venerdì, luglio 21, 2006

Dammi i miei 8 cent e muori, Nazifesto

Il Nazifesto è sommerso dai debiti e rischia di chiudere. Vi sembra possibile? Ragazzi, stiamo parlando della storica testata che si definisce orgogliosamente quotidiano comunista, come può fallire? Eppure Celentano ha detto che il Manifesto è rock, eppure Napolitano ha detto che non riesce a concepire una fine per il Manifesto. Giorgio, non preoccuparti, ti aiuto io a concepire. Effettivamente il concetto non è così banale come sembra. Se state pensando "il Manifesto fallisce perchè non vende e stop" siete dei sempliciotti, nonchè kapitalisti del kakkio (E siete nel blog giusto). E' vero, il Nazifesto non lo compra proprio nessuno. Tanto per farsi un'idea il Manifesto ha una tiratura che non tocca quota 30.000, quando il classico giornale della provincia italiana come Il Giornale di Vicenza di copie ne stampa 100.000 (dati 2004). Ma non dimentichiamoci che siamo in Italia, dove un finanziamento pubblico non si nega a nessuno, quindi vendere è utile, ma non strettamente necessario ai fini della sopravvivenza. Nel 2003 il Manifesto è stato finanziato dal contributo per l'editoria per una cifra pari a Euro 4.441.529,33. Fatevi un po' di conti e scoprirete che solo per il Manifesto lo stato estorce ad ogni italiano, ogni anno, quasi 8 centesimi di euro. In altri termini, ogni anno, tutti noi, è come se comprassimo 1/13 di copia, cioè ben oltre una pagina del giornalaccio comunista. Non so a voi, ma a me quella pagina non l'hanno mai spedita. Che sia ben chiaro: TUTTI i quotidiani (e non solo) prendono fior di quattrini dallo stato. Il fondo per l'editoria ci costa 417 milioni di euro all'anno, cioè oltre 7 euro a cittadino italiano, poppanti e analfabeti inclusi. Senza parlare degli abbonamenti nelle Università. E poi non venitemi a raccontare che non siamo in uno stato socialista.
Caspita, ma allora ti ci devi proprio mettere d'impegno per far fallire un quotidiano in Italia! Devi proprio scrivere delle panzane galattiche su quel fogliaccio se non trovi dei lettori neanche a puntargli una pistola alla tempia e gli inserzionisti ti evitano come la lebbra! Per un fallimento di queste dimensioni dovresti scrivere, che ne so...che il presidente degli Stati Uniti è John Kerry... Fatto. Oppure, paragonare il Papa ad un cane... Fatto. Oppure, scateno la fantasia, sbattere in prima pagina come icona antiberlusconiana un cittadino italiano qualunque, (senza la sua autorizzazione) spacciandolo per extracomunitario solo perchè di colore, e farsi denunciare dal cittadino in questione che si scopre aver lavorato per l'ufficio di Presidenza del Consiglio con Berlusconi... Fatto anche questo. Ah. Si capiscono molte cose, ma secondo me ancora non è sufficiente a spiegare il fallimento totale, dopotutto, non scordiamoci che il target del manifesto sono i comunisti italiani, gente che non ammette i propri errori neanche gli crollasse un muro (di Berlino) in testa e ben disposti a leggere articoli a difesa dei terroristi irakeni, a bersi storie di soldati americani che combattono facendosi scudo con i bambini iraqeni, a scherzare sulla malattia di un avversario politico e, perchè no, a sputare sulla morte di un italiano che ha l'unica colpa di non esser stato comunista. E non dimentichiamo nemmemo che stanno fallendo proprio ora, nel 2006, l'anno in cui il rapimento della pseudo-giornalista Sgrena ha dato loro una pubblicità gratuita di dimensioni enormi. E allora, se lor signori me lo consentono, mi permetto di avere forti dubbi sulla gestione meramente economica dell'"azienda" Il Manifesto. "Nessun padrone se non la cooperativa dei lavoratori che lo mettono ogni giorno in edicola, stipendi (bassi) uguali per tutti", così si rivolgono sul loro sito in un appello per salvaguardare la loro unicità, per dimostrare al mondo come il mondo dovrebbe funzionare: come loro, senza padroni, la gente dovrebbe guardare il Manifesto e dire "guarda da loro il comunismo funziona, il direttore prende tanto quanto l'ultimo galoppino, e se funziona da loro perchè non può funzionare ovunque?". Il punto è che se Gabriele Polo, il direttore, prende tanto quanto il galoppino, in questo caso sarebbe il galoppino ad avere il diritto di lamentarsi. Uno che dirige un giornale sommerso dai debiti e decide di mandare una sua giornalista in giro per l'Irak a scrivere idiozie che leggeranno in 4 gatti, lo stipendio non lo percepisce, lo ruba.
C'è da dire però che l'intento è riuscito benissimo. Il fallimento del Manifesto è un fulgido esempio di gestione comunista. Dipendenti incapaci, prodotto scadente, conti in rosso.

