giovedì, agosto 31, 2006

L'hai guardata bene la bandiera della pace?

Nella blogosfera non si contano i commenti del tipo:
"Dove sono finite le bandiere della pace che sventolavano da numerosi balconi, adesso che la sinistra manda l'esercito in Libano?"
Se anche voi vi state chiedendo la stessa cosa, siete distratti, faziosi e maliziosi. Se aveste guardato bene la bandiere della pace, vi sareste accorti che loro non hanno mai cambiato posizione.


Come si distingue una missione militare di pace da una missione militare non-di-pace?
1) I militari di pace hanno il caschetto blu.
2) I militari di pace osservano, non sparano. Infatti, al posto delle munizioni hanno bloc notes e penna.
3) Alla partenza di una missione militare di pace, il Presidente del Consiglio, nel suo discorso all'equipaggio di una portaerei di pace, deve nominare tutte le seguenti locuzioni: garantire la pace (min. 3 volte), forza di pace (min. 2 volte), Onu (min. 2 volte), stabilità, serenità, impegno, sicurezza, disarmare, professionalità. Mentre i termini: Stati Uniti, operazione militare, combattere, ordine, identificano inequivocabilmente una missione non-di-pace.

mercoledì, agosto 30, 2006

A che cosa serve Pietro Ichino?

I (post) comunisti dovrebbero andare in ferie un po' più spesso. Sono più rilassati, ragionano meglio e talvolta riescono pure a scoprire quello che per il resto del mondo è limpido da decenni. Pochi giorni fa, Napolitano ha affermato che, ripensandoci bene, quando nel 1956 diceva che i carroarmati sovietici che invadevano l'Ungheria erano "un contributo alla pace del mondo"...rullo di tamburi...si sbagliava. I più precisi mi correggeranno dicendo che Napolitano, questo lo aveva già affermato 20 anni fa (ci ha messo solo 30 anni, mica 50) ed oggi ha solo rincarato la dose ammettendo che la linea del suo partito era totalmente sbagliata. Vabbè, sì avete ragione, ma non è di Napolitano che voglio parlare, era tanto per introdurre le dichiarazioni di un altro commie le cui vacanze hanno portato alla scoperta di una buona dose di acqua calda: Pietro Ichino. L'autorevole prof. sulle colonne dell'autorevole quotidiano, afferma, suscitando un intenso dibattito politico-economico tra altri autorevoli, che...rullo di tamburi..."nel settore pubblico ci sono tanti nullafacenti e si potrebbe licenziarli". Se lo avesse detto 20 anni fa, magari con accento trevigiano o varesino, sarebbe stato sicuramente additato come un pericoloso leghista, secessionista, anti-italiano. Fortunatamente, il nostro 20 anni fa era un pezzo grosso della Cgil, sedeva in parlamento tra i compagni del Pci e licenziamento era una di quelle parole che dicevano solo i padroni. Poi un progressivo rinsavimento. L'anno scorso le ferie gli fanno scoprire che il sistema che lui stesso ha contribuito a potenziare, forse non funziona molto bene, forse Cgil e compagnia rossa non fanno sempre gli interessi dei lavoratori ma quelli del partito e forse il fatto che i sindacati possano permettersi di bloccare l'Italia a piacimento non è poi una cosa così positiva. Scrive A cosa serve il sindacato ed è un successone. Meglio tardi che mai diremmo noi che queste cose le abbiamo sempre sapute. Ma per la stampa è tutto uno spellarsi le mani dagli applausi -Ma che onestà intellettuale- -Una fotografia della realtà- e il Professore rosso sembra quasi diventare un'icona liberale. Come detto, il successo si è ripetuto anche quest'anno con la perla del licenziamento delle mele marce nel pubblico impiego. Magari se lo diceva al tempo dei forestali di Calabria che solo Berlusconi e Calderoli volevano licenziare era meglio... ma sicuramente non avrebbe suscitato il caloroso entusiasmo che sta ottenendo. Va bene che abbiamo tutti un po' adottato lo slogan berlusconiano aiutare chi è rimasto indietro, ma esaltare in questo modo un Ichino perchè ha suggerito di fare ciò che tutti (eccetto i comunisti-sindacalisti d'accordo) sapevano da decenni, cioè dare delle belle sforbiciate agli statali, mi sembra un po' eccessivo. Anche perchè il problema non è tanto il cosa, ma il come. E il come del Professore dimostra inequivocabilmente che non ha capito nulla del perchè si è formata la questione pubblica e di quale sia l'unico modo per risolverla. Ecco come si può risolvere il problema dell'inefficienza statale secondo Pietro Ichino:

