giovedì, novembre 23, 2006

W il nonnismo

E' emergenza bullismo. E' ufficiale, l'ha detto pure Studio Aperto.
Gli psicologi televisivi, professione per cui presto sarà attivato un apposito corso di laurea, si sgolano diagnosticando il male sociale, le turbe giovanili ed invocando cure che solitamente vanno dal "prendere coscienza del disagio adolescenziale" al "riscoprire il ruolo di educatori" passando per "la mobilitazione dello stato e della società civile contro il mondo violento che i nostri giovani spesso subiscono". Tutte cose che ci fanno riflettere. Io ci ho pensato molto e sono giunto ad una conclusione: ma 'sti dolcevitati sedicenti psicologi, quando andavano alle superiori, non potevano essere picchiati un po' più vigorosamente dai bulli dell'istituto?! Magari si sarebbero svegliati fuori. Poi, interviene pure il Ministro dell'istruzione ed ecco che la farsa prende le sembianze della tragedia. Perchè sappiamo quale sarà la soluzione: una commissione, of course, che produrrà una nuova legge assolutamente inutile, ma che fa sempre molto buon padre di famiglia. Anche perchè, a mio parere, il problema non è stato assolutamente capito: si confonde nonnismo con bullismo. Le manifestazioni di violenza gratuita e soprusi dei più forti verso i più deboli, questo è bullismo. Ma quello che viene spesso definito dispregiativamente nonnismo, l'unico fenomeno che viene colpito da leggi o regole calate dall'alto, è un'altra cosa e ha la sua utilità sociale.
Io ho frequentato un istituto tecnico, eravamo 900 studenti, quasi tutti maschi. E' naturale che in ambienti di questo tipo, si venga a creare una "società" basata su regole non scritte e che i membri "anziani" abbiano un certo peso in questa società. Le regole che vengono imposte "dall'alto", da chi non è tenuto a rispettarle, solitamente non funzionano, o vengono ignorate, se invece, nascono naturalmente, da un'autoregolamentazione che gli stessi soggetti richiedono, allora acquistano un senso. Nascono dei riti, delle tradizioni come quello della "matricola", in cui il bocia al suo primo giorno di scuola è chiamato ad eseguire una piccola prova di umiltà come fare un salto a toccare con la testa la mano dell'"esaminatore", oppure al pagamento di una piccola tassa se trova quello un più bastardo (è chiaro che in questo caso ci sono gli estremi dell'estorsione, però). Questa iniziazione era un modo di accettare le regole non scritte della società di cui stavi per entrare a far parte, un modo per capire il rispetto da portare per gli "anziani". Detta così, sembra qualcosa di molto autoritario, quasi mafioso, dà l'idea di un ordine mantenuto con la forza, in realtà le iniziative delle quinte erano tutte di carattere goliardico e lo scopo era principalmente il divertimento. Ricordo 3 evergreen tra gli scherzi (abominevoli soprusi fascisti, direbbero gli psicobuffoni di cui sopra):
1. La Colonna: consisteva nel prendere un bocia e legarlo con del nastro adesivo da pacchi ad una colonna in cemento (preferibilmente ad un'altezza di un metro da terra) durante la ricreazione. I soggetti migliori erano quelle matricole dalla cresta alta che all'interno della propria classe facevano un po' gli sbruffoni.
2. L'Orso e il Cacciatore: Durante le assemblee d'istituto si sceglievano dal pubblico svariate coppie per interpretare la parte di un cacciatore che col suo fucile dà la caccia ad un orso che dopo una disperata fuga è costretto a soccombere stramazzando al suolo. Il pubblico era chiamato mediante applausometro a scegliere la coppia vincitrice.
3. I pistoni: 4 fortunate matricole si dovevano esibire, sempre durante le assemblee, nella riproduzione del funzionamento di un motore a 4 cilindri in linea. I 4 dovevano alternarsi in piegamenti sulle gambe nella giusta sequenza, meglio se cantando un brano a scelta.

Ricordo che durante un'assemblea studentesca, un mio compagno di classe ed io che la dirigevamo in quanto rappresentanti d'istituto, proponemmo "I pistoni" a dei ragazzini. Non potemmo continuare nel nostro intento, però, perchè intervenne il classico professore rompipalle, tale Mario Camerin, minacciando di farci sospendere. Dopo aver vanamente fatto notare al rompipalle che i "pistoni" non si sentivano minimamente vittime di soprusi, per dimostrare l'innocenza dello scherzo, i pistoni li facemmo noi, di quinta, maggiorenni e rappresentanti d'istituto.

