lunedì, luglio 31, 2006

La signora Del Piero espone il bandierone

Passando davanti alla casa natale di Alessandro Del Piero a San Vendemiano, l'altro giorno ho notato che la Signora Del Piero (la mamma, ovviamente) ha esposto sul terrazzo un bellissimo tricolore con la scritta "Campioni del Mondo".
Ho fatto qualche foto, eccole:

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sabato, luglio 29, 2006

Il ciclista nobile e il presidente meschino

La classe non ha nulla a che vedere con il denaro. Per una volta, perdonate la banalità.
Un ciclista semisconosciuto arriva una manciata di secondi dietro il vincitore nella corsa a tappe più importante del ciclismo, beffato da una cronometro del penultimo giorno, salvo scoprire a distanza di una settimana che probabilmente il vincitore si è dopato. Reagisce così.
Una squadra con una storia secolare, plurititolata (sebbene in epoche remote), si ritrova con uno scudetto 2005/2006 assegnato a tavolino per una squalifica di ben 2 squadre che l'hanno preceduta di 15 e 12 punti, non perchè si sia dimostrato che nel 2005/2006 ci fossero state delle irregolarità, ma perchè macchiatesi di reati sportivi l'anno precedente. Il Presidente reagisce così. La società così.
Cari interisti, sono in questi momenti che dovreste accorgervi della pochezza della vostra dirigenza e della sciagura chiamata Massimo Moratti.
Se ci fosse stato Prisco sono convinto che avrebbe impedito che la sua squadra si avventasse su uno scudetto marcio come un cane rognoso s'ingozza di avanzi di cibo avariato gettato nella pattumiera.
Avrebbe commentato il tutto con la sua grande ironia e la sue frecciatine avrebbero ispirato gli sfottò con cui la curva nerazzura avrebbe deriso la Juve.
Invece, gli sfottò, inevitabilmente, l'Inter, come sempre nell'epoca Moratti, li subirà.

venerdì, luglio 28, 2006

Indulto, Indultino e Cacasenno

Allora, ricapitoliamo quali sono le varie posizioni sul tema dell'indulto che per chiarezza chiamerei condono per carcerati:
An e Lega (e con loro il sottoscritto) sono per il no a qualsiasi regalo ai detenuti indipendentemente dalla tipologia di reato commesso;
Forza Italia, Udc, hanno appoggiato il provvedimento dell'Unione che prevede la cancellazione della pena a tutti i carcerati con l'eccezione dei "soliti mostri": maniaci sessuali, usurai, rapitori, boss mafiosi e tutti i più spietati cattivi dei film americani.
Nella sinistra 2 voci di dissenso:
# Diliberto attua il suo solito comportamento del "lotta al potere, sempre! Ma se diventa troppo faticoso o se si rischia qualche poltrona lasciatemi blaterare qualcosa contro il sistema e contro i reati finanziari tanto per distinguerci, poi voto quello che volete";
# Di Pietro scende in piazza per protestare contro la sua stessa maggioranza per far sapere a tutti che "lui non ci sta con questo inciucio" quando basterebbe vincolare il suo Sì alla fiducia sull'Afghanistan al No al provvedimento di indulto per porre l'Unione di fronte ad un bivio: far cadere il governo o rinunciare all'indulto. Effettivamente è più comodo protestare in piazza e mantenersi la poltrona da ministro. Ma c'è qualcosa ancora di più assurdo nell'atteggiamento di Tonino, perchè ad ascoltarlo bene, si scopre che lui, quello del partito della legalità senza se e senza ma, non protesta mica contro i saldi della detenzione, lui protesta perchè l'indulto ci sia ma vengano esclusi dai benefici del provvedimento quelli che lui chiama i furbetti: evasori fiscali, corruttori, bancarottieri fraudolenti...
Populismo all'N-esima potenza: secondo Di Pietro se un rapinatore reo di aver sottratto a mano armata 1000 euro ad una vecchina esce di galera anzitempo non c'è alcun problema, ma se un furbetto è in galera perchè quei 1000 euro li ha "rubati" (ce ne sarebbe da discutere...) allo stato è giusto che se ne stia dietro le sbarre.

Lascio libera interpretazione del titolo.
P.S.: Da oggi questo blog entra in modalità spiaggia: argomenti più leggeri, meno post e più brevi....ma sempre meglio della programmazione estiva delle Tv.

martedì, luglio 25, 2006

Quello che non potrete toglierci mai

La Juve partirà dalla Serie B con 17 punti di penalizzazione.
Va bene così.
Dicono che ci hanno revocato il 28esimo scudetto e il campionato del 29esimo è come se non si fosse mai giocato.
Palle. Si è giocato eccome. Si è giocato sul campo e sul campo l'abbiamo vinto. Me lo ricordo bene perchè io c'ero. Ero lì a San Siro quando abbiamo messo il 29esimo sigillo. Ero in curva e godevo tra gli ultras.
Le sentenze revocano i titoli, ma non cancellano le emozioni vissute.
Il pazzo che urla "goal di Del Piero!" agitando la fotocamera sono io.



