giovedì, novembre 30, 2006

7 domande a...Melita Toniolo

Melita Toniolo è una giovane quanto ambiziosa modella trevigiana che sta emergendo nel mondo della moda e dello spettacolo. Dopo l'esperienza da meteorina per Antenna3 Nordest, ha collaborato con Italia1 e tuttora sta lavorando con importanti firme della fotografia.
Sul suo sito www.melitatoniolo.com pubblica periodicamente i suoi lavori e cura un piccolo diario online.
La foto che vedete qui sotto è stata realizzata per la campagna pubblicitaria della Wheelsbike.it (qui potete scaricare gli sfondi per il desktop).


Molto gentilmente ha accettato un'intervista per i lettori di AtrocePensiero rispondendo via mail a 7 domande:

1. Qual è l'aspetto migliore e l'aspetto peggiore del tuo lavoro?
> Il migliore...la soddisfazione. Il peggiore....le ipocrisie.

2. Cos'è la bellezza? Qual è la donna che meglio rappresenta il concetto di bellezza?
> Una in particolare non credo ci sia...della bellezza alla fine dipende cosa vuoi sapere, perchè in tv ci sono milioni di donne e ragazze stupende e all'apparenza perfette, ma che non dicono nulla, e altre magari più
affascinanti ma con un carisma da bomba atomica (michelle la mia preferita)

3. C'è stato un giorno in cui ti sei detta: "Sono veramente una bella ragazza, farò la modella"?
> Ahaha no! Mai...me lo dicevano sempre gli altri però.:)

4. Una persona che stimi e una che detesti.
> Oddio..ci dovrei pensare una settimana....una che stimo?? La prima che mi viene in mente è mia sorella. Una che detesto? Eh, dovrei aprire un altro sito per farceli star tutti :))

5. Qual è la domanda che vorresti che ti facessero, ma nessuno ti pone?
> Sei felice?

6. Chirurgia estetica. Domanda banale ma d'obbligo. "Ritoccarsi" è un po' come barare? sei mai ricorsa al chirurgo plastico, potresti farlo in futuro?
> Mai ricorsa, ma non dico che non lo farò mai.
In effetti mi fa un certo che e non mi piacciono le donne rifatte, però purtroppo siamo arrivati in un periodo dove sono più quelle finte che quelle vere. Quante volte mi chiedono se ho il seno rifatto? Al pub poi....sì, mi dà un pò fastidio la cosa :)

7. Melita a 40 anni. Non si può certo fare la modella a vita. Hai un sogno anche oltre la carriera di modella oppure semplicemente vivi giorno per giorno?
> Sempre giorno per giorno!!!! Però chissà..aprire un'agenzia di moda? Fare la cantante? Fare la fiorista? :)

Grazie Melita!
Accetto suggerimenti per le domande e per i prossimi personaggi da intervistare per questo blog!

martedì, novembre 28, 2006

393 euro

Si potrebbero scrivere migliaia di pagine per demolire questa sinistra finanziaria. Io invece scriverò solo un numero: 393. E' il risultato di una banalissima quanto brutale divisione: 22 miliardi di euro (l'incremento delle entrate previsto in finanziaria) diviso 56 milioni di italiani = 393 euro per ogni italiano. Ora, a meno che La Repubblica Italiana non venga sponsorizzata da Marlboro (non sarebbe una cattiva idea...) quei 393 euro per italiano che entreranno nelle casse statali, per forza di cose dovranno uscire dalle tasche dei cittadini.
Obiezione prevedibile numero 1: Ma serviranno a migliorare i servizi che lo Stato offre ai cittadini!
Risposta: Che-se-li-tengano.
Obiezione prevedibile numero 2: Ma solo i ricchi pagheranno, i poveri ne guadagneranno in "equità sociale".
Risposta: Ammesso anche che io creda a Babbo Natale, agli extraterrestri, alle cartomanti e ai maghi del lotto, io non voglio che qualche ricco paghi il pizzo per me, voglio che il pizzo sia abolito.

