venerdì, febbraio 27, 2009

Atroce Trivia: Egidio Brugola

Forse non tutti sanno che...

Egidio Brugola, nato a Lissone nel 1901 fondatore della OEB è l'inventore della chiave a brugola.

AtrocePensiero: il tuo dispenser di bizzarre quanto inutili curiosità!

domenica, febbraio 22, 2009

Caro Atroce: Econ? /2


(...continua)

A.B.
Sai ieri ero stato al consiglio comunale e mentre parlava il sindaco non so perché ho avuto un collegamento al tuo articolo con le orecchie da asino. E così visto i tuoi testi sulle tasse ho pensato di provocarti. Purtroppo sono sotto esame e domenica non riesco a venire.
Certo che arrivare a vedere una concorrenza nella scelta dell'operatore per la raccolta rifiuti mi sembra un po' strano, perché credo che due aziende che raccolgono i rifiuti con il doppio dei mezzi dovendo saltare le case credo che porterebbe ad un aumento di costi. Cosa diversa sarebbe se si potesse creare come nella telefonia l'operatore virtuale, cioè una società che senza mezzi, propone una tariffa, poi subappaltando la raccolta all'ente territorialmente già attivo.
La concorrenza vieni stimolata nelle gare di assegnazione, ed in effetti il fatto che vi siano aziende partecipate riduce ad una farsa queste gare.
Nella raccolta dei rifiuti come in altre serie di servizi, l'unico vero sistema di abbattimento dei costi, è la dimensione aziendale e quindi la possibilità di avere economie di scala, questo porta che con il tempo si viene a formare un monopolio naturale dell'azienda dominante, che avendo eliminato la concorrenza può permettersi alte tariffe confidando sui alti costi di entrata sul mercato per i concorrenti e quindi praticare tariffe elevate penalizzando il cittadino consumatore.

L'unica cosa che non sono mai riuscito a accettare delle dottrine iper liberiste è che vogliono negare le esternalità negative, che sono una forma di sovvenzione pubblica alle aziende che compiono tali atti.
Per questo ritengo che bisogna sostenere la raccolta differenziata anche di certi tipi di materiali,perché riducono un danno comune che però come per tutte le esternalità negative è difficilmente misurabile.

Per la tua decisione di non votare posso solo invitarti a riflettere, la delusione per la classe politica può facilmente portare allo sconforto ed al pensiero del sono tutti uguali ed incapaci. La soluzione è semplice, mettersi in gioco ed accettare la sfida, sempre che uno sia veramente arrivato al punto di non farcela più, se non si passa all'azione si rischia di cadere nel qualunquismo. Lo so che non impazzisci per Beppe Grillo, ma anche lui, pur non volendo buttarsi nella mischia ha dovuto per cedere e organizzare una sua forma di partito, molto federato senza organi centrali con un dittatore illuminato ma sempre partito è. L'altra soluzione è continuare a combattere come giornalista libero (non prenderla come offesa, lo so che non ti piacciono gli ordini) e continuare a diffondere le tue idee.

Come ben lo sai non la penso come te ma ritengo che dagli scambi dialettici serie si esca maggiormente arricchiti.


J.A.
Maccherone, m'hai provocato e mo'...



> Certo che arrivare a vedere una concorrenza nella scelta dell'operatore per
> la raccolta rifiuti mi sembra un po' strano, perché credo che due aziende
> che raccolgono i rifiuti con il doppio dei mezzi dovendo saltare le case
> credo che porterebbe ad un aumento di costi.