E' ovvio che ci vuole un minimo d'intelligenza affinchè questo "nonnismo" non si tramuti in "bullismo". Se appendi alla colonna il ragazzino timido che stenta a socializzare, se a fare l'orso ci metti un povero ragazzo obeso che soffre della sua condizione, se per reclutare i pistoni ricorri alle minacce fisiche terrorizzando gli studenti, il tuo non è nonnismo, nè cameratismo, nè goliardia. Sei un piccolo e crudele boss mafioso. O forse semplicemente uno stronzo.
Ma la tanto ostentata "tolleranza zero" è il solito rimedio all'italiana: invece di responsabilizzare maggiormente questi ragazzi (e stiamo parlando di gente che ha 16,17, 18 anni) dicendogli "siete liberi di agire, ma se superate il limite la pagherete cara, anche penalmente" si preferisce piazzargli addosso la baby sitter a controllare (e vietare) ogni loro minima iniziativa. Non per niente siamo un popolo di mammoni e lo saremo sempre di più.

20 commenti:

Anonimo ha detto...

fantastico questo tuo richiamo al buon senso "E' ovvio che ci vuole un minimo d'intelligenza affinchè questo "nonnismo" non si tramuti in "bullismo"", mi chiedo quindi cosa ci sia di divertente e di "intelligente" nello scotchare un ragazzino a una colonna, fare i pistoni ecc ecc. anche io ho fatto un ist. tec., il più grande di bergamo, ai miei tempi (dall'89/90 al 93/94) 1700 studenti e molti maschi, ma ste cose non sono mai successe. ma sappiamo tutti che in triveneto siete sempre una spanna avanti al resto del mondo!
q

Anonimo ha detto...

pardon,
ho erroneamente scritto "triveneto" ma intendevo dire "nord-est"
q

Ismael ha detto...

Anonimo "q", era meglio se ti risparmiavi la correzione: un'espressione identitaria è sempre preferibile a un'espressione geografica da previsioni meteo.
Se con la tua polemichetta vuoi arrivare a dire che i (tri)veneti sono - tendenzialmente, e sempre nell'ambito dello scarso valore attribuibile alle generalizzazioni - i meno mammoni e vittimisiti degli italiani, beh, a malincuore, ma ti devo proprio dare ragione.
La goliardia veneta fa parte di una cultura che insegna(va) a tutti il valore dell'umiltà, del portare rispetto ai "veci", del non montarsi la testa credendosi chissà chi. Ribellarsi anche agli scherzucoli innocenti si può e si poteva, ma facendosi carico di una dose minima di coraggio. Non piangendo protezione a questo o quel tutore (un atteggiamento che prelude all'antipatia tutta veneta per i burocrati, basta farci caso...).
Insomma, meglio una quota fisiologica di anticorpi "nonnisti" che cure da cavallo moraliste, capaci solo di esasperare la violenza e l'impunità dei violenti veri che, senza il vaccino nonnista, hanno sempre più a che fare con gente impaurita e priva di discernimento.

Anonimo ha detto...

se posso dire la mia penso che come sempre i telegiornali da una notizia ne creano altre 5 per tirare fuori il caso sociale..
è vero che queste cose ci sono sempre state però il vero episodio di bullismo è stato quello del ragazzo disabile che in quanto tale non poteva capire fino in fondo quello che stavano facendo i suoi compagni, anche se fosse stato semplicemente uno scherzo..
gli altri casi li ho trovati inutili da dire ad un tg per il semplice fatto che sono sempre successi..

Rossana.

Anonimo ha detto...

a dire il vero i veneti non mi sembrano i meno mammoni d'italia ma assolutamente nella media nazionale.
dalla mia esperienza di bergamasco laureato a venezia ho visto come molti "fuori sede" come me, dopo la laurea, siano rimasti nei paraggi, nel triangolo tra vicenza, pordenone e trento (e la provenienza era la più varia lombardia, piemonte, puglia, sardegna, calabria, marche...) mentre molti dei miei colleghi/amici "in sede" invece sono sempre lì da dove son partiti. erano a conegliano, sono a conegliano, erano a v. veneto, sono a v. veneto, erano a cappella mag., sono a cappella mag. erano a montebelluna e lì sono rimasti (tra l'altro con la stessa media di lagneria nazionale, affitti cari, spese alte e blablabla pur di non staccarsi da mamma). ma forse dovrei vedere le percentuali di ritorno a casa di veneti andati a studiare "fuori sede" e magari lì riusciranno a stuprmi.

q (lo sterile polemico)

poastro ha detto...

