domenica, dicembre 20, 2009

Il "modello svedese" esce di produzione

Notizie che rasserenano l'animo di tutti noi:

1. La casa automobilistica svedese SAAB chiude definitivamente i battenti. Non riesco davvero a capacitarmi di come possa essere successo. Eppure produrre costosissime automobili che somigliassero a dei ferri da stiro pareva una scelta vincente...


2. Dal medesimo articolo:
Il ministro svedese dell'Industria, Maud Olofsson, ha convocato un incontro con i sindacati nel quartier generale di Saab a Trollhaettan, ma ha ribadito che il governo di centrodestra non interverrà a sostegno della società.
Qualcosa mi dice che, questa volta, i soliti statalisti nostrani si asterranno dal citare il "Modello Svedese" come esempio di socialdemocrazia avanzata.

3. Dalle condiderazioni espresse nel mio post sul fallimento Rover del 2006 si può dedurre che anche a Trollhaettan usino tutti il rasoio elettrico.

sabato, dicembre 19, 2009

Sabato Video: Chi si ricorda Jonathan Chase?

Meglio conosciuto come "Manimal".
Ero convinto di aver guardato decine e decine di puntate. Scopro ora che la serie è durata solo 8 episodi.



C'è da ammettere che fin dall'inizio è stata una serie un po' pezzente, questo qui poteva scegliere di prendere le sembianze di qualsiasi animale e si trasformava sempre nelle solite 3 bestie!

giovedì, dicembre 17, 2009

Du'cerotti

Conoscendo la mediocrità, la prevedibilità e la banalità dei commentatori politici italiani, quanto ci metteranno ad affiancare l'immagine del Berlusconi post-Tartaglia incerottato...


...al parimenti incerottato Mussolini post-Gibson?


Si accettano scommesse.
Probabilmente bisognerà attendere un po' di più per l'elaborazione di una serie e completa teoria cospirativa nonchè reincarnativa. Ma sono convinto ne varrà la pena.

lunedì, dicembre 14, 2009

Lettera a L'Azione contro l'idro-catto-comunismo

Ho scritto a L'Azione, il settimanale della Diocesi di Vittorio Veneto. Non sono solito scrivere ai giornali, ma quando ho letto l' "inchiesta" sulla, anzi, "contro" la liberalizzazione dei servizi idrici, non ho saputo trattenermi.
Un risultato, però l'ho ottenuto: ho capito molto chiaramente su quali basi poggi la netta presa di posizione del giornale cattolico contro la "privatizzazione". Sono catto-comunisti, niente di più.
Scrive Franco Pozzebon, redattore de L'Azione che ha curato la risposta alla mia lettera:
"E riteniamo non sia giusto che dei privati traggano profitti in tali ambiti."
(dei "servizi fondamentali" n.d.JA)
E ancora:
"Privato è bello...per il privato però!"

Ossia, la discussione in merito al fatto che un privato possa erogare un servizio al cittadino in maniera migliore di quanto possa fare lo Stato, passa in secondo piano perchè prioritariamente si ritiene "non giusto" che un privato tragga un profitto nel gestire un "servizio fondamentale".

Ma andiamo per ordine, ecco la lettera che ho scritto io (non capisco perchè non abbiano pubblicato il link al blog...):

Egr. Direttore,
sono rimasto sbigottito e deluso dal vedere come il vostro settimanale ha attaccato il decreto-legge sulla parziale liberalizzazione dei servizi pubblici locali, da molti (voi compresi) sintetizzato nella ambigua definizione "privatizzazione dell'acqua". Non capisco sulla base di quali princìpi un giornale diocesano cattolico decida di schierarsi così nettamente contro una (ahimè, piccola) apertura al libero mercato della gestione dei servizi idrici. Tra i precetti cristiani, non mi sembra di aver mai scovato la difesa dei monopoli statali, al contrario ho ben presente come il beato Don Antonio Rosmini, eminente filosofo dell'800, difendeva il libero mercato dalle intrusioni stataliste:“il governo civile opera contro il suo mandato, quand'egli si mette in concorrenza con i cittadini, o colla società ch'essi stringono insieme per ottenere qualche utilità speciale; molto più quando, vietando tali imprese agli individui e alle loro società, ne riserva a sé il monopolio”.
Si tratta quindi di un'inchiesta dettata da un laico spirito di informazione? Peggio ancora. Giacchè "l'informazione" lascia molto a desiderare. I titoli dei servizi del dossier "E' servizio pubblico!", "Il costo dell'acqua aumenterà" e "Chi ha privatizzato torna indietro", lasciano presagire al lettore uno scenario apocalittico conseguente alla "privatizzazione", poi però leggendo i pezzi non si scopre nulla di nuovo: 1. amministrazioni pubbliche che tentano di aggirare normative comunitarie (e poi dovremmo pure affidar loro la nostra acqua...); 2. la stima di crescita del costo dell'acqua nell'ipotesi questa rimanga sotto controllo statale (nel pezzo si sostiene erroneamente che la stima varrebbe anche nel caso "privatistico" e dal titolo si lascia intendere che sia la privatizzazione ad aumentare i costi); 3. il caso negativo del comune di Arezzo (con analisi spiccia e rigorosamente unilaterale delle cause del "fallimento").
Ma la struttura portante di tutta "l'inchiesta" è l'intervista a Emilio Molinari, presidente di un Comitato per l'acqua pubblica, in cui ci si guarda bene dallo spiegare per quali meccanismi sociologico-economici una gestione di un servizio al cittadino da parte di un'azienda privata dovrebbe essere peggiore di quella che fa un ente statale. Atto di fede. Deduco che L'Azione confidi molto nelle doti di lungimiranza e di immunità da pregiudizi ideologici del Molinari, dato che per mezza pagina l'anonimo intervistatore pende dalle sue labbra, mentre il "profeta" narra le digrazie che il mercato porterà con sè. Per chi non lo sapesse: Emilio Molinari è stato un esponente di punta (eletto nell'europarlamento nel 1984) di Democrazia Proletaria, il movimento di estrema sinistra, di ispirazione marxista. C'è forse da stupirsi se Molinari non tifa per il mercato? Certo, non ho dimenticato l'intervista al Sen. Castro: doveva rappresentare il fronte "pro-privatizzazione", ma di fatto si guarda bene dall'ipotizzare uno scenario totalmente affidato al mercato e si lancia in proposte di accorpamenti in sinergie pubblico-privato non propriamente liberiste.
Veniamo al merito: l'acqua costa. Costa indipendentemente dal fatto che sia gestita dallo stato o da un'azienda privata. Costa perchè è scarsa rispetto ai nostri potenziali bisogni. Non basta scrivere su una carta che "l'acqua è un diritto fondamentale" per farla sgorgare dal rubinetto. Ci vuole il lavoro, la fatica. Ci vuole lavoro per i tubi, le pompe, gli impianti di depurazione, le macchine per gli scavi, gli strumenti di misura, gli uffici, la carta, l'assistenza tecnica e commerciale, il telefono e tante altre cose. Non costa dappertutto in egual misura: c'è più sforzo umano per portar l'acqua a Chiarano che a Vittorio Veneto, ad esempio, quindi il costo è più alto.
Possiamo continuare a fare gestire questi costi dallo Stato, che li rende occulti, spalmandoli fra prelievi fiscali, mancati investimenti e debiti pubblici. Oppure possiamo affidare mediante gara, i cui introiti arrivano ai cittadini, la gestione della nostra acqua (ma la proprietà della falda/sorgente rimane della comunità!) ad un'azienda privata e questa addebiterà questi costi, non a tutti, ma solo a chi consuma la risorsa. Chi consuma avrà così il giusto incentivo a risparmiare e chi non consuma non sarà privato a sua insaputa -mezzo tasse- dei soldi necessari a fornire l'acqua a chi la spreca.
A meno di non credere ad una superiorità morale dei politici rispetto agli imprenditori privati, non vi è alcun motivo razionale per credere che il privato debba dare un servizio idrico peggiore di quanto faccia adesso il pubblico. Se non siamo convinti di questo perchè non statalizzare altri servizi "essenziali" come, ad esempio, la farina? Ricordiamoci le file per la pagnotta in Unione Sovietica e guardate quanto costa un kg di farina in un mercato libero ed avrete la risposta.
JA - blogger

