venerdì, ottobre 19, 2007

E se anche fosse?


Secondo il Nobel per la Medicina James Watson, i neri sono più stupidi dei bianchi. Apriti cielo. Da ogni dove sono piovute le accuse di razzismo. E questa volta non è una questione di politicamente corretto, il problema non è chiamarli "negri" (ma poi che male ci sarebbe?), invece di "neri" o meglio ancora "di colore" (di questo passo fra un po' sarà d'obbligo chiamarli "diversamente bianchi"). Questa volta è una questione di contenuti.
Premessa: mi pare elementare caro il mio Watson, che più che l'esito di una ricerca scientifica questa sia una boutade con lo scopo di ottenere pubblicità gratuita per il tuo nuovo libro.
Indipendentemente dalla validità o meno di questa "teoria", c'è una cosa che va chiarita: non c'è niente di razzista nell'affermare che una razza è superiore per alcuni aspetti ad un'altra. Può essere un'affermazione vera, falsa o una semplice congettura, ma il razzismo non c'entra niente. "Ma come?! E tutta la storia su Hitler, allora?" Hitler era razzista, non perchè affermava la superiorità della razza ariana, ma perchè in base a questa supposta superiorità si permetteva di calpestare i diritti di vita, proprietà e libertà degli individui considerati "inferiori". Siamo tutti diversi, non c'è un umano che è uguale ad un altro, perchè dovremmo stupirci se scoprissimo che alcune persone sono oggettivamente superiori, per certi versi, ad altre? Perchè dobbiamo definire "diversamente abile" una persona che ha un handicap? Siamo realmente convinti che quando una persona perde una gamba, acquista immediatamente delle abilità "compensative"? La confusione, come al solito, la dobbiamo alla mentalità socialista. Il liberale pone l'individuo prima di tutto e, nessuno, foss'anche lo Stato, soprattutto lo Stato, può privarlo dei suoi diritti: la vita, la proprietà e la libertà. E' conscio che spesso il mondo e la vita possono apparire ingiusti, c'è chi nasce in uno sperduto villaggio africano e chi in una splendida villa a Bel Air, c'è chi nasce già malato e chi perfettamente sano, c'è perfino chi nasce (e cresce) brutto e chi bello. Ma il liberale si consola se sa che ognuno di loro avrà la cosa più importante: la possibilità di cercare la propria felicità. Il socialista, al contrario, mette al primo posto il fantomatico "bene comune" in nome del quale si possono e si devono sacrificare i diritti individuali. Se si potesse definire con esattezza cos'è il "bene comune", sicuramente ci saremmo risparmiati molte guerre, diciamo che gli ingredienti più gettonati sono una non meglio identificata "giustizia sociale", l'equa distribuzione delle risorse ed una eliminazione di tutte le ingiustizie. Da questo ultimo punto si comincia ad intuire l'avversione dei socialisti verso le "diversità naturali": è chiaro infatti che fino a che le "ingiustizie" sono di carattere economico-sociale, la panzana del paradiso marxista regge, ma se gli svantaggi di alcuni sono di carattere genetico non c'è Soviet illuminato che possa colmare il gap. Ecco allora che ci propugnano l'inesistenza della diversità, cammuffata paradossalmente da tutela della diversità. Guai a chiedersi se esiste una "cura" per "convertire" (metteteci i termini che volete l'importante è capirsi) un gay. Indignati vi additeranno come degli spregevoli discriminatori e non importa se mai privereste chicchesia dei suoi diritti naturali, siete colpevoli di aver pensato che l'omosessualità potesse essere considerata una condizione svantaggiosa, non desiderabile e questo, nella logica socialista è imperdonabile. Vi spiegheranno che come esiste la gente a cui piace il gelato alla frutta e altri a cui piace quello al latte, così c'è gente a cui piace la vagina e altri a cui piace il culo. Non vere diversità, ma differenze, sfumature. La cosa divertente è che hanno persuaso pure gran parte dei gay che nel frattempo, invece di godersi la vita in libertà, se ne vanno in giro a scimmiottare le coppie eterosessuali, orgogliosi della loro uguaglianza anzi, della loro identicità. Guai a dire che i neri puzzano più dei bianchi. Potreste spiegare, ai soliti socialisti, che la pelle della razza negra (che non a caso è originaria delle regioni più calde) trattiene maggiormente il sudore rispetto alle altre razze, ma questo non vi salverà dall'accusa di razzismo. Sono fragranze e sensibilità differenti. Siamo tutti uguali, le diversità non esistono. Per i socialisti è un dogma. Ed è fondamentale perchè è l'unica cosa che li distingue dai nazisti. Se infatti, 1) ci sono talune categorie di persone, come gli ebrei, i gay e i disabili che per svariati motivi sono (o si presumono) meno produttive di altre;
2) se si ritiene che il benessere per la maggior parte del popolo sia una buona identificazione del "bene comune", ma soprattutto
3) se si crede che al fine di raggiungere il "bene comune" si possano sacrificare alcuni diritti individuali è chiaro che la logica conseguenza di 1) + 2) + 3) sono i campi di concentramento. Ma pure i socialisti (oggi) sanno che Hitler è "cattivo", così visto che la loro dottrina si fonda sulle affermazioni 2) e 3) e dato che la loro superiorità morale e intellettuale li rende infallibili, per forza di cose dev'essere l'ipotesi 1) ad essere errata.