A me sembra che la sola soluzione efficace sia quella
a) di un organo indipendente di valutazione che individui i nullafacenti, almeno quelli più smaccati (operazione relativamente facile);
b) di una norma che stabilisca nella massima inefficienza e inutilità il criterio prioritario di scelta da applicare per la riduzione del personale pubblico, incominciando dai dirigenti;
c) di un procedimento giudiziale nel quale il giudice, quando annulli un licenziamento impugnato, accerti al tempo stesso chi altro debba essere licenziato secondo la corretta applicazione dei criteri stabiliti, previa, ovviamente, chiamata in causa del nullafacente interessato, a garanzia del suo diritto di difesa.


Pietro, lascia che te lo dica: non hai capito una mazza.
Perchè il sistema statale non funziona? Non perchè lo statale sia geneticamente portato ad essere più pigro. Ma perchè non ci sono feedback. Non c'è un sistema che in caso di scelta sbagliata vada in retroazione a punire il responsabile (o premiarlo in caso di scelta giusta). Perchè il responsabile non c'è. Nelle aziende c'è un responsabile del personale, se assume un incapace, deve risponderne al suo principale e il principale gestisce l'azienda al fine di massimizzare i suoi profitti. Nello stato ci sono i concorsi pubblici. Se viene assunto un incapace, non è colpa di nessuno. Negli ambienti statali, non c'è una precisa scala gerarchica, e se c'è nessuno ha interesse a farla rispettare: perchè dovrei licenziare un raccomandato incapace se a me non ne viene niente a incrementare la produttività? Per aver contro i sindacati? Per farmi nemici, magari importanti? Scusate queste riflessioni che possono apparire banali, ma evidentemente non lo sono per Pietro Ichino che vuole risolvere il problema della sovrabbondanza di Stato con un'ulteriore iniezione di Stato (dice il saggio veneto: "le come netarse 'l cul coa merda"). C'è una quantità di impiegati statali inutili? Nominiamo una nuova commissione (altri statali) indipendente (e chi decide chi è indipendente?) per pescare gli scansafatiche. E se gli scansafatiche si rivelano quelli della commissione? Facile. Ne nominiamo un'altra per stanare gli scansafatiche della commissione.... Ma non è finita. Va fatta, sempre secondo Pietro il rosso, una norma per stabilire che in caso di licenziamento prima vanno licenziati i più improduttivi. Standing ovation, please. A parte il fatto che l'improduttivo non va licenziato quando ci sono i saldi del licenziamento, ma appena si riscontra la sua inefficienza o inutilità, ma il metodo per stabilire gli improduttivi quale sarebbe? Un sistema di classificazione a bollini colorati che la Commissione Supremissima affige ai dipendenti che ispeziona? Già me li vedo: "Ue, ragazzi arriva la commissione...tutti al lavoro...". E la perla finale: il procedimento giudiziale che affida al giudice che, per un capolavoro dello statalismo italiano è da sempre colui che tutto sa e tutto risolve, la facoltà di licenziare o reintegrare i vari dipendenti statali. Tutto questo è già di per sè ridicolo senza pensare alle interazioni sindacati-partiti-amministrazioni-commissioni-tribunali, quindi non infierirò ulteriormente.
Caro Ichino, per risanare il settore statale bisogna semplicemente renderlo meno...statale. La libera competizione è l'unica soluzione, i tagli delle spese il mezzo per realizzarla. Mettiamo a confronti i nostri enti, tra loro, e con l'estero, tagliamo senza pietà tutti quegli enti che risultano avere una spesa molto superiore della media del settore e diamo libertà di licenziamento ai loro dirigenti, totale libertà di assunzione abolendo i concorsi pubblici, mettiamoli in competizione tra loro, diamo premi di produzione, depotenziamo i sindacati abolendo le trattenute in busta paga e i privilegi sindacali tutti, mettiamo gli enti con l'acqua alla gola e se dovranno rinunciare a fornire qualche servizio...tanto meglio, ci pensarà il settore privato.
Ovviamente non pretendo che tu possa condivere delle posizioni così liberiste, per te che sei così di sinistra, ma visto che sei arrivato con 20 anni di ritardo alla lettura del problema, prenditene almeno altri 20 per pensare alla soluzione.