Ecco cosa intendo: stai ragionando come se fosse un obbligo per te,
immedensimandoti nell'amministratore pubblico, quello di "pianificare"
ogni attività umana. Pensi: "sarebbe un costo inutile passare con 2
camion diversi" e da ciò concludi che il comune faccia bene ad
appaltare il servizio ad un'unica società, che tradotto significa
vietare a me cittadino di affidare la raccolta dei miei rifiuti ad
un'azienda che non sia quella scelta da Maniero & C.
Due aziende per la raccolta rifiuti nel comune di Conegliano sarebbero
uno spreco? Probabilmente, sì. Ma io non voglio che il comune "crei"
una concorrenza, voglio che il comune non metta becco sulla questione!
Al massimo può dire: tutti i Coneglianesi devono dichiarare come
smaltiscono i propri rifiuti e su tale dichiarazione verranno
effettuati controlli. Stop. Cosa succederebbe? Ti immagini decine di
compagnie girare con l'ape a "cior su scoathe" e costi e tariffe che
vanno alle stelle? Io non credo, probabilmente la compagnia dominante
manterrebbe la quasi totalità dei contratti e terrebbe i propri
margini alti quanto basta da scoraggiare l'ingresso di nuovi
concorrenti nel suo territorio e da non perdere i clienti di confine
(come me).
Inoltre il discorso della moltiplicazione dei costi che fai potrebbe
essere applicato a qualsiasi azienda: perchè abbiamo bisogno di così
tanti produttori di vestiti, o di pasta? Appaltiamo la produzione
degli spaghetti ad un'unica azienda e beneficieremo dei vantaggi
dell'economia di scala (Mega macchinari -> mega produzione -> mega
risparmi). In Russia mi pare abbiano già fatto questo esperimento, i
risultati non sono proprio il massimo.
Il punto è che non esiste un metodo "migliore", purtroppo per i
socialisti, per produrre neanche la cosa più banale. Le idee e le
innovazioni non sono pianificabili, nascono perchè esistono menti
brillanti che sono incentivate dalla competizione con gli altri a
CREARE, ad inventare.


> La concorrenza vieni stimolata nelle gare di assegnazione, ed in effetti il
> fatto che vi siano aziende partecipate riduce ad una farsa queste gare.
Sono le stesse gare, gli appalti pubblici, a non avere senso. Si
pretende di decidere a priori in base a parametri fissi "calcolati da
esperti" chi offrirà il servizio migliore. Manca il feedback. Senza
contare che il servizio migliore per me, non è detto sia lo stesso per
te.
Solo quando l'utilizzatore del servizio è anche il finanziatore del
servizio, potrai avere la speranza che l'azienda si impegni a venire
incontro alle tue esigenze.
Che poi ci siano dei concorrenti avvantaggiati peggiora solo le cose.


> Nella raccolta dei rifiuti come in altre serie di servizi, l'unico vero
> sistema di abbattimento dei costi, è la dimensione aziendale
Ma va! Il bravo imprenditore non è solo un bravo ragioniere. E' colui
che sa "inventare", innovare, venire incontro alle esigenze del
cliente. Per esempio inventando raccolte punti, con aziende
convenzionate, che prevedono "bollini" a ogni tot. chili di plastica
consegnata. Oppure, creando un sistema informatico gestionale che
sulla base dei dati di raccolta (che ne so su GPS), modifichi il
percorso dei suoi addetti ogni giorno, per minimizzare i tempi ed i
costi di carburante.