Il Milan nel prossimo campionato avrà solo 8 punti di penalizzazione: neanche nel 2007 l'inter vincerà lo scudetto! Anzi, azzardo un pronostico: il Chievo arriverà in classifica davanti all'inter.

venerdì, luglio 21, 2006

Dammi i miei 8 cent e muori, Nazifesto

Il Nazifesto è sommerso dai debiti e rischia di chiudere. Vi sembra possibile? Ragazzi, stiamo parlando della storica testata che si definisce orgogliosamente quotidiano comunista, come può fallire? Eppure Celentano ha detto che il Manifesto è rock, eppure Napolitano ha detto che non riesce a concepire una fine per il Manifesto. Giorgio, non preoccuparti, ti aiuto io a concepire. Effettivamente il concetto non è così banale come sembra. Se state pensando "il Manifesto fallisce perchè non vende e stop" siete dei sempliciotti, nonchè kapitalisti del kakkio (E siete nel blog giusto). E' vero, il Nazifesto non lo compra proprio nessuno. Tanto per farsi un'idea il Manifesto ha una tiratura che non tocca quota 30.000, quando il classico giornale della provincia italiana come Il Giornale di Vicenza di copie ne stampa 100.000 (dati 2004). Ma non dimentichiamoci che siamo in Italia, dove un finanziamento pubblico non si nega a nessuno, quindi vendere è utile, ma non strettamente necessario ai fini della sopravvivenza. Nel 2003 il Manifesto è stato finanziato dal contributo per l'editoria per una cifra pari a Euro 4.441.529,33. Fatevi un po' di conti e scoprirete che solo per il Manifesto lo stato estorce ad ogni italiano, ogni anno, quasi 8 centesimi di euro. In altri termini, ogni anno, tutti noi, è come se comprassimo 1/13 di copia, cioè ben oltre una pagina del giornalaccio comunista. Non so a voi, ma a me quella pagina non l'hanno mai spedita. Che sia ben chiaro: TUTTI i quotidiani (e non solo) prendono fior di quattrini dallo stato. Il fondo per l'editoria ci costa 417 milioni di euro all'anno, cioè oltre 7 euro a cittadino italiano, poppanti e analfabeti inclusi. Senza parlare degli abbonamenti nelle Università. E poi non venitemi a raccontare che non siamo in uno stato socialista.
Caspita, ma allora ti ci devi proprio mettere d'impegno per far fallire un quotidiano in Italia! Devi proprio scrivere delle panzane galattiche su quel fogliaccio se non trovi dei lettori neanche a puntargli una pistola alla tempia e gli inserzionisti ti evitano come la lebbra! Per un fallimento di queste dimensioni dovresti scrivere, che ne so...che il presidente degli Stati Uniti è John Kerry... Fatto. Oppure, paragonare il Papa ad un cane... Fatto. Oppure, scateno la fantasia, sbattere in prima pagina come icona antiberlusconiana un cittadino italiano qualunque, (senza la sua autorizzazione) spacciandolo per extracomunitario solo perchè di colore, e farsi denunciare dal cittadino in questione che si scopre aver lavorato per l'ufficio di Presidenza del Consiglio con Berlusconi... Fatto anche questo. Ah. Si capiscono molte cose, ma secondo me ancora non è sufficiente a spiegare il fallimento totale, dopotutto, non scordiamoci che il target del manifesto sono i comunisti italiani, gente che non ammette i propri errori neanche gli crollasse un muro (di Berlino) in testa e ben disposti a leggere articoli a difesa dei terroristi irakeni, a bersi storie di soldati americani che combattono facendosi scudo con i bambini iraqeni, a scherzare sulla malattia di un avversario politico e, perchè no, a sputare sulla morte di un italiano che ha l'unica colpa di non esser stato comunista. E non dimentichiamo nemmemo che stanno fallendo proprio ora, nel 2006, l'anno in cui il rapimento della pseudo-giornalista Sgrena ha dato loro una pubblicità gratuita di dimensioni enormi. E allora, se lor signori me lo consentono, mi permetto di avere forti dubbi sulla gestione meramente economica dell'"azienda" Il Manifesto. "Nessun padrone se non la cooperativa dei lavoratori che lo mettono ogni giorno in edicola, stipendi (bassi) uguali per tutti", così si rivolgono sul loro sito in un appello per salvaguardare la loro unicità, per dimostrare al mondo come il mondo dovrebbe funzionare: come loro, senza padroni, la gente dovrebbe guardare il Manifesto e dire "guarda da loro il comunismo funziona, il direttore prende tanto quanto l'ultimo galoppino, e se funziona da loro perchè non può funzionare ovunque?". Il punto è che se Gabriele Polo, il direttore, prende tanto quanto il galoppino, in questo caso sarebbe il galoppino ad avere il diritto di lamentarsi. Uno che dirige un giornale sommerso dai debiti e decide di mandare una sua giornalista in giro per l'Irak a scrivere idiozie che leggeranno in 4 gatti, lo stipendio non lo percepisce, lo ruba.
C'è da dire però che l'intento è riuscito benissimo. Il fallimento del Manifesto è un fulgido esempio di gestione comunista. Dipendenti incapaci, prodotto scadente, conti in rosso.