venerdì, agosto 25, 2006

Riflessioni sulle mie ferie

1. E' possibile che in una settimana di ferie in Toscana, girovagando tra le province di Pisa, Livorno, Firenze e Siena, non sia riuscito a scorgere un supermercato uno, che non fosse una Coop? Se qualche lettore toscano sta leggendo questo post, gradirei sapere se esistono.
2. E' possibile che la Galleria degli Uffizi, uno dei più importanti musei d'arte al mondo, (e se i francesi ci ridessero ciò che è nostro probabilmente sarebbe "IL più importante") abbiano dei bagni da autogrill? Possibile che il luogo che ospita i capolavori della pittura più celebri al mondo, situato nella piazza tra le più celebri al mondo, con vista su uno dei ponti più celebri al mondo, insomma uno stabile da miliardi di euro, che contiene "oggetti" da migliaia di miliardi di euro... abbia le finestre con la vernice scrostata degne di un'osteria di quart'ordine? La gente dovrebbe entrare e sentirsi in un ambiente perfetto, impeccabile, che sappia trasmettere l'esclusività del luogo, che ti dica in ogni dettaglio "essere qui dentro è un onore, sei un privilegiato, un eletto". Invece, la sensazione che il turista straniero ha è "questi italiani: la magnificienza della loro storia nella pezzenteria del loro presente". L'ennesimo "capolavoro" statalista.
Salviamo gli Uffizi: diamoli in concessione decennale gratuita a Flavio Briatore.
3. Messaggio al figlio di puttana che ha forzato entrambe le serrature della mia auto parcheggiata in Lungarno Guadalonghi a Pisa: ti auguro di essere presto scoperto da un possente energumeno del tuo stesso spessore morale, mentre sei intento nel tuo passatempo preferito con la sua automobile e che questo ti faccia passare un bel quarto d'ora. Se avessi scritto l'Atroce Commedia, gli scassinatori d'auto, per la meschinità del loro gesto, li avrei condannati per l'eternità a "scassinarsi" vicendevolmente ciò che nel loro corpo è più simile ad un buco di una serratura servendosi di uno di quei cric a rombo da aprirsi fino a fine corsa. Troppo crudele? Beh, è l'Inferno, mica DisneyLand e poi...mica l'ho inventata io la legge del contrappasso. Ma con te, caro scassinatore, non basterebbe ancora, perchè oltre ad essere stronzo, caratteristica indispensabile per la tua categoria, sei pure un imbecille di rara fattura, un idiota totale, un cretino di stupidità a livelli irritanti. Ma con tutte le macchine che ci sono parcheggiate, vai a scegliere una Punto del '95 dal cui contachilometri puoi leggere cifra 236000 e dalla cui plancia puoi notare il commutatore dell'impianto a metano? Se poi ti tolgo pure il frontalino dell'autoradio, e nell'auto non ho lasciato nessun oggetto in vista, vorrà dire che gli oggetti di valore me li sono portati via, o no? Che cacchio volevi rubare, il Jet Fresh al gusto Tropical? Ok, vuoi comunque controllarla per bene dall'interno, allora la prossima volta, dopo aver provato invano ad aprire una portiera forzando la serratura, prendi atto della tua demenza, non accanirti inutilmente anche contro l'altra portiera. Zucca vuota, ascolta, nel caso volessi riprovare a scassinarmi la mia vecchia Punto, prova a far leva sui finestrini posteriori che nel modello a 3 porte si aprono con un gancio di plastica di dubbia resistenza, oppure se proprio vuoi sperimentare il brivido della serratura, parti da quella del baule: puoi ugualmente entrare nell'abitacolo, ma a differenza di quella delle porte, non ha il "giro di chiave". Tu soddisferai la tua curiosità più celermente, io avrò meno danni da riparare.
Ma proprio a me doveva capitare lo scassinatore più imbecille del mondo?
4. Se incontro un solo altro africano che vuole appiopparmi i braccialetti della felicità, gli azzanno i polpacci prima ancora che riesca a dire "Ciao amico, come va, dammi il 5". Non che siano poi così insopportabili, soprattutto se raffrontati agli zingari, e sono dei Santi se raffrontati agli albanesi delle periferie venete, ma quando ti fermano ogni 5 minuti a supplicarti di aiutarli e poi li becchi in libreria che con fare abitudinario si fanno cambiare 50 euro...

