venerdì, marzo 30, 2007

Cose dell'altro mondo

Gente con abominevoli abitudini alimentari che si laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche...


e gente con evidenti carenze mentali laurearsi cum laude in fisica...



:)

Complimenti anche al "Picchio", in mancanza di una sua foto pubblico una sua caricatura:

martedì, marzo 27, 2007

Monumento all'inefficienza

Come i più attenti lettori avevano intuito, la foto che vi ho mostrato ieri raffigura un carcere. Per la precisione il carcere di Volterra, splendida cittadina dell'appennino toscano (qui un'altra foto della fortezza). Il Mastio, così si chiama la fortezza che oggi ospita il carcere, è stata eretta per opera di Lorenzo il Magnifico nel 1472 durante la dominazione fiorentina della città.
I più fedeli frequentatori di questo blog avranno già capito dove voglio andare a parare, quindi sarò diretto: "Ma vi sembra il posto per un carcere nel 2007?!!". Posso facilmente immaginare le ragioni per cui, anticamente, si sia scelto una simile ubicazione per una casa di detenzione: quale posto più sicuro, infatti, di una fortezza medioevale che domina un piccolo paesino dell'alta Val di Cecina, a 532 metri sul livello del mare e a decine di km di strada dal più vicino centro abitato (Google Maps)? Ma nel 2007 che senso ha? Oggi Volterra è una cittadina che basa la sua economia quasi totalmente sul turismo e sul pregiatissimo artigianato dell'alabastro, quanti milioni di euro può valere una struttura come il Mastio? Quanti carceri in aperta campagna si possono costruire e mantenere con il potenziale rendimento annuale di un simile patrimonio?
Sarebbe interessante domandarlo ai sostenitori dell'indulto...

A chi invece, pur condividendo queste mie osservazioni, guarda sempre con occhi sprezzanti la vendita di patrimonio pubblico ai privati e già immagina biblioteche, musei, scuole, università, uffici, tutti rigorosamente statali, all'interno della fortezza, consiglio una visitina a CastelBrando, la grande avventura di Massimo Colomban, patron di Permasteelisa.
Doppia morale della favola:
  1. ricorda che lo Stato è inefficiente per definizione;
  2. non c'è miglior servizio pubblico di quello offerto dai privati.

lunedì, marzo 26, 2007

Cos'è?

Posted by Picasa

Questa è una foto che ho scattato durante le mie ultime ferie.
Secondo voi, la fortezza che si erge all'interno di un verdissimo parco di una famosa meta turistica toscana, cos'è attualmente?


Create polls and vote for free. dPolls.com

venerdì, marzo 23, 2007

L'amabile leggerezza degli '80: il video di "Boys"

Nel 1987 Sabrina Salerno, grazie all'abile management di quel genio dello spettacolo che è Claudio Cecchetto, conquistava la Top3 in Inghilterra con il brano Boys e contendeva a Samantha Fox lo scettro di icona sexy della musica pop europea.
Oggi vogliamo ricordarla così...

...anche perchè il proseguio della carriera ha rovinato un po' tutto: come spesso accade, la diva crede che il fatto di aver venduto milioni di dischi in tutto il mondo sia prova sufficiente dell'esistenza di un benchè minimo talento musicale. Nel 1991 si presenta a Sanremo con Jo Squillo a cantare pietosamente "Siamo Donne, oltre alle gambe c'è di più..." (sì, le tette, ma se non le metti più in mostra di cosa ti lamenti?), è l'inizio della "svolta seria" di Sabrina. Che come immaginerete da quel momento ha fatto incetta di "Premi della Critica"...

giovedì, marzo 22, 2007

Atrocidee #2: Atrocius death

In Inghilterra si parla di abolire il pareggio a favore della spettacolare (?) lotteria dei calci di rigore.
Colgo la palla al balzo, è proprio il caso di dirlo, per presentare il secondo episodio della saga Atrocidee ovvero "Perchè non ci ho pensato io? Ah, sì, perchè non sono un celebro leso".
Se si vuole spettacolarizzare maggiormente il calcio, si possono promuovere ragionevoli proposte come l'introduzione del tempo effettivo e la conversione delle ammonizioni in espulsioni temporanee, ma la vera rivoluzione che cambierà definitivamente il modo di vedere il gioco del calcio si chiama Atrocius death, la "morte atroce": uno stillicidio, cinico e spietato che sancirà inevitabilmente un vincitore.
Ecco come funziona: al termine dei 90 minuti regolamentari le squadre continuano a giocare, ma entrambe con un uomo in meno scelto dai rispettivi allenatori. Dopo 5 minuti di gioco, meglio se effettivo ma comunque alla prima interruzione di gioco, i mister sono tenuti a relegare in panchina un altro giocatore e così via fino a che una delle 2 squadra segna un goal. Ovviamente se una delle 2 squadre è in inferiorità numerica quando termina i giocatori ha automaticamente perso e ciò premia la squadra più corretta in campo. Più passa il tempo, più i giocatori sono stanchi e più devono correre. Gli allenatori costretti a cambiare continuamente modulo di gioco, a prendere scelte molto spesso impopolari, il pubblico che pian piano s'infiamma in un pathos che cresce ad ogni elimazione, i giocatori superstiti che più la selezione avanza, più assumono i caratteri eroici dei gladiatori in un'arena. Dal punto di vista dello spettacolo sarebbe sicuramente grandioso, dal punto di vista tecnico...un po' meno. Ma i rigori sono forse una migliore espressione della tecnica?

