mercoledì, maggio 30, 2007

Massimo D'Alema vince l'Oliviero per Maggio 2007

Massimo D'Alema vince il Premio Oliviero-AtroceAwards per Maggio 2007

«Berlusconi è l'ultima persona al mondo che può chiedere dimissioni agli altri: ha perso tutte le elezioni amministrative e non si è mai dimesso». - Massimo D'Alema, 28.5.2007
(fonte: Reuters )

Berlusconi al massimo può essere il penultimo. L'ultima persona che può richiedere le dimissioni agli altri è un Ministro degli Esteri che ha pubblicamente vincolato la sua permanenza al governo ad una votazione del Senato, salvo poi rimangiarsi tutto una volta constatato l'esito negativo di tale votazione. E siccome, caro Massimino, quel Ministro sei tu...ti becchi il Premio Oliviero-AtroceAwards per Maggio 2007!

PS: Le elezioni amministrative servono ad eleggere i sindaci. Le elezioni politiche a formare il Parlamento. Stop. Prodi ha vinto le elezioni politiche e ha tutto il diritto di governare per 5 anni, anche nell'eventualità che tutti i Sindaci d'Italia diventassero nel frattempo di Forza Italia. Ho sempre detestato chi in occasioni come queste invoca "discontinuità", "accelerazioni", "dimissioni" o qualsiasi altro termine sottintenda la richiesta di "più poltrone e più in fretta". Resta il fatto che, indipendentemente da questo risultato elettorale, Prodi dovrebbe rendersi conto che non è in grado di governare e trarne le conseguenze.


La redazione di AtrocePensiero è lieta di comunicarLe che, grazie alla dichiarazione: «Berlusconi è l'ultima persona al mondo che può chiedere dimissioni agli altri» riportata dall'agenzia Reuters il 28 maggio scorso, ha conquistato l'autorevole Premio Oliviero - AtroceAwards per maggio 2007.
La conquista di tale riconoscimento Le dà diritto ad esporre la Coccarda Ufficiale (v. immagine allegata) in una pagina internet a sua scelta.

Ringraziandola per il contributo offerto
Distinti Saluti

Joey Atroce
Presidente della Fondazione Premio Oliviero

9 commenti:

John Dorian Gray ha detto...

Non che non mi senti d'accordo con il premio, anche perchè non è certamente sottoposto a plebiscito. Però... ecco, onestamente, secondo me, invece, Berlusconi è davvero l'ultima persona che può chiedere dimissioni. Persino Fini, uomo un po' più savio, ha riconosciuto che non è il caso di chiamare a nuove elezioni, nè che ci sarebbero state, persino dopo la cantonata al Senato da te proposta. Ecco, però, il premio Oliviero mi sa di premio di stupidità, di inesattezza e di comunismo anacronistico, più che di incoerenza derivata dal germe dell'essere politici. Tanto più che, incoerenza per incoerenza, mi ricordo una firma su un "contratto con gli italiani" (che poi non era un contratto, ma vabbè) in una celebre scrivania di mogano. Aveva promesso di non ripresentarsi, se non avesse onorato il programma. Per il prossimo Oliviero, ma anche per Luglio e Agosto, ti consiglio di tenere d'occhio l'ahimè presidente della Regione Sarda Renato Soru, eletto per il centrosinistra ma più simile a un leghista per le sue convinzioni quasi indipendentiste. Una vox populi che temo a confermare, perchè sarebbe eccessiva, parla di una sovrattassa da imporre ai turisti in sardegna, seppur ospitati da amici, di due euro al giorno. Au revoir
John Dorian Gray

ugofc81 ha detto...

AAAAAAAAAAARGHHH!!! "Non che non mi sentA"!!!! BESTIA!

Volevo dire...
Effettivamente un po' di differenza c' è: Berlusconi nel 2001 era stato plebiscitato, Prodi nel 2006 ha "vinto" per 25000 voti. Un vento per quanto impetuoso come la sconfitta in 12 regioni non poteva spostare una piramide. Una brezza come la perdita di Verona, Alessandria, etc. fa cadere un castello di carte.
Detto questo Prodi DEVE durare. Quanto più resta in carica per tanto più tempo gli italiani avranno ben chiaro per chi non votare.

J.A. ha detto...