Eccetto questi piccoli dettagli, le ferie sono state splendide, in posti di una bellezza seconda solo alla bellezza della persona che con me ha trascorso questi giorni.



A chi volesse soggiornare nella campagna fiorentina consiglio vivamente il B&B Casa Chianti che per cortesia, pulizia, bellezza del luogo e della struttura ha reso incredibile il modico prezzo pagato. Posted by Picasa

martedì, agosto 22, 2006

La sigla di Supercar by Jovanotti

C'è qualcuno che se la ricorda? A me pareva fosse quella che mandavano durante l'estate. L'avevo rimossa. Giustamente rimossa.

Come avrete notato, sono terminate le mie ferie, ma non la "modalità spiaggia".

sabato, agosto 12, 2006

La gif animata di Mauro Repetto

Buon Ferragosto!
Un regalo che ho confezionato per i lettori di AtrocePensiero: la gif-santino-animata di Mauro Repetto estratta dal video di Sei un Mito. Immancabile in ogni blog che non si rispetti. E' un po' pesantina (quasi 300 kb) se qualcuno riesce ad alleggerirla me lo faccia sapere.

MAURO REPETTO BALLA PER QUESTO BLOG


Vuoi che Mauro Repetto balli sul tuo sito? E' facile: fai copia-incolla sul tuo spazio web. (ma non scordarti di linkarmi!)

mercoledì, agosto 09, 2006

Le bombe del Corriere

UPDATE: Chi avesse letto questo post nella giornata di ieri, probabilmente avrà notato qualche lacuna, soprattutto in fatto di link mancanti che potrebbero aver reso incomprensibile l'argomento. Mi scuso, ma a mia discolpa ci sono REALI cause di forza maggiore. La forza maggiore in questione è il fulmine che ieri notte, mentre stavo pubblicando il post in fase provvisoria (spesso pubblico il post anche se incompleto per poi correggerlo ed aggiungere link) ha fatto "scoppiettare" il mio PC. Oggi ho provveduto personalmente alla sostituzione dell'alimentatore. Di nuovo on-line. Inserisco i link mancanti.
UPDATE2: Nel frattempo il Corriere, ha tentato di fare il furbetto rimuovendo la foto incriminata come se non fosse mai stata pubblicata, senza scuse nè giustificazioni. Ma le prove non si cancellano. (God bless snapshot).