mercoledì, marzo 21, 2007

Premio Oliviero: Marzo 2007

Flavia Vento vince il Premio Oliviero per marzo 2007

Questo mese ero molto tentato di assegnarlo a Piero Fassino e alla sua "apertura diplomatica" ai terroristi (come se non avessimo trattato già abbastanza dalla Sgrena fino a Mastrogiacomo passando per le Vispe Terese, Stefio, Cupertino, Agliana e Quattrocchi, Baldoni, etc. ). Poi via JCF ho appreso del grande ritorno di Flavia Vento al suo blog e non ho resistito. Lo so è come sparare sulla Croce Rossa, ma cosa pretendete da uno a cui piacciono i gatti?
Ecco il post che ha meritato l'ambito premio:
scandali
vi scrivo perche' ho ricevuto tante email di persone che mi stimono e che mi vogliono bene. tutto quello che sta succedendo non mi riguarda.ovvero sono indagata per estorsione perche' pensano che abbia partecipato al ricatto che si presume abbia fatto corona a totti. io scrivo e sottolineo io non HO MAI RICATTATO NESSUNO NELLA MIA VITA:1 ) non e' ho bisogno vengo fortunatamente da una famiglia agiata. 2) sono una persona corretta e non ho mai fatto male a nessuno e non lo potrei mai fare. sono stata messa in mezzo da gente senza scrupoli.LO RIPETO UN ALTRA VOLTA NON FAREI MAI UN RICATTO A NESSUNO.SONO UNA VITTIMA DI INFAMITA' e SE ESISTE GIUSTIZIA VOGLIO AL PIU' PRESTO LE SCUSE E ESSERE RISPETTATA. RICORDATE CHI AMA I CANI PUO'SOLO ESSERE UNA PERSONA BUONA.

La redazione di AtrocePensiero è lieta di comunicarLe che grazie all'ultimo post intitolato "scandali" pubblicato sul Suo blog ha conquistato l'autorevole Premio Olivierio - AtroceAwards per marzo 2007.
La conquista di tale riconoscimento Le dà diritto ad esporre la Coccarda Ufficiale (v. immagine allegata) in una pagina internet a sua scelta.

Ringraziandola per il contributo offerto
Distinti Saluti

Joey Atroce
Presidente della Fondazione Premio Oliviero

lunedì, marzo 19, 2007

Fassino scopre la proprietà mescolativa


Grazie a Phastidio ho visto questo video tratto da Tetris, trasmissione in onda su La7, in cui un Fassino in grave stato confusionale dà letteralmente i numeri. L'argomento è il risultato dei Ds alle ultime elezioni politiche e quello che Cletus vorrebbe dire è: "il risultato dei Ds alla Camera può essere stimato in un buon 19% [alla Camera Ds e Margherita si presentavano sotto l'unico simbolo de L'Ulivo ndB], cifra calcolata mantenendo le stesse proporzioni esistenti tra Ds e Margherita al Senato e supponendo che il fatto di presentarsi divisi provochi nel complesso la perdita di un terzo dei voti conquistati dalla lista comune."
Niente di particolarmente astruso, ma Fassino complica tutto terribilmente e si esprime così:
"Grazie anche ad un'analisi dettagliata continuiamo a considerarci soddisfatti del voto dei Ds. Se si fa, e lo abbiamo fatto fare ad esperti naturalmente, alla Camera una proiezione del voto dei Ds al Senato, valutando che un terzo di quelli che hanno votato L'Ulivo, qualora ci fossero stati Ds e Margherita, non avrebbe votato comunque Ds e Margherita...quindi valutando come voto ai Ds e Margherita soltanto due terzi di quanti hanno votato l'Ulivo, quindi una valutazione molto realistica, e applicando la stessa proporzione che c'è al Senato dove il rapporto tra Ds e Margherita è 68 a 32 in voti espressi, l'applicazione di questo parametro 68 a 32 sul 66 per cento dei voti dell'Ulivo della Camera, quindi una proiezione molto realistica, porta i Ds al 19%."
Sulla scarsa chiarezza del discorso hanno già infierito quelli di Tetris, non accorgendosi però che al di là della forma, ciò che voleva dire Fassino era totalmente privo di senso. Farneticazioni aritmetiche su dati totalmente sbagliati. Meno male che si sono affidati ad "esperti" (ma poi...che esperti servono per fare una proporzione?!!).
Vediamo: gli unici dati necessari sono tre numeri:
Ulivo alla Camera (31,3%), Ds al Senato (17,2%) e Margherita al Senato (10,5%)
Già si nota che il rapporto tra Ds e Margherita non può essere di 68 a 32. Infatti 17,2 / 10,5 = 1,64. Che guarda caso è, praticamente, un rapporto di 62 a 38. Purtroppo per Fassino la divisione non gode della proprietà mescolativa e cambiando una cifra del dividendo con una del divisore il risultato...cambia.