PS: Penso non ci sia alcun dubbio che i neri siano più forti fisicamente dei bianchi. Tanto per fare un esempio: (almeno) tra le prime 104 prestazioni di sempre dei 100 metri piani non c'è nemmeno un bianco. Il record del mondo (Asafa Powell foto in alto) è 9''74. Il tempo più veloce corso da un bianco è 10''00 (Marian Woronin), poi c'è Pietro Mennea (10''01). Faccio notare che 26 centesimi di secondo in queste gare sono circa 2 metri e mezzo... L'unico non africano occidentale a scendere sotto i 10'' è Patrick Johnson (9''93 nel 2003, v. foto) che è mulatto (aborigeno australiano + inglese).
Inoltre, pare anche ci sia una spiegazione scientifica al fatto che i neri ce l'abbiano, in media, più lungo dei caucasici (che saremmo noi), mentre gli asiatici sono i "meno dotati" di tutti. Ma, allora, se anche fosse vera la tesi di Watson, non si potrebbe parlare di "equa distribuzione delle risorse"...?

Anche: ElBoaro

11 commenti:

AleSala ha detto...

Quoto tutto, JA. E non c'e' altro da dire.

AleSala ha detto...

Quoto tutto, JA. E non c'e' altro da dire.

LuCa ha detto...

Quindi a me spetta la punta del cazzo di Mike Tyson, se ho capito bene...

Ora mando una mail al nostro ministro degli esteri, vediamo se ci pensa lui...

LuCa

Orso von Hobantal ha detto...

E' solo una questione di politically correct: nessuno si vergogna ad ammettere che i matematici indiani sono i migliori del mondo, cosa che può anche essere vera.
Poi anche se fosse vera sta roba dei negri scemi (lo può essere benissimo, non ne ho le prove) esattamente come la differenza tra un velocista nero e uno bianco è minore tra quella di un atleta nero ed un ciccione nero, lo stesso vale per il cevello: per quanto uno possa partire svantaggiato, non c'è niente che un po' di istruzione possa risolvere.

Questo post mi piace più del mio, sono stato noioso e poco provocatore :)

J.A. ha detto...

@LuCa: sì però tu in cambio dovresti dargli qualche etto di materia grigia...

Jinzo ha detto...

Complimenti per il post, lo avrei scritto io se non mi avessi preceduto. Sottoscrivo ogni singola parola. E comunque sarà pur vero che i neri ce l'hanno più lungo, ma è anche vero che le donne nere ce l'hanno profonda un metro, il che significa che un bianco gode meno. Al contrario un nero con una bianca gode subito, a meno che non si sia fatto un anestetico locale. Sugli asiatici non spendo parola. Prova tu a trombare con una orientale. Non so se è chiaro il sublime ragionamento.

