martedì, settembre 11, 2007

Definizioni maliziose

L'ardito titolo "Il liberismo è di sinistra" del libro di Alesina e Giavazzi ha suscitato numerose reazioni (quella del Boaro è un must) nella blogosfera e forse non si sentiva la mancanza di ulteriori commenti. Ho tentato per un po' di trattenermi, ma alla fine cedo alla tentazione e due paroline devo proprio dirle.
Mingardi su Libero chiede ai liberisti di destra di accogliere la "conversione" dei sinistri al libero mercato con spirito evangelico, invece di additare i 2 giornalisti come infami bestemmiatori. Ha ragione il giovane direttore dell'IBL, dunque? Dovremmo innalzare Osanna per i ciechi che han ritrovato la vista? Non mi sembra il caso. Sia chiaro, ogniqualvolta si leva una nuova voce a dichiarare amore per il capitalismo (a proposito, anche questo termine viene utilizzato dai sinistri oppure è, almeno per ora, troppo poco cool?) noi liberisti "di destra" dobbiamo essere contenti. Ma ciò che irrita non è tanto l'uso del termine "liberismo", quanto il significato che si dà al termine "di sinistra". E' un problema di definizioni.
La definizione o è neutrale o non è. Due persone di buon senso prima di discutere sul perchè non si trovino d'accordo, stabiliscono con chiarezza su cosa non siano d'accordo. Un ultras juventino ed uno interista possono essere in disaccordo su tutto ciò che riguardi il calcio, ma su una cosa potranno esprimersi univocamente: entrambi saranno concordi nel definire che lo juventino è quello che sostiene la squadra bianconera di Torino, mentre l'interista è quello che sostiene la squadra nerazzurra di Milano.
Per Giavazzi, come abbiamo già avuto modo di constatare nel passato, il termine "sinistra" è semplicemente sinonimo di buono-bravo-e-bello. "Aiutare i più deboli è di sinistra". Quante volte lo abbiamo sentito? E' chiaro che una frase del genere non ha senso, perchè spaccia per definizione ciò che già contiene un giudizio di merito. Affinchè una definizione sia valida deve essere condivisa da tutti quelli che la utilizzeranno. E se fosse di sinistra "parteggiare per i più deboli" chi sarebbe così sadico da definirsi "di destra"?
Purtroppo, l'egemonia culturale dei socialisti in Europa negli ultimi 150 anni ha provocato una confusione lessicale forse irreversibile: han chiamato "destra", ciò che è socialismo autoritario e "sinistra" tutto il resto, facendo la tara di un fantomatico "neoliberismo". Ora stanno tentando di asportare il "neo" chirurgicamente e appropriarsi anche del liberismo. Il termine "liberale", invece, ha oramai lo stessa funzione del "puffare" di peyoana memoria. Fate la prova, quando non vi sovviene un termine cacciate lì un "liberale" che ci sta sempre bene: "Mi dà un litro di latte?" - "Intero?" - "No, parzialmente...ehm... liberale"; oppure "Non sono vegetariano, anzi mangio molta carne e molto pesce, senza contare uova e latticini: ho una alimentazione molto...liberale". Visto? Funziona.
Alcuni sostengono, quindi, che sarebbe meglio abbandonare definitivamente le terminologia "destra/sinistra" per approdare ad una più significativa dicotomia liberale-liberista/socialista. Io al contrario, penso che "destra" e "sinistra" siano termini ineliminabili dal vocabolario politico della grande massa. Primo: perchè effettivamente ci sarà sempre uno schieramento che si siederà a destra del presidente e uno alla sinistra e sarà sempre il modo più immediato per identificarli. Secondo: perchè effettivamente esistono (almeno) questi 2 blocchi ideologici in qualsiasi società, sebbene la gente abbia i suddetti problemi con le definizioni. Da una parte chi considera come prioritarie l'uguaglianza tra le persone e l'eliminazione delle "differenze" tra gli individui come prerequisito alla convivenza pacifica, dall'altra chi invece difende ordine, gerarchie e regole se queste non sono frutto di aggressioni, ma di accordi fra liberi individui. Credo sia molto più facile trovare un liberista a destra che a manca, ma non posso dire che il liberismo sia "di destra" e non voglio annoiarvi con sofistiche elucubrazioni in merito. So però che socialismo e liberismo sono in antitesi e non possono certo convivere nella stessa casa. E non mi risulta che il socialismo abbia ricevuto un avviso di sfratto da parte di Giavazzi...

More: JCF

Nessun commento:

Condividi questo post con i tuoi amici!