Ora calcoliamo i 2/3 del risultato dell'Ulivo
31,3 x (2/3) = 20,87
e troviamo quanti di questi 20,87% spettano ai Ds mediante una semplice proporzione:
(Ds) : (Ds + Margherita) = X : (2/3 dell'Ulivo)
17,2 : 27,7 = X : 20,87
X = 12,96%

Dodici-virgola-novantasei-per-cento. Altro che 19.
Per la cronaca: se non si considera quel terzo di elettori persi (a mio parere un pelo troppo pessimistica questa previsione) la stima varrebbe il 19,44%.
Rimane un atroce dubbio: ma chi è che fa questi calcoli per Fassino, Paolo Cento?

venerdì, marzo 16, 2007

Manzoni, liberista diffamato ovvero La scuola italiana

Sono rimasto molto soddisfatto dall'intervento di Benedetto Della Vedova alla Camera in cui paragonava le recenti "bersanizzazioni" ai provvedimenti di Antonio Ferrer, il gran cancelliere che nei Promessi Sposi ordinò ai fornai di abbassare il prezzo del pane da 80 a 30 lire, innescando un meccanismo che poi sfociò in sanguinosi tumulti. Incuriosito dalla citazione, ho riaperto quel libro che giaceva su uno scaffale dai tempi del mitico biennio ITIS e dopo aver visto una ventina di volte il cartone animato che avevo realizzato sugli angoli delle pagine del tomo (facendo scorrere velocemente le pagine si vede un omino che balla e gioca a palla) mi sono letto il capitolo XII, quello del famoso assalto ai forni. Splendido. Un liberale irriverente che con fine ironia si prende gioco sia dei "rivouzionari" che dei politicanti inconcludenti o demagoghi. Mi chiedo: com'è possibile che il mio ricordo dei Promessi Sposi si riduca a delle pallosissime lezioni, banali, scontate, sterili sulla figura di Don Abbondio e Frà Cristoforo? Poi faccio mente locale e mi sovviene un cognome: "Verga Falzacappa". Doppio cognome, sinonimo di garanzia. Era la mia professoressa d'italiano. Era il 1997 o giù di lì e la ricordo ancora come quella prof. che mi ha compassionevolmente definito "povero gramo". E' successo un giorno in cui chiese alla classe il parere sulla proposta di Bertinotti delle 35 ore settimanali come rimedio alla disoccupazione. La mia opinione non si fece attendere e potete immaginare quale fosse: per me era una proposta che avrebbe portato solo all'aumento del lavoro nero, del costo del lavoro in generale e quindi del costo della vita, in sostanza obbligare la gente a lavorare di meno non mi sembrava una cosa nè fattibile, nè auspicabile. Tanto bastò per additarmi come un poveraccio che oltre a non capire che "lavorare meno vuol dire lavorare tutti", era pure squallidamente insensibile. Superfluo sottolineare che la storia pare aver dato ragione all'imbecille. Per la cronaca: quell'estate lavorai come apprendista idraulico facendo, in media, 52 ore settimanali...
Ma torniamo a Manzoni e al fatto di come il suo liberalismo non mi sia rimasto particolarmente impresso durante i miei studi scolastici. Vuoi vedere che (oltre alla mia non diligente condotta scolastica, ovvio) qualche colpa ce l'hanno pure i libri di testo? Vado così a leggere la "Guida alla Lettura" che Angelo Marchese riporta nell'edizione del romanzo pubblicato da Arnoldo Mondadori, ma la spiegazione che il Manzoni espone sulle cause remote dell'aumento del prezzo del pane viene presto liquidata così:
"Nell'analisi delle cause e delle conseguenze della carestia, ancor più del pregiudizio liberistico, conta a nostro avviso l'ottica psicologico-morale del narratore,..."
A parte che "a nostro avviso" son 500 pagine che scassi le palle con 'sta visione "psicologico-morale", una divagazione non farebbe male, a parte questo... "pregiudizio liberistico"?!! Se Manzoni a inizio '800 crede che il libero mercato sia migliore di un regime controllato dei prezzi, mentre Marchesi a tardo '900 sostiene il contrario, chi sarebbe dei due ad avere il "pregiudizio"?
Il liberismo Manzoniano è per il curatore un neo che va minimizzato, edulcorato, giustificato.
A titolo di esempio, questo passaggio di Manzoni:
E quella qualunque raccolta [di grano] non era ancor finita di riporre, che le provvisioni per l'esercito, e lo sciupinìo che sempre le accompagna, ci fecero dentro un tal vòto, che la penuria si fece subito sentire, e con la penuria quel suo doloroso, ma salutevole come inevitabile effetto, il rincaro.
viene così commentato:
Il narratore assume una logica rigorosamente economica, secondo la quale il rincaro è l'inevitabile e positivo effetto della penuria dei beni: positivo perchè limiterebbe necessariamente, con i consumi anche gli sprechi. Si è detto che il Manzoni considera immutabili le leggi economiche, conforme ad una mentalità liberistico-borghese tipicamente settecentesca. L'osservazione è plausibile solo se non se ne evinca la tesi che lo scrittore accetta totalmente siffatte leggi, senza vederne i limiti. Nel Fermo e Lucia si premurava di indicare dei correttivi al semplice rincaro (sussidi ed aiuti, razionalizzazione dei consumi, aumenti dei salari ecc.), omessi infine per brevità.
Traduzione: "si dice che Manzoni avesse una mentalità liberistico-borghese tipicamente settecentesca" (altro che la mia moderna visione socialistica-proletaria ottocentesca), e che quindi a causa di questa sua arretratezza non scorga i limiti del liberismo (noti a noi socialisti evoluti). Ma attenzione: non è così, in realtà nel Fermo e Lucia [la prima edizione del romanzo], Manzoni si premura di indicare dei correttivi che poi ha dovuto omettere per brevità (quindi non è un rozzo primitivo liberista come sostengono i suoi detrattori).