Sono graditi i suggerimenti per le prossime candidature del Premio Oliviero... io l'ho sempre inteso come un riconoscimento a quei saputelli che sparano arrogantemente le loro idiozie come spesso fa Diliberto...

ventoaltaverso ha detto...

"saputelli che sparano arrogantemente le loro idiozie"

beh, si scrive da solo: Mastella!

Anzi, perchè non dedichi un bell'articolo al voltafaccia più clamoroso d'Italia? Per come cambia opinione (e sponda) merita questo premio

John Dorian Gray ha detto...

Ti prego, perdona il congiuntivo dando un'occhiata all'ora del commento. Di questo mi vergogno assai. Ma non solo.

Sono un elettore di centrosinistra. Per questo mi vergogno di Mastella. Mi vergogno di Mastella per due motivi. Il primo è che un uomo come quello possa far parte della coalizione che ho votato, ed è al governo. Il secondo è che è un partito minuscolo che ha conseguito appena l'1,4% di voti nelle elezioni 2006, con 534mila voti alla Camera e 477 mila al Senato. Qual'è stato lo scarto di elettori tra centro destra e centro sinistra? Ah, ecco, mi pareva, 25 mila voti. Persino una mosca come Mastella fa pendere l'ago della bilancia.

Detto questo, cosa ci faccia un uomo simile al centrosinistra non è chiaro a molti. Cosa ci faccia ministro della giustizia, beh, quello non è chiaro proprio a nessuno. Posso ANCORA capire perchè non ci abbiano messo Di Pietro: un giustizialista al ministero della giustizia? Siamo in Italia, baby. Ma perchè Mastella, ecco quello no. Non lo capisco proprio. Tanto più che DAVVERO, dopo lo scarto minimo, il centrosinistra aveva ANCORA bisogno di perdere credibilità? Non ne avevamo perso abbastanza?

E, siccome dobbiamo essere sinceri, una sinistra come questa sta unita, quando riesce, solo grazie a Berlusconi. Ma davvero. Se Berlusconi decidesse di andare in pensione e lasciare la coalizione a Fini, saremmo spacciati. Fortunatamente Fini ha solo 55 anni. Troppo giovane. Sarebbe terribile. Sì, è un ex fascista, ma, ehi, tra ex democristiani ed ex piduisti, lui almeno è più ex degli altri. E non ha mai avuto un'incriminazione.

Ma con tutti i guai del centrosinistra, ecco, il centrodestra ancora non va giù. Alcune idee talvolta si rassomigliano, Soru, il presidente
della regione sarda, sembra un leghista, a volte. Ma Berlusconi,
Berlusconi non può andare avanti. Il suo patrimonio è stato triplicato in cinque anni di Governo, non ditemi che è un caso. Molti reati sono stati depenalizzati, a suo carico, ovvio, e non capisco in che modo
potesse essere utile alla nazione. Far finta, però, che il conflitto
d'interessi non esiste è davvero volersi nascondere dietro un dito.
Giornali e televisioni sono suoi, come, dico COME l'informazione può
essere libera? La pluralità dell'informazione è data quando persone di sinistra e di destra possono scrivere il loro punto di vista su notizie e fatti che sono univoci. Ma se le persone di destra sono pagate dal potente di destra, beh, l'onestà intellettuale mi sembra discutibile. Alquanto discutibile. Se si sa, ad esempio, che Luttazzi è di sinistra, perchè non farlo parlare? Lo ammette egli stesso, invece che ipocritamente sostenere un "disinteresse per la politica". Dopo le affermazioni su Berlusconi, è stato radiato dalla Rai. E mai più riammesso, per uso criminoso della TV. Ma faceva uno share invidiabile. Ed Emilio Fede non mi sembra meglio. Berlusconi gli ha anche fatto causa. Diverse cause. Le ha perse tutte. Io mi ricordo la notizia con cui faceva sapere che lo avrebbe denunciato. Non quella dell'assoluzione di Luttazzi.

Concludo con le proposte per l'Oliviero. A parte il già citato Soru, che sta arrivando l'estate, sento si scatenerà, proporrei qualche leghista. Vedere le pagine di wikiquote prima e dopo Berlusconi mi fa scompisciare. Ma anche Fassino. L'idea del partito democratico gli dà alla testa. Vedrai che prima o poi arriva la madre di tutte le cazzate.

