domenica, dicembre 30, 2007

Paolo Rumiz vince l'Oliviero per dicembre 2007

Non me ne voglia il buon InVisigoth se non raccolgo il suo ottimo assist (anzi, continuo ad invitare tutti i lettori a propormi candidature), ma il 2007 è stato senza dubbio l'anno del Paganesimo Ecologista di Al Gore e quando ho letto (via Fausto Carioti) questa omelia sulle Sacre Pagine di Repubblica.it, non ho potuto esimermi dall'assegnare l'ultimo Oliviero di quest'anno a quel Verde Santone che risponde al nome di Paolo Rumiz.

Paolo Rumiz vince il Premio Oliviero - AtroceAwards per dicembre 2007

Paolo "Sai Baba" Rumiz, era un umile figlio della Madre Terra che s'illudeva di vivere in armonia col cosmo, ma un bel giorno, nella sua grotta a Trieste gli apparve un arcangelo di LegaAmbiente che gli disse: "Paolo, tu sei un virtuoso. Ma puoi fare di più." Dalla visione si materializzò un manoscritto. "Eccoti il vademecum del consumo etico: leggilo, imparalo a memoria e applicalo. Fra sette giorni tornerai e rivelerai al mondo il Verbo." E così, dopo una settimana di ascelle sudate e docce negate, Paolo Rumiz, è pronto a illuminarci su quale sia lo scopo della vita. Non è costruire una famiglia e prosperare. Non è la ricerca del piacere carnale. Non è nemmeno la meditazione e l'avvicinamento a Dio. Niente di tutto questo.
Lo scopo dell'Uomo è: ridurre la quantità di CO2 di Madre Terra.
Tutto sommato poteva andarci peggio.
Ma ciò che è più importante è che se il virtuoso Rumiz "produceva" 4,5 kg di CO2 al giorno, il Rumiz illuminato, con la sua invidiosa condotta di vita, è riuscito a ridurre ad un quinto la sua produzione di CO2. E' una vita fatta di erbe cotte, di sapone centellinato, di sciacquoni vietati (*) e di viaggi proibiti, una vita in cui il massimo sballo è "godere" pensando che Putin non avrà i nostri soldi per il gas, perchè noi -che siamo più furbi- viviamo benissimo a 7 gradi in zona giorno e 5 in zona notte. Ci mettiamo 4 paia di calzini in più, che vuoi che sia? Vuoi mettere con la soddisfazione di aver prodotto solo 800 grammi di CO2?
"Ah, se tutto il mondo facesse come Paolo Rumiz!"
E invece no. Perchè ci sono quelli come me che quando leggono queste idiozie non si accontentano di sfottere assegnando coccarde virtuali. Sono più...stronzi. Dopo la lettura dell'articolo ho infatti deciso che prenderò il mio "Sceicco" (foto), gli farò un bel pieno di miscela al 3% abbondante e andrò a sgommare e impennare nelle stradine di campagna e non mi fermerò finchè non avrò svuotato tutto il serbatoio. Sarà uno spasso. Primo: perchè girare col tubone è sempre un gran divertimento. Secondo: perchè penso a come Rumiz dovrebbe vivere nei prossimi 40 anni per compensare la CO2 prodotta dalla mia oretta di sgommate.


(*) Anch'io all'età di 5 o 6 anni quando facevo la pipì non tiravo mai lo sciacquone. Ma il mio sì che era un gesto motivato da genuino interesse scientifico: non capivo come facesse l'acqua del water a mantenere sempre quel livello e provavo a vedere se rabboccando "a piccole rate" fosse possibile innalzarlo senza limite. Purtroppo, questo mio esperimento condotto in estrema segretezza, veniva puntualmente sabotato dall'intervento della mia mamma, che il più delle volte tirava lo sciacquone ancor prima che io potessi fare il mio secondo "rabbocco". Dovetti attendere qualche anno prima che qualcuno mi spiegasse il Principio dei vasi comunicanti e potessi così capire il funzionamento di un sifone.