A questo punto non ho più potuto sottrarmi, mi sono scaricato il Fermo e Lucia (qui ho copiato il capitolo dell'assalto ai forni evidenziando i passaggi salienti) e non ho avuto altro che piacevoli conferme:
In realtà i "correttivi" di cui parla il curatore lasciando intendere che il Manzoni fosse favorevole a delle politiche redistributive, sono tutti su base volontaria, ispirati ai principi di carità cristiana e in linea con una visione liberista.
Quindi il primo, il più certo, e il più semplice mezzo di alleggiamento comune è l'astinenza volontaria dei doviziosi, che si privino di una parte di nutrimento per lasciarne di più alla massa del consumo universale.
Ma se tanto si può fare di buono, individualmente, per i disagiati, molti sono i metodi per "accrescere le difficoltà degli indigenti" e sono metodi principalmente politici:
Ma oltre i mezzi per render tollerabile quel male, ve n'ha pur troppo, e moltissimi, per esacerbarlo, per accrescerlo, per rendere più trista e complicata una situazione che lo è già tanto per sè; e questi mezzi sono stati per l'ordinario più adoprati dei primi; e si possono ridurre a due capi principali: le idee del popolo, e i provvedimenti dei magistrati.
Riguardo al rincaro dei prezzi come "minimizzatore di sprechi" è sicuramente una sintesi troppo estrema e fuorviante del pensiero manzoniano. Qui riporto, per brevità solo l'introduzione a riguardo,
L'altra stortura, è nel supporre che il male sia il caro prezzo del grano: mentre questo non è che un effetto del male vero, la sproporzione tra il grano e il bisogno; è un effetto, e un doloroso, deplorabile, funesto, acerbo, accumulate quanti epiteti vorrete; non saranno mai troppi; ma il sostantivo è: rimedio.
ma consiglio di leggersi il grassetto che segue e in cui si spiega come il rincaro oltre a non permettere sprechi che si avrebbero con politiche assistenziali, attiri importazioni da paesi che ce l'hanno a minor costo.
Tagliato nei Promessi Sposi, anche l'esempio del prezzo massimo del riso, che si conclude con una considerazione quanto mai attuale:
Comparvero allora, come dovevano comparire, di quegli uomini, i quali conoscono a perfezione l'arte di eludere gli editti, arte tanto più facile, quanto più gli editti sono assurdi.
Concludo questo mio lungo post con la vicenda di Antonio Ferrer di cui abbiamo parlato all'inizio, ma nella prima versione, un po' più lunga, ma a mio parere più graffiante:
...governava lo stato il gran cancelliere Antonio Ferrer. Questi stordito dai richiami continui e crescenti del popolo, stordito dal vedere che tutti i provvedimenti già dati invece di togliere il male lo avevano accresciuto, non sapendo più che fare, e persuaso che qualche cosa bisognava pur fare, s'appigliò al partito di quelli che non veggono nelle cose reali un elemento ragionevole di determinazione: fece un'ipotesi. Suppose che il frumento si vendesse trentatrè lire il moggio, né più né meno. Ammessa l'ipotesi, tutte le cose si raddrizzavano, e correvano a verso. Il prezzo del pane si trovava proporzionato alle facoltà della massima parte, cessavano quindi i patimenti, le minacce, le angustie; era un altro vivere. Animato e rallegrato dallo spettacolo che la sua fantasia aveva creato, Antonio Ferrer, fece un altro passo: pensò che quel lieto vivere si sarebbe ricondotto, se si fosse potuto far discendere il pane al prezzo corrispondente a quel prezzo ipotetico del frumento. Procedendo col pensiero, trovò che un suo ordine poteva produrre questo effetto; e conchiuse che bisognava dar l'ordine. Il poveruomo non badò che cosa fosse conchiudere dal supposto al fatto, operare come se le cose fossero in un stato diverso da quello in cui erano: non pose mente a distinguere che quel tale prezzo moderato era un bene in quanto fosse stato conseguenza naturale della proporzione tra la ricerca, e la quantità esistente, ma non un bene per sè, e in ogni modo. Non pensò a niente di tutto questo: fece come una donna di mezza età che per ringiovinire alterasse la cifra della sua fede di battesimo.

giovedì, marzo 15, 2007

Atrocenigma: SOLUZIONE

Avevo promesso di pubblicarla ieri, ma a causa di problemi di connessione (maledetta telecom) ieri sera non è stato possibile connettermi.