Risposta del giornale L'Azione a cura di Franco Pozzebon (grassetto del sottoscritto)
Apprezziamo questo ampio intervento che denota alcune specifiche conoscenze in materia e rilancia il dibattito su un tema che riteniamo importante per la vita quotidiana dei nostri lettori.
Riguardo all'esposizione della norma, ci permettiamo di chiedere al nostro interlocutore di rileggere quelle parti del nostro Primo Piano, dove abbiamo spiegato in breve, ma ci pare con sufficiente chiarezza, che il decreto-legge apre a tre possibili strade, con livelli diversi di presenza pubblico-privato. Quel che ci preoccupa è che sia stata introdotta una pericolosa discrezionalità, con automatismi mirati a favorire la privatizzazione.
Siamo perfettamente d'accordo con lei che l'acqua costa. E riteniamo giusto che ci sia un'equa compartecipazione dei cittadini, facendola pagare di più specialmente a chi la spreca. D'altra parte riteniamo che per l'acqua come per altri servizi fondamentali per la vita dei cittadini -come la sanità, i rifiuti, eccetera - l'efficienza possa esserci, come è dimostrato, con gestioni tutte pubbliche. E riteniamo non sia giusto che dei privati traggano profitti in tali ambiti.
Riguardo all'efficacia della gestione pubblico-privato un'esperienza poco felice c'è stata anche a livello locale, nel campo dei rifiuti: quella della Contarina spa, dove il privato pur con una minoranza di quote, di fatto vincolava ogni scelta ai propri interessi mettendo in secondo piano il bene dei cittadini e dell'ambiente. Ebbene, il passaggio ad una totale gestione pubblica ha portato ad una netta riduzione dei costi (in particolare per manager ed affini...) e ad una maggiore efficienza complessiva. Privato è bello...per il privato però!
Riguardo al curriculum degli intervistati, siamo soliti guardare -e ci piacerebbe che fosse così sempre e per tutti- innanzitutto alla validità o inesattezza di quel che viene dichiarato dalle persone interpellate, piuttosto che alla loro provenienza partitico-ideologica. Ciò vale per Molinari come per il senatore Castro. Ovviamente nella consapevolezza che con due articoli non si può esaurire un dibattito che è ben più complesso. FP


Alcune mie note a margine.
1. E' gravissimo che sia ancora così diffusa questa criminalizzazione del profitto. Il profitto non è un atto anti-umanitario. Al contrario è il motore del libero mercato che a sua volta è l'unica leva che può togliere dalla miseria l'umanità. Il profitto è il compenso che un investitore riceverà domani a fronte di una rinuncia del godimento di un suo capitale oggi, tale rinuncia ha lo scopo di soddisfare dei bisogni futuri della sua clientela. Dato che non si può sapere per certo se, come e quanto si riuscirà a soddisfare i bisogni futuri della clientela, ogni investimento prevede un rischio. Dove c'è rischio, c'è profitto. Dove c'è profitto, c'è rischio. (Non si ignora certo il ruolo della pura "preferenza temporale", ma mi permetto di trascurarla qui per brevità).
Facendo fare allo Stato ciò che potrebbe fare il privato con lo scopo di "annullare" il profitto sarebbe quindi come rompere il termometro con lo scopo di "annullare" la febbre. Anche un investimento statale è soggetto a rischio, quindi vi deve essere un profitto, che però essendo "protetto" dal mercato dall'instaurazione di un monopolio legale non è palese, ma occulto. Per questo motivo (e per molti altri) lo Stato-imprenditore non riesce a capire quali siano gli investimenti più necessari per i cittadini. Chiaro, adesso?
2. Pare che quell'anarco-capitalista di Mr. Gesù Cristo, l'utilità sociale del profitto l'avesse ben chiara in testa, tant'è che in uno dei suoi più celebri bestseller "La parabola dei talenti", invita il proprio pubblico - a mezzo metafora com'era solito fare - a guadagnarsi il regno dei Cieli seguendo l'esempio dei due servi "buoni e fedeli" che grazie ad un'intelligente speculazione fanno fruttare il capitale prestato loro dal padrone realizzando un profitto del 100%.
Al contrario "stridore di denti" per il servo malvagio e fannullone che disprezza i "rischi imprenditoriali". Oh, yeah!
3. Rimane ancora un mistero il perchè, sulla base dei principi del "mercato sì, ma solo per ciò che non è fondamentale", non dovremmo affidare anche la gestione della produzione della farina allo Stato.

lunedì, dicembre 07, 2009

Stime autorevoli

L'inevitabile quanto ridicola pantomima della guerra delle cifre di cui avevo già parlato in passato, si è manifestata anche questa volta in occasione del No B-Day.
A mio insindacabile giudizio il premio "Sparata d'oro" se lo aggiudica il Corriere.it che in questo articolo riesce a riportare la notizia di un "NO B-Day" di Sydney in cui "Cento-centocinquanta persone si sono riunite al grido di 'Berlusconi go". L'autorevole Corriere si premura anche di corredare l'articolo di una vasta collezione di fotografie all around the world. Peccato manchino proprio quelle australiane....che però troviamo sul sito di Repubblica. 4 gatti. Di numero. A sorpresa, Berlusconi solidarizza con lo sparuto gruppo di manifestanti e dichiara: "Dove due o tre sono uniti nel mio nome, io sarà con loro."

sabato, dicembre 05, 2009

Sabato Video: l'inquietante Dragone di Andrus




Come riesce una struttura così apparentemente semplice seguire i tuoi movimenti?
(Risposta nei commenti)

lunedì, novembre 30, 2009

Una X sul tricolore

Referendum svizzero anti-minareti. Lega Nord: "E ora la croce nel tricolore".
Il Parlamento del Nord già al lavoro per realizzare lo speciale strumento col quale verranno aggiornate le bandiere italiane.

In anteprima per AtrocePensiero le immagini del primo prototipo:

sabato, novembre 28, 2009

Sabato Video: Il goal più spettacolare che abbia mai visto

Mi brucia che sia stato realizzato da un interista, ma diamo a Youri Djorkaeff ciò che è di Youri Djorkaeff. In fatto di eleganza un giocatore secondo solo a Roberto Baggio.

mercoledì, novembre 25, 2009

Bignamino contro le più diffuse superstizioni anti-privatizzazioni

Riciclo un commento su Facebook, giusto per fissare due cose sulla "privatizzazione" dei servizi idrici. Non sono ancora convinto che il "bicchiere" della riforma sia da considerarsi mezzo pieno o mezzo vuoto, ma meglio approfittare di questa occasione per tentare di far crollare i soliti luoghi comuni anti-mercato:

Proprio pochi giorni fa ho avuto una discussione con un bel po' di persone molto diffidenti sulla privatizzazione dei servizi idrici e devo ammettere che credevo fosse più semplice convincerli dell'assurdità di quel monopolio statale. Lo scoglio più frequente su cui ci si imbatte tra la gente comune è "l'acqua è un bene essenziale, quindi non deve avere un prezzo", ho provato a fare l'esempio del lavaggio di un auto che può essere equivalentemente lavata con uno spazzolino da denti, un bicchiere di acqua e sapone, una spugnetta e una decina di ore di lavoro umano, oppure con qualche centinaio di litri di acqua e sapone, un apposito macchinario e solo 2 minuti di tempo. Solo con i prezzi di libero mercato possiamo sapere quale delle due scelte è quella che consuma più "intelligentemente" le risorse. Però ho notato che è un discorso troppo complesso e che scatena troppe obiezioni per risultare incisivo in brevissimi interventi. Tornassi indietro il mio intervento sarebbe più rude, più essenziale ma molto più efficace:
1. L'acqua ha un costo, poichè "averla" o trasportarla costa sforzi umani ed è quindi limitata rispetto ai potenziali usi della gente.
2. Questo costo è insito nelle caratteristiche del mondo in cui viviamo, che ci piaccia o no. Sia che sia lo Stato a gestirla, sia che siano dei privati.
3. A questo punto possiamo scegliere chi deve pagare questo costo:
  • a) va spalmato con criteri decisi dai politici tra tutti i cittadini
  • b) chi la consuma
a) implica che la gente riceve un beneficio dall'acqua che riceve in generale maggiore del sacrificio che è chiamata a fare. Quindi tenderà a sprecare l'acqua. Importante: lo spreco non è solo lasciare il rubinetto aperto quando ci si lava i denti. E' soprattutto non tenere conto del costo dell'acqua (perchè senza prezzi liberi, il costo rimane ma è impossibile quantificarlo) nell'intraprendere nuove attività. Chi mai si informa del prezzo dell'acqua in una determinata città prima di costruire una casa o intraprendere un'attività economica (magari agricola)? Di conseguenza se lo stato vuole combattere gli sprechi in questo scenario dovrà mettersi a regolamentare l'impossibile. Dovrà dire chi, dove, come, quando e perchè può consumare acqua e chi non può. Risultato: burocrazia e inefficienza. E sprechi continui (perchè dubito si possa pensare al vigile che venga a controllare quante volte tiro lo sciacquone). Lo spreco di denaro inoltre sarebbe doppio: una volta per pagare i pianificatori e i controllori anti spreco; la seconda per tutte quelle attività che potrebbero essere più efficienti se consumassero più acqua e che sarebbero le "fonti" dei nuovi investimenti in reti idriche.
b) Il sistema di libero mercato invece è molto più semplice. Chi spreca viene punito pagando un prezzo più alto e quel prezzo serve ad aumentare gli investimenti in reti idriche e a rendere più efficiente la rete idrica.

Obiezioni tipiche:
1. Non è giusto che il povero non possa permettersi l'acqua.
Risposta: Se vogliamo che lo Stato permetta a tutti l'accesso all'acqua non è necessario che si metta a fare il costruttore di acquedotti (che non è il suo mestiere) è sufficiente che gli giri i soldi per comprare quella che gli serve. In questo modo l'incentivo a risparmiare rimane, ma non si nascondono i prezzi che mi danno l'importantissima informazione di quanta acqua abbiamo a disposizione. Se l'acqua fosse costosissima, significherebbe che è scarsissima, come si può pensare che regalandola attraverso lo stato si possa risolvere il problema? Fatela gestire allo stato e il risultato sarà uno solo: razionamento. Come già avviene nel sud Italia.

