giovedì, settembre 28, 2006

Meglio Beavis dei Radicali

Qualcuno un giorno dovrebbe spiegarmi chi sceglie quali argomenti sono in e quali out. Un bel giorno si decide che bisogna parlare del caso di un povero cristo ridotto a vegetale ed ecco che subito parte un biscardiano televoto nazionale: Eutanasia Sì (0878/0001) - Eutanasia No (0878/0002). Votate! E il bel paese si spacca in 2 in men che non si dica. La mia opinione? Per esprimere il mio pensiero, prendo a prestito l'espressione di un grande pensatore del tardo novecento:
"L'eutanasia è una merda."
Gli estimatori di Beavis avranno capito che la mia non è una posizione contro l'eutanasia, bensi' un rifiuto di presa di posizione: indipendentemente da cosa possa pensare a proposito non mi va che si faccia dell'eutanasia una questione di liberalismo. Bisogna finirla con questa panzana che da decenni van raccontando Pannella, Bonino e compagnia radicale che le cose piu' liberali a questo mondo sono eutanasia, aborto, unioni gay, scioperi della fame e spinelli liberi. Questo non è essere liberali, al massimo è essere fricchettoni.
Già il termine eutanasia dovrebbe far intuire che la libertà individuale c'entra ben poco, eutanasia vuol dire "buona morte". Una battaglia affinché lo stato garantisca una buona morte ai suoi contribuenti tutto e' meno che una battaglia liberale. Il fatto stesso che nel dibattito politico venga contemplato il concetto di morte più buona e morte meno buona è sintomo che il liberalismo non è di casa. Fatemi capire, dovrebbe essere lo stato a definire per legge chi può beneficiare di questa "buona morte"? Dovrebbe essere lo stato a stabilire quali vite fanno abbastanza schifo da meritare l'offerta di un'exit strategy e quali invece sono da tutelare? Perchè, attenzione, se si usa e si abusa del termine eutanasia, intriso di buonismo, invece di parlare più semplicemente di "diritto al suicidio", c'è un motivo: la buona morte che risparmia le inutili sofferenze alla mummia in un lurido letto d'ospedale scatena un sentimento di pietà sicuramente più popolare di una affermazione come "lo stato non può impedire ad un individuo di suicidarsi o di farsi ammazzare nel caso in cui questo sia impossibilitato a suicidarsi".
Immaginatevi un montanaro 70enne che, nel giorno in cui si reca nel lontano ospedale cittadino per una visita di controllo, perde tutti i suoi amici e tutti i suoi parenti fino al terzo grado a causa di uno spaventoso terremoto con epicentro sotto casa sua. Così investe la liquidazione frutto del lavoro di una vita per comprarsi un container dove vivere, ma una volta insediatosi, riceve le analisi mediche che gli diagnosticano un tumore al pene. Si opta per l'asportazione chirurgica, ma durante l'operazione, a causa di gravi carenze igienico-sanitarie, contrae il virus HIV in una delle sue forme più terribili. Gli vengono dati 5 anni di vita, cade in depressione e s'indebita gravemente giocando ai cavalli ed è così costretto a vendere il container e finire i suoi giorni in uno squallido ospizio. In più è pure interista. Immaginatevi ora che tale montanaro decida di buttarsi da un cavalcavia, ma mentre sta cercando il coraggio per lanciarsi nel vuoto, arrivi la pattuglia di carabinieri per salvare la vita al nostro montanaro. Immaginato? Bene. Ora, in una situazione del genere voi ve la immaginate Emma Bonino arrivare sbraitante a difesa della libertà individuale, sostenendo che è vergognoso che uno stato intervenga, addirittura utilizzando soldi pubblici, per vietare una libera scelta di un uomo che ha deciso di porre fine alle sue sofferenze? Perchè io non riesco proprio a figurarmela.
Provate ad ascoltarli bene i radicali quando parlano di eutanasia: cercheranno di convincervi che non c'è niente di moralmente sbagliato a concedere l'opportuntità di una morte dolce a delle persone sofferenti. Legittimo, magari anche condivisibile. Ma lascino stare il liberalismo. Non c'entra niente.

34 commenti:

Paolo ha detto...

Bellisimo post, complimenti.
ciao da san martino di c.u.
:-)

D.O. ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
D.O. ha detto...

Sono in sintonia con te. Per Capezzone, Bonino e Co. le grandi battaglie liberali sono né più né meno quelle che ritengo grandi cazzate liberali. Per carità, sempre liberali sono, ma è una questione di priorità.
Tra queste, a dirla tutta, forse l'eutanasia è il problema più serio.