Intanto, come promesso, gloria e onore ai vincitori. In 2 hanno indovinato la corretta soluzione: Pilux (ormai supercampionissimo dei quiz di AtrocePensiero) e Mauro T. (new entry); entrambi hanno avuto l'illuminazione al quindicesimo indizio, a poche ore di distanza l'uno dall'altro, quindi direi che siamo di fronte ad un ex aequo. Probabilmente hanno intuito entrambi che quel "Tiziano 26" fosse da leggere come "Tiziano Ferro" e si sono chiesti in quale contesto il numero 26 possa essere letto come "ferro"...
Chi ha capito ora il meccanismo risolutivo, mi starà già mandando a quel paese...a tutti gli altri basterà dare un'occhiata alla Tavola Periodica (t.p.) e sostituire i numeri delle enigmatiche equazioni con i simboli dei rispettivi elementi per scoprire che X è 53 ( I ) e Y è 95 ( Am) e verificare che l'equazione misteriosa significa banalmente " IO SONO = I Am ".

Ora potete anche insultarmi...

mercoledì, marzo 14, 2007

Lo chef consiglia...

Mentana si è fatto perdonare. A suo tempo Mitraglietta aveva cavalcato abbastanza meschinamente l'onda complottista, ricordo una puntata di Matrix in cui si è permesso a Giulietto Chiesa di vomitare le sue idiozie anti-americane senza un minimo di contraddittorio: Bin Laden invenzione della Cia, Torri Gemelle crollate a causa di cariche esplosive, aerei fantasma che (non) s'infilano nel Pentagono, mancava giusto che dicesse di aver riconosciuto Elvis Priestley, (che è ancora vivo, ovvio) lanciarsi dalla Torre1 per scampare alla fiamme... tutto per insinuare, nemmeno troppo velatamente, che l'11 settembre è un'invenzione di Bush & C. con lo scopo di muovere più facilmente guerra all'Iraq.
Nella puntata di Matrix del 7 marzo scorso, la redazione ha prodotto un servizio che ha letteralmente disintegrato una ad una tutte le tesi del film bibbia dei complottisti "Inganno globale" di Massimo Mazzucco, gestore del sito Luogocomune.net. Per chi si fosse perso la puntata, ora è disponibile anche in formato digitale (qui dal sito di Matrix).

Visto che sono in vena di segnalazioni, vi consiglio anche questo brevissimo post di Lexi: ubriachi al governo.

martedì, marzo 13, 2007

Atrocenigma: aspettando la soluzione

Siamo arrivati al capolinea, domani pubblicherò la soluzione di Atrocenigma. A chi con un ultimo sforzo mentale voglia ancora tentare di arrivare alla soluzione regalo l'ultimo indizio:

"La soluzione si trova nella t.p."

E' assolutamente inedito, spietatamente complicato e totalmente made in AtrocePensiero. Si tratta di Atrocenigma, il rompicapo che proporrò a puntate su questo blog. L'obiettivo è scoprire quali numeri sostituiti a X e ad Y danno un "senso" alla seguente equazione e siano coerenti con gli indizi che verrano pubblicati periodicamente. I commenti a questo post saranno disabilitati, la soluzione dovrà essere inviata all'indirizzo e-mail: perin82|chiocciola|gmail|punto|com in modo da stilare una classifica dei primi 3 risolutori. Per arrivare alla soluzione tutto è concesso: aiuto del pubblico, telefonata a casa, corruzione del blogger....e come al solito Gloria & Onore al vincitore.

L'equazione misteriosa è:
(53 + 8) + (16 + 8 + 102) = ( X ) + ( Y )

Primo gruppo d'indizi:
UNO = 8 + 10
71 + 11 = 42 + 8 + 7 ovvero luna = moon
3 + 35 + 8 = 5 + 8 + 8 + 19
ovvero libro = book
29 + 8 + 75 = 2 + 18 + 90 ovvero cuore = heart(h)

Secondo gruppo d'indizi:
9 = F
15 = P
1 = H
5 = B
14 = Si

Terzo gruppo d'indizi:
"2 nel sole"
"Insegna al 10"
"Tiziano 26"
"Tito 50"
"7 nell'aria"

Ulteriore indizio:
"2, 10, 18, 36, 54, 86 sono tutti g.n."

sabato, marzo 10, 2007

Gongolo

L'Atrocellum, come l'ha definito il Boaro, è il sistema elettorale progressivo che ho presentato qui. Sinceramente non credevo riscuotesse tanto successo. Prima il mio post sulla legge elettorale a "Premio di piazzamento" finisce in Liberoblog, cosa che mi era già capitata per il post sui buoni sconti di Mediaworld o per quello sul "miracolo" di San Gennaro, ma è in assoluto la prima volta che ciò accade senza che io abbia provveduto a segnalare il post alla redazione. Ieri scopro con grande sorpresa di essere oggetto di un articolo pubblicato sulla prima pagina del Gazzettino di Treviso.

mercoledì, marzo 07, 2007

Legge elettorale /3: scenari possibili

Ora che abbiamo capito come funziona il sistema elettorale a "premio di piazzamento", vediamo, facendo un po' di fantapolitica, come si sarebbero potuti presentare alle elezioni i vari partiti con un tale sistema elettorale.