2. I prezzi che praticheranno le compagnie concessionarie non saranno di mercato, le solite multinazionali compreranno tutte le concessioni, venderanno l'acqua carissima e si terranno i profitti anzichè investirli nella rete.
Risposta: le concessioni saranno date in gara. La gara la vince chi è disposto a rischiare di più. Se i profitti sono alti vuol dire che la domanda di acqua è alta e che l'acqua è scarsa. L'azienda sarà quindi interessata a vendere l'acqua a più gente possibile e non sprecarne neanche una goccia giacchè è così preziosa. Risultato: acquedotti più efficienti.

Chicca finale: Anche il grano,che ci dà il pane, la pasta e un'infinità di prodotti alimentari è un bene essenziale. Secondo il principio dei difensori dell'acqua di Stato allora dovrebbero esistere anche le fattorie di Stato con contadini statali, macchine per la lavorazione della farina di Stato, panifici di Stato, etc.... Fortunatamente non è così e proprio perchè tutta questa filiera è affidata ai privati, chiunque un chilo di farina può comprarlo al supermarket per l'equivalente monetario di non piu di 5 minuti di lavoro di un operaio. In URSS invece, fino a pochi anni fa, c'era la fila per prendersi la pagnotta. Pagnotta di Stato, s'intende.

lunedì, novembre 23, 2009

V - 5/5



PROGETTO VENDETTA: FASE 5/5 ULTIMATA.
LA VENDETTA E' COMPIUTA.
OGGI MI GODO LA GLORIA. DA DOMANI SI METTERA' DA PARTE IL RANCORE PASSATO E SI PENSERA' A NUOVE AMBIZIONI DI ANNIENTAMENTO DEL NEMICO. MA CON SERENITA' E AMORE.
Come promesso:


...a parte gli scherzi...sarò lieto di brindare con i lettori del mio blog che mi verranno a trovare nel coneglianese!

sabato, novembre 21, 2009

Sabato Video: Quale libero mercato?

Su suggerimento di Ugofc81 (Grazie!), pubblico alcune illuminanti dichiarazioni del vostro Ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
Dedicato a quelli del "partito liberale di massa".


sabato, novembre 14, 2009

Sabato Video: Vi are de vord

I Radiosboro (sic!) non mi hanno mai entusiasmato particolarmente. Ma tanti anni fa un amico mi fece ascoltare la loro "cover" di We are the World; oggi, riascoltare dopo tutto questo tempo, l'assolo del minuto 1:17 mi regala ancora grandi emozioni che voglio condividere con voi.


sabato, novembre 07, 2009

martedì, novembre 03, 2009

Chi difende la Difesa?

Il sito del Ministero della Difesa è stato vittima di un attacco ed è attualmente infettato di virus di ogni sorta. Vi risparmio la facile ironia sul fatto che chi detiene il monopolio della forza e dovrebbe difenderci non è in grado neppure di difendere se stesso. Trovo invece più stimolante notare che a venire "in aiuto" al sito del Ministero con una segnalazione agli utenti è Google, una società privata. E' un aiuto tutt'altro che disinteressato, ovvio, ma gratuito.
Quello che è certo è che se vent'anni fa avessimo provato a spiegare che le vie del mercato sono infinite, inventandoci un esempio anche solo lontanamente paragonabile a questo scenario, ci avrebbero dato -come minimo- degli utopisti fanatici del capitalismo. Come è certo che se vent'anni fa un'organizzazione para-governativa internazionale -magari, una cosa tipo ONU?- avesse deciso che Internet era una cosa troppo preziosa per lasciarla in mano ai privati e ne avesse preso la gestione, non ci sarebbe mai stato nessun Google, nessuna Wikipedia, nessun Ebay, nessuno Youtube*. La cosa brutta è che in una tale situazione difficilmente gli utenti d'internet potrebbero lamentarsi delle opportunità che una gestione statale ha tolto loro, come si fa a lamentarsi per una cosa che non è ancora stata inventata? Lo Stato, per la sua natura monopolistica, ostacola la concorrenza, disincentiva il rischio individuale, riduce i vantaggi della creatività e dell'innovazione. Solo le menti più fantasiose, libere e spudorate possono riuscire ad immaginare a quali scoperte stiamo rinunciando solamente perchè il sistema statale ne rende troppa costosa la realizzazione grazie a tasse, divieti e burocrazia.
E' anche grazie a questa asimmetria informativa che lo statalismo riscuote ancor oggi, e soprattutto oggi, grandi consensi, è ciò che io ho sintetizzato nella sigla BE.VI-CO.OC., ossia BEnefici Visibili (sicurezza, tranquillità da imprevisti ed altri tipici cavalli di battaglia della retorica statalista) - COsti OCculti (le mancate invenzioni, migliorie, scoperte, etc.).
Qualcuno diceva anche "le idee hanno conseguenze", ma questa è un'altra storia.

*Youporn, Pornotube e tutti gli altri portali pornografici invece ci sarebbero in qualsiasi scenario politico immaginabile. E' dimostrabile scientificamente, infatti, che se venissero rimossi tutti i siti internet pornografici dal web, su internet sopravviverebbe un solo sito dal titolo "Ridateci il porno su internet".

giovedì, ottobre 29, 2009

Napolimmerda


Per quelli che avessero pensato che la mia vena anti-napoletana si fosse chetata in questo periodo di ipo-posting, desidero cogliere quest'occasione per ribadire che odio Napoli. Napoli mi fa schifo. Napoli è una merda. A partire da queste due vecchie stronze qui sopra.
- Ma guarda che ci sono anche tante persone per bene a Napoli! -
E che ci fanno ancora in quella cloaca?

Il nostro Stato ne spreca di soldi. Ma tutti i soldi buttati in opere incompiute, in bustarelle, in puttane, in eco-incentivi, in assistenzialismo, in consulenze, in privilegi sindacali, non riescono a farmi incazzare di più del singolo euro gettato nella fogna partenopea.
Chi volesse rileggersi i precedenti post su Napoli di questo blog non ha che da cliccare sull'apposito tag riportato qui sotto.

lunedì, ottobre 26, 2009

Dopo 58 anni nulla è cambiato, qualcuno ha qualche speranza per il futuro?

Il professor Ernesto Rossi domanda a bruciapelo se nel contesto italiano sia possibile il fallimento della Fiat. Io escludo l’ipotesi, non perché la Fiat non sia come tutte le cose umane, che possono andare bene o male, ma (a parte a solidità di quella impresa, che vorrei più contenuta e senza tante filiazioni) perché escludo che si debba a priori ipotizzare il caso di un salvataggio statale di un’impresa in fallimento. Fatta l’ipotesi, viene creata di botto la psicologia del pubblico secondo la quale lo Stato è obbligato a garantire tutte le imprese industriali che andranno male. Non ne resterà una in piedi.Se la Fiat, nonostante tutti gli aiuti e le protezioni avute, come ogni altra impresa industriale andasse male, e io fossi qualcosa nel governo italiano, sequestrerei tutti i beni degli azionisti della Fiat e di tutte le società alle quali partecipa la Fiat per far fronte al disastro, manderei in galera tutti i responsabili del fallimento e metterei l’impresa in mano ad abili liquidatori. La nuova Fiat verrebbe su sana e valida, senza debiti e senza creditori. Quegli operai licenziati dovebbero essere messi alla pari dei disoccupati, per i quali lo Stato provvede nei limiti delle sue possibilità, curando che nessuno muoia di fame, ma chiarendo che nessuno possa avanzare diritti contro lo Stato.Questo atto di politica risanatrice porterebbe certo la ribellione dei sidnacati, il voto di sfiducia dei deputati, la crisi ministeriale, ma sarebbe l’inizio dell’apertura degli occhi degli italiani che non vedono verso quale disastro si va incontro, ammettendo a priori che nessuna impresa importante debba fallire.

Don Luigi Sturzo - 6 ottobre 1951
(da Oscar Giannino in Chicago Blog)

martedì, ottobre 20, 2009

Di Obama e della sua riforma sanitaria

Dal post di mercoledì scorso è nata una serie di commenti su Obama che mi sembra opportuno promuovere (riveduto e corretto...fin là) a post:

Musik:
Obama non viene messo in dubbio -ma dovrebbe- perchè non ha grossi interessi in gioco, per cui la sua natura politica viene vista come più genuina. A lui, con una riforma sanitaria, cosa entra in tasca, concretamente? Cosa perdono invece le assicurazioni mediche? E' ovvio che a quel punto vengano viste come maliziosi e in mala fede le seconde

J.A.:
"Obama non ha grossi interessi in gioco"????
Beh, prima di tutti ha l'interesse comune ad ogni politico, che è quello di aumentare il proprio consenso e il proprio potere. Non perdo tempo a dimostrare come un politico che aumenti i propri voti non sia necessariamente un buon politico.
Barack Obama: UBS ha versato 378 mila 400 dollari, una cifra che colloca la banca elvetica tra i venti donatori più generosi nei confronti del candidato democratico alla Casa Bianca. Considerando l'entità della somma, UBS è la sola società straniera ad appoggiare Barack Obama, dietro alcuni concorrenti americani: Goldman Sachs, JP Morgan Chase e Citigroup.
(fonte)

Sono tutti degli idealisti questi signori? Desiderano semplicemente sputtanare i soldi dell'azienda o pretenderanno qualcosa in cambio? E questo
qui?
Ma quando
"salva" Citigroup evidentemente Obama -essendo buono- non tiene minimamente conto dei soldi incassati in campagna elettorale...

