martedì, aprile 03, 2007

Nazionalsocialismo

In principio era l'Internazionale Socialista, oggi, dopo tanti anni di diaspora rossa, l'unificazione delle varie anime della sinistra italiana avviene nel nome dell'interesse nazionale. Ci voleva l'offerta americana per il controllo di Telecom Italia per risvegliare il perduto sentimento di unità socialista. E intonando "alzati, che si sta alzando la canzone popolare..." i rappresentanti della sinistra, uno ad uno, sono andati tutti a dichiarare alla stampa che i maledetti yankee possono pure scordarsi di comprarsi Telecom Italia.
Da un'intercettezione telefonica:
Sarà pure privata...però, chi è che ha privatizzato il monopolio statale delle telecomunicazioni? Eh, chi? D'Alema, appunto. Ma non è che nel '99 abbia semplicemente venduto il patrimonio pubblico, l'ha proprio regalato agli amici! Ecco, allora vuoi che adesso arrivino 4 cowboy stronzi a rompere le palle? Figuriamoci. E dove mettiamo l'italianità delle nostre aziende, eh? L'orgoglio nazionale. A forza di pensare al partito democratico ci dimentichiamo cosa siamo: socialisti. Socialisti che operano per il bene della Nazione, socialisti che mettono la Nazione e i suoi interessi al primo posto, siamo Nazional-socialisti! Anzi, senza trattino: Nazionalsocialisti! Ma sai che mi piace proprio! - Nazionalsocialismo - Chissà se il nome è già registrato...

Tremonti a riguardo:
«Sono preoccupato tutte le volte che il Governo si preoccupa e mi hanno anche detto che secondo il governo, o parte di esso, è competenza del governo la questione dell'indirizzo. Consiglio un'indicazione di indirizzo per il governo: a casa. Questa è una materia sulla quale la politica non può e non deve dire e far finta di niente. Le privatizzazioni, in gran parte, sono state fatte male e adesso si vedono i risultati. Ma se son fatte male, non si può aggiungere altro male, bloccando quelle che vengono a valle».

More: Fausto Carioti, Phastidio.

7 commenti:

ugofc81 ha detto...

Oggi Gentiloni sul Foglio:
-si rivolge a Mediaset perché si metta in mezzo per comprare Telecom, operazione alla quale il Governo darebbe il proprio sostegno;
-si lamenta perché la Gasparri impedisce a Mediaset di comprare Telecom.

Ora, sbaglio (spero di sì) o Telecom controlla La7? Perché sarebbe come dire "Intanto ti tolgo una rete, per poi togliertene un'altra quando tornerai ad averne tre".
Mi sbaglio, vero? Non posso credere che se Telecom controlla La7 Gentiloni sia così sprovveduto o così in malafede da dire questo.

D.O. ha detto...

Bellissimo Tremonti... anche se da che puplito...

Comunque, qui coop ci cova... coop voce, probabilmente.

saffo ha detto...

Complimenti ad ATROCE!
Questo post si trova in PRIMISSIMA pagina su TOQUEVILLE!!

;)

Anonimo ha detto...

Il problema e' che nessuno "compra" telecom. Nel MERCATO io acquisisco il controllo di un'azienda col 50% + 1 delle azioni. Nella nostra situazione, Tronchetti controllava telecom con pochi decimi di punto percentuale, grazie a un gioco di scatole cinesi. Il punto e' che ora vogliono essere gli americani a controllare telecom con una percentuale risibile. Perche' il problema e' politico? Perche' qui non si tratta di scalare la prima azienda del paese (se fosse cosi', niente da dire), ma di consentire di controllarla con un simile ridicolo investimento. Un investimento che e' alla portata di molti. Ma ovviamente, solo ad ALCUNI e' consentito il giochino. Quindi nulla di nuovo sotto il sole, si sta solo decidendo (dopo fiat, dopo colaninno), se questi sono "amici" cui e' consentito il colpaccio, o meglio, cosa sono disposti a passare sottobanco per fare l'affare sulle nostre spalle.

J.A. ha detto...

E' comunque un problema legislativo che prescinde dagli acquirenti. Se le regole del gioco non vanno bene, vanno cambiate, comunque la politica può decidere di cambiare le regole di "acquisto", ma deve assolutamente astenersi dal dare giudizi di sorta sugli eventuali acquirenti.

Franz ha detto...

In generale penso che trasporti, telecomunicazioni e energia, sono cose strateghiche per uno stato e pertanto devono rimanere pubbliche (come minimo al 51%). Dopo la privatizzazione anche la Telecom, come le ferrovie, e' stata 'assaltata', svotata e impoverita. Era un'azienda abbastanza sana, ed era anche un po' nostra, ora e' sul punto di fallire. Potevano fare investimenti, nuove ricerche tecnologiche, nuovi brevetti e invece siamo qui a discutere. Vedremo come finira'. Io, in generale, sono molto scettico sulle privatizzazioni di queste grandi aziende.

A te J.A. e anche agli altri postatori di questo blog, invio gli auguri di Buona Pasqua, ciao, Franz

J.A. ha detto...

What is "strategico"? Anzi, cosa NON è strategico? Se il trasporto su rotaia (che è ben distinto dalla rete) è strategico, non lo è forse anche la produzione di automobili? Se le tlc sono strategiche non lo sono anche tutte le industrie che producono software, hardware e tutto l'indotto dell'informatica? E poi, ammesso, che la tua distinzione strategico-non strategico sia accettabile...motivo in più per non lasciarlo in mano alla Stato! Piano a considerare Telecom e Trenitalia normali aziende private. In una economia di mercato non sarebbero mai nate: per quanto riguarda la prima, lo Stato prima ha creato un monopolio, poi, senza prima liberalizzare il settore, ha privatizzato nel peggiore dei modi: svendendo agli amici e mantenendo un controllo grazie alle banche "amiche". Trenitalia, invece, continua ad essere un monopolista a controllo statale. Poi non mi sembra neppure che siano aziende che abbiano mai goduto di elevati livelli qualitativi, il fatto è che le magagne saltano fuori solo quando sei sul mercato. Inoltre, non mi consola certo il fatto che queste mega aziende, se statali, sono "anche un po' mie". 1. Ma chi le vuole??! 2. Una cosa che è un po' mia se voglio posso venderla, regalarla o distruggerla, con le aziende statali questo non posso farlo. Con un'azienda privata quotata in borsa sì.

PS.: Buona Pasqua a te e a tutti i lettori di AtrocePensiero!

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