio settore, l'Italia che Berlusconi ama tanto elogiare non offre delle valide possibilità e non dà certezze per il futuro (COME FACCIO A COSTRUIRMI UN FUTURO SENZA UN CONTRATTO STABILE?!) allora sono dovuto emigrare all'estero, a Madrid, nella Spagna di Zapatero e ora sono finalmente felice.
Grazie Zapatero.
Abbasso Berlusconi.
Antonio Cassano

Lavoro nel campo dello spettacolo da parecchi anni, pensavo che la flessibilità introdotta dalla legge Biagi mi desse più opportunità e non mi preoccupavo della sicurezza del posto di lavoro. Poi, un bel giorno Berlusconi ha deciso il taglio dei finanziamenti per il cinema, e mi sono trovata in mezzo ad una strada da un giorno all'altro. Sono dovuta emigrare negli Stati Uniti e grazie alle mie dote professionali sono riuscita ad affermarmi.
Monica Bellucci

18 commenti:

Anonimo ha detto...

U R a genius...

Anonimo ha detto...

Che i precari siano i nuovi schiavi non c'è dubbio. Certo, magari tra loro ci sarà anche il laureato che non vuole "sporcarsi le mani" con un lavoro non qualificato in attesa di qualcosa di meglio e quello che aspira solo al posto pubblico, ma la maggior parte delle angherie subite da chi scrive a Grillo sono vere. Bisogna affiancare buoni ammortizzatori sociali alla legge Biagi ed eliminare quei "lavori a progetto" che nascondono lavoro dipendente sottopagato.

Anonimo ha detto...

ahahah 2 commenti??? che blog dal caxxo

Anonimo ha detto...

Sei un'incopetente...non vedi le vere difficoltà della gioventù italiana...quello che deve colpire è come noi giovani dovremmo andare avanti!Siamo completamente persi abbandonati a imprenditori e politici vipere che pensano solo a cambiare la loro pelle. Tra un pò mi laureo in Fisica Matematica (sì viene da ridere anche a me!)cosa faccio? posso riuscire a dare una sicurezza alla mia ragazza per creare una famiglia!Sarò sfruttato fino all'osso!Non mi fido a restare in italia...ci sono troppe persone di m---a che comandano (Berlusconi, Moratti...e via dicendo,noi ci speriamo ma nn se ne andranno). Sicuramente andrò all'estero, dovrò abbandonare la mia famiglia e mio fratello che sta male! I politici italiani mi fanno schifo...mi vergognerò di sicuro, andando negli altri Paesi Europei, di dire che vengo dall'italia!

Anonimo ha detto...

Ma tu hai un lavoro? Dove vivi?

J.A. ha detto...

Quante coraggiose testimonianze: tutte rigorosamente anonime...
Io sono uno studente e personalmente non sono preoccupato dal precariato ma dal suo opposto: il fossilizzato. Io ho il timore di non avere l'opportunita' di mettermi in gioco, di competere, di far vedere cio' che valgo e di ritrovarmi ad ammuffire in un impiego dove la selezione e' impossibile e le gerarchie sono stabilite dall'anzianita'.
Vorrei una scuola dove i professori incopetenti possano essere licenziati. Quando mai un prof e' stato licenziato in Italia? Mai visto.
Vorrei un'universita' in cui facolta' come Psicologia, Scienze Politiche, S. della Comunicazione siano rigorosamente a numero chiuso, perche' se la selezione non la fai con gli esami e non la fai sul mondo aziendale devi farla a priori onde evitare di sfornare imbecilli laureati totalmente inutili alla societa' che riempiono i call center (ed e' questa, l'abbondanza di domanda, la vera ragione degli stipendi da fame dei centralinisti).
Vorrei + meritocrazia e - assistenzialismo.
Vorrei un mercato del lavoro + liberale, perche' la forza dei giovani e' che hanno piu' paura di non volare che di cadere. Insomma, vorrei un sistema + anglosassone: Usa, Inghilterra o anche India, vedete voi...proprio quei paesi in cui i cervelli italiani in fuga dichiarano di aver trovato l'America.