37 commenti:

Cantor ha detto...

Caro Atroce,
questo articolo mi gusta proprio. Ne avevo scritto uno anche io tempo fa ma il tuo ha un sapore satirico degno dei migliori cuochi francesi.
Ti metto nel mio blogroll! Ciao!

J.A. ha detto...

...come francesi?!! Questo è un blog da "poenta & osei"! ;) Grazie del link, come vedi io, a parte il blogroll di B4Cdl, non linko nessuno perchè ne avrei troppi e farebbero solo confusione, mi piacerebbe avere uno spazio in cui ogni giorno appaia un link diverso pescato da un mio database, ma non ho idea di come si possa fare. Ciao!

Anonimo ha detto...

Pessimo articolo, ti cito un ottimo esempio di tirature modeste e finanziamenti pubblici.

A me piace leggere Il Manifesto ed Il Foglio.

"Ferrara quando si parla di finanziamenti ai giornali tutti pensano al foglio. Come mai?"

GIULIANO FERRARA - DIRETTORE “IL FOGLIO”

E perché? Perché è il giornale più trasparente che ci sia in Italia. Il foglio è nato con due lire e nell’ipotesi di chiudere rapidamente, quello che è successo è che il giornale oggi vende 13 mila copie al giorno, un terzo dei soldi vengono dalle vendite, un terzo dalla pubblicità, naturalmente ci aiuta un po’ Berlusconi, nel senso che la Mondadori ci ha fatto un contratto con le anticipazioni, insomma uno di quei contratti di favore anche finanziari che ci permette di vivere abbastanza tranquillamente, naturalmente anche dal secondo anno della fondazione il contributo dello stato con il trucco della famosa convenzione per la giustizia che era …

Caro Atroce, sei un povero fazioso ma per troppo tempo devi ancora rosigà!

Franz

Watergate ha detto...

:-) eh eh... (complimenti a Franz eh... troppo facile farsi scudo con Ferrara. Citami un grissino al contrario e Atroce ti smonta in due secondi. Quella legge sul finanziamento è ridicola di per sè, che li prenda Ferrara o Gabry Polo, che non è quello degli Eiffel 65)

Anonimo ha detto...

La storia si ripete, in forme diverse ma la trama cambi poco.. qualche anno fa l'unità, ora il manifesto (titoli rigorosamente in minuscolo)...
Tanto per facilitare il compito ai prossimi che vorranno rispondere in modo "intelligente" porto alcune scuse che in genere si levano da sx quando qcs non piace agli "unti dal Signore" (un tempo noti con il nome di comunisti): colpa degli italiani ignoranti che hanno votato berlusconi se certi giornali non vendono.. colpa della Chiesa, dei fascisti, dei Kapitalisti, degli USA, di Israele, di nilla pizzi, della televisione, del calcio, di MacDonald's, della CocaCola e ovviamente del pù temibile tra tutti: Mauro Repetto..