Xqtor ha detto...

L'eutanasia è la restituzione della morte al leggittimo proprietario.

Pim e Abulafia ha detto...

uhhh...lo aspettavo il post sull'eutanasia!!! Prima di schifarmi ricordati che se continuo a leggerti un motivo c'è.Non mi frega di chiamare certe cose liberiste, libertarie, liberaliste,...del gioco linguistico non mi importa, sia chiaro. Chiamateli come volete, ma certi diritti(si, x me sono diritti), stanno più su, più in alto. Allora, per favore, potresti spiegarmi (nessuno lo ha mai fatto in modo convincente) cosa c'è di così aberrante nel consentire ad una persona di scegliere per se stessa(laddove sia nelle condizioni di scegliere e nessuno"stacchi la spina" al posto tuo come nel caso di Terry Schiavo)? Decidere di non soffrire è un diritto così calpestabile? Se io decido di abortire, di morire, di sposarmi con una donna, a chi non è d'accordo che frega? mica sto imponendo a lui di abortire, morire, sposarsi con qno del suo stesso sesso. Se "tu" però sei contrario e non legiferi in merito alla questione, di fatto vari una legge non scritta per cui io non posso abortire, morire, sposarmi, curarmi con le staminali. Risultato: io a te non impongo niente, tu a me si. La tua vita non cambia perchè comunque non saresti morto, sposato, curato con le staminali, la mia vita si, perchè io non posso farlo e lo ha deciso chi, per motivi suoi non lo farebbe mai. Io sono dunque obbligata a rispettare opinioni diverse dalle mie, che mi impongono cosa fare di me stessa. A me sembra assurdo. Mi sai spiegare perchè invece non lo è?

Anonimo ha detto...

Puoi chiamare i concetti come vuoi ma è un puro esercizio di retorica. Piuttosto che cambiar nome (anche se "diritto al suicidio" è efficace) sarebbe meglio definire i concetti: per esempio di liberismo. Del perchè ritieni che l'eutanasia non sia una lotta liberale non vi sono argomentazioni; c'è solo un giudizio ed una presa di posizione tramite una accattivante storiella fantozziana. Se si vuole parlare del merito tramite casi limite cosa diresti se il pronipote del quarto grado del nostro 70enne che è un ricercatore (in questo caso la sfiga è ereditaria...) svilupasse una tecnica per l'immortalità? Ultrabicentenari in ospedale che (soprav)vivono e aspettano... Una morte consapevole sarebbe possibile? E' sempre pericoloso ragionare solo per principi.

J.A. ha detto...

@Paolo: allora siamo veramente vicini di casa (2-3 km al max)!

@Abu:
Schifarmi? Guarda che io non giudico i miei commentatori, ma i commenti, il fatto che abbiamo pareri diversi su alcune questioni non vuol dire che non possiamo discutere amabilmente di altre.

Neanch'io sono un fanatico delle etichette, ma chiamare le cose con il proprio nome aiuta a fare chiarezza. Tu sostanzialmente sostieni che lo stato non può permettersi di intervenire per "proteggermi da me stesso". Questa è una posizione chiara e liberale che in generale condivido, anche se nei casi estremi come un suicidio sono molto perplesso. Il punto è che questa chiarezza, tra i radicali non c'è, perchè se la loro tesi si basasse su questo principio, parlerebbero di un generale diritto al suicidio e non di eutanasia. Invece, pur non avendo il coraggio di sostenere il diritto al suicidio, si concedono il lusso di bollare chiunque dissenta dalle loro posizioni nei temi bioetici come bigotti integralisti cattolici liberticidi.
La questione aborto, invece, è un'altra cosa come anche la questione staminali e premesso che essere liberali vuol dire mettere l'individuo prima della "società", il nocciolo del problema è chi o cosa definiamo come "individuo". Se un feto di 2 mesi risponde alla mia definizione di individuo (personalmente lo credo), allora l'aborto non è una questione di un individuo che "fa male" a se stesso, ma si tratta di un individuo (la madre) che ne violenta un altro. Da questo punto di vista lo stato ha l'obbligo di intervenire. Ma anche qui non si tratta di dividersi tra chi crede nell'individuo e chi crede nella società, quindi anche qui il liberalismo c'entra ben poco, ma è una mera questione di definizioni tecnico-etiche di individuo.

J.A. ha detto...