I lettori più affezionati di AtrocePensiero sanno che raramente (anzi, forse mai) ho parlato di Politica Estera. Perchè? Dai, diciamoci la verità: della politica estera non gliene frega niente a nessuno. Gli italiani piuttosto di sorbirsi un servizio sulla guerra tra israeliani e palestinesi si beccano 2 volte lo stesso servizio di Studio Aperto con Silvia Vada che chiede ai torinesi il rimedio contro il caldo. E non può essere una colpa. E' ovvio. La gente si appassiona maggiormente ai piccoli avvenimenti che accadono in un ambiente molto conosciuto rispetto a grandi tragedie che coinvolgono perfetti sconosciuti. E io non mi distinguo particolarmente (però piuttosto di sorbirmi Silvia Vada mi leggo l'intera collezione di editoriali di Eugenio Scalfari).
Oggi però devo fare un'eccezione e segnalarvi l'N-esima dimostrazione della pochezza della stampa italiana.
Grazie a The Right Nation (sinonimo di garanzia) ho potuto gustarmi la seguente perla de L'Autorevole.
L'articolo è questo. Sembra uno di quei soliti articoli che legge solo la gente che prova gusto ad indignarsi, ma non è così. La foto riportata, secondo il Corriere, dovrebbe ritrarre un F-16 israeliano che bombarda gli Hezbollah. Peccato che da un paio di giorni (non di ore, di giorni!) quella foto è stata smascherata da alcuni right-bloggers (ma non era di sinistra, bloggare?) provocando il ritiro immediato da parte dell'Agenzia Reuters di tutte le foto del medesimo autore con tanto di scuse sul sito ufficiale.
Cosa è accaduto: la foto in questione, originariamente ritraeva un F-16 israeliano che sganciava un flare, ossia un "razzetto" in grado di sprigionare una grande quantità di calore e attirare su di sè (e lontano dal veivolo, quindi) i missili heat-seeking (che seguono le fonti di calore). Un sistema di autodifesa, quindi. Ma a cosa serve lanciare 3 flare contemporaneamente, allora? A un bel niente. E qui sta il tarocco: dopo aver travestito il flare da bomba, con 2 tocchi di Smudge e Blur del Photoshop, il fotografo truffaldino, per togliere ogni dubbio sul fatto che il caccia stesse proprio bombardando ha pensato bene di fare un bel copia-incolla della prima pseudo-bomba. Qualcuno se ne accorto. Right Nation ha parlato della bufala 2 giorni fa. Il Corriere, oggi serve la bufala come autentica. Ogni commento è superfluo.

martedì, agosto 08, 2006

La sigla di Streethawk

Il falco della strada non ebbe lo stesso successo di Supercar, McGyver o A-Team (gli episodi sono stati solo 13), ma riguardare la sigla a vent'anni di distanza mi emoziona tantissimo, se non sbaglio andava in onda la domenica sera su Italia1.


Votate il vostro telefilm preferito degli anni'80 qui a destra!