Caro Atroce (o meglio, caro J.A.), sarai un povero fazioso, ma continua così perchè se uno prende la briga di risponderti, e in tono piuttosto acido, è perchè gli rode mica male :-)

Saluti, Luca

Mithrandir ha detto...

Splendido articolo, mi permetto di linkarlo.
Spero che siano tutti così i poveri faziosi che conosce Franz.
Comunque quella legge è ridicola, un giornale dovrebbe contare solo sulle proprie forze e la sua sopravvivenza dovrebbe essere determinata dal mercato.

Ciao!

Hoka Hey ha detto...

Ottimo e complimenti.

Brandavide ha detto...

non sò cosa è più bello il tuo post o la risposta di Ferrara a quelli di report... mò me li rileggo e poi vedo,
hasta le sarde in saor siempre!
ciao mbare

J.A. ha detto...

Franz mi fa venire il dubbio che quando ho scritto Che sia ben chiaro: TUTTI i quotidiani (e non solo) prendono fior di quattrini dallo stato. avrei dovuto specificare che per TUTTI intendevo veramente TUTTI, non sia mai che qualcuno leggendo TUTTI possa pensare che volessi dire alcuni, sai com'è, lingua italiana...poi però leggo i commenti (troppa grazia) e capisco che la maggior parte dei miei lettori ha capito benissimo.
Quindi, io se ancora c'è qualche dubbio, io sono contro tutti i finanziamenti pubblici all'editoria (come sono contro anche all'esistenza di una televisione di stato), ti assicuro quindi, che semmai il Foglio si troverà in difficoltà economiche e verrà a piagnucolare contro il sistema andando il giovedì in edicola al modico prezzo di 5 euro per autofinanziarsi e lancerà la campagna per la sua sopravvivenza, sarò altrettanto spietato.

Bistek ha detto...

Accidenti JA, una chicca dopo l'altra!

Stai attento a non viziare troppo i tuoi lettori, di questo passo perfino il prossimo post sulle domande intelligenti di Marcella Ciarnelli sarà sottotono... ;]

jo ha detto...

insomma io mi sento ignorante, volgare, e tutto cio' che volete però gradirei davvero che quella paginetta di carta del manifesto che ho pagato con le mie tasse mi venisse inviata, almeno potrei usarla.....

ephrem ha detto...

Finanziamenti dei quotidiani a parte, il Foglio a differenza del Mazifesto non è in fallimento. Post da incorniciare! :)

D.O. ha detto...

Nella biblioteca civica della mia città (Valdagno, Vicenza) fa sfoggia, nell'emeroteca, il Manifesto ormai già da perecchi anni. Ecco dunque che io come tutti gli altri miei compaesani pago ogni anno un altro pezzo di questo bel giornalone. Il tutto mentre, assieme ad altri, mi sono sbattuto perché la biblioteca acquistasse anche il Foglio, oltre al "quotidiano comunista", nella totaleindifferenza del personale.

Bellissimo post, istruttivo quanto divertente.

Prove tecniche di trasmissione ha detto...

è ridicolo attaccare il manifesto con un umorismo da quattro soldi definendolo nazifesto, ma non solo, è ridicolo parlare di finanziamenti ai giornali, ed accusare il Manifesto.
Finanziare i giornali è nato dal desiderio di garantire a tutti la possibilità di esprimersi ed avere un finanziamento dallo stato con la creazione di un quotidiano.CIO' CHE NON AVVENIVA IN REGIMI FASCISTI O NAZISTI O TOTALITARI e AUTORITARI.

Il finanziamento è ridicolo verso i quotidiani di partito che vivono non per diffondere notizie, ma per incamerare soldi da dare al partito stesso. Non è così per il manifesto, quotidiano indipendente e autonomo. Ora a prescindere dal comunista o no lo stesso discorso si può fare per libero o il foglio, che sono diversi da quotidiani tipo Europa o NotizieVerdi, o da radio ( che pure prendono il finanziamento ) come radio Padania.
Avete mai visto la puntata di Report RAI3 sui finanziamenti ai giornali??

Prove tecniche di trasmissione ha detto...