Ora non fate gli indignati, ma reagite!
Sabato 2 dicembre a Roma ci sarà la manifestazione nazionale contro questa finanziaria. Io non potrò esserci, ma chi ha la possibilità, si faccia sentire anche per gli assenti.
In particolare gli amici friulani non hanno scusanti: c'è un pullman gratis che parte da Tolmezzo, (con fermata a Gemona) diretto a Roma. Pranzo al sacco e cena in ristorante offerti.
Un must il kit del manifestante del Movimento Libertario.

domenica, novembre 26, 2006

E' morto Giorgio Panto

UPDATE: Qui sotto, l'immagine proposta nella serata di domenica da TNE, in memoria di Giorgio Panto.


In questo momento un'emozionatissima Cristina Catarinicchia sta conducendo un'edizione a "reti unificate" (Tne, Antenna Tre, TeleAlto Veneto) di TNE giornale sull'improvvisa morte dell'editore, o meglio del paron, Giorgio Panto, precipitato questo pomeriggio nella laguna di Venezia, mentre stava pilotando il suo elicottero.
Vi avevo già presentato qui il leader e fondatore di Progetto Nordest, cosa si può dire oggi?
Non è da me lanciarmi in commenti per tutte le stagioni come "è un uomo che ha sempre difeso appassionatamente le sue idee", sarebbe ipocrita nascondere che il Panto in versione politica mi è piaciuto poco. Sia chiaro, ho sempre ammirato l'entusiasmo condito da generose dosi di follia con cui ha affrontato l'avventura politica: un giorno, constatando che la Lega Nord non riusciva a ottenere per il Veneto ciò che i veneti le chiedevano, allora, molto semplicemente ha detto: "Lo faccio io il partito, io ci metto i miei soldi e voi ci mettete i voti. La Lega ha tradito le aspettative, ora ci pensa PNE". Il punto di forza del programma è una macroregione del nordest formata da 13 provincie autonome. Tutto molto bello. "Ditemi dove devo firmare" risponderei se non fosse per 2 piccoli punti:
1. Non si capisce perchè dove la Lega in 20 anni di attività con percentuali ragguardevoli anche a livello nazionale ha fallito, debba riuscire Panto. Su quali basi un elettore dovrebbe "fidarsi" di Panto e invece dubitare di Zaia?
2. A Trento e a Bolzano lo sanno?

Il commento sulla politica di Panto è tutto qui, ma nell'avventura politica dell'imprenditore di Meolo la parte più bella è il modo in cui ha affrontato la sfida. C'è tutto il Veneto lì dentro. E' il Veneto povero che dal nulla costruisce le grandi imprese (in tutti i sensi), il Veneto delle mani callose che trasformano una falegnameria in una multinazionale dei serramenti, il Veneto che tuona contro lo Stato immobile, burocrate ed inefficiente, il Veneto degli "arricchiti" vestiti con gli abiti di 30 anni prima, perchè se il vestito da festa è da cambiare...vuol dire che di festa ne hai fatta troppa, il Veneto dalle umili origini e dalle grandi ambizioni, il Veneto che ha la spitha alle mani di fronte alle cose che non funzionano, il Veneto che sempre e comunque al se 'rangia, il Veneto buono e genuino come un piatto di poenta e fonghi e un'ombra de Clinto....
Il Veneto che rispetto e ammiro.
Il Veneto che nel giorno in cui perde un grande imprenditore, un grande uomo, un grande veneto, si ferma, si toglie il cappello e sussurra un commosso "Ciao Giorgio".

Approfondimenti:
Giorgio Panto su Wikipedia
Progetto Nordest
Repubblica sulla morte di Panto
El boaro