Franz ha detto...

Ciao J.A. Secondo me non esistono razze superiori e nemmeno inferiori. Alla base di tuto c'e' la persona e quindi in tutti i popoli troviamo gente in gamba onesta, capace e altrettanti delinquenti, disonesti, fanulloni. A volte le percentuali possono variare, ma secondo me, e' impossibile fare una valida graduatoria. Certamente un esquimese sopportera' meglio il freddo di un africano, ma cio non vuol dire che un negro che vive in nord Italia debba necessariamente avere piu' freddo di noi. E cosi' anche qualche corridore locale, puo' anche vincere le gare di corsa. Hitler era razzista non solo perche' si permetteva di calpestare i diritti di vita, proprietà e libertà degli individui considerati "inferiori", ma lo era gia prima, quando ha iniziato a fare la propaganda in birreria, quando ha incominciato a spargere il seme dell'odio. Se uno dice che i negri puzzano e ne da la valida spiegazione scientifica e' un dato fi fatto, se uno dice che i negri sono robusti e' ancora un altro dato di fatto, qualche volta lo si potra' dire, ma cosa serve mettere sempre in rilievo tutto cio' se non si e' ad un convegno scientifico? E ripetere spesso queste cose non puo' dar spazio a certi stupidi (e ce ne sono tanti anche fra i bianchi), che incomincerebbero a dire che visto che sono robuti vadano nelle piantagioni e nelle miniere o peggio che questi puzzoni inquinano l'aria ... e altro ancora, alimentando il razzismo e l'intolleranza? Penso che non c'e' proprio il bisogno di che succeda tutto cio. Fra l'altro, per quella minoranza di neonazisti che ci sono oggi in Germania anche gli italiani sono 'razza inferiore' e il fatto di essere veneti o triestini non ci 'salva' di certo. I liberali mettono la persona prima di ogni altra cosa? Ma allora dovrebbero avere tolleranza anche per i gay, pur non condividendo il loro modello di vita. C'e' intolleranza verso i gay, la sinistra europea, con tutte le sue pecche, almeno non sputa addosso a queste persone. Il problema, secondo me, non e' chiedersi se esista o meno una cura per 'convertire' queste persone, quanto piuttosto se sarebbe giusto farlo! Io penso che non sarebbe giusto. L'omosessualita' e' antica quanto il mondo, era sempre tenuta repressa e sembrava non esistere, ora invece le cose sono un po' cambiate. Io non giudico le persone dal loro orientamento sessuale. E' dimostrato che spesse volte i disabili compensano i loro handicap (esempio un cieco sviluppa l'udito, un sordo guarda i movimenti delle labbra e i gesti dell'interlocutore ecc.) Per me queste persone non sono differenti da noi, ma affrontano la vita in maniera diversa da noi. Per me esistono quindi le diversita' e non le differenze. Saluti a tutti, Franz

J.A. ha detto...

@Jinzo: questa della "profondità" non la sapevo! Ma se me lo dici tu, ci credo...

