sabato, luglio 29, 2006

Il ciclista nobile e il presidente meschino

La classe non ha nulla a che vedere con il denaro. Per una volta, perdonate la banalità.
Un ciclista semisconosciuto arriva una manciata di secondi dietro il vincitore nella corsa a tappe più importante del ciclismo, beffato da una cronometro del penultimo giorno, salvo scoprire a distanza di una settimana che probabilmente il vincitore si è dopato. Reagisce così.
Una squadra con una storia secolare, plurititolata (sebbene in epoche remote), si ritrova con uno scudetto 2005/2006 assegnato a tavolino per una squalifica di ben 2 squadre che l'hanno preceduta di 15 e 12 punti, non perchè si sia dimostrato che nel 2005/2006 ci fossero state delle irregolarità, ma perchè macchiatesi di reati sportivi l'anno precedente. Il Presidente reagisce così. La società così.
Cari interisti, sono in questi momenti che dovreste accorgervi della pochezza della vostra dirigenza e della sciagura chiamata Massimo Moratti.
Se ci fosse stato Prisco sono convinto che avrebbe impedito che la sua squadra si avventasse su uno scudetto marcio come un cane rognoso s'ingozza di avanzi di cibo avariato gettato nella pattumiera.
Avrebbe commentato il tutto con la sua grande ironia e la sue frecciatine avrebbero ispirato gli sfottò con cui la curva nerazzura avrebbe deriso la Juve.
Invece, gli sfottò, inevitabilmente, l'Inter, come sempre nell'epoca Moratti, li subirà.

3 commenti:

poastro ha detto...

Grande Oscar Pereiro!!!

Fabio ha detto...

Juventini che pretendono di dare lezioni di classe e comportamento.. Che coraggio!

J.A. ha detto...

...un coraggio atroce!

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