giovedì, novembre 23, 2006

W il nonnismo

E' emergenza bullismo. E' ufficiale, l'ha detto pure Studio Aperto.
Gli psicologi televisivi, professione per cui presto sarà attivato un apposito corso di laurea, si sgolano diagnosticando il male sociale, le turbe giovanili ed invocando cure che solitamente vanno dal "prendere coscienza del disagio adolescenziale" al "riscoprire il ruolo di educatori" passando per "la mobilitazione dello stato e della società civile contro il mondo violento che i nostri giovani spesso subiscono". Tutte cose che ci fanno riflettere. Io ci ho pensato molto e sono giunto ad una conclusione: ma 'sti dolcevitati sedicenti psicologi, quando andavano alle superiori, non potevano essere picchiati un po' più vigorosamente dai bulli dell'istituto?! Magari si sarebbero svegliati fuori. Poi, interviene pure il Ministro dell'istruzione ed ecco che la farsa prende le sembianze della tragedia. Perchè sappiamo quale sarà la soluzione: una commissione, of course, che produrrà una nuova legge assolutamente inutile, ma che fa sempre molto buon padre di famiglia. Anche perchè, a mio parere, il problema non è stato assolutamente capito: si confonde nonnismo con bullismo. Le manifestazioni di violenza gratuita e soprusi dei più forti verso i più deboli, questo è bullismo. Ma quello che viene spesso definito dispregiativamente nonnismo, l'unico fenomeno che viene colpito da leggi o regole calate dall'alto, è un'altra cosa e ha la sua utilità sociale.
Io ho frequentato un istituto tecnico, eravamo 900 studenti, quasi tutti maschi. E' naturale che in ambienti di questo tipo, si venga a creare una "società" basata su regole non scritte e che i membri "anziani" abbiano un certo peso in questa società. Le regole che vengono imposte "dall'alto", da chi non è tenuto a rispettarle, solitamente non funzionano, o vengono ignorate, se invece, nascono naturalmente, da un'autoregolamentazione che gli stessi soggetti richiedono, allora acquistano un senso. Nascono dei riti, delle tradizioni come quello della "matricola", in cui il bocia al suo primo giorno di scuola è chiamato ad eseguire una piccola prova di umiltà come fare un salto a toccare con la testa la mano dell'"esaminatore", oppure al pagamento di una piccola tassa se trova quello un più bastardo (è chiaro che in questo caso ci sono gli estremi dell'estorsione, però). Questa iniziazione era un modo di accettare le regole non scritte della società di cui stavi per entrare a far parte, un modo per capire il rispetto da portare per gli "anziani". Detta così, sembra qualcosa di molto autoritario, quasi mafioso, dà l'idea di un ordine mantenuto con la forza, in realtà le iniziative delle quinte erano tutte di carattere goliardico e lo scopo era principalmente il divertimento. Ricordo 3 evergreen tra gli scherzi (abominevoli soprusi fascisti, direbbero gli psicobuffoni di cui sopra):
1. La Colonna: consisteva nel prendere un bocia e legarlo con del nastro adesivo da pacchi ad una colonna in cemento (preferibilmente ad un'altezza di un metro da terra) durante la ricreazione. I soggetti migliori erano quelle matricole dalla cresta alta che all'interno della propria classe facevano un po' gli sbruffoni.
2. L'Orso e il Cacciatore: Durante le assemblee d'istituto si sceglievano dal pubblico svariate coppie per interpretare la parte di un cacciatore che col suo fucile dà la caccia ad un orso che dopo una disperata fuga è costretto a soccombere stramazzando al suolo. Il pubblico era chiamato mediante applausometro a scegliere la coppia vincitrice.
3. I pistoni: 4 fortunate matricole si dovevano esibire, sempre durante le assemblee, nella riproduzione del funzionamento di un motore a 4 cilindri in linea. I 4 dovevano alternarsi in piegamenti sulle gambe nella giusta sequenza, meglio se cantando un brano a scelta.

Ricordo che durante un'assemblea studentesca, un mio compagno di classe ed io che la dirigevamo in quanto rappresentanti d'istituto, proponemmo "I pistoni" a dei ragazzini. Non potemmo continuare nel nostro intento, però, perchè intervenne il classico professore rompipalle, tale Mario Camerin, minacciando di farci sospendere. Dopo aver vanamente fatto notare al rompipalle che i "pistoni" non si sentivano minimamente vittime di soprusi, per dimostrare l'innocenza dello scherzo, i pistoni li facemmo noi, di quinta, maggiorenni e rappresentanti d'istituto.