Cmq sia: ragazzi un po' di ironia, please!
P.S.:Mi scuso con la scarsita' dei commenti in questo blog, purtroppo non ho trovato dei polli che mi pagassero una pagina di quotidiano per pubblicizzare il mio blog...

monta ha detto...

J.A. ti quoto in pieno.
Non possiamo pensare che il mondo del lavoro possa essere dinamico e meritocratico senza ragionare sulle norme di assunzioni e licenziamenti.

Nella Danimarca socialdemocratica vige grande libertà in termini di previdenza integrativa, per le assunzioni e i licenziamenti. Per questo le collaborazioni a termine non sono viste come una spada di Damocle, ma come una reale possibilità per entrare e/o permanere in un mondo del lavoro dinamico e in continua evoluzione.

Certo, nell'Italia del posto a vita( ...e oltre!) si preferisce guardare solo un lato della medaglia (anche e sopratutto per quanto riguarda la ricerca scientifica), tralasciando la competizione estremamente pronunciata che vige negli USA e in altri paesi.
E dimenticandosi che i CO.CO.CO. li ha inventati il centro-sx, lasciandoli allo sbaraglio in un mercato del lavoro fossilizzato a causa di un costo del lavoratore "fisso" ormai proibitivo.

Lamentarsi e gridare che tutti fanno schifo a parte noi stessi può essere una possibilità. Non credo però sia la soluzione per un problema che ci tocca tutti.

Anonimo ha detto...

Un fisico matematico che ha paura di non trovare lavoro? Apri gli occhi e datti una svegliata, tutti ti cercano se sei bravo...

Certo, se speri di lavorare sotto casa era meglio se facevi il panettiere...

Bistek

:) ha detto...

J.A. ti quoto a vita! :)

Anonimo ha detto...

J.A. Sei molto intelligente e arguto, grazie a Dio c'è qualcuno che ragiona ancora con il proprio cervello e non lo prende in leasing da Grillo!!!!

Grillo, il nuovo cervello che pensa per chi ha solo una sinapsi nel cervello, spero siano pochi e spero rimangano dove siano.....a sinistra.

Max - Milano ha detto...

Ma dove vivete scusate???? ....che lavoro fate?.....che condizione sociale avete?....in linea teorica tutti "apprezzabili" ragionamenti di yuppies in carriera con il culo parato dal paparino imprenditore che hanno domicilio fuori dall'Italia!!!!! ...ma vi siete accorti di dove viviamo?...e penso che le persone che purtroppo non hanno "idee libere ed autonome"....non siano quei poveri cristi che per guadagnare tre euro all'ora devono fare salti mortali e dequalificarsi facendo un pò quello che capita....un mese si....e 6 no...finchè ci saranno persone che vogliono "tagliare le mele marce"...riducendoli a nullità della terra...il nostro bel paese continuerà a scavare...buona giornata a tutti...

Cuca ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

[cut]
>purtroppo non ho trovato dei polli che >mi pagassero una pagina di quotidiano >per pubblicizzare il mio blog...

beh, pero' vi poni rimedio postandoti nel trackerback del suo blog... un po' incoerente a mio avviso, sfruttare le sua popolarita' per pubblicizzarti e poi sparare a zero su di lui...
convengo con te riguardo la critica (a mio avviso costruttiva) verso i "seguaci di beppe".. anche secondo me bisogna avere senso critico anche nei sui confronti e nn solo contro quelli a cui lui punta il dito

M.T. ha detto...

Se mondo del lavoro più dinamico significa pagare di meno le conoscenze e le competenze allora ragazzi siamo freschi. Il punto non è lavoro a tempo determinato o indeterminato il punto reale è pagare gli individui per quello che valgono. A che cosa serve avere una laurea, fare un master e andare all'estero per conoscere le lingue se nel tuo paese le aziende non sono disposte a pagare per le tue competenze. ho fatto lo stesso lavoro in Inghilterra ed in Italia a tempo determinato (1 anno) ed in inghilterra guadagnavo molto di più (30% al netto di affitto e cibo). La verità è che la flessibilità in Italia serve solo a risparmiare soldi. Ti vogliono preparato, capace, pieno di grinta e ti vogliono pagare poco.