@Franz: è chiaro che quando si afferma "questa categoria è + XXXX di quest'altra" ci si riferisce necessariamente ad un valor medio e come ha sottolineato il Boaro, spesso visto che si parla di persone e non di rondelle, il valor medio di una determinata categoria di persone è un dato poco significativo. Cioè, anche ammesso che si riesca a valutare l'intelligenza di una persona indipendentemente dal contesto culturale in cui è cresciuta, si attribuisca a ciascun soggetto un punteggio e questo punteggio risulti mediamente 99 per i neri, 100 per i bianchi e 101 per i gialli...embè? Che ce ne facciamo di queste medie? Dal punto di vista scientifico possono essere utili per scoprire come si origina l'intelligenza (è quindi sacrosanto che si possa dibattere sulla validità di queste tesi senza pregiudizi), ma dal punto di vista applicativo non vedo grande utilità.
"[...]ma cosa serve mettere sempre in rilievo tutto cio' se non si e' ad un convegno scientifico? E ripetere spesso queste cose non puo' dar spazio a certi stupidi (e ce ne sono tanti anche fra i bianchi), che incomincerebbero a dire che visto che sono robusti vadano nelle piantagioni e[...]"
A cosa serve: ci sono tante discussioni che sono più inutili di questa, ma non vedo perchè scandalizzarsi. C'è chi parla di Malgioglio e chi di Watson. In entrambi i casi, anche se la discussione fosse inutile chi ci rimette è chi perde il tempo a dire e ad ascoltare certi discorsi, chi non è interessato all'argomento continua a farsi gli affari suoi e non ci rimette alcunchè. Neanche il fatto che qualche stupido auspichi che i "robusti" si diano ai lavori manuali è poi un problema. E' certamente un "auspicio" da maleducati, ma finchè rimane un auspicio o al più un invito, ognuno è libero di declinare l'invito (e mandare a quel paese il mittente, già che c'è). Checchè ne pensi lo stupido, il "robusto" può ignorare le sue doti muscolari per concentrarsi in un'attività intellettuale, ugualmente, il "mingherlino" può intraprendere la carriera di scaricatore di porto. Il problema si pone solo se quello stupido, grazie al suo voto e a quello di tanti altri stupidi, può legittimare un non meno stupido burocrate a controllare l'economia e con essa la vita delle persone. Allora sì, può succedere che il burocrate, per decreto, decida che i negri, dato che sono più forti, devono fare i lavori manuali. Per il bene del paese.

Dove sarebbero 'sti liberali che sputano addosso ai gay?
Il problema, secondo me, non e' chiedersi se esista o meno una cura per 'convertire' queste persone, quanto piuttosto se sarebbe giusto farlo! Io penso che non sarebbe giusto.
Io, invece credo che se sia "giusto" o no tentare di "convertirsi" sia una decisione che spetta al singolo individuo.

Franz ha detto...

Ciao J.A. , chiedendomi 'a cosa serve' non mi riferivo alla tua discussione, ma ai modi che hanno certi giornali, certi politici o certi movimenti per parlare di questi temi e che secondo me possono portare al razzismo e al'intolleranza o adirittura sono gia essi razzisti e intolleranti. Riguardo al metaforico 'sputare addosso', non mi riferivo ai liberali, (anche se conosco persone che dicono di esserlo, ma poi nei fatti si dimostrano intolleranti nei confronti di certe categorie di persone), ma in genere al centro destra, in particolare la parte piu' di destra e leghista. Saluti,
Franz

Painlord2k ha detto...

L'utilità della discussione sul IQ della popolazione non è tanto scarsa. Per poter fare determinati lavori una intelligenza minima è necessaria.
http://onthepharm.net/2007/08/iq-ranges-for-professions.html
Se in una popolazione l'IQ medio è basso, questo significa che ci sono meno candidati adatti a fare i lavori più complessi e produttivi e ha poco senso investire in lavori che non possono fare.

J.A. ha detto...

Sì, ma riusciamo ad immaginare un'utilità pratica nel sapere che c'è un minimo discostamento del valore medio del QI tra varie razze? Ho i miei dubbi. Dubito che qualche imprenditore possa optare per un investimento in un paese in base a qualche decimale in più di QI medio della popolazione, sono differenze trascurabili rispetto a tutte le altre variabili come costi di trasporto, stabilità geopolitica, "voglia di lavorare" (che pur essendo fondamentale non è definita in nessuna scala), compatibilità del lavoro con religione della popolazione...
Se un'azienda fosse chiamata ad assumere delle persone tra una rosa di 100.000 candidati e non potesse permettersi un test per effettuare una scrematura, se quindi dovesse scegliere a scatola chiusa, allora potrei prendere in considerazione il fatto che si pensi di scegliere i candidati che appartengono ad una categoria che ha una maggior probabilità di avere un QI elevato, ma, come detto, mi pare un'ipotesi abbastanza irrealistica.

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