Scenario #1
Forza Italia e Alleanza Nazionale si presentano sotto un unico simbolo (~36%) consci che grazie al premio di maggior entità hanno entrambi da guadagnarci. L'Ulivo accoglie tra le sue liste l'IdV di Di Pietro e i socialdemocratici di Boselli entrambi senza speranze di seggi, supponiamo che una tale formazione faccia il (~35%). Gli innumerevoli partiti democristiani si fondono nella speranza di affermarsi come terzo polo centrista, supponiamo che Udc, Mastella, Follini, Rotondi, Vari ed eventuali facciano nel complesso un (~10%). Analogamente l'estrema sinistra (Verdi, Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista) si presenta sotto la sigla di sinistra radicale e realizza un (~10%). La Lega Nord potrebbe scegliere di non presentarsi alla Camera e puntare tutto al Senato stringendo un patto di desistenza con An e Fi.

Partito Risultato Seggi Premio

(FI + AN) 36% 51% (+41,66%)
(Ulivo + IdV + SDI) 35% 42,29% (+20,83%)
(Il migliore tra democristiani e estrema sinistra) 10% 8,71% ( - )

Scenario #2
I democristiani, spaventati dalla possibilità di non avere rappresentanti alla Camera si mettono all'asta. La Lega mette in chiaro che se il Partito delle Libertà ingloba anche l'Udc salta qualsiasi tipo di collaborazione al Senato. Casini, Follini, Mastella & C. cercano allora rifugio nelle liste del centrosinistra, lo trovano, ma così facendo provocano la fuoriuscita di buona parte dei Ds che decide di presentarsi con l'etichetta socialista insieme all'estrema sinistra. Potrebbe quindi verificarsi una situazione di questo tipo:

Partito Risultato Seggi Premio

(FI + AN) 40% 51% (+27,50%)
(Centrosinistra) 39% 44,36% (+13,75%)
(Sinistra) 15% 6,64% ( - )

Scenario #3
Vediamo, inoltre, come nel caso in cui un partito raggiunga il 51% autonomamente e quindi saremmo in presenza di un panorama politico che non necessita di forzature esterne, ci sia la possibilità di rappresentatività anche per i micro partiti (ovviamente serve uno scarto tra i primi 2 partiti di almeno il 2%).

Partito Risultato Seggi Premio

(Destra) 51% 51% (0%)
(Sinistra) 48% 48% (+0%)
(X) 1% 1% (0%)

In conclusione possiamo affermare che un tale sistema elettorale, pur non garantendo la certezza di stabilità che solo una riforma costituzionale può dare, incentiva le aggregazioni di partiti e scoraggia le frammentazioni indipendentemente dalle dimensioni dei partiti stessi. Contemporaneamente garantisce una maggioranza stabile al primo partito italiano grazie al premio di maggioranza. La caratteristica più singolare e più apprezzabile di un tale sistema è che la "distorsione" che producono i premi di piazzamento è molto forte quando il sistema è molto frammentato, ma sparisce totalmente nel caso in cui un partito riesca ad ottenere autonomamente il 51% dei voti.

martedì, marzo 06, 2007

Legge elettorale /2: più che proporzionale, progressivo!

Tenendo bene a mente i requisiti che cerchiamo, il sistema elettorale migliore che sono riuscito a concepire consiste nell'applicazione di un "premio di piazzamento" da assegnare ai singoli partiti. Per il partito più votato il premio di piazzamento corrisponde al normale premio di maggioranza, mentre i rimanenti partiti vedono aumentare la loro performance nazionale di un incremento percentuale pari alla metà dell'incremento percentuale assegnato al partito che li precede.
E' molto più semplice di quanto sembri dall'enunciato e dopo aver dato un occhio alle simulazioni che ho fatto vi sarà sicuramente molto più chiaro dell'attuale sistema. Prima però un paio di precisazioni:
1. Ho parlato di partiti e non di coalizioni, ma una tale distribuzione di premi è applicabile anche ai singoli partiti e/o a raggruppamenti di più partiti uniti nel nome di un candidato premier. Mi sembra però che prevedere il concetto di coalizione in un sistema elettorale, invece di rafforzare il bipolarismo, lo mini, poichè i micro-partiti hanno così una doppia occasione di ricatto: la prima nella composizione della coalizione, la seconda minacciando il venir meno dei numeri necessari ad un'eventuale maggioranza per governare. Onde evitare di ritornare in piena prima repubblica sarebbe però opportuno che sulla scheda ogni partito indichi chiaramente il candidato premier che vuole sostenere.
2. Ho previsto un premio di maggioranza per il miglior partito del 51%. Cioè, per quanto riguarda la Camera dei Deputati, al primo partito italiano, nel caso in cui non raggiungesse il 51% dei voti, vengono "regalati" parlamentari fino a raggiungere la quota di 321. Per il Senato, si può applicare lo stesso sistema, ma su base regionale. La differente composizione delle maggioranze nelle 2 camere è chiaro che può creare problemi di governabilità, ma non è certo una colpa attribuibile alla legge elettorale, bensì a quel bicameralismo perfetto previsto dalla Costituzione.