@anonimo: non è un puro esercizio di retorica. I sostenitori dell'eutanasia, come volevo far capire con l'esempio fantozziano, non sono affatto dei sostenitori del "diritto al suicidio", piuttosto ritengono nei casi di gravi malattie moralmente giusto concedere una morte dolce al malato, legittimo, ma sia chiaro che è uno scontro tra 2 morali differenti, non una battaglia affinchè non venga imposta alcuna morale!

Anonimo ha detto...

Senza entrare nel merito della questione, vorrei solo fare una precisazione: se i radicali un domani si sognassero -con grande coraggio/inutilità- di fare una campagna sul "diritto al suicidio" (intendendo con questo termine la scelta di un individuo di porre fine alla propria esistenza, comunque essa sia) probabilmente verrebbero accusati di istigazione al suicidio (e se la memoria non falla è un reato) dopo il primo poveraccio che si ammazza con in mano la loro bandiera o recitando il vangelo secondo marco (a.k.a giacinto) pannella.
Credo (o temo...) che a bloccare i radicali sia più questo che non la "paura" di portare avanti una campagna impopolare o cmq meno buonista... ti ricordo che in quanto a masochismo politico loro sono i maestri.
Se poi questo sia un bene o un male fate pure voi...
saluti,
Luca

Maedhros ha detto...

Se io decido di abortire, di morire, di sposarmi con una donna, a chi non è d'accordo che frega? mica sto imponendo a lui di abortire, morire, sposarsi con qno del suo stesso sesso.
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Non mi frega nulla, tranne nel caso dell'aborto (sempre che lo sposarti con uno del tuo stesso sesso non comporti benefits a nostre spese, e diritti di adozione di bambini, perchè in quel caso avrei da ridire anche lì).

Nel caso dell'aborto, non stai facendo male a te stesso. Stai commettendo un omicidio pluriaggravato, da premeditazione e vincoli di sangue (a volte fanno capolino pure i futili motivi, altra aggravante).

Venendo alle truppe pannelliane, credo sia ora di smetterla di definirli liberali. Almeno togliete la "i" finale!
La folgorazione sulla via del socialismo dovrebbe averlo reso chiaro una volta per tutte.

Pim e Abulafia ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Pim e Abulafia ha detto...

Maedhros..il mondo sarebbe pieno di assassine psicotiche...Medee(cito la pur amata Oriana, con cui spesso però dissentivo) assetate di sangue? Tutte da punire, mentre omicide condannate a trent'anni vagano libere e col plauso di preti(quelli stessi preti) che le sostengono? Senza contare che la maggior parte della gente che ripudia l'aborto è poi spesso a favore della pena di morte(!!!) Beh, prima di sparare sentenze e accuse di omicidio potresti fare lo sforzo di non banalizzare le cose. Dire cosa è o non è vita, chi merita o no di morire(un embrione merita di vivere, magari un assassino no) è una questione, se non soggettiva(magari è un termine che ti disturba), quantomeno complessa. Esistono tante teorie scientifiche e religiose non cattoliche che sostengono che un feto, a meno di due mesi, non è da considerare vita. Mi dispice per te ma la parola VERITà non è stata ancora scritta su questi argomenti. Tutto sta nel vedere quale visione sposi, e tutte sono, per me, individualmente rispettabili, purchè nessuno ne INPONGA a me una, e nessuno la imponga a te.
Abu

Gabriele ha detto...

A mio modesto parere, caro Atroce, in nome di un liberalismo estremo, che appartiene più alla concezione anglosassone che a quella italiana, che pure in parte vi si rifaceva (vedi la grande Destra Storica), assumi aspetti vicini all'anarchismo, con una sorta di furia antistatale, non antistatalista.
Ho visto il simbolo dei neoLib usato in ben altri contesti infatti, purtroppo, ma non mi soffermerò su questo fatto.

Ciò che conta nella questione, è, quando un individuo diventa tale, con tutti i diritti e doveri?
Personalmente, pur essendo un amante della vita, ed in ultima istanza contrario all'eutanasia, non riesco, proprio NON riesco, a dare al feto, o addirittura all'embrione, diritti che siano superiori a quelli che possa avere un cane o un gatto adulto.

Stonerà, forse, perché so che molti liberali, o meglio, libertari (le due cose sono qualitativamente molto diversi, e se mi riconosco fra i primi, pur con accenti particolari, mi riconosco anche aperto nemico dei secondi), sono favorevolissimo a quello che viene chiamato "specismo".