E' ovvio che ci vuole un minimo d'intelligenza affinchè questo "nonnismo" non si tramuti in "bullismo". Se appendi alla colonna il ragazzino timido che stenta a socializzare, se a fare l'orso ci metti un povero ragazzo obeso che soffre della sua condizione, se per reclutare i pistoni ricorri alle minacce fisiche terrorizzando gli studenti, il tuo non è nonnismo, nè cameratismo, nè goliardia. Sei un piccolo e crudele boss mafioso. O forse semplicemente uno stronzo.
Ma la tanto ostentata "tolleranza zero" è il solito rimedio all'italiana: invece di responsabilizzare maggiormente questi ragazzi (e stiamo parlando di gente che ha 16,17, 18 anni) dicendogli "siete liberi di agire, ma se superate il limite la pagherete cara, anche penalmente" si preferisce piazzargli addosso la baby sitter a controllare (e vietare) ogni loro minima iniziativa. Non per niente siamo un popolo di mammoni e lo saremo sempre di più.

martedì, novembre 21, 2006

Messaggi subliminali?

La risposta è no.
Anzi, questo video che ho realizzato ricordandomi una vecchia dimostrazione del Cicap, dovrebbe proprio servire a dimostrare come spesso i nostri sensi ci ingannano, facendoci sentire ciò che desideriamo sentire. Aldilà dell'introduzione, forse un po' predicozzo, il video è molto divertente (almeno spero).

Mai diffidenti, ma sempre scettici!
La canzone in questione è Funky Town dei Lipps Inc., un famoso brano disco dei '70.

venerdì, novembre 17, 2006

Giubilo & Tristezza

Gongolo:
Per una volta io e i francesi (almeno quelli di France Football) siamo d'accordo.
Do you remember Cannavaro? Quello che con la video-buffonata della flebo in spogliatoio era stato immolato a simbolo del calcio malato (essendo juventino) dai media? Quello che ha guidato la Juventus alla conquista del suo 29esimo scudetto? Quello che "era una vergogna che capitanasse la nazionale" in quanto juventino? Ecco, proprio lui, Fabio Cannavaro è il Pallone d'oro 2006. Pare abbia preceduto di pochissimo il mitico Buffon. 2 curricula molto simili, no?

Mi rattristo:
Milton Friedman ci ha lasciati. Ma non è la sua morte che mi rattrista. D'altronde se la morte ti coglie dopo 94 anni vissuti tra mille glorie e neanche un rimpianto, alla malinconica chiusura del sipario sul tuo volto non potrà che esserci una peppardiana espressione che dice solo "adoro i piani ben riusciti". M'intristisce, anzi, m'impietosisce, l'assoluta indifferenza che i media italiani hanno manifestato per la notizia. Finora, tra i tg che ho sentito, il maggior rilievo alla notizia è stato dato da Studio Aperto delle 12.30, con un pensierino di Paolo Del Debbio che ha leggiucchiato qualche riga buttata già dopo una veloce googlata.
Che paese. Qui una breve biografia. Qui altri blogger su Friedman.