Tutti hanno -almeno potenzialmente- "grandi interessi". Credere che ci siano i puri di cuore da una parte e gli avidi speculatori dall'altra lo trovo estremamente ingenuo.
Quando un'azienda finanza la politica quella può essere solo una bustarella. Ed è sempre sintomo di una politica marcia. Tuttavia ritengo giusto distinguere chi paga il politico per non essere aggredito (in pratica il pizzo mafioso) e continuare a operare in pace in regime di libero mercato come ha sempre fatto e chi paga il politico per spartirsi il bottino con lui sfruttando la possibilità del burocrate di creare situazioni di privilegio.

A questo proposito 2 parole sulla riforma sanitaria: le assicurazioni sanitarie americane sono offerte da compagnie private che contrattano un prezzo con privati cittadini per offrire un servizio. Loro libere di offrire un servizio, i clienti liberi di acquistarlo. Le compagnie hanno fatto degli investimenti per soddisfare questa esigenza dei cittadini e i propri dipendenti vivono grazie a questo lavoro. E' chiaro quindi che se il governo ruba i soldi dei loro clienti per imporre loro l'erogazione del servizio da parte dello stato, ci troviamo nella condizione in cui chi paga il politico "tenta" di salvarsi dall'aggressione. Poi uno può anche credere che "per il bene del popolo" quest'aggressione agli sporchi speculatori di Wall Street sia necessaria, ok, ma attenzione che per qualche compagnia che ci rimette, con questo giochino della riforma sanitaria ci sono tanti che ci mangiano sopra. Le case farmaceutiche (non esattamente delle cooperative di rigattieri...) sanno benissimo che il modello "Europeo" di Sanità, in cui la spesa per i medicinali è massicciamente sotto il (non) controllo dello stato, i medicinali spesso si sprecano con molta più facilità. Al medico non costa niente farti una ricetta, a te costa molto poco il farmaco e il Ministero della Salute (che paga attingendo dal calderone con i soldi dei contribuenti) non ha feedback per valutare se quel farmaco era realmente necessario.
Ergo, le case farmaceutiche tifano per un modello statalizzato di Sanità.
La società farmaceutica Roche ha già versato 240 mila franchi ai candidati alle legislative e alle presidenziali. La multinazionale elvetica Novartis assicura il padrinato dei due congressi e ha versato oltre 220 mila dollari ai candidati. (fonte medesima).
Mi sembra evidente che in questo caso ci troviamo nel finanziamento di seconda specie, quello della spartizione del bottino.

Volete illudervi di avere finalmente trovato il politico bravo, buono e onesto? Prego, accomodatevi. Io non ho più tempo e voglia di "fidarmi". Giacchè, nonostante gli sforzi di Grillo, Travaglio & C., il bollino dell'onestà non esiste, meglio un governo di disonesti con poco potere, che un governo di onesti con molto potere.

mercoledì, ottobre 14, 2009

Berlusconi vuole imbavagliare la libera informazione!

"La Presidenza del Consiglio in passato ha già messo in atto aperte rappresaglie, come quella di escludere la redazione di RaiTre dalle interviste presidenziali, limitare quelle dei funzionari governativi o negare le domande ai suoi giornalisti durante i briefing. Ma da ieri, il livello dello scontro si è alzato. E il quartier generale del Governo ha messo l'elmetto. «Li tratteremo come un partito d'opposizione, poiché stanno conducendo una guerra contro Silvio Berlusconi e non possiamo far finta di pensare che questo sia il comportamento legittimo di un organo d'informazione», ha detto al nostro giornale Paolo Bonaiuti, portavoce del Premier. "

*Mi è stato riferito che per uno strano motivo i nomi pubblicati nel post sopra riportato risultano errati. Scusandomi per il disguido sono certo che tale refuso non possa aver influenzato il vostro giudizio relativo alla gravità della notizia, ovviamente del tutto indipendente dai nomi dei protagonisti. (Maggiori info nei commenti).

giovedì, ottobre 08, 2009

Cara Gelmini, rimuovi la muffa!


Ogni tanto capita pure a qualche ministro di azzeccare le diagnosi. Come in questa occasione, in cui Maria Stella Gelmini, Ministro dell'Istruzione, denuncia il vergognoso spreco di denaro pubblico nel mantenere eserciti di bidelli nelle scuole, per poi appaltare le pulizie degli edifici a delle ditte esterne. Peccato però che - come al solito - la cura sia totalmente errata.
Allora: il vantaggio della divisione del lavoro è ciò che ha permesso alla società di nascere, svilupparsi e prosperare... ok... l'ho presa un po' alla larga...
Riassumendo: "ad ognuno il suo mestiere!" ovvero, se esistono aziende private specializzate nelle pulizie di grandi edifici, vorrà dire che probabilmente saranno in grado di fornire un servizio molto più efficiente di quello che il personale stesso dell'edificio potrebbe dare. Infatti, lo stesso "team" di pulizie, con gli stessi strumenti (aspiratori, lucidatrici, detersivi, etc...) può pulire molte scuole diverse (e non solo scuole). Inoltre, è lecito aspettarsi che chi fa "sempre e solo pulizie" sia in generale più bravo a fare le pulizie di chi "fa anche pulizie".
I vantaggi dell'esternalizzazione dei servizi sono tutti qui: ognuno si specializzi in ciò che sa fare meglio e lo faccia per tutti!
Il punto è: qual è la specializzazione del bidello? Quand'è l'ultima volta che un essere umano normodotato ha sentito bisogno di un bidello? E' traducibile la parola "bidello" in lingue che non siano l'italiano? E ancora: nell'era di internet e delle comunicazioni telematiche, come si evolverà la mitologica figura del bidello pedestre trasportatore di circolari cartacee? Ci troveremo forse di fronte a novelli Johnny Mnemonic con pennette usb infilate nelle orecchie che si teletrasportano da un'aula all'altra ad annunciare che domani c'è lo sciopero indetto dal Gilda?

E' evidente che pagare sia bidelli che impresa di pulizie sia uno spreco che grida vendetta. La soluzione però non è invocare l'autarchia degli istituti scolastici, semmai è tagliare tutto il personale "ausiliario" non strettamente necessario che come la più fetente delle muffe s'è attaccato alle vecchie ed unte pareti delle scuole italiane.

Ricapitolando: come si risolve il problema dell'inefficienza nella gestione degli edifici scolastici statali?
"Esternalizzando i servizi!"
Siete dei caproni. Non ho mai detto questo. A volte potrebbe accadere, infatti, che le dimensioni dell'istituto scolastico, o la sua posizione geografica, o delle doti straordinarie del personale della scuola, o qualsiasi altro motivo che abbiamo tutte le ragioni di ignorare, facciano pendere la bilancia del "make or buy" verso la prima opzione.
Ad esempio nella scuola elementare che ho frequentato io (circa 80 bambini in totale), c'era UNA bidella e faceva tutto il necessario. Le aule erano sempre pulite ed in ordine, i bagni impeccabili, se dimenticavi le penne sul banco te le metteva da parte e in forza della sua posizione di comando della campanella ci regalava sempre qualche minuto in più di ricreazione. What else?

Il problema della politica è che - quando va bene - si sforza di trovare la ricetta per far funzionare "il sistema".
Il nostro problema è che non esiste nessuna "ricetta" perchè non esiste nessun "sistema".
Lasciamo i dirigenti scolastici liberi di scegliere ciò che è meglio per i loro istituti e i genitori liberi di scegliere ciò che è meglio per i loro figli.
E' la soluzione più semplice e per questo è quella che dà le maggiori probabilità di successo.
E' la soluzione che richiede la minore intromissione della politica e per questo è quella che ha le minori probabilità di realizzazione.

sabato, settembre 19, 2009

Sabato Video: Chi è Tiziano Motti?

Tiziano Motti è uno dei vostri rappresentanti nel Parlamento Europeo.
Presidente di una sedicente associazione per i diritti dei cittadini denominata "Europa dei diritti", sembrerebbe che Motti abbia utilizzato la stessa associazione per costruire una solida struttura pubblicitaria con cui ha potuto sostenere la sua campagna pubblicitaria per le ultime elezioni europee.
Io stesso -come ogni cittadino coneglianese- ricevevo a casa l'organo ufficiale dell'associazione "La Guida dei Diritti" in maniera del tutto gratuita.
There's no free lunch?
Già. E' per questo che servono i comitati d'onore...