Con rispetto
John Dorian Gray

J.A. ha detto...

Visto che sono (o sono stato?) un elettore di Berlusconi faccio un paio di precisazioni:
la storia del patrimonio triplicato in 5 anni a me risulta che sia una bufala, ma anche se fosse vera non vedo come potrebbe incidere nelle mie scelte politiche. Come anche le vicende giudiziarie dei politici non hanno mai influenzato il modo in cui scelgo per chi votare. E poi bisogna stare attenti ad attribuire a delle condanne giudiziarie un valore "morale", la legge e la morale sono 2 cose che vanno ben distinte! Io non credo che il cittadino abbia dati sufficienti riguardo i leader politici per poter fare una hit parade dei più onesti e una lista nera dei più ladri, potrà distinguere onesti e disonesti tra i candidati consiglieri di un piccolo comune dove tutti conoscono tutti, ma già a livello provinciale dovrà giudicare soprattutto in base ai programmi e agli ideali. E' a questo che dovrebbero servire i partiti: a rappresentare dei particolari ideali. Poi però saltano fuori i DiPietro che cavalcando il comprensibile odio verso una classe politica ladra fonda il suo partito che si basa sull'onestà. "Votatemi perchè io sono onesto". E come faccio a sapere che sei onesto? Basta dirlo? Oppure è sufficiente essere incensurati? Anche Mastella non è mai stato indagato. Eppure ci scommetterei la casa sul fatto che è tra i più ladri che mai abbiano varcato la soglia di Montecitorio. E se anche prendessimo per buono il "metodo Grillo" di usare come primo discriminante le avventure giudiziarie dei politici, come potremmo credere che la giustizia sia veramente imparziale quando ci sono sindacati di magistrati come "magistratura democratica" dichiaratamente schierati a sinistra e da cui il parlamento attinge di continuo? Se dovessimo chiudere le porte del parlamento ai condannati, allora per coerenza dovremmo chiuderle anche a giudici e magistrati che di fatto possono "espellere" dal campo alcuni "giocatori". Come si può considerare imparziale una giustizia che comincia ad indagare pesantemente su Berlusconi (96 processi) da quando questi entra in politica? Fosse anche realmente colpevole di, la sparo grossa, 50 capi d'accusa, gli altri 46 sono da considerarsi banali misunderstanding? Come si può credere a dei processi nati sulla base di dichiarazioni di personaggi come Stefania Ariosto, la "superteste", che si è dimostrata essere una "supercazzara". Chi gliel'ha fatto fare di raccontare tutte quelle balle contro il Berlusca? Come si può credere ad una giustizia imparziale quando un Berlusconi neo Premier legge sul Corriere della Sera che da lì a poche ore avrebbe ricevuto un avviso di garanzia, consegnato dai carabinieri nella giornata inaugurale del G8 che l'Italia doveva ospitare a Napoli(1996)? Per questo e per tanti altri motivi io non credo "al partito degli onesti" nè a quello dei moralizzatori. Se vogliamo meno ladri in parlamento, l'unico metodo valido è ridurre al minimo indispensabile i soldi che gli diamo da gestire per nostro conto. Ergo: meno tasse, meno spesa pubblica, meno assistenzialismo, meno socialismo, più capitalismo, più liberismo, più federalismo fiscale.
Per le stesse ragioni è chiaro che io sono contrario a qualsiasi tipo di legislazione atta a regolamentare il mercato dell'informazione in nome della "par condicio" o dell'eliminazione dei conflitti d'interessi. L'informazione in Italia fa schifo, ma non certo perchè ci sono degli imprenditori-editori che fanno informazione avendo delle precise idee politiche.
Si può credere che i cittadini-consumatori siano stupidi e che comprino i giornali che fanno mala informazione e che ci sia una classe politica rappresentata da un'elite culturale portatrice di verità. Se si crede a questo si sosterre si sarà favorevoli che l'elite al potere porrà delle precise regole atte a stabilire come l'editore debba fare il suo mestiere nel delicato campo dell'informazione affinchà il cittadino sia ben informato. Chiedere al dittatore comunista venezuelano Chavez per maggiori informazioni. Poi ci sono quelli, come me, che credono che la gente comune non sia stupida, e che non acquisterebbe mai un giornale che ritiene non obiettivo o cqm che non vale il suo prezzo e che credono che solo il libero mercato garantisce la libera informazione. Chiaramente tutto questo funziona se il mercato è veramente libero. In Italia il mercato dell'editoria non è libero visto che i cittadini italiani, grazie all'elite di cui sopra, è obbligata a finanziare con le proprie tasse qualsiasi giornale che si dichiara tale in nome della "pluralità" dell'informazione per una cifra di 7 euro a cranio italiano, poppanti inclusi. Analoga situazione c'è nel mercato televisivo dove è presente un duopolio solo perchè lo Stato ha vietato fin dalla nascita della tv la possibilità di creare reti private nazionali e abbiamo dovuto attendere i fantastici anni '80 in cui Berlusconi con l'astuto stratagemma delle "cassettazioni" (e grazie all'aiuto di Craxi) ha potuto infrangere un orrendo monopolio statale, perchè si potesse creare un primordiale mercato radiotelevisivo. Mercato che tuttora non esiste a causa della presenza di un canone estorto ai cittadini che dà alle 3 reti statali un vantaggio competitivo che ammazza la concorrenza. Pensare di risolvere un problema creato dallo stato, con un'ulteriore regolamentazione statale per me è semplicemente una vaccata. La soluzione è la privatizzazione della Rai e la vendita delle reti a privati, (anche escludendo dall'asta Mediaset).
I conflitti d'interesse esisteranno sempre, ma pensare di cancellarli con una legge è pazzesco. L'unico modo per tutelarci è renderli palesi e ridurre il potere dello stato e quindi della politica. I veri poteri forti sono quelli che non si fanno vedere: Berlusconi ha Mondadori, il Giornale e Mediaset non si può certo lamentare ma non c'è italiano che non sappia quali sono i canali informativi berlusconiani. Se non è d'accordo può fare altre scelte. Quello che non sa la maggior parte degli italiani sono gli azionariati delle banche che sostengono la politica che a sua volta sostengono i giornali che a sua volta sostengono le banche e la politica. Unicredit-San Paolo-Banca Intesa-Mediobanca-Telecom-Confindustria questi sono i veri "poteri forti" e questi controllano la maggior parte dell'editoria e della politica italiana. Sono quelli che possono permettersi di possedere un giornale che non produce utili, perchè è un capitalismo che non ha bisogno di produrre utili, ma di costruire consensi. E che piaccia o no, in questi salotti Berlusconi non conta una mazza.