giovedì, novembre 16, 2006

Blog per il Libero Azzardo

Immaginate di incontrare un tale per la strada che vi propone una scommessa. Giochiamo a testa o croce - vi dice - tu punti un euro sulla faccia che vuoi e io lancio la moneta. Se perdi mi dai il tuo euro, se vinci io ti do 59 centesimi. Qualunque persona dotata di buon senso tirerebbe dritto di fronte alla faccia tosta di un tale truffatore. Eppure, in Italia su questo tipo di scommesse vengono spesi ogni giorno milioni di euro. Si chiama Lotto. E' il gioco d'azzardo più disonesto che ci sia e ovviamente è gestito dal Ministero delle Finanze attraverso la mono-concessionaria Lottomatica. L'esempio che ho fatto si riferisce alla puntata sul singolo numero estratto nel gioco del lotto: a fronte di una probabilità di 1/18, lo Stato ti paga un'eventuale vincita pari a 11,232 volte la posta (-6% di tasse ulteriori), trattenendosi un margine del 41.3%. E questo per quanto riguarda l'estratto, perchè più la giocata diviene complessa e più questo margine sale fino a toccare punte dell'87% per la cinquina; tornando all'esempio di prima è come giocare un euro a testa e croce per vincere un netto di 13 centesimi! Fosse tutta qui la questione non ci sarebbe tanto da scandalizzarsi: vista l'infinità e la varietà di tasse che siamo costretti a pagare, non sarà certo la tassa sugli imbecilli il problema principale. Ma come ogni boss mafioso che si rispetti, lo Stato, conscio di essere il più disonesto tra gli allibratori, si è tenuto ben stretto il dominio assoluto del racket del gioco d'azzardo, temendo che l'ingresso nel mercato da parte di operatori più onesti lo avrebbe potuto danneggiare. E così, condito dai soliti moralismi in salsa cattocomunista, continuano a servirci il proibizionismo del gioco d'azzardo. Vuoi ridurti al lastrico inseguendo uno stupido ritardatario con la truffa del lotto? Puoi farlo comodamente in qualsiasi tabacchino. Vuoi puntare 5 euro sul tuo numero preferito alla roulette? Te lo puoi scordare. O varchi il confine e regali i tuoi soldi alle casse dei nostri stati confinanti, oppure li affidi a uno dei 4 fortunati municipi che hanno avuto la il privilegio di ottenere una licenza dallo Stato: Saint Vincent, Campione d'Italia, Sanremo e Venezia. Per la cronaca, le ammistrazioni dei 2 micro comuni sono sorrette da una lista civica, mentre Sanremo e Venezia, come tutti sappiamo, sono storicamente giunte rosse, per cui non c'è pericolo: è noto che i soldi quando sono gestiti da sinistra sono automaticamente depurati da qualsiasi immoralità.
Spero che sia superfluo specificarlo: è evidente che io non rinosco l'autorità dello Stato nel decidere quali sono le attività immorali da vietare, attività che vedono coinvolti un privato cittadino che richiede un servizio ed un'azienda che glielo fornisce. Ma se, per un istante di follia, riconoscessi questo diritto da parte dello Stato, come si potrebbe catalogare alla voce morale il Lotto, in cui il banco ha un guadagno minimo del 41%, e alla voce immorale, ad esempio, la Roulette, in cui il mio svantaggio di giocatore rispetto al banco è del 3% (versione europea) o 5% (americana a doppio zero)? Per non parlare del Black Jack, che diventa addirittura un gioco "battibile" contando le carte e facendo complicati calcoli probabilistici (sarebbe vietato, ma è praticamente impossibile controllare). Poi ci sono le Slot Machine, generalmente molto "poco oneste" ma che a Jackpot elevati diventano per brevi periodi giochi battibili. Scusa, hai detto "poco oneste"? Allora lo Stato non può tirarsi indietro! Ecco infatti che, autorizzati dal Ministero, arrivano i cosiddetti Video Poker nei bar. Ovviamente senza Jackpot. Eh, già, mancavano giusto i Video Poker alla invidiabile collezione dei Monopoli di Stato che annovera tra gli altri: bingo, lotterie nazionali, lotto, totocalcio, gratta & vinci.
Lasciando per un attimo da parte il lato ideologico e armandoci di un po' pragmatismo, possiamo facilmente riscontrare quanto questo accanimento statale verso il gioco d'azzardo provochi dei gravi danni alla nostra economia. Abbiamo una legislazione talmente restrittiva ed una tassazione così elevata che nel nuovo mercato in fortissima espansione delle scommesse on-line non c'è spazio per bookmakers italiani. Betfair, Betandwin, Unibet dominano il mondo delle scommesse sportive online, proponendo quote con rendimenti (visibili al cliente!) che per gli eventi più giocati si attestano su percentuali intorno al 99%, sforando il tetto del 100% in determinate circostanze e rendendo possibile agli utenti più lesti la cosiddetta sure bet, cioè una scommessa in cui puntando simultaneamente su tutti i possibili esiti dell'evento, ho un ricavo maggiore al capitale investito.
Per quanto riguarda i casinò: è possibile che una volta varcato la dogana italo-slovena si trovino case da gioco ogni 200 metri che vivono con i soldi che noi italiani gli portiamo?
Ho detto già troppo, veniamo al dunque: come risolvere questo problema? Mi rendo conto che la totale liberalizzazione del gioco d'azzardo è una proposta troppo shock, irrealizzabile per un popolo abituato ad essere ultra assistito come quello italiano, ma le iniezioni di libertà devono cominciare a piccole dosi.
Io la butto lì: concediamo alle Regioni la libertà di emettere licenze (è un termine che non ci piace, ma siamo realisti) per l'apertura di Casinò fino ad un massimo di 4 per milione di abitanti e il rendimento delle licenze si traduca in detrazioni fiscali Irpef ai singoli cittadini delle regioni. Allora vedrete che quando a Cortina, in Costiera Amalfitana, in Costa Smeralda, a Portofino, a Trieste e in tutte le metropoli d'Italia nasceranno delle vere e proprie mega calamite di capitali e di turisti, la gente comincierà a capire...
Poi, già che ci siamo, liberalizziamo totalmente il mercato del gioco d'azzardo nel web e sottraiamo ai monopoli statali tutto ciò che gioco d'azzardo affidandolo ai privati e...ma qui già stiamo andando sul difficile, per adesso mi accontenterei del Casinò a Cortina...