Una sorta di rivisitazione cartesiana, secondo cui gli animali, ridotti a "macchine troppo perfette", possono essere sfruttate senza riguardo alcuno, e senza scrupolo. In nome di qualunque cosa, anche poco edificante, possa giovare all'Uomo, che non viene neppure considerata alla stregua di animale intelligente quale è. Questa cosa mi ricorda molto una interpretazione puramente clericale, e la rigetto senza mezzi termini!

Aggiungo, inoltre, che l'uomo che prova compassione e dolore per una cellula, o un gruppo di cellule senza alcun pensiero, cosciente o incosciente, senza alcun sistema nervoso che possa, anche solo lontanamente dare sensazioni di alcun genere, un grumo di cellule, infine, assolutamente non autosufficienti (qui vale la pena di aprire una parentesi, per autosufficienti si potrebbe erroneamente obiettare che neanche un neonato, di qualunque specie, lo è, ma io mi riferisco ad un corpo che possa sostenersi tautologicamente in quanto compiuto, non una cellula che abbia bisogno del collegamento fisico con un altro corpo per sopravvivere e prosperare), e non ne prova per un membro di altra specie, pur capace di provare senzazioni, sentimenti, gioia e dolore, non solo è insensibile, e sicuramente non liberale, ma probabilmente è lontano pure dall'essere Uomo.

Pim e Abulafia ha detto...

Sempre x Meadhros:"...non comporti benefits a nostre spese":
UOMO BIANCO ETEROSESSUALE CATTOLICO: Ovvero:il centro dell'universo. Ritieni che dei diritti concessi a chi non è come te non sono diritti propri dell'uomo in tutte le sue declinazioni(e sono tante), ma benefits sottratti a te e al tuo (perfetto) status. Quindi se qualcosa arriva o è una concessione(Grazie uomo biango!!) o un furto. Non ho parole...
ps. come illustra Gabiele le "professioni di fede(x fortuna non sempre religiose)" sono tante.
Fatemi capire, voi siete liber---(completate come più vi aggrada), e ritenete che lo Stato non debba ingerire nelle questioni economiche e di mercato,nè nelle scelte del singolo individuo e sia chiaro: IO SONO D'ACCORDISSIMO: poi però mi dite che lo Stato(che a un certo punto vi piace e serve) può interferire nelle più intime questioni dell'uomo, e invece di laciare libertà alla singola coscienza impone una COSCIENZA DI STATO, a tutti, cattolici e no. Perchè, non nascondiamoci dietro un dito, il No all'eutanasia, all'aborto, alle staminali, è un no confessionale. Un no che muove dalla fede religiosa e che interferisce così in modo imbarazzante nelle questioni di Governo. Allora libero mercato sì, ma libertà di credo e di coscienza no, quella la deve tutelare lo stato. Che bello, che fortuna, il mio stato(che parola inquietante) tutela la mia coscienza e mi fa agire da brava cattolica...peccato che sia contro la mia volontà.
Abulafia

Gabriele ha detto...

Personalmente trovo che lo Stato nazionale sia la migliore "invenzione" dell'uomo moderno, e considero la mia Patria sia romanticamente, che utilitariamente, da amare con reverenza e venerazione financo.
Per il resto, tuttavia, concordo con abulafia, il ragionamento contraddittorio di Stato no dove non ci piace, e sì quando deve costringere le persone ad atteggiamenti consono con "la nostra" visione delle cose, non mi piace affatto, né sta logicamente in piedi.

J.A. ha detto...

Mi dispiace, ma non sono d'accordo con nessuno dei 2.

@Gabriele: confondi lo Stato con la Nazione. Il sentimento del patriottismo (che provo anch'io) è un qualcosa che prescinde dallo Stato. Io mi sento italiano indipendentemente dall'esistenza di uno stato che ci governa, saremmo italiani anche se lo Stato non esistesse. Io voglio minimizzare lo Stato, non la Nazione.