Tra i giochi per matricole che ricordo (e che ho fatto e fatto fare) vorrei citare anche quello della moneta: al bocia si pone in piedi in fronte ad una parete, con la fronte quasi adiacente a questa. Dall'alto, un vecio farà cadere una moneta che scorrerà tutta la parete; lo scopo del concorrente è di fermare la moneta con la fronte. Bullismo sarebbe stato dare ai giovani una sola possibilità, mentre era prassi darne molte di più. ;-)

Concordo pienamente con tutto quello che ha commentato Ismael.

Sono un veneto, triveneto e vittoriese (diciamo "fuori sede", per usare un eufemismo), e sono molto orgoglioso di esserlo.

God bless Veneto

scheggiadivetro ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
J.A. ha detto...

Fra poco per la prima volta nella storia di questo blog cancellerò un commento...

J.A. ha detto...

Il commento cancellato era di quella rompipalle di "Scheggiadivetro". Non c'è niente di censorio in questo atto, ma tanto per far capire alla signorina che questo blog è di mia proprietà e ricordarle quindi che se m'insulta gratuitamente, lo fa per una mia concessione. Inoltre, trovavo particolarmente divertente cancellare con un semplice clic un lungo post che evidentemente ha richiesto diverso tempo per essere scritto. Per evitare di essere accusato di aver fatto sparire un "commento scomodo" ho deciso di ripubblicare qui per intero il commento cancellato, mescolando però l'ordine delle righe.
Tranquilli: la profondità del messaggio non ne ha perso molto.


Regards, dementi del nord, al prossimo post anti-partenopeo!
Alzo il velo pietoso sui punti lasciati volutamente in sospeso.
ho il triplo delle visite di Joey, ma ci vedi?
Che noia, che barba!
E se non volete più leggermi in futuro lasciate stare i napoletani, siamo intoccabili, chiaro? Infatti dei
chérie?
Gli inviti non sono validi in eterno.
Friedman può marcire nel vostro Inferno!
Meritavano un commento a parte ed eccolo qua ma a lettura ultimata non ti sforzare di produrre Il batti Ti concederò il bis soltanto se elaborerai una risposta "sorprendente"... fondente, suadente. Chiaro, mon
"Guaglio'" a te?
Cosa mi dici? Che il Paradiso è costituito solo da voi nordici?
Tu, come Joey, impari e si fa per dire (e vorresti appropriartene) i lemmi nostri ma non il significato e abbondantemente ingoiare!
E che Paradiso è con voi che non sapete essere eccelsi in nessuna arte?
Stronzo di j.a., ma non ti sei accorto che il mio commento era attinente al tuo "gongolo" e al tuo Netturbino demente (ma x tutti),
specchiarvi nelle vostre licenziose anime livide di rabbia?
E non ho certo bisogno di deficienti come te.
Mi domando che ci sei venuto a fare adesso?
e ribatti con te termina con questo mio, te lo anticipo già.
Vorrà dire che noi con Dio, Gesù, Giuseppe, Maria e tutti i beati, i cherubini, gli arcangeli, i santi, qualcosa di sensatamente offensivo tanto non ci riusciresti e la tua merda te l' ho già fatta
Che lavoro potreste mai svolgere nell'Eden spirituale? Creare la nebbia artificiale, donde evitare di
Poi davvero ti regalerei l'illusione di volerti un "bit" di bene.
Strilla a Cucuzza: "Anche noi vogliamo piazza Plebiscito!"
INFERNO DEL NORD!
Si può concedere a coloro nei cui confronti si nutre affetto e per te non ce n'è!
poi ti autocandidi abusivamente come target o "bersaglio".
non un termine accentato, e allora va scritto con l'apostrofo!
Vi potete spremere solo sul cesso!
E veniamo alla parte "scabrosamente drammatica" e nun chiagnere troppo!
insomma la gerarchia celeste ci trasferiremo altrove col Paradiso e vi lasciamo il luogo da ribattezzare: napoletani, altro che questione di parassitismo (vedi - in senso figurato - il mio post su "Ballando con le rendere a tutti nota la tua sfiga?
E Napule nun s'apostrofa, digli a quel cagamerda di Joey, nemmeno se dopo segue una vocale, verbo I calci di papà devono essere davvero pesanti se vi laureerete e con 110 e... lode nel culo per la quantità Diminuisci le dosi di alcool e/o droga.
grida quella cogliona di tua madre non certo noi.
C'è sempre qualcuno che batte il record dello stupido in classifica... e quel cretino sei tu!
E vorresti che mi stabilissi a nord dove non c'è la bellissima piazza del Plebiscito?
Da quanto tempo non ti si rizza per approfittare della prima occasione e fare il maniaco di chat sì da stelle" dove è stato tutto "calcolato", come spiego con grande fierezza, per far sì che tutti gli esponenti napoletani in gioco partecipino alla finale e "sfruttare" Biagio Izzo anche sabato prossimo sennò puntata vuota e misera dal punto di vista dell'auditel. Di noi napoletani non si può fare a meno! Forse ignori che siete proprio da disintegrare voi e vostri padri che vi sovvenzionano pure l'università!
Hai infine scritto che se legano le tube a me, tutte le donne (partenopee) diventano "innocue".
è stato scelto Napolitano - di nome e di fatto - per ricoprire la carica di capo dello Stato).
e qualità di merda che sfornate!
che sia: Napule è mille culore!
Se diverrai fisico spero che inventerai una bomba formato stronzo e salterai in aria tu e i tuoi maroni!
Non che se ti prende(sse) un "colpo" proverei dolore, ANZI!, ma almeno non "soffrirei" adesso io dopo Viceversa i nomi propri, di persona o città... te lo spiego dopo!
Capisco ora l'origine della vostra tristezza, aggressione e giudizio negativo in modo accanito sui Adesso che l'hai presa in culo quasi completamente, cominci a godere un po'?
Certo io valgo, magari per tre, ma valere per tutte le donne...: esagerato!
aver riso a crepapelle.
Guaglio' deriva da guaglione per cui è un vocabolo tronco, come si dovrebbe troncare a te la lingua!, e Fai concorrenza a Luca Giurato con le tue castronerie! Complimenti!
Noi napoletani parliamo il dialetto napoletano, no 'sta specie di romano: "nun ce manda e nun c'aiuta" lo Nun sapite manc' cupia'!
Gli altri commenti rivolti a me non meritano lettura perché se non avete ancora capito che sono donna "rattristamento"?
L'acqua vi è entrata in circolo e ha annacquato il sangue marcio che vi anima?
tuoi post non me ne frega un cazzo se non te ne fossi accorto!