Vediamo, allora, come sarebbero cambiati i colori dei seggi parlamentari se utilizzando questo sistema elettorale si fossero ottenuti, alla Camera, gli esiti delle ultime elezioni.

Alla Camera Ds, Margherita si sono presentati come un unico "partito", L'Ulivo, ed hanno ottenuto il 31,27%, quale miglior risultato nazionale conquistano il premio di maggioranza che fa lievitare il loro 31,27% al 51%. La loro performance nazionale è stata "pompata" con un +63,10%. La seconda lista in graduatoria nazionale è Forza Italia con il 23,72% dei voti, ha quindi diritto ad un incremento percentuale pari alla metà dell'incremento dato all'Ulivo, ossia +63,10% / 2 = +31,55% e quindi 23,72 x 1,3155 = 31,20%. Alleanza Nazionale è al terzo posto con il 12,34% e gode di un incremento pari alla metà di quello di Forza Italia, cioè il +15,775% che porta AN a conquistare il 14,29% dei seggi. Rimangono a questo punto solo 3,6% di seggi, se li accaparra tutti il quarto partito, l'Udc che aveva però ottenuto il 6,76%. Esclusi dalla ripartizione di seggi tutti i partiti inferiori al risultato dell'Udc, in primis Rifondazione Comunista (5,84%) e Lega Nord (4,58) che comunque con un analogo sistema al senato avrebbero rappresentanti sicuri rispettivamente in Toscana e nel Lombardo-Veneto.

Partito Risultato Seggi Premio

L'Ulivo
31,27% 51% (+63,10%)
Forza Italia 23,72% 31,20% (+31,55%)
Alleanza Nazionale 12,34% 14,29% (+15,775%)
Udc 6,76% 3,6% ( - )

E' chiaro però, che se realmente fosse stata in vigore questa legge elettorale si sarebbero presentati in tutt'altre formazioni. Prossimamente, quindi proporrò alcuni scenari che si sarebbero potuti verificare e dimostrò che con questo sistema tutti (eccetto, forse, quelli fortemente radicati nel territorio) i partiti sarebbero incentivati ad aggregarsi.

lunedì, marzo 05, 2007

Legge elettorale /1: obiettivi

Come avevo promesso, espongo la mia proposta per una nuova legge elettorale.

L'obiettivo
che ci prefiggiamo è ridurre la grave instabilità politica che ha afflitto il nostro paese fin dall'inizio dell'era repubblicana e che è correllata alla forte tendenza alla frammentazione che hanno i partiti italiani. Teniamo conto però che questi problemi derivano solo in parte dalla legge elettorale e finchè ci sarà una Costituzione che prevede un Primo Ministro "impotente" e facilmente intercambiabile sostenuto da una maggioranza ad assetto variabile e 2 camere del Parlamento che si rimbalzano tra loro le leggi, difficilmente ci saranno governi duraturi. Problemi a cui la riforma costituzionale della destra tentava di dare soluzione, ma sappiamo tutti com'è finita.

L'illusione dello sbarramento
A sentire i politici pare che l'unico sistema per limitare il proliferare dei micropartiti sia imporre uno sbarramento da esprimersi in percentuali nazionali sotto il quale un partito non ottiene alcun eletto. Oltre ad essere una proposta di una rozzezza matematica degna solo di una classe politica scientificamente ignorante com'è quella italiana, lo sbarramento imposto arbitrariamente è inutile se non controproducente:
1. Lo sbarramento è arbitrario.
Ovvero "Chi decide la quota di sbarramento e con quale criterio?". Dato che lo sbarramento viene definito da una maggioranza di partiti e, come abbiamo detto, nel nostro caso la maggioranza è spesso ricattata proprio dai voleri dei piccoli partiti, è naturale immaginare che un tale sbarramento non intacchi il potere dei nani, ma lo rafforzi. A titolo di esempio: l'Udc, la principale artefice dell'attuale legge elettorale, ora è promotrice del sistema elettorale tedesco con sbarramento al 5%. L'Udc attualmente si attesta attorno al 6%.
2. Lo sbarramento fossilizza il sistema.
Con questo sistema si toglie la possibilità di nascere a nuovi partiti, con la conseguenza che quelli "vecchi" non sono stimolati a rinnovarsi.
3. Lo sbarramento non incentiva l'aggregazione dei partiti sopra la sua soglia.
Nella politica italiana 2 partiti al 3% ciascuno hanno molto più potere che 1 partito al 6%. E' questo il motivo principale della celebre frammentazione. Ma se, ad esempio, uno sbarramento al 5% può costringere 2 partiti simili da 3% a riunirsi sotto un unico simbolo, una volta raggiunta la "quota salvezza", il processo aggregatore si arresta e c'è una buona probabilità che regredisca: vista l'arbitrarietà dello sbarramento, infatti, gli "aggregati", forti della loro rappresentanza parlamentare, potrebbero proporre un nuovo sbarramento che dia loro la possibilità di "disaggregarsi".
4. Lo sbarramento è statico.
Nel sistema di elezione più naturale concepibile esiste uno sbarramento spontaneo. Per la camera, dove ci sono 630 seggi, è evidente che per ottenere un posto bisogna raggiungere almeno la soglia di 1/630, ossia lo 0,16%. Uno sbarramento arbitrario alza in maniera artificiosa questa soglia, con lo scopo dichiarato di garantire stabilità e governabilità. Sarebbe opportuno però che questa perturbazione del sistema "naturale", fosse variabile: se la situazione politica è molto frammentata sarebbe bello che lo sbarramento si tarasse automaticamente molto in alto per garantire la stabilità, mentre mano a mano che la situazione si avvicina allo schema bipartitico, la perturbazione esterna deve diminuire, lo sbarramento abbassarsi e tendere alla naturalezza che garantisce la rappresentività anche ai movimenti emergenti.