giovedì, luglio 20, 2006

Antologia dello spettacolo: il video di Mauro Repetto

PILUX ha indovinato (ancora? E basta!) che la foto misteriosa ritraeva Pasquale Finicelli alias Mirko dei Bee Hive della sitcom con Cristina D'Avena, Love me Licia, tratta dal cartone Kiss me Licia. Finicelli nella sitcom era doppiato da Enzo Draghi, il cantante di fantastiche sigle di cartoon come quella di LupinIII o di Tartarughe Ninja alla riscossa.
Si ringrazia AVANGUARD per la foto di Finicelli e i suoi lettori per non aver fatto gli "spioni".
Chiudiamo la parentesi (lo so, volete sapere se Cristina D'Avena è lesbica, ma sarà per un'altra volta) e veniamo al super post:

Mauro Repetto's story.

Come tutti sappiamo Mauro Repetto faceva coppia con Max Pezzali negli 883. La loro storia potrebbe essere benissimo la trama di un film alla Michael J. Fox. 2 liceali della periferia pavese, senza alcuna esperienza in campo musicale, si mettono in testa di cogliere al volo l'onda pop e di diventare dei novelli menestrelli che cantano le gesta dei giovani di provincia. I temi sono quelli della compagnia: la figa-ma-stronza, le avventure degli smanettoni, la figa-che-non-te-la-da', i genitori che ti stressano, la figa-che-quasi-te-la-da', gli sfigati del paese, la figa-che-rompe, le serate dello scazzo, le fighe in generale... Io me lo vedo Repetto che irrompe in casa Pezzali ad ogni ora del giorno: -Max, Max, senti questa che bomba: "metti le cassette di Masini/lei poi ti racconta i suoi casini/roba che se non facevi il romantico/lei magari ti diceva facciamoloed invece sei rimasto fregato/da perche' lo fai e disperato/tu che pensavi di mangiargliela tutta/prova a dirmi adesso come ti butta/perfino il pisello ti eri profumato/cazzo, quanto 6 sfigato!/Sei uno sfigatooo...oh...oh...oh.."- -Si'...beh...magari cambierei un po' l'ultimo pezzo..- e cosi' a Max toccava il compito di derepettizzare un po' l'idea, aggiungere una melodia e soprattutto cantarla. Registrano la fatidica cassettina, la spediscono a Claudio Cecchetto ed il resto e' storia. Con Non me la menare (secondo me il loro miglior pezzo di sempre) vincono a Castrocaro. Nel 1992 esce il loro primo album Hanno ucciso l'uomo ragno: successo straordinario. Nel 1993 replicano con Nord Sud Ovest Est, sara' l'ultimo album degli 883 (quelli autentici). Qui finisce la storia ufficiale di Mauro Repetto e inizia quella che sembra una leggenda metropolitana, ma in realta' e' la storia autentica di Mauro Repetto. La possiamo scoprire tra le righe dei testi del suo album da solista (so che molti di voi avranno fatto un balzo sulla sedia, ma fra un attimo ci arriviamo). Nel '93 Repetto ha 25 anni, e' identificato dalla stampa come "quello che balla negli 883", ha grandi sogni e non ha certo voglia di diventare il Franco dei Ricchi e Poveri in versione epilettica. Cosi' molla tutto e se ne va negli States in compagnia di 3 amici: Ste', Alessandro e Michi. Il suo obiettivo (folle e per questo degno del massimo rispetto) e' trovare un produttore disposto ad affidargli la regia di un film basato su un copione che lo stesso Repetto ha scritto. Le avventure americane narrate da Repetto in Zucchero filato nero (1995) si svolgono tra New York, Los Angeles e Las Vegas condite dai 3 ingredienti preferiti da Mauro: figa, figa e figa. La vita pero', anche quella di Mauro Repetto, non e' un film: Mauro viene truffato da falsi produttori cinematografici e deve accantonare il sogno hollywoodiano, si innamora di Brandi, una ragazza che sognava di vedere protagonista del suo film, ma anche questa storia finisce amaramente. Intanto, dall'Italia i suoi genitori sono preoccupati per lui, temono che sperperi tutti i suoi risparmi e grazie anche all'aiuto di Cecchetto riescono a convincerlo a tornare in Italia. Ma Repetto ha mille risorse e anche questa volta va in All in. Tra New York e Milano registra i 12 pezzi che andranno a comporre Zucchero filato nero, il suo primo (e unico) album da solista.

