martedì, luglio 17, 2007

Beauty Bindi: Rosy è una gnocca?

Lo so, avrei dovuto terminare la "Cronaca dell'anno sinistro" a cui mancava solo una puntata, ma oltre ad essere a corto di tempo da dedicare al blog, sono semplicemente sfinito. Anzi, nauseato. E' Prodi che è nauseabondo. Fare la cronaca di questo governo è come tentare di vivisezionare uno slacai*: è disgustoso, estenuante e perfettamente inutile. E visto che siamo in tema di splatter, mi sembra l'occasione ideale per proporvi un filmato su Rosy Bindi. La nostra amata zitellona, ricordiamo, nominata Ministro della Famiglia da un pirla dopo un colpo di sole, ma soprattutto definita "più bella che intelligente" da Sgarbi in un colpo di genio, finora, tutto sommato e rispetto alla media dei ministri prodiani, non ha sfigurato nel suo ruolo istituzionale. Non ha fatto praticamente niente. Che è esattamente ciò che mi aspetto da un Ministro per la famiglia. Inoltre, non riesco a non vedere un'enorme ingiustizia ogniqualvolta si insiste sul sarcasmo ormai logoro (dopo la battuta di Sgarbi, niente val la pena d'essere aggiunto) che ha come oggetto la bruttezza della Bindi, risparmiando, invece, una per tutte, quella Fiat Multipla in formato umano che risponde al nome di Livia Turco. La Rosibindi è sgraziata, mascolina nei modi e assolutamente disinteressata ad avere un aspetto gradevole. Ma di per sè non sarebbe ciò che all'Accademia dei Lincei si definisce un "cesso". La vespasiana metafora sarebbe decisamente più calzante per Livia Turco, la quale però, grazie ai suoi sobri tailleur che ricordano le moquette di Las Vegas, riesce con arguzia a distogliere l'attenzione dei media dal suo mento e dal suo naso che si protendono dal volto l'un verso l'altro, come a volersi baciare, lì, al centro di un ponte incompiuto sulle secche, quanto inutili, labbra "turchine".
Inoltre, a discapito della cattocomunista toscana c'è da dire che Rosy Bindi non è un politico, ma due. Non sono certo io a scoprire che Rosy Bindi E' Ermete Realacci.
Bando alle ciance, eccovi il video che dimostra come, sotto sotto, (non troppo sotto ché ho appena mangiato), Rosy Bindi potrebbe anche essere una bella gnocca. Accendete l'audio!



*=lumaca. Da notare che in dialetto veneto, nessuno confonderebbe mai slacai con s-cios, mentre nella lingua italiana i termini lumaca e chiocciola vengono spesso (erroneamente) considerati sinonimi.

11 commenti:

ugofc81 ha detto...

Generalmente ci azzecchi, ma stavolta hai esagerato. La Fiat Multipla è un' automobile forse un po' sgradevole esternamente (Ma solo nella sua prima versione), ma internamente è un vero e proprio "salotto". Non merita di essere paragonata alla Turco.

Murasaki-jooo ha detto...

Perfettamente d'accordo, la Bindi in confronto alla Turco è un bocciuolo di rosa...
In lombardia si dice lumaga(la chiocciola) e lumagot (la lumaca) che quindi cambia pure sesso (già che siamo in tema...)
Un saluto
Cassandra
Ps. ti inserisco tra i miei link
Bye

J.A. ha detto...

@Ugo: No, non lo merita nemmeno la Multipla. Ma come dice il mio amico Ciko "farle brutte non costa meno", quindi la brutta fama della Multipla, nonostante le tante qualità che può avere l'auto nel suo complesso, non si può dire che è immeritata...

@Murasaki: Grazie.
Ps: credo che le lumache siano tutte ermafrodite.

Astrolabio ha detto...

mitico, il video ricorda un po' la pubblicità della dove, magari la useranno come prossimo testimonial "per la bellezza autentica" :-)

Francesco ha detto...

Mah, non mi sembra che la trasformazione porti grandi miglioramenti. La cosa preoccupante della Turco è che la sua bruttezza passa in secondo piano rispetto alla sua incompetenza.

J.A. ha detto...

"L'effetto plastica" è da attribuirsi al modo molto grossolano con cui ho fatto i ritocchi (usando il gimp). Mani esperte credo che potrebbero stupire...

TheLondoner ha detto...

Ah, ma "slacai" in italiano sarebbe la lumaca??? Grazie del chiarimento, ho sempre pensato che "lumaca" e "chiocciola" fossero sinonimi e che lo slacai non avesse equivalenti in italiano, perlomeno non nel linguaggio comune... Comunque, neanche io capisco tutto l'accanimento verso la povera Rosy: in fondo è spartana, grezza, di certo non attraente ma non ha particolari inestetismi secondo me, almeno non ne ha alcuno che non avrebbe una donna della sua età...
La Turco mi ricorda una mandragora.
Bel blog, complimenti! Saluti.

Anonimo ha detto...

Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura

Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico
Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali


Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.

Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)

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