>e quindi la possibilità di avere economie di scala, questo porta che con il tempo si
> viene a formare un monopolio naturale dell'azienda dominante, che avendo
> eliminato la concorrenza può permettersi alte tariffe confidando sui alti
> costi di entrata sul mercato per i concorrenti e quindi praticare tariffe
> elevate penalizzando il cittadino consumatore.
Elevate rispetto a cosa? Solo in un sistema di libero mercato, con
liberi prezzi, i prezzi hanno un significato. Nel sistema attuale come
faccio a sapere se la tariffa che sono costretto a pagare è alta o
bassa?
Anche nel "monopolio naturale" (chi li ha mai visti, poi? v. sul mio
blog
), se non ci sono barriere "legali" (appalti) il "monopolista" ha
un limite massimo che si autoimpone nei prezzi (v. sopra). Perchè il
prezzo che offre il "monopolista" privato (che teme l'ingresso di
nuovi concorrenti e rischia i clienti dei confini) dovrebbe essere più
alto di quello del monopolista pubblico che è protetto dalla
concorrenza? Facciamo decidere le tariffe al comune? Bene, si fissano
queste tariffe in base a che cosa se non c'è alcun sistema di prezzi
liberi che mi dice quanto la gente sarebbe disposta a spendere per un
determinato servizio? In base alla stima delle spese che possono
avere?  Bene, quindi più sono inefficienti (alte spese), più possono
tenere tariffe alte e guadagnare. Ecco chiuso il cerchio
dell'inefficienza statale. Mandiamo ispettori a verificare
l'efficienza aziendale? E chi li paga? E chi verifica l'efficienza
degli ispettori? Nuovi ispettori? Ma soprattutto le idee da dove
nascono se non dalla libera iniziativa? Oppure istituiamo
l'assessorato delle idee? Io capisco tutti i tuoi dubbi, sono
estremamente comuni, ma nascono dalla diffidenza nei confronti del
mercato dovuta principalmente ad un'interpretazione distorta del
concetto di profitto, che dobbiamo a Marx. Si pensa che un servizio
statale possa convenire perchè privo di profitto, il margine che
l'azienda "sottrae" ai consumatori o agli operai. Ma il profitto non è
una misura di quanto il padrone sfrutti il lavoratore come diceva il
crucco; è piuttosto il premio che si riceverà in futuro (incerto) per
un investimento a rischio che si fa oggi e che verrà ripagato solo se
le previsioni di quanto i consumatori riterranno utile il servizio che
offrirai, si riveleranno corrette.
Hai previsto i bisogni futuri dei consumatori e li hai soddisfatti?
Bene, moltiplichi la posta. Hai cannato? Perdi tutto.
Quando invece lo stato "offre" un servizio sembra che il profitto non
ci sia, perchè può fissare tariffe più o meno a piacimento. In realtà
è nascosto nell'inefficienza, il rischio di non riuscire a soddisfare
gli utenti non può sparire! I costi di questo rischio sono
semplicemente scaricati sui cittadini: attraverso l'estorsione di una
tariffa in cambio di un servizio non desiderato (pensa al canone rai)
o attraverso al rifinanziamento statale in caso di buchi di bilancio.
Fino al giorno in cui i politici non sapranno leggere nella mente
delle persone e prevedere perfettamente il futuro senza incertezze, ci
sarà profitto in qualsiasi investimento. Quel giorno poi mi
spiegherete che gusto c'è a vivere in un mondo del genere.

> L'unica cosa che non sono mai riuscito a accettare delle dottrine iper
> liberiste è che vogliono negare le esternalità negative, che sono una forma
> di sovvenzione pubblica alle aziende che compiono tali atti.
Perchè "iper"? Liberista. Punto. Scusa, ma già il termine "liberista"
è stato inventato per indicare un fantomatico "iper liberalismo", mi
scoccia si tenti di fare la stessa cosa ora col termine liberismo. E'
tipico dei socialisti: prima dicono che i liberali sono degli
affamatori del popolo. E bon. Poi il socialismo fa milioni di
morti...il liberalismo diventa cool, allora dicono che sì....tutto
sommato il liberalismo è bello, ma quei "liberali" non sono realmente
liberali, sono degli estremisti, gli inculano il termine e li
definiscono in maniera dispregiativa "liberisti". Ora ci teniamo il
liberismo, ma senza "iper", per cortesia. Chi vuole ridurre
l'intervento dello stato nell'economia è un liberista; chi vuole
aumentarlo (mantenerlo, visto il nostro livello in Italia) è un
socialista; chi..."dipende, valutiamo" è un...democristiano.
Ma chi nega le esternalità negative?! Se provoco un danno nella tua
proprietà ti devo risarcire. Solo se la proprietà non è chiara di chi
sia allora può intervenire lo stato ( punto 4) ).