Quello che segue è un video pubblicitario (ufficiale, non è una caricatura!) della candidatura di Tiziano Motti.


giovedì, settembre 03, 2009

Ma quanti dipendenti ha un Ministero?

Durante la mia colazione odierna ho avuto modo di sentire alcune dichiarazioni del presidente dell'Authority della concorrenza, presente nello studio di UnoMattina e tutt'a un tratto mi sono sentito incredibilmente ingenuo.

"Non dobbiamo pensare alle Authority come costosi apparati statali! Qualcuno pensando alle Authority potrebbe essere portato a immaginarli come dei piccoli ministeri. Al contrario sono strutture molto snelle con costi di gestione estremamente bassi."

- Quanti dipendenti ha l'Authority per la concorrenza? -

"La nostra Authority ha circa 200 dipendenti."

Al di là della fredda cifra, apprendo anche che il numero di Authority tenderà ad aumentare sempre di più nel tempo, poichè "le Authority offrono un servizio molto importante per il cittadino-consumatore".

E se il cittadino consumatore se ne strafottesse di questo servizio? A quale Authority dovrebbe rivolgersi per farsi rimborsare?

lunedì, agosto 24, 2009

Mejo taser...

Esiste una sentenza della Corte Costituzionale che esorta le Regioni a dotarsi di un simbolo e i simboli non nascono dal nulla, o dal marketing, bensì sono frutto della storia di una comunità. Quindi, se le magliette si fregiassero di questi simboli, sarebbe un momento di grande visibilità e identificazione per la comunità locale.
Luca Zaia - Ministro per le politiche agricole e forestali
Corriere.it - 24.8.2009
L'iperbole di una promessa della politica veneta, mutatasi in paladino del neoparassitismo nordista, si è ormai compiuta. Al di là del fatto che non si capisce perchè un Ministro dell'Agricoltura debba occuparsi di ciò che le società calcistiche mettano sulle loro maglie, nè di che lingua parlino al TGR; al di là di questo bisogna ammettere che Zaia ai tempi della sua presidenza alla provincia di Treviso si è battuto perchè (con i nostri soldi, compresi quelli del fottutissimo "bollino blu") "il frutto della storia di una comunità" fosse ben visibile sulle maglie del Treviso Calcio.

Lo stesso logo della Provincia fu disegnato durante il suo primo mandato e come si può ben notare NON è assolutamente nato dal Marketing o dal nulla...


...infatti, i paleoveneti trevigiani costruivano i loro villaggi con i Lego e questo simbolo intriso di "storia della comunità" è lì a ricordarcelo.

sabato, agosto 01, 2009

Sabato Video: Mai far inrabiàr quei da Montaner!

Breve filmato tratto da una trasmissione di RaiTre, di quando nel '67 la Parrocchia di Montaner di Sarmede (TV) subì una vera e propria secessione. Alla morte dell'anziano parroco Don Giuseppe Faè, gli abitanti della piccola frazione ai piedi del Cansiglio (che per la cronaca, non si chiamano nè "Montaneresi", nè "Montanerini", bensì vanno esclusivamente indicati come "quei da Montaner"), si aspettavano che alla comunità fosse designato l'allora cappellano. Ma il Vescovo di Vittorio Veneto, Albino Luciani, divenuto poi Papa col nome di Giovanni Paolo I, non fu dello stesso avviso e optò per un differente sacerdote.
Risultato: SCISMA!
Una buona parte della comunità cattolica, abbandona la Santa Romana Chiesa e aderisce alla Chiesa Ortodossa, costruendo poi la propria Chiesa - tuttora "in attività" - proprio di fronte alla vecchia Chiesa di Rito Cattolico.

sabato, luglio 25, 2009

Sabato Video: Tac! Catturato!

In occasione del 75esimo anniversario dalla nascita del grande Guido Nicheli, il famoso "cummenda", un piccolo video tributo per ricordare il grande caratterista scomparso nel 2007.
Grande Dogui, ci manchi!


giovedì, luglio 16, 2009

Un'altra trovata dei nuovi paladini della burocrazia: La Lega Nord

Mi scuso con i lettori di AtrocePensiero se mi limito a copia incollare un mio commento ad un articolo, purtroppo il tempo per i veri e propri post manca. Anche se ci sarebbe tanto da sputare fuori...

E dire che sul Gazzettino di domenica il buon De Nicola l'aveva chiamata.
Continuiamo pure ad istituire albi, ordini professionali e qualsiasi altra invenzione burocratica che ha come fine -neanche troppo celato- quello di impedire ai liberi individui di offrire liberamente sul mercato le loro prestazioni. Permettiamo pure ai politici di decidere "chi può fare cosa", diamogli pure il potere di impedire ad una persona competente di svolgere la professione che desidera se questo non ha il "bollino" (ovviamente erogato da apposito ente controllato dalla politica e adeguatamente tassato). Facciamo pure.
Poi però non lamentiamoci dell'aumento dei prezzi dei servizi, della carenza di offerta, dell'inefficienza, etc. Perchè l'unica risposta che potremo ottenere dai politici sarà: "non ti piace come ho formato l'albo? Bene. Fra 5 anni sei libero di non rivotarmi alle prossime elezioni!" Gran bella libertà.
A me rimane solo una domanda.
Dopo la richiesta dei dazi, le leggi anti-kebab, i buchi di bilancio di Catania e Roma coperti con soldi pubblici, la richiesta del prezzo politico del pane ed ora questa trovata, mi chiedo, quand'è che la Lega Nord deciderà ufficialmente di mutare il suo storico slogan "Padroni a casa nostra" in "Parassiti pure noi"?

sabato, giugno 20, 2009

Sabato Video: Il figlio segreto di Bruce Lee

Con questo post inauguro la rubrica "sabato video" che, com'è facilmente intuibile, proporrà settimanalmente (ghe provèn...) i video migliori selezionati dal vostro Joey Atroce.

giovedì, giugno 11, 2009

Si vede il marsupio?

Pare che un nuovo supereroe vigili nel Coneglianese. La sua uniforme è composta da: canottierina gialla, marsupio, ciabatte e...basta!
Superchiappa è stato fermato dai carabinieri, mentre stava tranquillamente facendo la spesa alla profumeria "Il Tulipano" a Conegliano, su segnalazione delle commesse del negozio, contrarie alle incursioni nudiste del nostro supereroe.
Non arrenderti alle bieche forze oscure in divisa, vai SUPERCHIAPPA! Siamo tutti con te!

Notizia e foto da: Oggitreviso.it

venerdì, giugno 05, 2009

Occhio a Mastella

Alle elezioni Europee del 2004 avevamo avuoto dei strani risultati dell'Udeur nel Beneventano a cui non ero riuscito a trovare alcuna spiegazione che non contemplasse un imbroglio. Qui si rifletteva sui risultati eccezionali in termini di consensi, elettori ed espressione di preferenze per il partito di Mastella in particolare nei comuni di Casalduni, Foiano, Ginestra e Ceppaloni (tutti -BN-).
Ora che Mastella si presenta con il PdL sono curioso di verificare se gli abitanti di questi comuni si riveleranno ancora degli attenti osservatori della politica esprimendo una quantità di preferenze per i singoli candidati nettamente superiore alla media nazionale.

giovedì, giugno 04, 2009

"Furbate" promozional-elettorali /2

Pubblico la comunicazione via mail intercorsa tra un candidato a Sindaco di Vittorio Veneto e il sottoscritto. 

25 Maggio 2009

Si vota sabato 6 giugno dalle ore 15.00 alle 22.00 e domenica 7 giugno dalle ore 07.00 alle 22.00

Maset Giuseppe
Via Manzana, x
Vittorio Veneto

Candidato a Consigliere
Comunale Lista LEGA NORD
Vittorio Veneto, 19 Maggio 2009

Gentilissime Signore, Pregiatissimi Signori,
faccio seguito alla mia del 8 maggio scorso per informarvi circa le modalita' di voto e di attribuzione dei voti nelle elezioni comunali.

Alle elezioni comunali ci sono tre preferenze da accordare: una riferita al candidato Sindaco, una alla lista di appoggio, e infine una scelta nominale per eleggere il singolo Consigliere Comunale. Anche quest'ultima preferenza e' di grande valore, dato l'importante ruolo esercitato dai Consiglieri all'interno delle dinamiche comunali.

Siccome mi piace essere pragmatico, faccio un esempio per chiarire la modalita' di voto: nel caso in cui vogliate votare per il sottoscritto, dovrete porre la X sul nome del candidato Sindaco (Da Re), sul simbolo della lista (LEGA NORD) e scrivere il cognome del candidato, in questo caso MASET. Da notare che, se viene barrata solo la lista, il candidato Sindaco ricevera' comunque il voto, cosa che non accade per il Consigliere, il cui cognome deve assolutamente essere scritto nell'apposito spazio accanto al simbolo Lega Nord!

Nel ringraziarVi in anticipo per la fiducia che mi accorderete, mi preme dirvi che, al di la' del partito o movimento di appartenenza, cio' che conta nel Comune, organo istituzionale piu' vicino alla gente, e' il valore della persona, la serieta', la buona volonta' e la concretezza nell'affrontare e risolvere i problemi che vengono posti.