Se siete d'accordo con me e avete uno spazio web v'invito a incollare il bannerino che ho frettolosamente creato, oppure fatene uno migliore, l'importante è che linkate a questo post!

martedì, novembre 14, 2006

Atrocidee #1: La Lotteria Inversa

In attesa di un post sul gioco d'azzardo, attualmente in fase di lavorazione, inauguro la rubrica (che Dio-solo-sa se avrà una seconda puntata) Atrocidee ovvero "Perchè non ci ho pensato io? Ah, sì, perchè non sono un celebro leso".

L'Atroce Lotteria (o lotteria inversa):
Chi di noi non ha mai comprato, magari per impiegare il resto del cappuccino all'autogrill, un biglietto della lotteria? Si buttano lì 2 euro che ti avanzano e se c'hai un colpo di culo incredibile diventi milionario. Ma se i 2 euro non ce li hai e vuoi comunque sfidare la sorte? Ecco che per te arriva l'Atroce Lotteria: comprando un biglietto ti verranno consegnati immediatamente 2 euro, ma se sciaguratamente hai un colpo di fantozziana sfiga il tuo si rivelerà il biglietto perdente e dovrai pagare l'intera cifra del montepremi. Personalmente lo vedrei bene nella modalità gratta e perdi con prem...pardon penalità dai 10, ai 10.000 euro con eventuale pignoramento di beni dello sfortunato giocatore.
Molto consigliato nelle tabaccherie: "Mario, dammi un pacchetto di Marlboro...o cacchio son senza moneta...vabbe', allora dammi 2 gratta e perdi...male che vada smetto di fumare..."

venerdì, novembre 10, 2006

Napul'è mille colori. Ma il marrone domina.