Stavolta pero' non c'e' Max Pezzali a limitare le repettate e c'e' Repetto al microfono. Il risultato e' qualcosa di inenarrabile. Il singolo di lancio e', per forza di cose, Baciami qui, il brano in cui Repetto canta meno in assoluto, soccorso dalla bravissima Francesca Toure' che in seguito diverra' la vocalist dei DeltaV. Le storie raccontate nell'album ci fanno sorridere, in alcuni momenti commuovere, come in Ma mi caghi? Dove parla della sua esperienza universitaria e di come venisse ignorato dalla figa di turno "dico apposta ad alta voce che ero negli 883" oppure in Porno a Las Vegas dove la classica figa-low-cost viene definita "una squadra di B che lotta per la salvezza" o ancora in Voglia di Cosce e di Sigarette dove trapela la drammaticita' di un panteistico destino da eterni sfigati quando ammette che "siamo stranieri e anche ingranati/ ma anche a monopoli all'oratorio/ oppure a bottiglia non eravam fighi/ figurati poi a New York in 'sto bar/ se esce il 2 in schedina ma dai".
Tutto molto bello. Ma c'e' un piccolo problema. Repetto queste cose pretende di... cantarle. I testi hanno, bisogna ammetterlo, la musicalita' di un dizionario tedesco-greco antico e Repetto in quanto a voce...beh...diciamo che se negli 883 non faceva neanche i coretti...un motivo c'e'.
Il cd passa velocemente dagli scaffali dei negozi di dischi al fondo dei cestoni dei supermercati con i cd da 2,99 euro, nascosto sotto Il meglio di Baccini, che a sua volta e' sotto Masini canta Gino Paoli, che a sua volta e' sotto Leone di Lernia ManiaMix dell'anno prima.
Lo sconfitto (ma mai domo!) Repetto allora se ne va a tentare fortuna in Francia (il fatto che sia andato a lavorare ad Eurodisney come pupazzo la considero una leggenda metropolitana). Non sappiamo se abbia realmente "fatto fortuna", cio' che sappiamo e' che e' sposato con una designer francese che nel proprio sito si presenta orgogliosamente con il cognome del marito. Oggi dichiara di volersi occupare solo della sua famiglia e di non essere interessato al jet set italiano. Siamo convinti che ora sia davvero felice e questo e' forse il vero lieto fine che noi tutti attendevamo.
Ed ecco la chicca che AtrocePensiero vi offre: il video, praticamente inedito, di Baciami qui ! Protagonista assoluto: Mauro Repetto, godetevelo!



Approfondimenti:
Video di Sei un Mito (Il vero mito è Repetto. Galattico.)
Video di Nord Sud Ovest Est (Repetto cucca alla grande. Eccezionale.)
Video di Come Mai (Repetto autostoppista)
Video di Rotta x casa di Dio (Repetto sottotono)
Comparsata (video YouTube) di Mauro Repetto al concerto di Max Pezzali.
I testi di Zucchero Filato Nero.
Un sito dedicato a Mauro Repetto (da cui ho preso foto e informazioni. Grazie).

CHI DESIDERA AVERE IL CD ZUCCHERO FILATO NERO DI MAURO REPETTO (E' INTROVABILE) PUO' CONTATTARMI PRIVATAMENTE O LASCIARMI UN COMMENTO.

mercoledì, luglio 19, 2006

Aiutini su MisterX aspettando Mauro Repetto

Fra pochissimo arrivera' il superpost che vi avevo anticipato ieri e come avete intuito dal titolo trattera' dello sfavillante Mauro Repetto, ex-leader (spirituale) degli 883, ma prima, visto che nessuno ha ancora indovinato l'identita' del personaggio misterioso, diamo qualche aiutino spiegando cosa lega il nostro MisterX con Mauro Repetto:
# sono entrambe meteore dello spettacolo;
# entrambi facevano parte di gruppi musicali, ma nessuno dei 2 cantava, ne' suonava realmente (aiuto enorme);
# erano entrambi "capelloni" (e se vi dicessi il colore della chioma di MisterX indovinereste all'istante...);
# sono entrambi italiani.
A scanso di equivoci: ne' MisterX, ne' il progetto artistico di cui faceva parte, non mi hanno mai particolarmente entusiasmato, anzi mi "infastidivano", ma evidentemente non rientravo nel target di tale progetto a cui vanno comunque riconosciuti i meriti del successo commerciale ottenuto.

martedì, luglio 18, 2006

Chi e' questo quarantenne?

Quiz fotografico che anticipa un super-post che ci sara' nei prossimi giorni.
Chi sapra' svelare l'identita' del personaggio raffigurato nella foto, come al solito, si becca un link.