J.A. ha detto...

Tornando al post...ma come sono ridotto?! Rileggendolo mi sono accorto delle virgole messe a casaccio, della lunghezza smisurata, della mancanza assoluta di ritmo (per non chiamarla "noia"), della mancanza di originalità...etc. Probabilmente il peggior post che abbia mai scritto.
Prometto che mi rifarò.

Anonimo ha detto...

che palle qst ""Scheggiadivetro" non l'ho nemmeno finito di leggere!!
certo che siamo proprio in due mondi completamente diversi..
il discorso sui mammoni da dove è saltato fuori?
credo che i ragazzi italiani in generale siano più mammoni ma non c'entra la città o la regione di provenienza ma l'intera nazione e dipende da persona a persona, dalla situazione famigliare ed economica..
Ross.

preppo ha detto...

Ai tempi del glorioso ITIS,noi di quinta facevamo recitare una poesia in bagno in ginocchio alle matricole di prima:"O mio caro nonnino,per te il diploma è vicino,per te è ormai finita,per me c'è ancora una lunga vita".Non si faceva nulla di male,era una tradizione e non l'apostroferei come un atto offensivo.I media è meglio che si occupino un po' meno a ste cazzate e pensino ai delinquenti che girano grazie all'indulto.
A proposito,io sono Veneto,Trevigiano,Vittoriese e me ne vanto.Il mio popolo lo considero il popolo eletto...e cara scheggiadivetro so che soffri a vivere tra gli inferiori,ma non ti preoccupare,sarò lieto di farti recitare la soprascritta poesia con una banana nel culo:cosi finalmente sarai felice e godrai.W il VENETO.

Anonimo ha detto...

Ma se voi Veneti siete un popolo eletto, noi piemontesi cosa siamo?
Io personalmente, quando ha saputo, dell'episodio accaduto in una scuola di Torino, ho provato semplicemente vergogna!!!!!!!
Anche perchè, e qui approvo in pieno il post di Rossana, uno dei protagonisti era disabile. Per quanto riguarda il nonnismo, esiste non solo nelle scuole ma anche nel mondo del lavoro, in modo più subdolo,dove l'anziano ha sempre la precedenza sull'ultimo arrivato.
Mark

n-d-j ha detto...