Se state mangiando vi consiglio di rimandare la lettura di questo post. Sto per parlare di Napoli e mi servirò di metafore che mal si conciliano con i pasti.
Napoli è una splendida villa.
Piena di merda.
Non è certo una novità, ma i media pare che se ne accorgano solo quando, a causa di estemporanei acquazzoni, il liquame tracimando dai cessi si riversa in sala da pranzo. Suvvia, qualche stonzo in corridoio si può anche sopportare, un portaombrelli nel posto giusto, una diversa disposizione dei vasi di fiori, al limite ci fai attorno o' presepe e il gioco è fatto. Ma quando arriva in sala da pranzo è decisamente troppo. C'hai pure la moquette. Non ti resta che levare alte grida di disperazione: "Oh, San Genna', la mmerda!" e appellarti alle istituzioni affinchè ti liberino dal bruno blob. E' la cosa più saggia da fare, finora ha sempre funzionato: arriva una folta pattuglia di addetti agli spurghi, caricano un'autobotte di merda e la scaricano altrove. E pure gratis. Tante volte non c'è bisogno nemmeno di innescare le pompe: il tempo impiegato dagli aspiramerda per arrivare permette al liquame di essere naturalmente assorbito dalla vasca. Ma già che han fatto il viaggio perchè non fermarsi a bere e mangiare (e scagazzare) qualcosa? Certo però, che è una scocciatura. Eppure ci sono abitazioni ben più modeste che non ne hanno di questi problemi. Com'è allora che a Villa Napoli c'è così tanta merda? Verrebbe quasi da pensare che ci sia qualche altro condominio che scarica la sua merda nelle vasche di depurazione di Villa Napoli. Invece no. La merda di Napoli è autoctona come il Cartizze a Valdobbiadene. Semplicemente a Villa Napoli si caga più di quanto si riesca a smaltire. Certo, magari l'impianto di depurazione era già in origine sottodimensionato e malfunzionante, ma tutte le volte che (gratis) sono arrivati gli addetti all'impianto si sono limitati a buttare qualche bustina di wc net fosse biologiche nel migliore dei casi, mentre, nel peggiore, oltre a non far niente c'avevano pure la diarrea. Poi, si sa, dalla merda nascono i fiori più stupendi e ovviamente qualche anima pia che oltre a essere stitico pulisce pure quella degli altri, a Villa Napoli c'è, ma il bilancio generale è decisamente in marrone.
Ora che gli stronzi galleggiano nell'acquario delle aragoste, c'è chi ha già messo mano al portafogli (altrui) per pagare nuovi "addetti allo spurgo", perchè "non si può essere mica così insensibili" da lasciare i simpatici inquilini di Villa Napoli alla loro condizione. Eh, no che non si può. E' singolare come nonostante cresca il numero di "adetti allo spurgo", la quantità di merda rimanga sempre costante nel lungo periodo, se non peggiori. Per svelare questo arcano già si pensa al più italiano dei metodi: "La commissione". Un'equipe di esperti in merda, fogne, ville, scienza dell'alimentazione, fisica, storia, scienze dell'interculturalità e sociologia del teatro dialettale partenopeo presieduti da un presidente, coadiuvato da un vice-presidente, assistito da un segretario, un vice-segretario il tutto coordinato da un coordinatore e un vice-coordinatore e rappresentati da un portavoce con vice-portavoce annesso. I migliori cervelli (sempre gratis ovviamente) impegnati per risolvere l'annoso problema.
Sapete cosa mi preoccupa? Che ad ogni cervello, corrisponde (almeno) un buco di culo...

lunedì, novembre 06, 2006

Il DamHex al 70esimo assoluto

UPDATE: Qui le foto del Campionato.

Quest'ultimo weekend sono stato a Fossano (CN) per promuovere il DamHex al 70° Campionato Assoluto di Dama Italiana. Ufficialmente era questa la mission principale. Ma chi visita questo blog non si accontenta delle versioni ufficiali. E allora diciamo che la particolare modalità con cui il DamHex si è pubblicizzato nella massima competizione damistica a livello nazionale ha invertito per un paio d'ore i ruoli: da gioco in cerca di pubblicità nell'ambito della Federazione Italiana Dama a sponsor della Fid stessa. Le 2 ore a "ruoli invertiti" corrispondono a quelle della comparsata di Alessandro Sala al Campionato in qualità di co-inventore del DamHex. Il tempo di dire 2 parole al microfono alla Dama Vivente allestita al Castello di Fossano, di incontrare i 22 pretendenti al titolo italiano di dama, di far 4 chiacchiere con i giornalisti e di fare una partita con i vicepresidenti federali Bordini e Carbonara (qui sotto il video del match).