Ovviamente prego i lettori del blog da cui ho prelevato questa foto di astenersi dal rispondere (fair play, please).

giovedì, luglio 13, 2006

Mozzarellone di bufala

Mario A****lfi e' un blogger che scrive per Europa ed e' celebre per aver affermato che "bloggare e' de sinistra", che in quanto a comicita' e' una sparata seconda solo a "il libero mercato e' di sinistra" di DeBenedettiana memoria. La dimostrazione della tesi a****lfiana dovrebbe consistere nel successo di "Generazione U", iniziativa che personalmente non mi disturba, se non fosse che per pubblicizzarla ricorre a meschine provocazioni. Gli servono visitatori e sa che in TocqueVille puo' trovarne parecchi (mentre l'aggregatore di sinistra, kilombo, rimane stagnante). Cosi', quando ha bisogno di un po' di accessi non fa altro che scrivere "TocqueVille fa schifo, altro che la mia Generazione U" che subito il suo contatore s'impenna sospinto dai cittadini che corrono a difendere l'onore della Citta' dei Liberi.
Ce ne sarebbe abbastanza per incazzarsi... ma ce l'avete presente A****lfi? Come fate a volergli male a questo mozzarellone peloso? Come si puo' essere rancorosi di fronte al Micheal Moore in versione pulita e con taglio da boyscout che vi ricorda tanto quel compagno di classe che nell'ora di ginnastica si beccava le asciugamanate sulle chiappe?
Suvvia, non si puo' odiarlo veementemente come richiederebbero le circostanze! Limitiamoci quindi a de-bufalizzare il Mozzarellone, senza ulteriore rancore.
Su Tocqueville:
Quando hai un aggregatore di quasi 1000 blog e' chiaro che e' difficile mettere tutti d'accordo. E' naturale anche che il Mozzarellone sfrutti questi contrasti fra cittadini per avvalorare la sua tesi "TqV fa schifo". La cosa imbarazzante e' che quelli che in suo post del 25 giugno sono citati come blogger scadenti di destra, oggi, 13 luglio dopo la loro uscita a TqV diventano "coloro che nella blogosfera rappresentano probabilmente quanto di meglio l’area di destra abbia prodotto in termini di qualità della riflessione politica." (la sciocchezza e' quella del 25 giugno).
Tocqueville dichiara mille blog iscritti, ma basta scorrere i nomi di chi appare in home page per scoprire che non saranno più di ottanta i blogger realmente attivi.
Altra balla facilmente smentibile: purtroppo per il Mozzarellone, Daverik a inizio giugno ha fatto il censimento: i blogger attivi sono oltre il 60%.
Dimostrato che Tocqueville, se ha realmente dei problemi, sono problemi di sovrapopolazione e possono essere risolti con un adeguamento delle infrastrutture della citta', arriviamo alla questione: Generazione U.
Cos'e' Generazione U?
Secondo il Mozzarellone e' un'iniziativa sul web di giovani impegnati in politica.
Cosi' guardando il logo, a me pare il restyling, abbastanza pezzente, di Democrazia Diretta, la formidabile iniziativa che A****lfi lancio' nel 2001 e che, come tutti sapete, ha rivoluzionato la politica... ( vedi il sito , il blog , il comunicato )


Dai, Mozzarellone...almeno cambia i colori!
Comunque sia, funziona? E' prospera? Giudicate voi: questo e' il sito e questo il blog .
Ma magari ha molti iscritti e questi iscritti sono molto attivi. Sara'...ma qualcuno mi dice dove si e' nascosta tutta questa Generazione U? Spulciando il blog del Mozzarellone trovo il nome di qualche Vip di Generazione U, vediamo chi sono (tra virgolette cito le definizioni che il mozzarellone scrive su Europa e sul suo blog):
"Il capo dei videoblogger italiani Marco Esposito " :
nonostante la marchetta del mozzarellone, il "capo" ha fatto 11000 visitatori in 9 mesi: 40 visite al giorno.
Mondoboia e' l'organizzatore dell'incontro di Generazione U di Milano, e' quello che "sta pensando di intervistare Cacciari":
Mondoboia con marchetta supera dopo oltre 2 anni di blogging la quota 30000 visitatori e come media siamo sempre sui 40 visitatori al giorno.
Ma veniamo al pezzo da 90: c'e' il "Feldmaresciallo di Generazione U": marcodeamicis:
Giustamente comanda il plotone dall'alto delle sue 14000 visite in 10 mesi ( stacca i suoi compagni di quasi 5 visitatori al giorno).
Ma poi, ci son le giovani promesse:
"Valentino è pugliese, il suo blog cresce": A ritmi vertiginosi direi (4800 visite in 7 mesi fanno poco piu' di 20 visite al giorno).
Nota: se questi Ugenerationboys si fossero dotati di un contatore, le statistiche sarebbero state piu' attendibili.
Insomma, dov'e' sta Generazione U?
Il mozzarellone sostiene che i convegni di Generazione U riempiono le sale (delle Acli), mentre il raduno di Tocqueville di Sestri ha visto la partecipazione di una trentina di blogger. Sara'...ma chi sono queste fantomatiche entita' che riempiono i convegni di Generazione U? O forse sta confrontando un convegno di un partito che parla di blog, di giovani e di comunicazione con un raduno di blogger autonomi dai partiti che discutono su come potenziare il loro progetto?