sabato, agosto 05, 2006

Dario Franceschini e la progressiva mediocrità

Voglio scrivere un romanzo su Dario Franceschini. - Chiiii? - Ecco, appunto. Passa inosservato, ignorato, trascurato, ma se avrete la cura di seguire le sue puntuali dichiarazioni vi regalerà perle d'inestimabile valore. (la foto che vedete a sinistra non è di bassa qualità, Franceschini anche nella realtà risulta spixellato)
Non lasciatevi ingannare dal suo aspetto di capoclasse cretino, Dario Franceschini non è più capoclasse da un bel po' di anni. Cretino, invece, continua ad esserlo e a dimostrarlo con assiduità. E' da parecchio tempo che volevo scrivere un post sulle dichiarazioni di Franceschini, più o meno da quando, in occasione della travagliata elezione del presidente del Senato, mi capitò di sentire al Tg1, tra un Cicchitto e un Angius, la sua spiegazione sulle difficoltà della nuova maggioranza: "se abbiamo problemi numerici in Parlamento è colpa della sciagurata legge elettorale voluta dalla destra." Come? La legge elettorale che alla Camera ha regalato all'Unione un premio di maggioranza con un gap del 10% quando il distacco effettivo tra i due schieramenti era dello 0.07%? La legge che al Senato ha permesso, sempre all'Unione, di avere la maggioranza di seggi nonostante una netta (2%) minoranza di voti, grazie all'introduzione del voto degli italiani all'estero? Cosa voleva di più, una norma per cui il voto dato a sinistra valeva doppio? Purtroppo, a suo tempo non ne ho scritto perchè in rete le parole di Franceschini non si trovano. E non solo in rete. Anche la stampa se ne strafrega della carica più mediocre (il portavoce) del partito più mediocre (La Margherita - Democrazia è Mediocrità). Ora basta! Rendiamogli i giusti meriti partendo dal suo ottimo sito che contiene addirittura il blog (in cui i post terminano, guarda un po' che caso, con la fine della campagna elettorale). Un sito in cui svetta imperioso il SUO romanzo di cui si può leggere il primo capitolo, inizia così: "Aveva sempre confuso il silenzio con il freddo.". Robe da "sbidonarsi alla grande" come direbbe il grande Slurm McKenzie. Secondo me, per quella frase Franceschini ci ha perso il sonno per mesi, poi una notte, complice un gingerino tagliato con una Drive Beer, l'illuminazione: "Aveva sempre confuso il silenzio con il freddo." Ah, stupenda! La scrisse su un bigliettino con il quale avvolse un gianduiotto che regalò alla Finocchiaro per San Valentino, ma l'amata diessina, si pappò il cioccolatino e liquidò il povero Dario com'era solita fare: "Franceschini, finiscila di rompere i coglioni". Ma il nostro, convinto di aver scritto qualcosa di epocale telefonò a Mollica: -Vincenzo, senti questa, non ti sembra una frase che bisogna scrivergli sopra un libro che poi gli puoi fare un servizio di doreciakgulp per cui è un libro di cui valesse la pena leggerlo?- -Caro Dario ho già pronto il servizio, lo mando oggi dopo l'intervista a Fiorello- -Ma io il libro devo ancora scriverlo- -Ah, vabbe' allora fai presto a finirlo, che sono a corto di falliti da incensare e a Fiorello ho già fatto 15 interviste.- E così poco dopo esce "Nelle vene quell'acqua d'argento" edito da Bompiani (rcs) e recensito da Mollica. E ce ne sarebbero di chicche da raccontare sul sito di Franceschini, come il banner "i ragazzi dello Zac", dove Zac sta per Benigno Zaccagnini, storico democristiano... ("che fissa!" per dirla alla Fry), ma dovevamo parlare di dichiarazioni quindi non andiamo fuori tema, l'ultima riguarda le tasse: siccome ViscoFisco sta preparando la stangata e Berlusconi lo ha gridato ai 4 venti, Franceschini si è sentito in dovere di difendere il suo (vice?) ministro e parlando della riforma fiscale ha detto che si tratta di "giustizia sociale" (se non fosse Franceschini a pronunciare queste parole sarei veramente terrorizzato) e di rafforzare quella "progressività della tassazione sancita dalla Costituzione che vuol dire semplicemente più si è ricchi e più tasse si pagano". E' dura essere mediocri e ridicoli allo stesso tempo. Ma Franceschini ci riesce. Da dove partire? L'argomento era la "lotta" all'evasione e Franceschini riesce a parlare del perchè è giusto aumentare le tasse lasciandosi scappare le anticipazioni della stangata. Non un mossa geniale di certo, ma perchè è giusto aumentare le tasse per Franceschini? 1. Per "giustizia sociale" (no comment) 2. perchè la progressività della tassazione è sancita dalla Costituzione. E qui si casca di nuovo sulla Costituzione che per gli Scalfaro Boys come Franceschini è sacra e inviolabile anche quando contiene vaccate di questo genere. Ma dove sta la perla? Queste idiozie posso sentirle anche da un Diliberto qualsiasi! Giusto. La perla sta nella spiegazione che Franceschini dà della progressività della tassazione: secondo lui "progressività" vuol dire che più soldi hai e più tasse paghi. Peccato che questo sia il concetto di proporzionalità che sarebbe rappresentato da un sistema di flat tax, aliquota unica: tutti sono tenuti a versare una determinata percentuale del proprio reddito, cioè tutti versano in proporzione alla propria ricchezza. La progressività, invece, è un concetto così vago che solo la Costituzione italiana poteva citarlo e prevede una "più che proporzionalità" nel prelievo fiscale: se A guadagna il doppio di B, lo stato potrebbe richiedere ad A il triplo di quanto chiede a B. Ma quanto "di più" rispetto alla proporzionalità? La Costituzione non si esprime. Cosa accadrebbe se si applicasse totalmente, cioè con continuità, la progressività della tassazione? A mio modo di vedere ci troveremo in pieno comunismo: accadrebbe che a prelievo fiscale effettuato tutti i contribuenti hanno la stessa ricchezza indipendentemente dal loro reddito iniziale. Per convincersene basti pensare che il sistema attuale è già un po' (un po' tanto) progressivo, cioè ci sono 5 scaglioni di reddito che hanno aliquote Irpef crescenti con il reddito stesso, ma nell'applicazione c'è una regola ovvia: a tassazione effettuata chi ha subito un'aliquota superiore non può ritrovarsi con una ricchezza inferiore rispetto a chi aveva un reddito inferiore e ha subito quindi una sottrazione inferiore. Nelle zone di confine, i livelli di reddito "a valle" già si appiattiscono ad una quota unica. La "progressività ideale" si può quindi pensare come un numero che tende a infinito di scaglioni e di conseguenza ogni reddito trovandosi in "zona di confine" tenderebbe ad appiattirsi ad un livello prestabilito. Non è una dimostrazione rigorosa, ma rende l'idea.
A meno che non vi chiamiate Dario Franceschini.