La redazione di AtrocePensiero è lieta di comunicarLe che, grazie all'articolo intitolato "Niente auto, poco cibo, la mia vita a emissioni zero" pubblicato su Repubblica in data 28/12/2007 ha conquistato l'autorevole Premio Oliviero - AtroceAwards per dicembre 2007.
La conquista di tale riconoscimento Le dà diritto ad esporre la Coccarda Ufficiale (v. immagine allegata) in una pagina internet a sua scelta.

Ringraziandola per il contributo offerto
Distinti Saluti

Joey Atroce
Presidente della Fondazione Premio Oliviero

martedì, dicembre 18, 2007

Sindaco Maniero dammi la goleador e tieniti il concorso!

Nella foto: questo è l'unico asinello che ha accettato di figurare nel mio presepe

Il vostro governo ha bisogno dei vostri soldi per poter fornire servizi essenziali e vitali a cui voi non avreste mai pensato, nemmeno in un milione di anni" (Dave Barry)

Scagliarsi contro gli sprechi della politica ultimamente è diventato lo sport nazionale. Inveiamo contro gli stipendi dei politici, ci irritiamo di fronte al lusso smisurato dei palazzi del potere e diamo sfogo a tutta la nostra ira quando incappiamo in strade mai terminate o in ospedali, scuole e carceri completati ma mai entrati in funzione. Bene, tutto molto bello. Ma questi sono solo gli esempi più eclatanti, sono i bubboni che scoppiano di una malattia di cui non abbiamo ancora ben sviluppato gli anticorpi, lo statalismo. Vediamo di definire cos'è uno spreco. Solitamente parliamo di spreco quando impieghiamo le nostre risorse per il raggiungimento di un fine, ma "a lavoro finito" facciamo una valutazione e scopriamo che il beneficio ottenuto non compensa i sacrifici effettuati per raggiungerlo. "Non ne è valsa la pena". In particolare potremmo distinguere tre tipologie di spreco: 1. Spreco assoluto; 2. Spreco relativo; 3. Spreco comune.
1. Spreco assoluto: l'obiettivo prefissato non viene raggiunto (il caso delle infrastrutture incompiute), ogni risorsa che è stata impiegata a tal fine risulta "sprecata";
2. Spreco relativo: i sacrifici sono supportati da un gruppo di persone, ma i benefici vengono goduti da un altro gruppo di persone. E' il caso dei famosi privilegi politici: solo dal punto di vista del contribuente comune è uno spreco assoluto (paga le tasse e non ha nessun beneficio), mentre dal punto di vista del privilegiato non è uno spreco, ma un grande affare.
3. Spreco comune: è lo spreco propriamente detto, l'obiettivo viene sì raggiunto, ma l'impiego di risorse (tempo, lavoro, denaro) è sproporzionato al beneficio ottenuto. Ciò significa che avrei potuto ottenere lo stesso beneficio con un impiego di risorse meno gravoso, oppure con lo stesse risorse avrei potuto raggiungere obiettivi che mi avrebbero dato benefici maggiori. Cuocere la pasta nell'acqua minerale è uno spreco dato che costa di più, ma la pasta non è più buona. Cambiare l'auto perchè ha una gomma forata (il più delle volte) è uno spreco, ma anche tentare di riparare un televisore è molto spesso uno spreco dato che con costi pari a quelli di riparazione potrei comprarmi un televisore nuovo.
Lo spreco comune, non conviene a chi lo compie, ed è quindi dovuto ad errori, a stime scorrette o a vizi. La politica è l'ambiente dove prosperano tutte le tipologie di sprechi, ciononostante, come detto, i crociati della lotta agli sprechi si concentrano sui casi limite, sugli sprechi assoluti e sugli sprechi relativi, non affrontando gli sprechi propriamente detti. Non credo di esagerare dicendo che il 90% della spesa pubblica è costituita da sprechi, il punto è che i cittadini molte volte non hanno i mezzi per rapportare sacrifici/benefici di un servizio erogato dallo stato, altre volte si esaltano così tanto quando rientrano nella categoria dei privilegiati, che chiudono un occhio per tutte quelle altre volte che lo spreco relativo li danneggia. Ma il problema è ancora più grave di come appare. Quando lo stato ci obbliga a dargli i nostri soldi per fornirci un servizio i cui benefici non compensano gli sforzi per ottenerlo (praticamente sempre, altrimenti quel servizio sarebbe già offerto dal mercato), non solo spreca i nostri soldi, ma innesca nel lungo termine un meccanismo ben più deleterio. Vediamolo, finalmente, con l'esempio concreto che doveva essere l'oggetto di questo post. Il Comune di Conegliano ha indetto il 1° Concorso Presepi Città di Conegliano: i privati, le famiglie, le associazioni, le parrocchie e le aziende di Conegliano sono invitate a fare una foto al loro presepe, inviarla alla Giuria nominata dall'amministrazione comunale che decreterà i 9 più meritevoli e che si cuccheranno dai 350 ai 100 euro di premio. Ora, poco importa che la maggioranza della popolazione non sborserebbe un centesimo per l'istituzione di un tale concorso, perchè al Sindaco non serve certo un'autorizzazione scritta per usare i soldi di quella maggioranza, che con ogni probabilità non si accorgerà neppure dell'esborso forzoso e sarà indifferente al concorso. Al contrario, ci sarà una minoranza soddisfatta dell'iniziativa, che vi parteciperà, e che tesserà le lodi (con la grancassa mediatica della stampa locale) dell'amministrazione attenta alla salvaguardia delle tradizioni, delle piccole ma importanti iniziative culturali...bla,bla,bla. Per questa iniziativa, considerando il montepremi di quasi 2000 euro più la pubblicità e una piccola cerimonia di premiazione, il compenso per la giuria e spese varie, ad occhio e croce, tenendoci moooolto stretti, si può stimare una spesa di 5000 euro che divisi per 36000 coneglianesi, fanno 14 centesimi a testa. Mi hanno preso 14 cent per "darmi" l'opportunità di partecipare a questo stupendo concorso per presepi. Lo spreco mi sembra palese: con soli 10 centesimi avrei potuto avere una goleador, che mi avrebbe dato un beneficio ben maggiore del concorso per presepi.