martedì, luglio 11, 2006

Il Direttore marketing di Mediaworld è un genio

Come tutti sapete Mediaworld, all'inizio del mondiale lanciò la promozione "Se l'Italia vince il Mondiale, vinci il Tv". Ora che abbiamo vinto, i commenti del tipo "pensa a quelli di Mediaworld che l'hanno presa in quel posto" non si contano. Certo, finchè l'informazione è fatta da questi qua non si può pretendere che il lettore medio sia realmente informato. Facciamo un po' di chiarezza:La promozione prevedeva nel caso di vittoria dell'Italia al mondiale, per ogni acquisto antecedente al mondiale di un tv lcd o plasma di almeno 32'' (prezzo minimo 900 euro), un buono sconto di pari valore spendibile a Mediaworld entro il 31.12.06. Tradotto in free spot language significa praticare uno sconto del 50% per (determinate) spese superiori ai 1800 euro, nel caso l'Italia vinca il mondiale. Per scorrelare la promozione dall'incertezza dell'evento basta assicurarsi; sicuramente esistono delle istituzioni bancarie o assicurative dedicate a questo tipo di operazioni, ma anche se Mediaworld si fosse "arrangiata" scommettendo sull'Italia, presso bookmakers nel web, se la sarebbe cavata alla grande.
All'inizio del mondiale, Italia vincente era quotata @11 da Betfair e anche gli altri bookmakers avevano quote simili. Supponiamo, facendo un'approssimazione molto generosa, che la mole di giocate sull'Italia proveniente da Mediaworld provochi un abbassamento della quota e la porti @10 (in realtà data la quantità di giocate per un evento come il mondiale, su tutti i bookmakers, dubito possa esistere una variazione sensibile).
Mediaworld per scorrelare la sua promozione dall'esito del mondiale, basterebbe che scommettesse il 9.09% dell'importo di ogni tv venduto in promozione. Vi risparmio, la derivazione della formula matematica per l'equilibrio, ma mi limito a mostrarvi che funziona con un esempio numerico: compro un televisore da 1000 euro, Mediaworld mi pratica il (approssimiamo) 9.1% di sconto, incassa 909 euro, e i 91 euro di sconto, invece di darli a me, li scommette sull'Italia con quota di 1 a 10. Se l'Italia NON vince per Mw il costo della promozione è stato del 9.1% rispetto al valore della merce venduta. Se l'Italia vince, Mw deve "sborsare" altri 1000 euro, ma riscuote una vincita di 91x10=910 euro, quindi il buono sconto gli viene a costare 1000-910=90 euro che aggiunti ai 91 euro scommessi fanno 181 euro. 181/2000=~0.091. Quindi, anche se l'Italia vince, l'operazione gli viene a costare sempre il 9.1% del valore della merce venduta.
Ovviamente, a Mw non è equivalente praticare lo stesso sconto su un totale di 2000 euro che su un totale di 1000 e quindi è ovvio che preferisca assicurarsi per una cifra minore, praticando uno sconto effettivo maggiore nel caso della vittoria dell'Italia. Quindi, l'8% di sconto può essere ritenuta una stima abbastanza ragionevole.
In conclusione: Mediaworld con questa operazione promozionale si è fatta una pubblicità straordinaria, ha visto aumentare le vendite dei televisori lcd e al plasma del 30% per un giro d'affari di 10 milioni di euro, senza contare che i clienti che torneranno a spendere il loro buono, probabilmente acquistaranno prodotti per un valore superiore all'importo del buono.
Hanno creato tutto questo entusiasmo praticando uno sconto del 9% su spese superiori ai 1800 euro. Chiamali scemi.

lunedì, luglio 10, 2006

Adoro i piani ben riusciti

Marcello Lippi come Annibal Smith. Stop.

Francia merda. Stop.
Pagelline del mondiale: Cannavaro 10, Zambrotta 9, Grosso 8.5. Stop.