Poi via a prendere l'aereo. Discreto ma lesto come solo l'autore del delitto perfetto sa allontanarsi dalla scena del crimine. Silvia Vada se l'è lasciato sfuggire, eppure erano le sue zone. Evidentemente il brusco calo delle temperature richiedeva le sue interviste.
Comunque, grazie a Sala (e al DamHex....) il Campionato Italiano di Dama ha guadagnato un notevole spazio nei giornali (articolo sull'edizione piemontese de La Stampa con tanto di foto di un ipotetica partita di Sala contro il Gran Maestro Mario Fero) e i damisti tutti possono ritenersi soddisfatti e sperare in quella riscossa mediatica che un gioco stupendo come la Dama meriterebbe.
Partito il Very Important Person rimangono 22 Very Important Players a contendersi l'alloro in un campionato che qualitativamente saprà essere all'altezza della grande rilevanza mediatica che, con un grande lavoro, Mirco Mancini è riuscito a costruirgli attorno. Alla fine dei 21 turni di gioco, il titolo rimarrà ancora vacante in attesa di un match di spareggio tra il Maestro Sardu e il Gran Maestro Fero.
Non si può però fare a meno di citare l'incredibile caso del Maestro Francesco Gitto di Cosenza, 15 anni, il più giovane Maestro della storia della Dama, il più giovane partecipante ad un assoluto, perchè oltre ad aver disputato un ottimo campionato a metà classifica, udite udite, è totalmente autodidatta essendo l'unico Maestro della provincia di Cosenza: partite in internet, contro il computer e probabilmente tanto studio teorico. Giù il cappello.
Insomma, tutto perfetto. Compresa l'ottima ospitalità del nuovissimo Dama Hotel dei giovani titolari Davide e Daniela che saluto con affetto.

mercoledì, novembre 01, 2006

Urbi et orbi di Sala per AtrocePensiero

Promuovo a post il primo commento di Sala su questo blog dopo l'uscita vittoriosa dal reality (potete trovarlo 2 post sotto, notare l'ora di pubblicazione per rendersi conto che quando sostiene che è impegnatissimo non esagera...)

Scusate il ritardo, ma son tornato a Trieste dalla mia famiglia, dai miei amici di sempre e dal mio MacBook solo domenica notte :)
Sembrero' banale, pero' voglio ringraziare tutti quanti per avermi sostenuto; ho passato ore sul blog perche' volevo leggere TUTTI i commenti fatti e quello che c'e' scritto mi lascia a bocca aperta. Vedere che in giro c'e' tanta gente che ti apprezza, che tifa per te e per te ha solo belle parole e' indescrivibile, la sensazione piu' bella del mondo. Questa piu' di ogni altra cosa sara' il mio ricordo piu' bello e indelebile del reality. Sul serio :_)
Onore al merito va poi a Joey Atroce, che ha ospitato il tutto nel suo spazio, spero con divertimento. Gli euro presi in piu' con Google Adsense non credo valgano i momenti passati. Un saluto speciale va anche agli altri fisici, alcuni dei quali ho gia' rivisto: Bistek, Alberto, Pilux, Enrico, Monta ecc... L'appuntamento per loro e' sempre in zona cazzeggio, anche se alcuni di essi hanno nel frattempo gia' conseguito la laurea magistrale (ovviamente tutti cum laude, come al solito).
Un bacio speciale va anche a Ilenia, che avete conosciuto e che e' la mia ex ragazza, ma mai ex bimba :*
Veniamo a noi... spiegarvi tutta la mia esperienza sarebbe lunghissimo ed estenuante per tutti. Ciononostante potete tranquillamente contattarmi per mail all'indirizzo alessandro.sala-at-mensa.it oppure restare in ascolto su questo canale, per quanto possibile cerchero' di rispondere a tutti i commenti e i post. La mia vita e' diventata di botto ultrafrenetica, quindi armatevi di un po' di pazienza, vi prego.
Ah, piccolo cameo: se siete abbastanza bravi troverete il mio numero di cellulare su internet ;) basta che non lo diate in giro... finora nessuno si e' dimostrato scortese e non cambiero' numero finche' non si verifichera' tale eventualita'. Se avete curiosita' di parlarmi e incontrarmi non vi resta che usare l'ingegno :) non e' poi cosi' difficile!

Ancora grazie a tutti
Alessandro

P.S. la reunion e' stata registrata il giorno dopo la finale. Ora capite il perche' della stanchezza sui nostri volti...

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