Ora, ma anche e soprattutto in futuro, saro' a Vostra completa disposizione per qualsiasi necessita' o chiarimento, sia al numero cellulare 331.xxxxxxx sia all'indirizzo mail : giuseppemaset@xxxxxx.it.

Vi ringrazio fin d'ora,
Giuseppe Maset


25 Maggio 2009

Mi scusi, potrebbe dirmi dove ha rintracciato la mia e-mail?
PS: Anche se volessi non potrei votarla visto che risiedo nel comune di Conegliano.

Cordiali Saluti
Diego Perin


26 Maggio 2009

Gentilissimo Sig. Diego, mi perdoni il disturbo......la Sua mail l'ho
estrapolata dalla rubrica del Comune di Vittorio Veneto " Filo diretto con
l'Amministrazione".

L'occasione mi è gradita per porgerLe i miei più distinti saluti uniti
all'augurio di una buona e proficua settimana.

giuseppe maset


26 maggio 2009

Dal candore con cui ammette la provenienza del mio indirizzo e-mail è evidente che lei sia in buona fede. Ciò non toglie comunque che il comportamento tenuto da lei e dall'amministrazione vittoriese in questa occasione è tutt'altro che corretto. Ho appena verificato, infatti, che sulle pagine web da lei indicatemi gli indirizzi e-mail degli scriventi non sono pubblicate; ciò significa che lei ha ricevuto quegli indirizzi dal gestore del sito, ossia l'amministrazione comunale. E questo è doppiamente grave. In primis perchè, come può verificare lei stesso, qualunque sito internet chieda l'e-mail contestualmente ad una comunicazione di un utente, anche il più misero dei siti web, si premura di specificare che s'impegna a mantenere riservato tale l'indirizzo ed eventualmente chiede il permesso di poter inviare materiale pubblicitario a tale e-mail; cosa che il sito del comune di Vittorio Veneto non ha fatto. In secondo luogo, mi pare scorretto che un tale database possa essere utilizzato da un candidato consigliere per fini promozionali, solo perchè facente parte del partito che amministra la città. Quel database NON è della Lega Nord. L'e-mail è un dato sensibile, come lo è un numero di cellulare! Mi permetta di farle un esempio: io sono un tecnico commerciale ed ho costruito personalmente un vasto database con i contatti dei miei clienti, gli stessi clienti mi hanno fornito i loro recapiti per ricevere comunicazioni inerenti al lavoro. Ma se io utilizzassi quei contatti per un mio fine personale, anche non lucroso, rischierei -giustamente- il licenziamento! Anche in questo caso, quindi, l'amministrazione pubblica dovrebbe imparare dall'impresa privata...

Cordiali Saluti
Diego Perin

giovedì, maggio 28, 2009

"Furbate" promozional-elettorali /1

Lettera aperta a Dario Franceschini

Egr. Sig. Franceschini,
le scrivo la presente a nome della mia nonna Luigia a cui lei ha inviato una lettera personalizzata in cui descriveva le avversità a cui si trovano davanti "figli e nipoti" nella situazione odierna e di conseguenza la invitava a votare per il PD alle prossime elezioni europee.
Le assicuro che la mia nonna non voterà PD alle prossime elezioni europee. Ci sono molte ragioni per cui non lo farà, ma credo che la principale sia che è morta più di 5 anni or sono. Quest'anno compirebbe 102 anni. Pace all'anima sua.

Mi tolga una curiosità: visto che la mia povera nonnina non era inserita in alcun elenco telefonico, nè tantomeno è mai stata iscritta ad un partito politico...da dove avete pescato l'indirizzo?

martedì, maggio 26, 2009

Pubblico e privato: 10 domande a Berlusconi

(Sono decisamente più politicamente rilevanti di queste...)

1. Signor Presidente, come e quando decise che l'allenatore del Milan per la stagione 2001 sarebbe stato Fatih "l'imperatore" Therim, rivelatosi poi una ciofeca galattica?

2. Come descriverebbe le ragioni della scelta di terminare il "Gioco delle Coppie" e il conseguente graduale allontanamento dalle reti Mediaset di Marco Predolin?

3. Sua moglie Veronica ha chiesto il divorzio e gli avvocati stanno trattando per la spartizione dei beni: è vero che la testa di Sandro Bondi in realtà è un enorme portagioie, da lei donato per i 5 anni di fidanzamento?

4. Chi era più forte tra Ed Warner e Benjamin Price?

5. Perchè in prima serata su Italia 1 non può andare in onda McGyver?

6. E' stato lei, a scambiare l'una con l'altra le voci di Maria De Filippi e Mario Giordano?

7. E' vero che Mariano Apicella interpreterà il ruolo del protagonista nel film di prossima realizzazione sulla vita del pupazzo Uan?

8. Mastella è candidato con il PdL nella circoscrizione Sud alle prossime europee. Non pensa che Flash il cane dello sceriffo Rosco P. Coltrane della serie Hazzard sarebbe stata una candidatura pià autorevole?

9. Ha mai dato una palpatina alle poppe della Folliero?

10. Questo per lei è il secondo divorzio. Possiamo definitivamente smentire la leggendaria regola della L?

giovedì, maggio 14, 2009

La fede incrollabile nei feedback miracolosi

Hey! Ma, mi spieghi perchè accetti così passivamente le imposizioni, le estorsioni e le privazioni di libertà dello Stato democratico? Solo per il fatto che è "democratico"?
Provate a porre una domanda del genere ad uno statalista qualsiasi e molto probabilmente la risposta sarà:
-Ma quali estorsioni e quali imposizioni, è il magnifico sistema della democrazia! Quando voti, SCEGLI, un partito, poi dopo 5 anni torni a votare e puoi giudicarlo (assumere un'espressione facciale che esprima severità e rigore per dare credibilità ndJA) in base a ciò che ha fatto. Se si sono comportati male, verranno puniti dall'elettorato e se vorranno riconquistarlo dovranno rigare dritto! (qui ci sta bene agitare l'indice in maniera romanzinatoria esprimendo intransigenza ndJA). -

Ora, cara la mia zecca, voglio venirti incontro: facciamo pure finta che non esistano gli elettori dei partiti perdenti. E voglio immaginarmi anche questa scena: dell'elettore che si presenta in cabina con il taccuino quinquennale pieno di stelline per i politici bravi e di faccine tristi per quelli cattivi. E voglio pure supporre un ipotetico mondo dove le faccine e le stelline siano un giudizio obiettivo ed un sistema metrico universalmente riconosciuto. Tutto quello che vuoi. Ci tenevo solo a farti notare una cosa:
Giusto per citare una situazione a caso: prendiamo il nostro attuale parlamento e guardiamo quali sono i partiti presenti: PDL, PD, Lega Nord e Italia dei Valori.
Il PDL è neonato. Il PD ha 2 anni. L'Italia dei Valori ne ha 11 (fondata nel 1998) e la Lega Nord essendo nata dell'1989 è il partito più vecchio del parlamento italiano con i suoi 20 anni.
0 + 2 + 11 + 20 = 33 anni in 4.
Gli attuali partiti del parlamento italiano hanno circa 8 anni di età media.

Tu li giudichi ogni 5 anni. Loro ogni 8, mediamente, si scompongono e si rimpastano come avanzi di Didò e caccole di bambini.

giovedì, maggio 07, 2009

4 maggio 1979

A trent'anni esatti (o quasi, 4 maggio 1979) dalla sua prima elezione a primo ministro brittanico è doveroso ricordare l'operato di Margaret Thatcher.
All'ottimo articolo sul tema, letto su Libertiamo.it, aggiungo solamente una nota trovata sulla pagina di Wikipedia dedicata alla Lady di Ferro.
In politica estera accentuò la sua ostilità nei confronti dell'Europa, opponendosi fermamente al progetto di creare l'Unione europea
Sempre più convinto che il 6-7 giugno siano ottime date per rosolarsi sotto il sole di Jesolo.

mercoledì, maggio 06, 2009

V - 4/5

Il progetto "Vendetta", per chi all'epoca si fosse incuriosito, non è affatto archiviato. Anzi è più attivo che mai.
Ora l'ultimo quinto, il più difficile. 
Poi Brut25 della F.lli Berlucchi per tutti. 

lunedì, aprile 20, 2009

Il tesoretto di Facebook

C'era una volta l'Username. Era quel nome di fantasia che si sceglieva, in abbinamento ad una password, per utilizzare un servizio in internet. All'aumentare delle registrazioni ai vari servizi online, ci si rese conto che ricordarsi tutti i propri Username utilizzati poteva essere un'inutile scocciatura. E così, ad eccezione di quei siti che gestivano transazioni di denaro, i portali smisero di chiedere agli utenti di inventarsi un username e per loggarsi si cominciò ad usare semplicemente il proprio indirizzo e-mail. Perfetto. Inserisci la tua mail, su Facebook ad esempio, inserisci la password e in un attimo sei loggato. Tutto molto più comodo, grazie.
E' evidente che la password scelta per accedere al portale, supponiamo Facebook, non dovrebbe assolutamente coincidere con la password che si utilizza per la propria casella di posta elettronica. E' evidente... Talmente evidente che, lo ammetto candidamente, fino a poco tempo fa, per pura pigrizia, la password della mia mail coincideva con quella di Facebook.
Domanda: quanti utenti di Facebook, secondo voi, per la comodità di doversene ricordare solo una, utilizzano la stessa password sia per loggarsi in Facebook che per accedere alla propria mail? Il 30%? Il 20%? Fosse anche l'1%, considerando che gli utenti di FB al mondo sono circa 200 milioni, si tratterebbe di 2 milioni di e-mail a cui i gestori di Facebook potrebbero accedere senza troppi problemi. Quanto potrebbe fruttare la vendita di 2 milioni di password per altrettante e-mail?

giovedì, aprile 16, 2009

Ma...Gentilini lo sa?