J.A. la differenza tra foglio, libero, unità e manifesto è che i primi hanno dietro gruppi d'interesse il manifesto se si trova in questa situazione evidentemente è palese che nn ha nessuno dietro.

Ragion per cui difficilmente quei giornali come il foglio falliranno...

Rinaldo Sidoli ha detto...

Quante corbellerie condite da cattiva informazine. Il Manifesto vende il vero problema caro untore di destra è la pubblicità. Il quotidiano comunista non ha inserzionisti e per tanto dovrà chiudere gli altri giornali sono sommersi da claim e pubblicità, il giornale di Caltagirone, l'amichetto di Casini, ha annunci truffaldini e si orienta pure a incitare la prostituzione con i suoi cari annunci di relazioni sociali. Una cosa è fare un giornalismo che fa comodo per avere maggiori introiti un'altra cosa è fare un giornalismo di qualità facendosi troppi nemici. Preferisco il giornalismo d'inchiesta pungente ma vero, non le solite menzogne che si leggono quotidianamente.

Anonimo ha detto...

Per Rinaldo Sidoli e prove tecniche di trasmissione. Mi fate tenerezza quando, riferendovi al Manifesto, parlate di "giornalismo di qualita'..., pungente ma vero, non le solite menzogne...quotidiano indipendente e autonomo..."; se continuate così va a finire che ci credete veramente in quello che dite. Ah, scusate, io sono Garibaldi e l'asino vola.

Emmebi ha detto...

Non e' la prima volta che il Manifesto lancia una sottoscrizione e riesce a sopravvivere.
E' che come giornale non va piu' di moda (ormai c'e' Liberazione) e anche chi lo sostiene lo fa piu' per ideologia che non per convinzione della validita' degli articoli (Alex Blog, a parte)

Led ha detto...

Il Manifesto che fallisce val bene una cena!

Prove tecniche di trasmissione ha detto...

Ma a me non interessa che sia manifesto o un altro giornale di destra come ho scritto sul mio commento, io ritengo semplicemente che per testate autonome il finanziamento sia un'importante risorsa. Questo perchè se oggi qualcuno di noi, kilombo, toqueville o chi altro volesse creare un giornale senza una buona base di denaro, ma soprattutto senza finanziamento dello stato non potrebbe far sentire la sua voce. Discorso diverso per i giornali di partito che è evidente che fanno ciò per ottenere soldi da devolvere al partito.
Forse ora sono stato più chiaro.

Anonimo ha detto...

Complimenti! E' tragicamente comico.
Non c'è una sola parola che non condivida, sai che il tuo stile di scrittura ricorda molto quello di Feltri.

Ciao

D.O. ha detto...

Quanto la fate triste...
"il vero problema è la pubblicità" "Libero e il Foglio hanno dietro pootenti gruppi di interesse".
Libero il primo anno rischiava di chiudere, poi grazie ad investimenti di privati ed a brillanti operazioni di marketing (che a me non strapiacciono, difatti lo compro raramente) è arrivato a quasi 300.000 copie al giorno, dieci volte tanto quelle del Manifesto. E' stato capace anche di condurre inchieste interessanti ed ha ospitato numerose esclusive (al contrario del Manifesto). Certo, poi raschia anch'esso (come il quotidiano di Polo) il barile dei finanziamenti di stato (che per quanto mi riguarda sarebbero da abolire). Se il Manifesto non attira pubblicità è colpa sua, se non ha gruppi di interesse alle spalle, idem. I gruppi di interesse, intesi come finanziamenti da privati non costano nulla al cittadino, al contrario del finanziamento pubblico. Che il manifesto si faccia finanziare dalle coop e da Unipol, vediamo fin quanto ci stanno.

Anonimo ha detto...

Atroce mio, che problema hai se pago il Manifesto 5 Euro? Ne posso pagatre anche 10 se mi va o non comprarlo.
E' evidente che gli appoggi che ha Ferrara (a me il Foglio piace) non sono assolutamente paragonabili a quelli de Il Manifesto.
Insomma se il Manifesto chiede apertamente soldi chi vuole li da chi non vuole no.
Il Nazi sembri tu Atroce.
Confermo che il tuo articolo e la tua risposta fa H2O da tutte le parti.
Aloh@

Franz

Anonimo ha detto...