Post trackbackato qui (in teoria).

mercoledì, agosto 02, 2006

La voglia gay dei bergamaschi

Google Trends è uno degli innumerevoli servizi che Google sta sviluppando nella sezione Lab della versione inglese. Google Trends permette di visualizzare gli andamenti temporali delle parole più ricercate su Google negli ultimi anni. Conoscendo le nostre facoltà umanistiche presumo che l'enorme potere informativo che questi dati contengono sia totalmente ignorato dai vari professoroni di sociologia, perciò AtrocePensiero ha l'arroganza e la presunzione di pubblicare il primo (almeno credo) studio sociologico basato sui dati di Google Trends. Ovviamente, riguarda l'argomento principe del mondo web: la pornografia. Ma è così scontato che la pornografia sia l'argomento principe del web? Dal seguente grafico qualche dubbio ci viene, tra le chiavi più celebri che mi sono venute in mente, la classifica vede 1)download, 2) hotel, 3) porno (dati riferiti al massimo intervallo di tempo disponibile ed a tutte le nazioni servite da Google).
Qui la classifica
Vero è che il termine porno non è così rappresentativo del segmento a cui appartiene come lo sono le altre 2 chiavi di ricerca (chi cerca porno non necessariamente cerca il termine porno su Google, ma la quasi totalità degli utenti che cercano download digitano proprio download e lo stesso per hotel).

AtroceDomanda #1: (da leggere alla Gerry Scotti) Si ordinino le seguenti parole dalla più ricercata in Italia, su Google, alla meno ricercata: GAY, LESBO, PORNO, SEX. Via! Vediamo chi è il dito più veloce...
AtroceRisposta #1 Lo so, ha stupito anche me.

Ma le potenzialità di Google Trends non finiscono qui. E' possibile vedere anche quali sono le zone d'Italia in cui una determinata parola è più ricercata, tale statistica riferisce i volumi di ricerca di una chiave già rapportati al totale delle ricerche effettuate e quindi esprime efficacemente la propensione di una determinata zona a ricercare una parola piuttosto che un'altra, indipendentemente dalla diffusione di internet della zona e dal numero di utenti di un'area.
AtroceDomanda #2: Quali sono le zone d'Italia in cui si ricerca di più la parola GAY?
AtroceRisposta #2. E chi l'avrebbe mai detto che proprio Bergamo fosse la città più gaia d'Italia?
A difesa della virilità del popolo bergamasco, c'è però il primato incontrastato anche nella ricerca della parola FIGA, anche se quest'ultimo termine non è omogenemente distribuito nel territorio italiano come si può vedere nella classifica della chiave di ricerca FICA, maggiormente usato in Umbria che con il capoluogo Perugia strappa l'ambito primato davanti ad Ancona e Firenze.

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