Ma i danni a lungo termine degli sprechi non provengono dalla mia mancanza di goleador. Supponiamo che in una o più parrocchie del Comune di Conegliano, esistessero già dei concorsi per presepi, supponiamo che in questi concorsi la giuria fosse composta da volontari che mettono a disposizione il proprio tempo e la propria benzina per andare a visionare i presepi partecipanti al concorso, supponiamo che i premi di questi concorsi fossero offerti dai parrocchiani, supponiamo che tutta l'organizzazione di questi piccoli ed umili eventi fosse sulle spalle di volontari che impegnano delle loro risorse per aiutare a mantenere in vita una tradizione. Domanda: cosa dovrebbero pensare di questo concorso comunale? Perchè dovrebbero continuare a rompersi le balle ad organizzare il loro misero concorso, quando c'è già quello del comune (finanziato anche con i loro soldi)? Con ogni probabilità queste persone smetterebbero di prestare il loro lavoro alla comunità e la prossima volta che avranno in mente una qualsiasi iniziativa, invece di armarsi di buona volontà e rimboccarsi le maniche andranno diretti dal Sindaco a pretendere un finanziamento. E quel che è peggio è che lo otterranno. Capiranno così che fare i parassiti è molto più conveniente che fare i produttori di ricchezza. Almeno fino a quando ci sarà abbastanza ricchezza per sfamare tutti i parassiti. L'essenza dello statalismo è tutta qui.