Scusate l'errore di battitura: "pagare" e non "pagatre"!
Franz

J.A. ha detto...

"Atroce mio, che problema hai se pago il Manifesto 5 Euro? Ne posso pagare anche 10 se mi va o non comprarlo."
A me, invece, se non va di comprarlo mi tocca comunque cacciare gli 8 cent.
Il punto che hanno capito quasi tutti i commentatori è che il Manifesto secondo me è un pessimo giornale e per questo fallisce. Poi, a uno come me che è allergico al vittimismo, sentire un quotidiano che si lagna contro il sistema per coprire le sue incapacità quando il sistema lo foraggia abbondantemente con i miei soldi, è una cosa che mi fa imbufalire.

Rinaldo Sidoli ha detto...

Il giornalismo di qualità o d'inchiesta non è quanto viene dettato dal padrone e dagli inserzionisti ma nel saper raccontare i fatti così come si presentano nella massima libertà andando dove gli altri non sarebbero mai arrivati.

Anonimo ha detto...

Un veneto che è allergico al vittimismo è una comica MONDIALE. Io sono di Ancona, si vive bene, disoccupazione nei limiti, ottime opportunità.
I problemi, ovviamente, li abbiamo anche noi ma a nessuno è mai venuto in mente di aprire una QUESTIONE MARCHIGIANA o CENTROITALIANA.
Ormai sono 20 anni che ci rompete le palle con la questione NORDEST.
Fatevene una ragione, e basta PIANGERE !!!
Lunga vita al Manifesto, chi può e vuole dia una mano!
Franz
P.S. Vogliamo parlare della Padania, del Secolo....??

bistek ha detto...

Già... chissà perché non c'è una questione marchigiana o una questione centroitaliana...
Franz, invece di farci ridere... vai a lavorare!

Anonimo ha detto...

Franz temo non abbia capito un piccolo particolare: il veneto non piange perchè formato da incapaci (come si diceva del manifesto), ma per il motivo opposto... insieme alla lombardia deve tener sulle spalle delle regioni che producono troppo poco (e non intendo le marche..). Vogliamo negare questo? Allora facciamo davvero una "comica mondiale".
E cmq più che piangere mi pare si incazzi, anche se mi rendo conto che capire questa differenza, per chi legge un giornale che fatica a distinguere tra il pacifismo e che guevara, necessiti di notevoli sforzi. Un po' di impegno quindi, prendi in mano un vocabolario e cerca il significato delle due paroline...
Per la questione giornalismo di qualità credo sia inutile rispondere... adesso salta pure fuori che il manifesto è un giornale che racconta i fatti in modo obiettivo.. va beh.. allora ricomincerò a scriver letterine a babbo natale perchè esiste di sicuro. A proposito Rinaldo, battute a parte, controlla il tuo contatore perchè temo sia uno di quelli che installa il famigerato dialer fasttrack, magari hai già risolto il problema, ma in caso avverso controlla da un PC che non sia il tuo. Ripeto, non è una battuta anche perchè non sei il primo a cui capita ed è sempre spiacevole. (che bravo ragazzo che sono...)

PS in generale prima di commentare leggete meglio l'articolo di J.A., forse non avete capito che:
1) è contro la ridicola legge indipendentemente da chi ne trae vantaggio: sotto questo punto di vista foglio o manifesto pari sono
2) l'unico giornale che si sta piangendo addosso è il manifesto, quindi che c'entrano gli altri?

Ciao,
Luca

Anonimo ha detto...

@Rinaldo: come non detto, ho confuso il tuo sito per un altro (avrei dovuto controllare prima di pubblicare commento, errore mio). Per fortuna il tuo non ha problemi!

A buona rendere,
Luca

J.A. ha detto...