Ricapitolando, cerchiamo un sistema elettorale che contemporaneamente soddisfi le seguenti condizioni:
  • sia formulato a priori (cioè non possiamo dire, anche se ci piacerebbe, l'Udc è fonte d'instabilità e dato che fa il 6%, mettiamo lo sbarramento al 7%);
  • garantisca il bipolarismo e incentivi i partiti a muoversi verso il bipartitismo;
  • in una situazione di un esiguo numero di partiti presenti in parlamento permetta l'ingresso nella scena politica di nuovi soggetti;
  • incentivi la fusione fra partiti indipendentemente dalla loro grandezza;
  • più il numero di partiti diminuisce e più la forza degli incentivi deve smorzarsi tendendo al sistema naturale.
Io un'idea ce l'avrei...ma voi sarete annoiati e devo ancora finire di scriverla, quindi...ve la dico domani...

domenica, marzo 04, 2007

Atrocenigma: riepilogo primi sedici indizi

Riepilogo degli aiuti dati finora a 5 indizi dalla conclusione (in rosso l'ultimo aggiunto).

E' assolutamente inedito, spietatamente complicato e totalmente made in AtrocePensiero. Si tratta di Atrocenigma, il rompicapo che proporrò a puntate su questo blog. L'obiettivo è scoprire quali numeri sostituiti a X e ad Y danno un "senso" alla seguente equazione e siano coerenti con gli indizi che verrano pubblicati periodicamente. I commenti a questo post saranno disabilitati, la soluzione dovrà essere inviata all'indirizzo e-mail: perin82|chiocciola|gmail|punto|com in modo da stilare una classifica dei primi 3 risolutori. Per arrivare alla soluzione tutto è concesso: aiuto del pubblico, telefonata a casa, corruzione del blogger....e come al solito Gloria & Onore al vincitore.

L'equazione misteriosa è:
(53 + 8) + (16 + 8 + 102) = ( X ) + ( Y )

Primo gruppo d'indizi:
UNO = 8 + 10
71 + 11 = 42 + 8 + 7 ovvero luna = moon
3 + 35 + 8 = 5 + 8 + 8 + 19
ovvero libro = book
29 + 8 + 75 = 2 + 18 + 90 ovvero cuore = heart(h)

Secondo gruppo d'indizi:
9 = F
15 = P
1 = H

Terzo gruppo d'indizi:
"2 nel sole"
"Insegna al 10"
"Tiziano 26"

Ulteriore indizio:
"2, 10, 18, 36, 54, 86 sono tutti g.n."

venerdì, marzo 02, 2007

Quale legge elettorale?

Tanto per ricordare al mondo che l'Italia è un paese in cui la parola data ha valore ZERO, la crisi di governo innescata dall'aut aut dalemiano "maggioranza compatta sulla politica estera o si va a casa" si è risolta con un giretto al Quirinale e un nuovo voto di fiducia forte dell'apporto di una new entry e di 4 old entry. D'Alema da bambino dev'essere stato uno di quegli odiosi marmocchi che proponevano di risolvere le dispute a pari o dispari, salvo poi invocare "al meglio di 3" nel caso in cui perdessero la prima.
Comunque sia i senza dignità sono ancora in sella e tentano di scaricare la colpa della loro transuranica instabilità alla legge elettorale. Legge elettorale, lo ricordo agli smemorati, che ha regalato ai sinistri il 55% dei deputati nonostante un vantaggio di appena 0.07% ed una maggioranza di un paio di senatori, laddove vi era una minoranza di voti, grazie all'introduzione della figura della Circoscrizione Estero.
Premessa questa precisazione, bisogna ammettere che il problema di una legge elettorale che contrasti la tendenza alla frammentazione dei partiti politici è reale.
Prossimamente (1) quindi, esporrò la mia idea per una nuova legge elettorale.

(1): "Prossimamente" in questo blog va letto come "se ho tempo e voglia"

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