@Abu: io da liberale credo che ogni individuo abbia 3 diritti fondamentali: Vita, Proprietà e Libertà. Lo Stato esiste, a mio avviso, per tutelare questi 3 diritti dei cittadini anche con l'uso della forza. La "redistribuzione del reddito" ad esempio, non c'entra niente coi 3 diritti suddetti ed inoltre è una violazione del diritto di Proprietà del cittadino ad opera dello Stato. Il canone Rai è un'altra estorsione ad opera dello Stato, come i contributi all'editoria o le "casse per il mezzogiorno" o i fondi per il cinema o i privilegi sindacali. Tutti "abusi" di uno Stato socialista che si permette di imporre la sua morale con i soldi dei cittadini.
Per quanto riguarda l'aborto il discorso è totalmente diverso, perchè se si considera il feto o (un embrione) un individuo lo Stato non solo ha il diritto ma ha il dovere di intervenire a difesa del diritto alla vita di quel piccolo individuo. Non sono un liberale a corrente alternata perchè non ho dubbi su quali siano compiti debba avere lo Stato: difesa della Vita, della Proprietà e della Libertà degli individui, piuttosto il dubbio ce l'ho su quale sia la definizione più corretta di Vita e di Individuo e provo un certo fastidio quando incontro la tipica arroganza radicale, che qui anche tu hai dimostrato, secondo cui, se x una persona un embrione ha pari dignità di una persona, deve essere necessariamente per motivi "confessionali". Poi il ragionamento per cui siccome io non so dimostrarti che è vita, nè tu sai dimostrarmi che non lo è, allora è giusto permettere la soppressione di tale entità, mi sembra un po' vacillante. Per lo stesso principio se tu volessi demolire un palazzo di tua proprietà in cui secondo me vi sono delle persone all'interno e secondo te no, nel dubbio io non posso impedirti di demolirlo...

Pim e Abulafia ha detto...

Adoro il "nel dubbio non posso impedirti di demolirlo..." Lo Stato, nel dubbio, dovrebbe fare altrettanto. That's all.
La Libertà è un diritto che difendi. Bene. Qualora un disgraziato giorno tu dovessi, per vivere, dipendere da una macchina ti auguro che lo stato ti consenta di decidere per te e te solo.That's all.
Qualora un disgraziato giorno tuo figlio si dovesse ammalare di distrofia muscolare ti auguro che lo stato non ti impedisca di curarlo( magari di salvarlo), solo perchè "è in dubbio" l'etica di quella cura(embrione si, embrione no..).That's all.
Per il resto gli abusi che denunci sono abusi e non ci piove.
Mi spiace se sono apparsa arrogante.
Abulafia

Maedhros ha detto...

Un assassino è un assassino è un assassino!
Non importa l'età o la consapevolezza della vittima.

Un cretino è un cretino è un cretino!
Non importa quanto forte urli o quante parole vomiti per condire l'inconsistenza dei propri pensieri.

L'embrione è vita, vita umana.
Furono embrioni e feti ognuno di coloro che adesso credono di avere il diritto di ammazzare i più inermi tra gli umani.

Un uomo consapevole può decidere della sua vita, e può legittimamente rinunciare a viverla.
L'inconsapevole non può farlo, e NESSUNO può farlo per lui. Un tutore, qualsiasi tutore, può disporre di tutti i beni dell'inconsapevole, ad eccezione di quello primario. Sulla vita e sulla morte del pupillo, egli non ha potere.
E NESSUNO può darglielo!

Un assassino è un assassino è un assassino!

Pim e Abulafia ha detto...

"Un cretino è un cretino è un cretino!
Non importa quanto forte urli o quante parole vomiti per condire l'inconsistenza dei propri pensieri"

Mai stata più d'accordo.
;)
Abu.

J.A. ha detto...

Ma guarda che l'esempio dell'edificio che ho citato, intendevo dire proprio il contrario: nel dubbio io ritengo giusto impedirti di demolire il palazzo!

masako hojo ha detto...

ma lasciamo stare i Radicali, che ormai contano meno del due di coppe quando è briscola bastoni..
Vuoi un buon motivo per arrabbiarti? Prova un po' a leggere i post di www.verbavalent.com ....
Della serie "medioevo prossimo venturo"?

Gabriele ha detto...

"Un cretino è un cretino è un cretino!
Non importa quanto forte urli o quante parole vomiti per condire l'inconsistenza dei propri pensieri"

Quoto, soprattutto riferito a chi crede di avere le tavole della Verità in tasca, qualunque essa sia.

Pim e Abulafia ha detto...

nel dubbio io non posso(HAI SCRITTO NON POSSO) impedirti di demolirlo...
Se l'italiano non è un opinione...
ti sarai sbagliato a scrivere...lapsus freudiano...forse c'è, nel tuo inconscio, una parte ragionevole che vuol venir fuori?? DDaii che ce la fai!!
;)
Abu.

J.A. ha detto...

Si ma la frase inizia con "Per lo stesso principio, se tu..." mi sembrava evidente che fosse un ragionamento per assurdo: Se per assurdo valesse il tuo principio, allora in quel caso, io non potrei nemmeno impedirti di...siccome ritengo assurdo "non poterti impedire di" allora il tuo principio non lo ritengo valido.