Foto scattata a Pasquetta dal sottoscritto in località Fusine, comune di "Tarvisio".
Posted by Picasa

mercoledì, aprile 08, 2009

Atroce Trivia: la guaina

Forse non tutti sanno che...

La corretta pronuncia della parola "guaina" (es. "la guaina di un filo", cioè il rivestimento) sarebbe guaìna. L'accento è sulla "i", come in "faìna".

AtrocePensiero: il tuo dispenser di bizzarre quanto inutili curiosità!

venerdì, aprile 03, 2009

Buoi ed asini

Ho seguito la propaganda socialista di questi giorni. Non so decidermi se sia più fastidiosa la demonizzazione dei paradisi fiscali, o la santificazione degli inferni fiscali.

venerdì, marzo 20, 2009

Mauro Repetto LIVE!

Dopo la lunga Repetto story narrata su queste pagine (v. il relativo tag), questo Video andava assolutamente pubblicato!
Solo per veri "intenditori" raccomando l'ascolto su Youtube del brano "Voglia di cosce e sigarette".

lunedì, marzo 16, 2009

Atroce Trivia: What is Genzo?

Forse non tutti sanno che...

La scritta "W. Genzo" che compare sul cappellino di Benjamin Price, portiere della serie animata "Holly & Benji", altro non è che il suo nome nella serie originale giapponese. Wakabayashi Genzo, per l'appunto.

AtrocePensiero: il tuo dispenser di bizzarre quanto inutili curiosità!

domenica, marzo 08, 2009

Atroce trivia: proprietà commutativa

Forse non tutti sanno che...
Il vero nome di Pippo Franco è Franco Pippo. (Sì, Franco è il nome, Pippo il cognome).

AtrocePensiero: il tuo dispenser di bizzarre quanto inutili curiosità!

martedì, marzo 03, 2009

Atroce Trivia: Che è meglio!

Forse non tutti sanno che...
Nelle rispettive versioni italiane di Beverly Hills 90210 e I Puffi, Brandon Walsh ha la stessa voce del Puffo Quattrocchi. I due personaggi condividono infatti lo stesso doppiatore: Marco Guadagno.

AtrocePensiero: il tuo dispenser di bizzarre quanto inutili curiosità!

venerdì, febbraio 27, 2009

Atroce Trivia: Egidio Brugola

Forse non tutti sanno che...

Egidio Brugola, nato a Lissone nel 1901 fondatore della OEB è l'inventore della chiave a brugola.

AtrocePensiero: il tuo dispenser di bizzarre quanto inutili curiosità!

domenica, febbraio 22, 2009

Caro Atroce: Econ? /2


(...continua)

A.B.
Sai ieri ero stato al consiglio comunale e mentre parlava il sindaco non so perché ho avuto un collegamento al tuo articolo con le orecchie da asino. E così visto i tuoi testi sulle tasse ho pensato di provocarti. Purtroppo sono sotto esame e domenica non riesco a venire.
Certo che arrivare a vedere una concorrenza nella scelta dell'operatore per la raccolta rifiuti mi sembra un po' strano, perché credo che due aziende che raccolgono i rifiuti con il doppio dei mezzi dovendo saltare le case credo che porterebbe ad un aumento di costi. Cosa diversa sarebbe se si potesse creare come nella telefonia l'operatore virtuale, cioè una società che senza mezzi, propone una tariffa, poi subappaltando la raccolta all'ente territorialmente già attivo.
La concorrenza vieni stimolata nelle gare di assegnazione, ed in effetti il fatto che vi siano aziende partecipate riduce ad una farsa queste gare.
Nella raccolta dei rifiuti come in altre serie di servizi, l'unico vero sistema di abbattimento dei costi, è la dimensione aziendale e quindi la possibilità di avere economie di scala, questo porta che con il tempo si viene a formare un monopolio naturale dell'azienda dominante, che avendo eliminato la concorrenza può permettersi alte tariffe confidando sui alti costi di entrata sul mercato per i concorrenti e quindi praticare tariffe elevate penalizzando il cittadino consumatore.

L'unica cosa che non sono mai riuscito a accettare delle dottrine iper liberiste è che vogliono negare le esternalità negative, che sono una forma di sovvenzione pubblica alle aziende che compiono tali atti.
Per questo ritengo che bisogna sostenere la raccolta differenziata anche di certi tipi di materiali,perché riducono un danno comune che però come per tutte le esternalità negative è difficilmente misurabile.

Per la tua decisione di non votare posso solo invitarti a riflettere, la delusione per la classe politica può facilmente portare allo sconforto ed al pensiero del sono tutti uguali ed incapaci. La soluzione è semplice, mettersi in gioco ed accettare la sfida, sempre che uno sia veramente arrivato al punto di non farcela più, se non si passa all'azione si rischia di cadere nel qualunquismo. Lo so che non impazzisci per Beppe Grillo, ma anche lui, pur non volendo buttarsi nella mischia ha dovuto per cedere e organizzare una sua forma di partito, molto federato senza organi centrali con un dittatore illuminato ma sempre partito è. L'altra soluzione è continuare a combattere come giornalista libero (non prenderla come offesa, lo so che non ti piacciono gli ordini) e continuare a diffondere le tue idee.

Come ben lo sai non la penso come te ma ritengo che dagli scambi dialettici serie si esca maggiormente arricchiti.


J.A.
Maccherone, m'hai provocato e mo'...



> Certo che arrivare a vedere una concorrenza nella scelta dell'operatore per
> la raccolta rifiuti mi sembra un po' strano, perché credo che due aziende
> che raccolgono i rifiuti con il doppio dei mezzi dovendo saltare le case
> credo che porterebbe ad un aumento di costi.

Ecco cosa intendo: stai ragionando come se fosse un obbligo per te,
immedensimandoti nell'amministratore pubblico, quello di "pianificare"
ogni attività umana. Pensi: "sarebbe un costo inutile passare con 2
camion diversi" e da ciò concludi che il comune faccia bene ad
appaltare il servizio ad un'unica società, che tradotto significa
vietare a me cittadino di affidare la raccolta dei miei rifiuti ad
un'azienda che non sia quella scelta da Maniero & C.
Due aziende per la raccolta rifiuti nel comune di Conegliano sarebbero
uno spreco? Probabilmente, sì. Ma io non voglio che il comune "crei"
una concorrenza, voglio che il comune non metta becco sulla questione!
Al massimo può dire: tutti i Coneglianesi devono dichiarare come
smaltiscono i propri rifiuti e su tale dichiarazione verranno
effettuati controlli. Stop. Cosa succederebbe? Ti immagini decine di
compagnie girare con l'ape a "cior su scoathe" e costi e tariffe che
vanno alle stelle? Io non credo, probabilmente la compagnia dominante
manterrebbe la quasi totalità dei contratti e terrebbe i propri
margini alti quanto basta da scoraggiare l'ingresso di nuovi
concorrenti nel suo territorio e da non perdere i clienti di confine
(come me).
Inoltre il discorso della moltiplicazione dei costi che fai potrebbe
essere applicato a qualsiasi azienda: perchè abbiamo bisogno di così
tanti produttori di vestiti, o di pasta? Appaltiamo la produzione
degli spaghetti ad un'unica azienda e beneficieremo dei vantaggi
dell'economia di scala (Mega macchinari -> mega produzione -> mega
risparmi). In Russia mi pare abbiano già fatto questo esperimento, i
risultati non sono proprio il massimo.
Il punto è che non esiste un metodo "migliore", purtroppo per i
socialisti, per produrre neanche la cosa più banale. Le idee e le
innovazioni non sono pianificabili, nascono perchè esistono menti
brillanti che sono incentivate dalla competizione con gli altri a
CREARE, ad inventare.


> La concorrenza vieni stimolata nelle gare di assegnazione, ed in effetti il
> fatto che vi siano aziende partecipate riduce ad una farsa queste gare.
Sono le stesse gare, gli appalti pubblici, a non avere senso. Si
pretende di decidere a priori in base a parametri fissi "calcolati da
esperti" chi offrirà il servizio migliore. Manca il feedback. Senza
contare che il servizio migliore per me, non è detto sia lo stesso per
te.
Solo quando l'utilizzatore del servizio è anche il finanziatore del
servizio, potrai avere la speranza che l'azienda si impegni a venire
incontro alle tue esigenze.
Che poi ci siano dei concorrenti avvantaggiati peggiora solo le cose.