MANIERO RISPONDE A QUESTO POST

venerdì, dicembre 07, 2007

Ron Paul re del web


I lettori più attenti avranno notato nella colonna a destra di questo blog la comparsa del banner "Italian bloggers for Ron Paul" che linka ad un aggregatore nato da un'iniziativa di Sgembo.
Chi è Ron Paul? E' un candidato alle primarie del Partito Repubblicano che designeranno il pretendente alla Casa Bianca.
Quante probabilità ha di ottenere la nomination? Un numero molto prossimo allo zero.
Che se ne fa Ron Paul dell'appoggio di AtrocePensiero? Assolutamente nulla.
E allora?
E allora bisogna sostenerlo, pubblicizzarlo e soprattutto prenderlo ad esempio. Non per lui, ma per noi. Perchè un (anti)politico come Ron Paul servirebbe all'America, ma servirebbe dannatamente anche, soprattutto, a noi. E poi perchè dobbiamo sviluppare dei solidi "anticorpi" per quando i media italiani si accorgeranno del fenomeno Ron Paul e cominceranno a sfruttarlo per dimostrare la solita tesi: che a destra ci stanno i cattivi e a sinistra i buoni, se poi in casi eccezionali capitasse che tra le file dei cattivi vi si trovi pure qualche persona onesta, questa non potrebbe astenersi dal denunciare gli orrendi soprusi perpetrati dai compagni di partito. Ed ecco che entra in gioco Ron Paul e la sua totale contrarietà all'intervento militare in Irak: "Se perfino tra le file dei repubblicani, c'è qualcuno che ha il coraggio di ammettere che la sporca guerra di Bush-il-guerrafondaio è sbagliata e denunciare le pressioni delle potenti lobby...".
In realtà Ron Paul è tutt'altro che un repubblicano fricchettone. Se si dovesse riassumere i motivi della sua contrarietà alla guerra in Irak in un motto, questo non sarebbe "Peace & Love", ma piuttosto "America First". Fatevi un giretto sul suo sito e date un occhio ai temi della sua campagna elettorale per vedere come nel ventunesimo secolo si traducano in pratica i principi del liberalismo classico: riduzione delle tasse, della spesa pubblica e più in generale del peso dello stato nella vita dei cittadini, tutela dei diritti degli individui, con particolare accento sul più fondamentale di questi diritti: il diritto di proprietà (che comprende il diritto di possedere e portare armi, ben esplicitato nel Secondo Emendamento della Costituzione Americana a cui Ron Paul dà grandissima importanza...ma i media italiani questo, non ve lo diranno), difesa dell'indipendenza delle comunità locali, dei singoli stati dalle interferenze del governo federale, contrasto alla politica inflazionistica della FED, forte difesa dei confini per stoppare l'immigrazione clandestina, indipendenza degli Stati Uniti dalle organizzazioni filo-governative internazionali (ICC, NAFTA, WTO, ONU...), difesa del diritto alla vita fin dal concepimento. Insomma, fulgido esempio di paleolibertario. (Per farsi un'idea sui principi che stanno alla base del paleolibertarismo consiglio queste ottime pagine scritte da Guglielmo Piombini)
Ron Paul ha ottimi principi, idee chiare, ma poche chance di vittoria. Non è un big, ma un candidato minore. Difficilmente potrà giocarsela con i Rudy Giuliani (che comunque come second best non è affatto da buttar via), ma il fenomeno Ron Paul a nemmeno dieci mesi dalla sua candidatura, qualcosa di straordinario l'ha già fatto. Il grafico qui sotto mostra i trend delle chiavi di ricerca registrate da Google negli Stati Uniti:

Ron Paul - Rudy Giuliani - Hillary Clinton - Barack Obama
Abile operazione di net-marketing? Può essere. Internet non è il "mondo reale", vero, ma i 4,2 milioni di dollari che Ron Paul ha raccolto in donazioni volontarie il 5 novembre (nessun repubblicano nella storia degli Stati Uniti aveva mai raccolto tanti soldi in un giorno solo) sono estremamente reali. Il 16 dicembre è programmata un'altra "Money Bomb" in occasione del Boston Tea Party, l'obiettivo è raggiungere i 10 milioni in un giorno. Solo i cittadini americani possono effettuare donazioni, quindi, a noi non resta che gridare: Forza Ron!

Condividi questo post con i tuoi amici!