Da noi si usava chiudere nel bagno gli sbruffoncelli e fargli cantare Heidi o roba del genere. In subordine, il gioco della monetina già illustrato dal Poastro.
Questo a livello scolastico.

Mentre a livello extra-scolastico, il più grande, in caso si trovasse davanti ad un soggetto particolarmente sbruffone, era sostanzialmente autorizzato per lo meno a tirargli una sberla o comunque fargli fare qualche figuraccia davanti a tutti. E generalmente il soggetto, vergognandosi, la piantava e si dava una calmata. E soprattutto, incassava e stava zitto, imparando la lezione.

E' anche a suo modo istruttivo se, nel caso in cui alzi troppo la cresta, ti arrivano due schiaffoni.

Diversa è la storia di maleducazione ed ignoranza come quella dei tizi che picchiavano il ragazzo down a torino. Probabilmente, una volta, i grandi avrebbero dato una calmata a 'sti sbruffoni prima che accadessero scene del genere. Perchè sì, il nonnismo può essere anche positivo. Il problema è che adesso se tiri una sberla al quindicenne sbruffone ti ritrovi con delle grane (anche legali) non da poco, visto che intervengono subito i genitori dicendo "oh, povero il mio bambino, è tanto un bravo ragazzo", quando in realtà il povero ragazzotto è un emerito coglione.

(comunque mio fratello, studente delle superiori, mi ha mostrato il video delle due tizie di Ferrara che si menavano davanti a scuola, con il fidanzatino di una delle due che riprendeva. E' stato il video che ha dato via all'ondata di "indignazione generale", ancor prima di quello del ragazzo down. E' pure divertente, si danno dei gran sberloni, ma il "fattaccio" aveva una sua ratio: la tizia che le ha prese era una giuovincella di facili costumi che ha alzato troppo la cresta con il ragazzo dell'altra, e le ha prese. Per quanto mi riguarda, giusto così)

Anonimo ha detto...

Il confine è sottile. Sei sempre sicuro di riuscire a distinguerlo? Parlo per esperienza personale: sono fuggito da una parodia della celebre foto di Abu Ghraib con il malcapitato col lenzuolo in testa. Fa ridere? Fa abbassare la cresta? A me no.

Anonimo ha detto...

n-d-j: giusto così non direi, la violenza non risolve niente.. se è di facile costumi a 15-16-17 anni da grande ne subirà le conseguenze, e credo di non dover spiegare ai ragazzi questa mia affermazione, però le botte non le sono servite dato che è pure passata per vittima!
poi questo fatto rispetto al caso del ragazzo autistico è molto più ridicolo..

n-d-j ha detto...

Mah, anonimo, il mio pensiero è questo... che non c'è niente di peggiore per l'adolescente bulletto/a che fare una figuraccia davanti a tutti e doversi vergognare.

Figurati la magra figura di prendere due scopaccioni davanti a tutti i tuoi compagni di scuola... se la questione finiva lì senza i media di mezzo, bastava eccome. Come a dire che, se non vuoi prenderle ancora, prima di far la somara ci pensi due volte.

Non che il mio pensiero sia infallibile, anzi: è un modesto punto di vista.

Credo esista la violenza gratuita e la sberla motivata, "propedeutica", quella che ci si prendeva anni fa da mamma o papà o dai più grandi se si faceva i somari.
Il fatto che la giuovine sia passata per vittima è appunto il "bug" del sistema educativo, la mancanza di chi ti deve insegnare il rispetto e l'educazione (genitori e scuola in primis), di cui intendevo parlare quando dicevo che (copio e incollo):
"Il problema è che adesso se tiri una sberla al quindicenne sbruffone ti ritrovi con delle grane (anche legali) non da poco, visto che intervengono subito i genitori dicendo "oh, povero il mio bambino, è tanto un bravo ragazzo", quando in realtà il povero ragazzotto è un emerito coglione. "

Per me è il sistema che sta attorno ad essere sbagliato, la "svalutazione" del rispetto da parte di questi soggetti che "hanno tutto" ma si comportano da selvaggi.
Poi ognuno può avere le sue idee in merito...