InOpera ha detto...

ma qual é la domanda che poni? io ho capito che i nuovi contratti sono tutti precari e nessuno che ne aveva uno indeterminato é passato a contratto atipico, determinato a ore come vuoi !!!

mah...allora, molte aziende piccole, soprattutto di consulenza, laboratori informatici, medici, piccole agenzie pubblicitarie sono passate da contratti indeterminati ad atipici.

i nuovi contratti sono molto spesso "atipici", a progetto, a chiamata, cocopro ecc.

la question é: si puó scegliere nel mondo del lavoro?
nel senso: se voglio mettere timbri per 50 anni, aprire una attivitá in proprio o invece essere precario a vita ma perché ben pagato (tipo i freelands) é possibile?

se permettessero ció nessun problema, se invece costringi ad un lavoro precario e basta la cosa é pessima.

ma era pessima anche prima che "costringevi" ad un lavoro statale.

ora, tu dici di essere studente. Bravo, lo studio aiuta a capire tante cose, ma o applichiamo il socialismo, ed allora tutti uguali e tutti con lo stesso stipendio o applichiamo il capitalismo, ma a maggior rischio lavoro corrisponde il maggior stipendio!!!!!

insomma, le vie ibride vanno ben studiate altrimenti si ottengono aborti impressionanti !

Precaria ha detto...

Io ho un progetto riguardo al lavoro precario.

E' molto serio.

Ho bisogno di gente seria.

Il mio blog è http://lavoroprecario.blogspot.com/

sono disponibile a collaborazioni tra blog, l'importante è parlare di questo fenomeno.

Grazie a tutti. Un bacio. Sara

rosanna ha detto...

Ciao Beppe, ti scrivo per dirti che ho intenzione di commettere almeno un reato per essere sbattura in galera.
Ho visto che lì è più facile trovare da lavorare:
le detenute a Venezia, diventano costumiste, altrove coltivano la frutta, producono caffè, tutti lavori niente male, meglio di quelli che ci sono(quando li trovi) qui fuori.
Per assurdo sembra a me di stare in galera da 2 anni e mezzo (il mio periodo di disoccupazione) e non riuscire ad uscirne.
Mi limito ormai a dire una preghiera a S.Precario.Se per caso conosci qualcuno tu.....
Niente, tutto qui, tanto per sputare fuori un pò di veleno e non compromettere irrimediabilmente il fegato...ci manca solo che mi abbandoni anche la salute....
Ti saluto.
Vedi se riesci a venirci in aiuto tu....
Rosanna.

Sylvie ha detto...

Ciao, ho trovato questo link sul blog di Grillo. Sto organizzando insieme ad altri precari una mostra/evento dedicata al precariato, mi daresti una mano a diffonderla? Siamo un gruppo di professionisti e artisti che vorrebbe ri-cominciare a lavorare in un modo nuovo o ormai dimenticato: professionale e performante. Il gruppo si chiama Play4* perché il lavoro torni ad essere piacevole, divertente come un gioco e soprattutto una passione, visto che dedichiamo ad esso tre quarti del nostra vita. Come ti dicevo in questo momento stiamo oranizzando una Mostra/Evento proprio dedicata al precariato in Italia, dal nome "Gli Equilibristi - Istantanea di un'Italia precaria". Qui puoi leggere il comunicato stampa: http://www.comunicati-stampa.net/com/cs-81749/ In quanto mostra collborativa, abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti per realizzarla. Vogliamo restituire all'italia il volto di chi la fa vivere e ancora tenere in piedi, nonostante tutto. Il nostro volto, il vostro. Le nostre storie. Mi aiuti a promuoverla e diffonderla? Dobbiamo smettere almeno di vergoganrci di essere precari. Puoi trovare ulteriori informazioni sul sito www.play4.org equilibristi@play4.org Grazie mille Sylvie

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