John Dorian Gray ha detto...

Premesso che sono stato, e penso sarò, un elettore di Di Pietro, se egli, come sostieni, avesse voluto far leva sull'odio per una classe politica per ottenere voto, bastava farlo in pieno clima post-craxiano. Avrebbe avuto un consenso ampissimo. Invece la sua prima carica pubblica ricoperta è del 1996, accettando un incarico di ministro, perciò senza candidarsi. E guarda caso, wikipedia rulez, sei mesi dopo, per aver ricevuto un avviso di garanzia, si dimise. Come si dimise ogniqualvolta fu indagato e chiamato a processi, durante Mani Pulite. Una persona che si dimette e affronta i processi piuttosto che godere dell'immunità, mandare avanti anni di prescrizione o, se proprio proprio vogliamo, depenalizzare i reati che gli vengono ascritti, per me è abbastanza onesta. Tanto più se viene poi assolta. (Clemente Mastella ha ricevuto un avviso di garanzia per il concorso in bancarotta fraudolenta nel fallimento del Napoli Calcio, del 2004. Fu testimone di nozze, sempre Mastella, di Campanella, mafioso pentito che fornì a Provenzano la carta d'identità falsa per recarsi all'estero.) Per citare Luttazzi, parlando di Berlusconi: "Non so voi, ma non ho mai visto un innocente darsi tanto da fare per farla franca".
E' anche vero che un processo contro una persona diventa tanto più urgente quando la persona viene messa in condizioni di poter cambiare le regole del gioco. Non hai citato la depenalizzazione del falso in bilancio, nè come questa possa entrare in un'ottica di tipo liberale. Per la stessa ragione ha una logica il giustizialismo di Grillo. Se devo eleggere qualcuno che farà le leggi, voglio perlomeno sperare che non lo farà per sfuggire alla giustizia. Inoltre, su sessanta milioni di abitanti, non saranno così rari gli incensurati, no? Perchè candidare quelli che sembrano così bisognosi dell'immunità? Sono favorevole all'annullamento di ogni sussidio ai giornali, meno alla privatizzazione della Rai. Finora le privatizzazioni che ho visto, una fra tutte quella di Telecom, non hanno che inserito squali a gestire un monopolio. Una buona fetta d'Italia è tagliata fuori dall'ADSL perchè il guadagno non ripaga i costi, come un'economia normale vorrebbe, ma stiamo parlando di un bene che è necessario. Più che altro, la Rai la farei diventare statale, e non governativa, in modo tale che il CDA sia più autonomo. Anche il TG1 di Mimun dovrebbe diventare un pessimo ricordo.
Il fatto è che alcune cose su Berlusconi sono ancora a tinte fosche. La destra dice una cosa, la sinistra un'altra. Solo che la destra è di, la sinistra è con. Una sottile differenza. Il problema principale è che per te: "la storia del patrimonio triplicato in 5 anni a me risulta che sia una bufala, ma anche se fosse vera non vedo come potrebbe incidere nelle mie scelte politiche". Per me incide eccome. Soprattutto per la frase che aleggiava un tempo "è ricco, quindi non ha bisogno di rubare".
(favorevolissimo ad eliminare ogni forma di retribuzione et privilegia in esubero a quella davvero necessaria per un parlamentare. Compreso il numero degli stessi. Si parla sempre dei costi della politica senza pensare a cominciar dal principio).