venerdì, luglio 07, 2006

Demenza mediatica collettiva

Chi non si lascia influenzare troppo dall'etichette ma bada ai contenuti sa che mettere d'accordo un destro-socialista come Gianni Alemanno con un sinistro-socialista come Marco Rizzo e' piu' facile di quanto le distanze parlamentari possano far pensare. La cosa assolutamente inconcepibile e' che i due si trovino d'accordo su un provvedimento di "liberalizzazione". Se poi tale provvedimento e' varato da un ministro Bersani che, sara' pure simpaticissimo, ma sempre post comunista rimane, allora vuol dire che c'e', nel migliore dei casi un misunderstanding, nel peggiore una truffa in piena regola. Gia', perche' spacciare il "decreto Bersani" per una riforma liberale e' come salire su un albero e dire di aver fatto il primo passo verso la luna. Fa ridere, no? Il dramma e' quando i soliti giornali autorevoli lanciano la volata mediatica e titolano a nove colonne "E' partita la conquista alla Luna". E tutti gli altri dietro. Tutti a parlare di liberalizzazioni. Hanno grancasse molto rumorose, ma bisogna ammetterlo: sono bravi.
La strategia mediatica e' semplicemente perfetta: hai un (vice)ministro che fa rima con fisco che si e' seduto alla scrivania a sta abbozzando i primi balzelli con cui far cassa, ma iva, tassa di successione, tassa sui suv, tassa sulle stock option non sono proprio argomenti cool e allora sposti totalmente l'attenzione pubblica su un non evento che abbia grande consenso popolare che sia ideologicamente contrapposto. Prendi tre categorie che stanno sulle balle a molti, magari categorie che non ti portano storicamente molti voti, che ne so: tassisti, farmacisti e notai e proclami di abolirne i privilegi (che ci sono, sia ben chiaro). La sinistra, per militanza o per avversione verso le categorie suddette, e' con te. Poi, chiami il tuo provvedimento con il nome del cavallo di battaglia della right nation e, se ti riesce, con tale provvedimento, dai un aiutino ai vari amici. Devo ammetterlo, c'ero cascato pure io, quando ho sentito parlare di liberalizzazione di taxi, farmacie e avvocati ho pensato "vuoi vedere che ne hanno fatto una giusta?". No, non ce questo pericolo, in compenso ho imparato la lezione e vi svelo qual e' il segreto per non farsi infinocchiare: non leggere i titoli o leggerli dopo aver letto l'articolo. Provate, ad esempio, senza far caso al titolo, a leggere questa intervista ad Antonio Martino e poi ditemi se il titolo scelto e' "corretto".
Ma e' il titolo dei grandi giornali che conta, i tg si limitano a riprendere questi titoli e a montare servizi fatti di collage di minidichiarazioni. E cosi' alla gente rimane in testa il tormentone delle liberalizzazioni, se poi i tassisti fanno pure un bello sciopero, a Visco e alle sue stangate chi ci bada piu'? Oltre, al danno, pero' c'e' pure la beffa che adesso, in questo momento d'isteria collettiva, la liberalizzazione sembra pure "de sinistra". Ma di cosa stiamo parlando? Perche' io quando penso alla liberalizzazione dei taxi, penso all'abolizione del concetto di licenza (con rimborso per chi ha investito del denaroo per comprarla a suo tempo). Troppo estremo? Ok, allora, come suggerisce anche l'IBL, penso a delle nuove licenze liberamente commercializzabili da distribuire agli attuali titolari (per compensare il deprezzamento della loro licenza) e soprattutto la liberta' di tariffazione. Insomma, quando si parla di liberalizzazione l'obiettivo e' sempre il solito: il mercato. Personalmente credo che in un ambito molto avezzo alle truffe come quello dei taxi, la possibilita' che nascano delle compagnie private di Taxi che possano competere con i prezzi e servizi e farsi conoscere tramite la pubblicita' sarebbe stata molto utile. Nel senso che se mi accorgo di essere stato truffato da un Taxi della compagnia X, la volta successiva scegliero' la compagnia Y. Stiamo parlando di questo? Bene. La "liberalizzazione" sinistra e' tutt'altro. Il succo e' tutto qui: " i Comuni possono bandire pubblici concorsi e concorsi riservati a chi è già titolare di licenza taxi (in deroga alle attuali disposizioni) per l’assegnazione a titolo oneroso di licenze eccedenti la vigente programmazione numerica." La novita' sarebbe che se vogliono i comuni possono assegnare tramite concorsi nuove licenze, non vendibili, a chi gia' ne possiede una. Tutto qui. Facciamo una previsione: in Italia i 3/4 delle amministrazioni comunali sono di sinistra, vuoi vedere che chi si avvantaggera' saranno le solite cooperative rosse che faranno incetta di licenze? E la chiamano liberalizzazione. Ah, poi a pompare la notizia ci pensano le proteste dei tassisti che avrei stroncato duramente come qualsiasi protesta di tipo sindacale dove i diritti dei cittadini sono calpestati in nome di quelli di alcuni lavoratori se non avessi letto questo articolo del Corriere. Confrontarlo con le foto che lo stesso Corriere pubblica per intuirne l'attendibilita'.
Poi ci sono i farmaci. La questione di principio e': se i farmaci da banco, quando vado in farmacia, li compro come fossero delle caramelle senza alcun aiuto o limitazione del farmacista, tanto vale che me li vendano anche al supermercato, cosi' magari li pago meno. Perche' non li liberalizziamo, quindi? Perfetto. Vi immaginate che con il decreto Bersani troverete l'aspirina al supermercato? Sarebbe cosi' se Bersani avesse fatto una liberalizzazione, ma cosi' non e'.
Il decreto recita: ""La vendita è consentita , durante l'orario di apertura dell'esercizio commerciale, in una parte della sua superficie ben definita e distinta dagli altri reparti, con l'assistenza di uno o più farmacisti laureati ed iscritti al relativo ordine". Capito perche' i farmacisti non stanno scioperando?
Detto in parole povere Bersani autorizza gli ipermercati (solo i grandissimi esercizi commerciali possono permettersi di assumere un farmacista iscritto all'ordine a tempo pieno per vendere solo farmaci Otc) ad aprire una farmacia al loro interno. Aspetta...qual era la catena di supermercati che parlava da tempo di allestire degli spazi per i farmaci...ah...si'...ora ricordo.



