venerdì, dicembre 07, 2007

Ron Paul re del web


I lettori più attenti avranno notato nella colonna a destra di questo blog la comparsa del banner "Italian bloggers for Ron Paul" che linka ad un aggregatore nato da un'iniziativa di Sgembo.
Chi è Ron Paul? E' un candidato alle primarie del Partito Repubblicano che designeranno il pretendente alla Casa Bianca.
Quante probabilità ha di ottenere la nomination? Un numero molto prossimo allo zero.
Che se ne fa Ron Paul dell'appoggio di AtrocePensiero? Assolutamente nulla.
E allora?
E allora bisogna sostenerlo, pubblicizzarlo e soprattutto prenderlo ad esempio. Non per lui, ma per noi. Perchè un (anti)politico come Ron Paul servirebbe all'America, ma servirebbe dannatamente anche, soprattutto, a noi. E poi perchè dobbiamo sviluppare dei solidi "anticorpi" per quando i media italiani si accorgeranno del fenomeno Ron Paul e cominceranno a sfruttarlo per dimostrare la solita tesi: che a destra ci stanno i cattivi e a sinistra i buoni, se poi in casi eccezionali capitasse che tra le file dei cattivi vi si trovi pure qualche persona onesta, questa non potrebbe astenersi dal denunciare gli orrendi soprusi perpetrati dai compagni di partito. Ed ecco che entra in gioco Ron Paul e la sua totale contrarietà all'intervento militare in Irak: "Se perfino tra le file dei repubblicani, c'è qualcuno che ha il coraggio di ammettere che la sporca guerra di Bush-il-guerrafondaio è sbagliata e denunciare le pressioni delle potenti lobby...".
In realtà Ron Paul è tutt'altro che un repubblicano fricchettone. Se si dovesse riassumere i motivi della sua contrarietà alla guerra in Irak in un motto, questo non sarebbe "Peace & Love", ma piuttosto "America First". Fatevi un giretto sul suo sito e date un occhio ai temi della sua campagna elettorale per vedere come nel ventunesimo secolo si traducano in pratica i principi del liberalismo classico: riduzione delle tasse, della spesa pubblica e più in generale del peso dello stato nella vita dei cittadini, tutela dei diritti degli individui, con particolare accento sul più fondamentale di questi diritti: il diritto di proprietà (che comprende il diritto di possedere e portare armi, ben esplicitato nel Secondo Emendamento della Costituzione Americana a cui Ron Paul dà grandissima importanza...ma i media italiani questo, non ve lo diranno), difesa dell'indipendenza delle comunità locali, dei singoli stati dalle interferenze del governo federale, contrasto alla politica inflazionistica della FED, forte difesa dei confini per stoppare l'immigrazione clandestina, indipendenza degli Stati Uniti dalle organizzazioni filo-governative internazionali (ICC, NAFTA, WTO, ONU...), difesa del diritto alla vita fin dal concepimento. Insomma, fulgido esempio di paleolibertario. (Per farsi un'idea sui principi che stanno alla base del paleolibertarismo consiglio queste ottime pagine scritte da Guglielmo Piombini)
Ron Paul ha ottimi principi, idee chiare, ma poche chance di vittoria. Non è un big, ma un candidato minore. Difficilmente potrà giocarsela con i Rudy Giuliani (che comunque come second best non è affatto da buttar via), ma il fenomeno Ron Paul a nemmeno dieci mesi dalla sua candidatura, qualcosa di straordinario l'ha già fatto. Il grafico qui sotto mostra i trend delle chiavi di ricerca registrate da Google negli Stati Uniti:

Ron Paul - Rudy Giuliani - Hillary Clinton - Barack Obama
Abile operazione di net-marketing? Può essere. Internet non è il "mondo reale", vero, ma i 4,2 milioni di dollari che Ron Paul ha raccolto in donazioni volontarie il 5 novembre (nessun repubblicano nella storia degli Stati Uniti aveva mai raccolto tanti soldi in un giorno solo) sono estremamente reali. Il 16 dicembre è programmata un'altra "Money Bomb" in occasione del Boston Tea Party, l'obiettivo è raggiungere i 10 milioni in un giorno. Solo i cittadini americani possono effettuare donazioni, quindi, a noi non resta che gridare: Forza Ron!