Vogliamo parlare della Padania, del Secolo....??
NO. Questo è il mio (lo so, il concetto di proprietà riconosco essere ostico per un comunista) blog e ci scrivo quello che voglio. Mi sta sulle balle il Manifesto e do' addosso al Manifesto. Scrivo inesatezze? Scrivo opinioni che non condividete? Bene, questo spazio è fatto apposta per dire la vostra. Non è fatto, invece, per commenti del tipo "e perchè non parliamo della destra che..". Io non sono imparziale. Io sono schierato (ciononostante credo di essere abbastanza obiettivo e sono aperto ad confrontarmi con critiche in tal senso) quindi chi cerca opinioni superpartes è nel posto sbagliato. Non credo alle opinioni superpartes e diffido degli "autorevoli commentatori". Vuoi parlare della Padania e del Secolo? Beh, apriti un blog e scrivi quello che vuoi! Poi vieni in questo blog e ti assicuro che ti lascio anche lasciare il tuo link in questo spazio commenti.

Anonimo ha detto...

Amici, bistek (sono quelle che hai negli occhi?)

vai a lavorare? Che ne sai cosa faccio io? Ho un azienda nel campo dell'I.T. e concessionario per una multinazionale americana (orrore!)e me la cavo abbastanza bene:-)). Le cose sono un pò più complicate di quello che sembrano. Nelle Marche e in centroitalia in generale siamo tendenzialmente "rossi" e non ci incazziamo con gli altri (Luca non mi incazzo neanche con te), solo mi stanno sui coglioni i ricchi piagnoni e incazzati che delocalizzano in romania, se lombardo-veneti e leghisti poi....arghhhhhhhh(pensa quanto dovrebbe più incazzato un disoccupato di Reggio Calabria).
Se il Manifesto chiede aiuto sono ben felice di aiutarlo perchè è fazioso e lo dichiara apertamente (quotidiano comunista). Io sono fazioso, viva i faziosi.
j.A.io non volevo parlare della Padania e del Secolo (orrore!!!!) volevo solo dire che i finanziamenti per sostenere l'editoria "alternativa" e "faziosa" sono giusti ed un piccolo prezzo da pagare per non leggere solo Repubblica, Il Corriere e Il Giornale che rispondono solo agli inserzionisti ed agli editori.
Pensa a me quanto mi possono girare le palle per i "miei" 8 cent per La Padania! E se chiami il Manifesto Nazifesto ti fanculo in allegria.

Lunga vita al Manifesto, la rivoluzione non russa!

Franz

Anonimo ha detto...

1) i "piagnoni" del nord non credo siano i ricchi: chi ha i soldi sta bene sempre e se ne fotte. Credo siano piuttosto i poveri cristi che hanno le palle piuttosto piene di dover far 6 mesi di coda all'ospedale perchè mezza Italia ha deciso di non andare dove vive (eh già, ma se i loro ospedali fanno schifo è colpa nostra, ovvio)
2) un disoccupato di reggio calabria farebbe bene ad incazzarsi, ma con quelli venuti prima di lui che non hanno fatto una mazza e gli hanno segato le gambe. (ma diamo pure la colpa all'ndrangheta, ai Borboni, alla DC o a chi preferisci)
3) nel centro Italia è ovvio che non vi incazzate, avete un prodotto allineato alla media nazionale e quindi non vi pare di perder (nè guadagnare) nulla.
3) credere che il manifesto sia un giornale "alternativo" è come credere che bertinotti sia comunista e i "capetti" dei centri sociali non siano figli di papà con tanta voglia di non fare un c@##o.


Lunga vita a chi ti pare, tanto dormono sempre a pancia in giù (per quello non russano) e su paccate di soldi (facendoti credere che non è vero, ovvio)

manuel ha detto...

bellissimo!!! la prossima volta scrivi qualcosa sui drogati che si fumano gli spinelli e poi passano all'eroina!!! o qualcosa sugli americani che ci vogliono tanto bene e che salvano la pace nel mondo.
beata l'ignoranza che fa vivere felici

Anonimo ha detto...

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