giovedì, luglio 26, 2007

Una corsa ad eliminazione

Permettetemi un post sul Tour de France visto che i mass media sembrano totalmente disinteressati all'epocale marasma che sta succedendo. E' vero, il ciclismo non è uno sport così seguito a livello nazionale, poi se è la Rai a comprare i diritti, attendiamoci il peggio: milioni di euro di diritti tv e poi il Tour de France, la corsa più prestigiosa del mondo, viene relegata ad un mini spazio su RaiTre, senza il minimo lancio pubblicitario, nè il supporto da parte dei Tg statali, con dirette pronte ad essere bruscamente interrotte per lasciare spazio all'ennesima replica del documentario sulla mangusta di Geo&Geo. Ma anche mettendo in conto tutto ciò, non può passare in silenzio ciò che sta accadendo oltralpe.
Allora ricapitoliamo: il Tour 2006 lo avrebbe vinto Landis, se non fosse che a corsa conclusa si scopre che l'americano che ha occupato il gradino più alto del podio ai Campi Elisi si era dopato. Un anno dopo l'organizzazione della corsa non ha ancora stabilito chi avesse vinto quel tour e così il pettorale numero uno non viene assegnato. Le squadre firmano tra loro un accordo chiamato "codice etico" in cui, per il bene della corsa e quindi dei loro interessi economici, si impegnano a ritirare tutti i loro corridori nel momento in cui anche solo uno di loro venga trovato positivo a qualche esame o si renda irreperibile ai controlli. Si parte: dopo una settimana Sinkewitz uomo su cui la T-Mobile puntava per riscattarsi dal danno d'immagine ricevuto dallo scandalo doping di Ullrich , viene trovato positivo ad un controllo. La T-Mobile se ne va a casa e le televisioni statali tedesche che avevano comprato i diritti interrompono ogni trasmissione sul Tour, diretta compresa. Poi Rasmussen conquista la maglia gialla con una vittoria in montagna che insinua molti dubbi. Dubbi alimentati da alcune accuse di doping provenienti da un ciclista americano che lo avrebbe aiutato a nascondere sacche di sangue e dalla sua stessa squadra che dichiara alla stampa (proprio il giorno in cui Rasmussen conquista la maglia gialla!) che il proprio corridore a suo tempo si è dato irreperibile a dei controlli anti-doping. La corsa prosegue e suscita simpatia la stoica resistenza del favoritissimo e sfortunatissimo Vinokourov che pur dovendo rinunciare ad ogni ambizione di classifica, continua a soffrire e riesce a vincere ben 2 tappe, nonostante una trentina di punti di sutura sulle ginocchia. Il sogno del kazako finisce ieri, quando vengono resi noti i risultati dell'anti-doping effettuato dopo la cronometro da lui dominata. Nel sangue di Alexander Vinokourov vengono trovati 2 tipi diversi di globuli rossi. Con ogni probabilità il ciclista si è sottoposto ad una trasfusione per aumentare il "carico di ossigeno" che il suo sangue può trasportare. L'Astana si attiene al codice etico e ritira tutti i suoi corridori, compreso Kloden coi suoi sogni di maglia gialla. Nemmeno nel "giorno di riposo", si può riposare: l'italiano Moreni viene trovato positivo al testosterone e così la Cofidis è la terza squadra a lasciare il Tour de France 2007. Ma il "bello" deve ancora venire: ieri pomeriggio Rasmussen si prende un lusso che la storia ha concesso a pochi, vincere una tappa indossando la maglia gialla. La Rabobank, la sua squadra, per non essere da meno, si prende un lusso che nessun altra squadra nella storia del ciclismo si era mai concessa: ritira la maglia gialla dal Tour per una mancata reperibilità di un mese prima.

Oggi la maglia gialla sarà sulle spalle dello spagnolo Contador. Nome comparso sulla famigerata lista del Dottor Fuentes, il "medico dopatore"...

2 commenti:

poastro ha detto...

Come sai ero a Parigi questo fine settimana di fine Tour de France...

Ebbene, ho perso per strada in questi anni tutta la passione per il ciclismo che non sono nemmeno andato a vedere i corridori da vicino...

J.A. ha detto...

Sono sicuro che avrai trovato un passatempo alternativo altrettanto valido...
Aspetto le "dritte" per Parigi!

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