7 commenti:

InVisigoth ha detto...

Mi unisco al grido "Forza Ron"!

Posso proporre, per il "Premio Oliviero Dilibero" di dicembre, i giudici della Cassazione? Se ti può interessare, fai un salto da me a vedere il perché...

Buon week end!

J.A. ha detto...

Letto! La terrò sicuramente in considerazione, grazie.

InVisigoth ha detto...

Grazie a te per quelle splendide pagine sui Paleo Libertarians, che mi ero perso (salvate, stampate e lette avidamente).

Jinzo ha detto...

Continuo tuttavia ad avere forti dubbi riguardo alle sue posizioni in politica estera: "se fossi iraniano mi incazzerei perchè gli USA si fanno i fatti miei".

In realtà se vivessi in un regime nazi-islamista pregherei gli USA di farsi gli affari miei un pochino di più.

InVisigoth ha detto...

il problema penso possa essere posto semplicisticamente (forse troppo) in questi termini: se la maggior parte o buona parte degli iraniani non vuole quel regime nazi-islamista, perché non fa una rivoluzione per rovesciarlo come a suo tempo fecero gli americani? E perché la rivoluzione in Iran che gli iraniani non sanno/non vogliono/non possono fare dovrebbero pagarla i soldi dei contribuenti americani e le vite dei loro figli?

Secondo me, visto dal punto di vista di un americano, non fa una piega. Visto dal punto di vista di noi europei è una prospettiva tremenda, l'isolazionismo americano, perché non siamo mai stati in grado di difenderci da attacchi antidemocratici nel XX secolo. Ma la colpa è degli europei, non si possono colpevolizzare gli USA se (e quando) si tireranno indietro. In Europa non c'è una cultura della guerra (cosa diversa dal culto della guerra), non c'è una strategia di difesa comune, e nulla fa sperare in un cambiamento (non è cambiato molto dalla fesseria francese della linea Maginot).
Ma non è che si può confidare sempre nel Deus ex machina

J.A. ha detto...

Sì, anch'io non condivido al 100% ciò che dice riguardo la politica estera, ad esempio, secondo me, il fatto che un governo dia protezione ad un'organizzazione terroristica che mi ha danneggiato è una motivazione sufficiente ad invadere il paese e rovesciare quel governo, si tenga conto però che se quel governo, per quanto crudele possa essere, gode di grande popolarità presso la maggioranza del popolo, gli invasori faranno necessariamente la figura dei cattivi e sarà impossibile risolvere la faccenda in breve tempo. Il pericolo è però che gli Usa prendano il vizio di correre ovunque ci sia un regime da smantellare. Pericolo soprattutto per i contribuenti americani, perchè dopotutto non dimentichiamoci che l'esercito è un servizio statale e come tutte le cose gestite dallo stato è soggetta alla tendenza di sopravvalutare la necessarietà dei propri "servizi". In conclusione credo che una bella sforbiciata alle spese militari americane non faccia male e anche nella fantascientifica ipotesi che Ron Paul diventi presidente, le missioni militari all'estero più cruciali rimarrebbero dove stanno.

Orso von Hobantal ha detto...

Se io fossi americano sarei francamente stufo di vedere gente che brucia la stars-and-stripe mentre l'esercito gli esporta la democrazia. Perché non vanno Francia e Germania a fare il lavoro sporco?
Io sono di questa opinione: se rompono il cazzo in maniera straordinaria e grave si va là, dichiarazione di guerra, si vince e si rovescia il tiranno. Poi si torna a casa. Per il resto si arrangiano.
Se capita di nuovo, idem con patate e così via. Per il resto neutralismo assoluto: ogni volta che appoggi un pagliaccio mediorientale che ritieni essere il meno peggio poi quello si trasforma in un assassino di massa.

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