Pilux ha detto...

JA e' una lotta persa in partenza!
Pim e Abufalia, prendete(vi) un libro di analisi matematica e studiatevi le dimostrazioni per assurdo...

Anonimo ha detto...

Haha!! Grande pilux!!

Pim e Abulafia ha detto...

No ragazzi, io i ragionamenti per assurdo (che sono tali perchè di solito iniziano con "se per assurdo...") e i paradossi li conosco bene,
il problema qui è di sintassi...
vabbè...
....

Pilux ha detto...

il se per assurdo c'e'!
JA intendeva dire:
Se per assurdo valesse il tuo principio, allora "per lo stesso principio se tu volessi demolire un palazzo di tua proprietà in cui secondo me vi sono delle persone all'interno e secondo te no, nel dubbio io non posso impedirti di demolirlo..."

al massimo ti concedo una critica sull'uso del congiuntivo e del condizionale.

ma mi auguro che sull'azzeccatissimo grottesco esempio proposto da JA siamo tutti d'accordo che il palazzo non va abbattuto?
no perche' qualche dubbio mi viene...

Pim e Abulafia ha detto...

Ti garantisco che io abbatto cosa mi pare, così come voi potete abbattere i ladri per legittima difesa o vorreste abbattere gli assassini con la pena di morte.
Poi...è così difficile darsi ragione?
"al massimo ti concedo una critica sull'uso del congiuntivo e del condizionale." E secondo te, genio della matematica, della filosofia e della bioetica, io a che mi riferisco quando dico che c'è un problema di sintassi??
Il buon J.A scrive bene i post, per questo lo leggo, ma quando risponde ai commenti letteralmente trascrive il parlato, fateci caso.

Pilux ha detto...

pim e abufalia, sembrava che ti soffermassi su qualcosa di piu' concettuale... si vede che ti ho sopravvalutato.

comunque quando scrivi "voi" tu cosa intendi?
se e' una forma di riverenza, per favore dammi pure del tu. altrimenti sappi che io parlo a nome di me stesso.

J.A. ha detto...

E che palle con 'sta storia! Abu non ha capito che il mio era un ragionamento per assurdo, mi sembra abbastanza irrilevante stare li' a controbbattere se e' colpa sua che non ha colto il senso o colpa mia che non mi sono spiegato. E' vero i commenti li scrivo "di getto", quindi gli strafalcioni sono sempre in agguato e uso un tono molto piu' colloquiale anche perche', a differenza dei post, i commenti non si possono correggere.
Ritornando all'argomento: Voi chi? La pena di morte non c'entra un bel niente. Personalmente sono contrario alla pena di morte e non mi sembra che ci sia nessun partito che si dichiari ideologicamente favorevole. La legittima difesa e' un altro paio di maniche, tu spari all'aggressore che minaccia di privarti di un tuo diritto fondamentale, e' lui il primo responsabile della sua morte, perde il suo diritto alla vita mentre tenta di privarti dei tuoi diritti. Nel caso del palazzo, invece, colui che muore sotto le macerie non ha nessuna colpa.

Astrolabio ha detto...

ma gli autorevolissimi scienziati che sostengono che i feti non sono vita, come li classificano?
Sono dei fossili? dei cristalli? dei sassi? degli ammassi di idrocarburi?

Anonimo ha detto...

BAD ACTOR scrive:

Onestamente nel tuo articolo non si capisce dove finisca l'antipatia personale per i radicali e dove inizi l'elaborazione teorica. In ogni caso numerosi sono i testi e le elaborazioni in campo bioetico che fan discrimine tra eutanasia, suicidio assistito, interruzione di cura, suicidio razionale. Far come fai tu e ridurre tutto ad un'unica radice non contribuisce che ad aumentare la melma propagandistica che purtroppo è già diffusa. Non c'è differenza tra Kirillov e il montanaro, tra Schiavo e Welby, tra Nuvoli e mio nonno?
E l'aborto..omicidio, aggravante (interessante lessico da legal thriller)..continua a mancare un vittimologia valida però: non abbiamo una persona reale..ma solo potenziale. (espressione totalmente priva di senso) Così. giusto per dire..ma se invece dello schema veterotestamentario utilizziamo invece la sapienza orientale..non sono anche i vegetali in predicato di esser umani in una prossima vita? :)

Anonimo ha detto...

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