> Nella raccolta dei rifiuti come in altre serie di servizi, l'unico vero
> sistema di abbattimento dei costi, è la dimensione aziendale
Ma va! Il bravo imprenditore non è solo un bravo ragioniere. E' colui
che sa "inventare", innovare, venire incontro alle esigenze del
cliente. Per esempio inventando raccolte punti, con aziende
convenzionate, che prevedono "bollini" a ogni tot. chili di plastica
consegnata. Oppure, creando un sistema informatico gestionale che
sulla base dei dati di raccolta (che ne so su GPS), modifichi il
percorso dei suoi addetti ogni giorno, per minimizzare i tempi ed i
costi di carburante.


>e quindi la possibilità di avere economie di scala, questo porta che con il tempo si
> viene a formare un monopolio naturale dell'azienda dominante, che avendo
> eliminato la concorrenza può permettersi alte tariffe confidando sui alti
> costi di entrata sul mercato per i concorrenti e quindi praticare tariffe
> elevate penalizzando il cittadino consumatore.
Elevate rispetto a cosa? Solo in un sistema di libero mercato, con
liberi prezzi, i prezzi hanno un significato. Nel sistema attuale come
faccio a sapere se la tariffa che sono costretto a pagare è alta o
bassa?
Anche nel "monopolio naturale" (chi li ha mai visti, poi? v. sul mio
blog
), se non ci sono barriere "legali" (appalti) il "monopolista" ha
un limite massimo che si autoimpone nei prezzi (v. sopra). Perchè il
prezzo che offre il "monopolista" privato (che teme l'ingresso di
nuovi concorrenti e rischia i clienti dei confini) dovrebbe essere più
alto di quello del monopolista pubblico che è protetto dalla
concorrenza? Facciamo decidere le tariffe al comune? Bene, si fissano
queste tariffe in base a che cosa se non c'è alcun sistema di prezzi
liberi che mi dice quanto la gente sarebbe disposta a spendere per un
determinato servizio? In base alla stima delle spese che possono
avere?  Bene, quindi più sono inefficienti (alte spese), più possono
tenere tariffe alte e guadagnare. Ecco chiuso il cerchio
dell'inefficienza statale. Mandiamo ispettori a verificare
l'efficienza aziendale? E chi li paga? E chi verifica l'efficienza
degli ispettori? Nuovi ispettori? Ma soprattutto le idee da dove
nascono se non dalla libera iniziativa? Oppure istituiamo
l'assessorato delle idee? Io capisco tutti i tuoi dubbi, sono
estremamente comuni, ma nascono dalla diffidenza nei confronti del
mercato dovuta principalmente ad un'interpretazione distorta del
concetto di profitto, che dobbiamo a Marx. Si pensa che un servizio
statale possa convenire perchè privo di profitto, il margine che
l'azienda "sottrae" ai consumatori o agli operai. Ma il profitto non è
una misura di quanto il padrone sfrutti il lavoratore come diceva il
crucco; è piuttosto il premio che si riceverà in futuro (incerto) per
un investimento a rischio che si fa oggi e che verrà ripagato solo se
le previsioni di quanto i consumatori riterranno utile il servizio che
offrirai, si riveleranno corrette.
Hai previsto i bisogni futuri dei consumatori e li hai soddisfatti?
Bene, moltiplichi la posta. Hai cannato? Perdi tutto.
Quando invece lo stato "offre" un servizio sembra che il profitto non
ci sia, perchè può fissare tariffe più o meno a piacimento. In realtà
è nascosto nell'inefficienza, il rischio di non riuscire a soddisfare
gli utenti non può sparire! I costi di questo rischio sono
semplicemente scaricati sui cittadini: attraverso l'estorsione di una
tariffa in cambio di un servizio non desiderato (pensa al canone rai)
o attraverso al rifinanziamento statale in caso di buchi di bilancio.
Fino al giorno in cui i politici non sapranno leggere nella mente
delle persone e prevedere perfettamente il futuro senza incertezze, ci
sarà profitto in qualsiasi investimento. Quel giorno poi mi
spiegherete che gusto c'è a vivere in un mondo del genere.

> L'unica cosa che non sono mai riuscito a accettare delle dottrine iper
> liberiste è che vogliono negare le esternalità negative, che sono una forma
> di sovvenzione pubblica alle aziende che compiono tali atti.
Perchè "iper"? Liberista. Punto. Scusa, ma già il termine "liberista"
è stato inventato per indicare un fantomatico "iper liberalismo", mi
scoccia si tenti di fare la stessa cosa ora col termine liberismo. E'
tipico dei socialisti: prima dicono che i liberali sono degli
affamatori del popolo. E bon. Poi il socialismo fa milioni di
morti...il liberalismo diventa cool, allora dicono che sì....tutto
sommato il liberalismo è bello, ma quei "liberali" non sono realmente
liberali, sono degli estremisti, gli inculano il termine e li
definiscono in maniera dispregiativa "liberisti". Ora ci teniamo il
liberismo, ma senza "iper", per cortesia. Chi vuole ridurre
l'intervento dello stato nell'economia è un liberista; chi vuole
aumentarlo (mantenerlo, visto il nostro livello in Italia) è un
socialista; chi..."dipende, valutiamo" è un...democristiano.
Ma chi nega le esternalità negative?! Se provoco un danno nella tua
proprietà ti devo risarcire. Solo se la proprietà non è chiara di chi
sia allora può intervenire lo stato ( punto 4) ).


> Per questo ritengo che bisogna sostenere la raccolta differenziata anche di
> certi tipi di materiali,perché riducono un danno comune che però come per
> tutte le esternalità negative è difficilmente misurabile.
>
E' difficile misurarla, anzi impossibile, perchè lo stato fa
1),2),3),4) e impone una tariffa unica globale, spesso spalmata
addirittura su chi non usufruisce nemmeno del servizio (lo smaltimento
dei rifiuti napoletani l'hanno pagato anche i non napoletani). E
quindi decide arbitrariamente chi deve subire e si becca la discarica
sotto casa e chi invece viene servito da un servizio porta a porta che
magari costa 100 e paga invece solo 1. Questo accade senza liberi
prezzi. Nel libero mercato, ogni risorsa ha un prezzo che aumenta con
la scarsità della risorsa rispetto alla domanda. Quanto scarsa è la
risorsa terreno adatto a realizzare una discarica (zona che non deve
danneggiare gli individui vicini a meno che questi non optino per un
risarcimento)? Chi lo sa. Il comune vigila, i proprietari vendono sul
mercato questi terreni e le aziende 3) comprano e offrono alle aziende
2). Le aziende 2) (smaltimento) decidono come smaltire a seconda del
prezzo offerto dalle aziende 3), quando conviene differenziare e
riciclare? Quando il prezzo del processo di riciclaggio è inferiore a
quello offerto dalle aziende di stoccaggio. A sua volta le aziende 1)
raccolta, si affideranno alle aziende 2) (smaltimento) che offriranno
il prezzo migliore, preoccupandosi solamente di realizzare la raccolta
nella maniera più efficiente! Anche il cliente finale sarà chiamato
allo stesso tipo di scelta: guarda i prezzi, rapporta al servizio
offerto, sceglie. E' ovvio che lo spazio nelle discariche, essendo una
risorsa esauribile, avrà prezzi in generale crescenti, mentre le
tecnologie di riciclaggio esseno una risorsa rinnovabile, avranno
prezzi in generale decrescenti. Come accade per ogni situazione nel
libero mercato, anche qui è sufficiente che i singoli agenti facciano
al meglio il loro interesse, cercando il prezzo più basso e il
servizio che reputano migliore e automaticamente si ha un utilizzo
"intelligente" delle risorse, consumando prima quelle più abbondanti,
poi le più scarse. Non dimenticando che la risorsa più importante è il
tempo, il lavoro umano. E' vero gli uomini possono essere stupidi e
non fare ciò che conviene loro, ma ricordiamoci che gli stessi uomini
votano e possono essere eletti...quindi saremmo fottuti comunque.


> Per la tua decisione di non votare posso solo invitarti a riflettere,
Già fatto. Finora ho sempre votato il male minore.
A questo punto però non ha più senso. Io voglio andare a Ovest e mi si
dà la possibilità di andare a Est molto velocemente o a Est più
lentamente. Tutti vogliono accrescere il potere statale, io lo voglio
ridurre. Il mio voto, attualmente non ha senso.


> Lo so che non impazzisci per Beppe Grillo, ma
> anche lui, pur non volendo buttarsi nella mischia ha dovuto per cedere e
> organizzare una sua forma di partito, molto federato senza organi centrali
> con un dittatore illuminato ma sempre partito è.
Avessi i soldi di Beppe Grillo lo farei anch'io un partito, ma con
qualche contenuto, a differenza sua.


>L'altra soluzione è
> continuare a combattere come giornalista libero (non prenderla come offesa,
> lo so che non ti piacciono gli ordini) e continuare a diffondere le tue
> idee.
E' quello che nel mio piccolo faccio. Gli unici giornalisti liberi che
conosco sono blogger.

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