J.A. ha detto...

A me non sembra che DiPietro abbia aspettato poi tutto questo tempo a candidarsi, mica si può pretendere che siano tutti come Berlusconi che in 6 mesi fa un partito e vince le elezioni. Tangentopoli è del '92 e nel '96 è ministro per la sinistra. Le dimissioni dopo aver ricevuto un avviso di garanzia sono una bella cosa...ma ci sarebbero tante cose su cui a me (e a molti altri) viene sorge un "legittimo sospetto". Lo sanno anche i sassi che i partiti venivano finanziati dalle tangenti delle imprese. Tutti i partiti senza esclusione. Il Pci addirittura prendeva soldi addirittura da un regime totalitario come l'Unione Sovietica fino alla caduta del comunismo, poi si è adeguato e come gli altri ha preso le sue bustarelle, nè più, nè meno degli altri. Lo stesso Di Pietro di fronte all'accusa di aver colpito una parte politica e averne risparmiata un'altra in Tangentopoli ha affermato che se Psi e Dc sono stati i partiti più colpiti dall'inchiesta è perchè tutto è nato a Milano dove questi 2 partiti erano particolarmente forti. Quindi, se il pool di Mani Pulite si fosse trovato a Firenze, va da sè che il Pci sarebbe stato il più colpito...no? E allora perchè DiPietro deve schierare il suo partito dell'onestà a sinistra? A pensar male si potrebbe pensare ad uno scambio di favori. Il segretario del più grande partito della sinistra, Fassino, ha detto addirittura che Craxi deve essere un riferimento per la sinistra di oggi. E poi, perchè noi dovremmo non votare un partito perchè ha degli indagati, mentre proprio DiPietro ha chiesto più volte di entrare nel Partito Democratico, partito in cui c'è la persona più losca della prima repubblica come De Mita? E ancora: ok, vogliamo politici onesti, ma per fare che? Di Pietro è per uno stato più socialista o più liberista? Che idee ha in economia e in politica estera? Non importa, perchè tanto il suo è il "partito degli onesti".
E cosa ha prodotto finora il "partito degli onesti" di DiPietro, non è stato in grado neanche di bloccare l'indulto. Si è guardato bene quella volta dal rassegnare le sue dimissioni.
Nel resto del discorso non intervengo: è chiaro che la tua è una (legittima) visione socialista della società e non posso pensare di farti cambiare idea in poche righe.

J.A. ha detto...

@ventoaltaverso: noto solo ora il tuo commento: su Mastella ho già scritto agli albori di questo blog. Digita Mastella sul campo di ricerca in alto a sx per avere maggiori informazioni.

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