Quello del ragazzo autistico, invece, è un reato di imbecillità molto preoccupante del quale non si può e non si deve ridere. E spedirei tutti (ragazzi, genitori e soprattutto professori visto che, a quanto pare, era presente anche una professoressa) ai lavori forzati.

Anonimo ha detto...

ops non mi sono firmata.. l'anomimo ero io!
io non rido affatto del ragazzo autistico ma delle ragazzine un pò sì, però ti do ragione che una sbarla motivata è forse accettabile però allora se tutti dovessero prendere a sberle una persona perchè è motivato a farlo io ogni giorno mollerei almeno 10 sberle (lavoro con i bambini).
io ho 24 anni, non so quanti ne hai tu, ma ti assicuro che in tutti qst anni non ho mai ricevuto una sberla dai miei genitori e sono una persona a posto ugualmente.
non mi sento nemmeno di accusare i genitori perchè cercano di proteggere i figli, non lo fanno con cattiveria o perchè non sono bravi educatori ma semplicemente perchè i ragazzi di oggi si comportano in maniera completamente diversa in casa e fuori..

Rossana.

n-d-j ha detto...

Dipende dalla motivazione, però, e dall'età del soggetto. Chiaro che non intendo andare dal bimbo di 6 anni e dirgli: "mi hai guardato male, pigliati una sberla", no. Quello è il far west.
Alla sculacciata ai bambini (includo la fase preadolescenziale) ci devono pensare i genitori. A scuola, che ne so, per punizione si usava far scrivere 100 volte "sono un somaro"... dopo una volta o due, passava la voglia di scrivere e specularmente di cercarsele...
E' nella fase che segue, dai 13/14 anni in su che bisogna "punire". Fai lo sbruffone, il maleducato, in casa o fuori? Bene, non esci al pomeriggio, non giochi alla playstation. La sbruffonata è più grave? Spiegami, e se non hai una ragione valida... scopaccione.

Se i tuoi non ti hanno mai dato una sberla, forse non gliene hai mai dato motivo. Ma come deterrente, fidati che è validissimo.

Per il resto un appunto: dire che "i ragazzi di oggi si comportano in maniera completamente diversa in casa e fuori.." è una scusa. A parte il fatto che i genitori i figli li vedono poco (perchè lavorano o perchè "vogliono la loro libertà"), ma non è più così vero che si comportano diversamente. Una volta lo si notava bene questo "sbalzo comportamentale" se il soggetto si trovava da solo o in "branco", ora no. Ho a che fare con una società sportiva ed ora ci si occupa delle leve di 14-15-16 anni... A parte il fatto che sono viziatissimi, ma hanno in corpo una maleducazione spaventosa. Li ho visti aggredire arbitri, compagni, offendere pesantemente gli allenatori... con i genitori presenti, i quali anzi applaudivano ai loro figli perchè "bravo, quell'arbitro è proprio un deficiente" "visto mio figlio che fegato?".
E' cambiato proprio l'approccio, e trovarvi scusanti è assurdo.
Scomettiamo che se il padre entrava in campo e prendeva per le orecchie il figliolo davanti a tutti, questo la seconda volta ci pensava su?

Franz ha detto...

Ciao J.A.,
penso che a volte il confine fra nonnismo e bullismo sia molto labile. Capisco, a grandi linee, la filosofia del nonnismo, ma tuttavia non la condivido. Guardiamolo pure da diverse angolazioni, ma secondo me il nonnismo resta sempre un mezzo di sottomissione da parte dei piu' forti (i piu' anziani), nei confronti dei piu' deboli (i nuovi arrivati), un metodo per far "rigare dritto", per "educare" o per punire chi non sottosta' alle regole imposte dal gruppo (regole che a volte potrebbero essere anche folli). Sara' pure una vecchia tradizione, ma non vuol dire per questo che sia giusta. E ho anche i miei dubbi sul fatto che questi metodi servano per far rispettare di piu' gli anziani, perche' il rispetto bisogna guadagnarselo e non imporlo. Non sono antitradizionalista, ma penso sia necessario distinguere fra tradizioni buone e altre meno buone o sbagliate. Nel mio Istituto Commerciale, a Trieste, non c'era nemmeno l'ombra di queste cose, nelle altre scuole non saprei, ma non ho mai sentito di fatti particolarmente gravi. E da quanto mi hanno detto, anche nelle caserme qui in citta', non ci sono molti episodi di nonnismo rispetto a quanto avviene in Friuli. Saluti, Franz

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