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mercoledì, luglio 05, 2006

Vi racconto un'incredibile esperienza

Il blog e', o dovrebbe essere, un diario online, quindi mi sembra il posto giusto per raccontare un episodio che finora non avevo mai avuto il coraggio di svelare.
Qualche tempo fa, ero in treno e stavo scrivendo una relazione con il computer portatile, quando ad un certo punto mi accorsi che davanti a me c'era seduto un bimbo di 5 o 6 anni che mi guardava. -Evidentemente- pensai -ero cosi' intento nel mio lavoro che non mi sono accorto del suo arrivo.
Gli sorrisi e vedendolo attratto dal computer gli chiesi se anche lui aveva un computer. -Si', vuoi vedere come scrivo veloce?- mi disse. -Certo- gli aprii il wordpad e dopo avermi fatto vedere che sapeva scrivere il suo nome ed il suo indirizzo (effettivamente era molto intelligente per la sua eta') si mise a premere i tasti piu' veloce possibile, riempendo presto una pagina di caratteri. Soddisfatto di cio' che aveva prodotto, si alzo' di scatto, mi saluto' e scomparve nel vagone successivo. Quando il treno arrivo' a Conegliano mi accorsi che il bimbo aveva dimenticato il suo cappellino sul sedile. Lo presi e scendendo dal treno cercai il bambino tra gli altri passeggeri scesi alla stazione i Conegliano, ma non riuscii a vederlo. Sapevo il suo indirizzo, cosi', visto che abitava nei pressi della stazione e che non avevo particolare fretta decisi di portarlo a casa sua. Suonai il campanello (mi accertai che il nome corrispondesse) di un appartamento al primo piano di un condominio del centro citta'. Mi apri' una signora sulla cinquantina. -Salve...e' di suo figlio questo?- Le chiesi, con un po' di imbarazzo, mostrandole il cappellino. La donna mi fulmino' con gli occhi e strappandomi il cappellino di mano, mi disse tra il disperato e il commosso -Dove l'ha preso?-. -Lo ha dimenticato poco fa in treno, si era seduto un att...- -Mio figlio e' morto 15 anni fa- mi interruppe bruscamente -questo cappellino era quello che indossava quando e' stato travolto dal treno, dove l'ha preso?- La situazione si stava facendo molto pesante, cosi' la convinsi che mi ero sbagliato o che qualcuno mi aveva giocato un brutto scherzo e porgendogli le mie piu' sentite scuse me ne andai lasciandole il cappellino. Mi recai subito al cimitero per capire come potesse essere nato un tale equivoco, ma giunto alla tomba del figlio della signora, riconobbi nella foto il bimbo del treno! Mi ricordai, allora, del file di testo scritto dal bimbo sul mio laptop. Quei caratteri scritti dalle dita di un bambino erano tutt'altro che alla rinfusa, quando allontanai lo schermo di alcuni metri e lo guardai, mi sentii svenire. Ero io.

GUARDATE E' INCREDIBILE!

Approfondimenti:
Ulteriori notizie sul bimbo
Devo ammettere che e' simile alla celeberrima.

lunedì, luglio 03, 2006

Micheal Knight is back!

SAFFO ha indovinato che il bimbo nella foto era: David Hasselhoff.

Quando nel sondaggio sul Presidente della Repubblica dei nostri sogni avevo inserito David Hasselhoff ero conscio delle enormi potenzialità del personaggio.
E' andato oltre ogni più rosea previsione. Vedere per credere.


David "The Hoff" Hasselhoff - Jump In My Car

Messaggio per Flavio Briatore: David Hasselhoff è un talento naturale che merita di essere tutelato. E' un icona tamarra di valore inestimabile. David Hasselhoff è una F40 ciclamino coi cerchioni cromati, è un tiramisù coi Mars al posto dei savoiardi, è Victoria Silversted e Brigitta Bulgari che limonano su una Corvette. David Hasselhoff merita il tuo massimo riconoscimento. Flavio, consegnagli il free-pass per il Billionaire honoris causa!

E se non ne avete abbastanza:
Sito personale di David Hasselhoff
Ulteriore videoclip di David Hasselhoff
Ovviamente per vedere i video di Google Video è necessario il Flash.

PS: Knight rider - The Return, il lungometraggio di Supercar si dice debba uscire nel 2007.

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