> Per questo ritengo che bisogna sostenere la raccolta differenziata anche di
> certi tipi di materiali,perché riducono un danno comune che però come per
> tutte le esternalità negative è difficilmente misurabile.
>
E' difficile misurarla, anzi impossibile, perchè lo stato fa
1),2),3),4) e impone una tariffa unica globale, spesso spalmata
addirittura su chi non usufruisce nemmeno del servizio (lo smaltimento
dei rifiuti napoletani l'hanno pagato anche i non napoletani). E
quindi decide arbitrariamente chi deve subire e si becca la discarica
sotto casa e chi invece viene servito da un servizio porta a porta che
magari costa 100 e paga invece solo 1. Questo accade senza liberi
prezzi. Nel libero mercato, ogni risorsa ha un prezzo che aumenta con
la scarsità della risorsa rispetto alla domanda. Quanto scarsa è la
risorsa terreno adatto a realizzare una discarica (zona che non deve
danneggiare gli individui vicini a meno che questi non optino per un
risarcimento)? Chi lo sa. Il comune vigila, i proprietari vendono sul
mercato questi terreni e le aziende 3) comprano e offrono alle aziende
2). Le aziende 2) (smaltimento) decidono come smaltire a seconda del
prezzo offerto dalle aziende 3), quando conviene differenziare e
riciclare? Quando il prezzo del processo di riciclaggio è inferiore a
quello offerto dalle aziende di stoccaggio. A sua volta le aziende 1)
raccolta, si affideranno alle aziende 2) (smaltimento) che offriranno
il prezzo migliore, preoccupandosi solamente di realizzare la raccolta
nella maniera più efficiente! Anche il cliente finale sarà chiamato
allo stesso tipo di scelta: guarda i prezzi, rapporta al servizio
offerto, sceglie. E' ovvio che lo spazio nelle discariche, essendo una
risorsa esauribile, avrà prezzi in generale crescenti, mentre le
tecnologie di riciclaggio esseno una risorsa rinnovabile, avranno
prezzi in generale decrescenti. Come accade per ogni situazione nel
libero mercato, anche qui è sufficiente che i singoli agenti facciano
al meglio il loro interesse, cercando il prezzo più basso e il
servizio che reputano migliore e automaticamente si ha un utilizzo
"intelligente" delle risorse, consumando prima quelle più abbondanti,
poi le più scarse. Non dimenticando che la risorsa più importante è il
tempo, il lavoro umano. E' vero gli uomini possono essere stupidi e
non fare ciò che conviene loro, ma ricordiamoci che gli stessi uomini
votano e possono essere eletti...quindi saremmo fottuti comunque.


> Per la tua decisione di non votare posso solo invitarti a riflettere,
Già fatto. Finora ho sempre votato il male minore.
A questo punto però non ha più senso. Io voglio andare a Ovest e mi si
dà la possibilità di andare a Est molto velocemente o a Est più
lentamente. Tutti vogliono accrescere il potere statale, io lo voglio
ridurre. Il mio voto, attualmente non ha senso.


> Lo so che non impazzisci per Beppe Grillo, ma
> anche lui, pur non volendo buttarsi nella mischia ha dovuto per cedere e
> organizzare una sua forma di partito, molto federato senza organi centrali
> con un dittatore illuminato ma sempre partito è.
Avessi i soldi di Beppe Grillo lo farei anch'io un partito, ma con
qualche contenuto, a differenza sua.


>L'altra soluzione è
> continuare a combattere come giornalista libero (non prenderla come offesa,
> lo so che non ti piacciono gli ordini) e continuare a diffondere le tue
> idee.
E' quello che nel mio piccolo faccio. Gli unici giornalisti liberi che
conosco sono blogger.

mercoledì, febbraio 18, 2009

Caro Atroce: Econ?

Continuo la rubrica "Caro Atroce ti scrivo" con una richiesta di opinione sullo scandalo "Econ", la classica voragine di conti in rosso provocata da aziende controllate da mano pubblica, in questo caso nel settore dei rifiuti.

A.B.:
mi auguro che un liberista come te stia preparando un bel articolo sul carrozzone di econ
è una curiosità personale per conoscere il tuo atroce pensiero
ciao


J.A.
Se solo avessi il tempo stai sicuro che non mi sarei risparmiato.
Purtroppo, come vedi, il blog è fermo da un bel po'. Commento veloce: non conosco i dettagli, se c'è dolo o e solo incompetenza non posso dirlo, in entrambi i casi è comunque l'effetto della statalizzazione di un servizio che non ha alcun motivo di essere monopolio statale.
Ben che ci vada succedon ste cose, mal che vada ci troviamo a Napoli.
Quel che è più grave e che ammazza ogni speranza è che non c'è nessun partito politico (e questo è il motivo per cui non voterò alle prossime elezioni) che ti dirà che la politica deve smetterla di
"offrire" certi servizi, si scanneranno solamente per tentare di dimostrare i disservizi dell'altra parte, ma nessuno potrà "spuntarla" perchè mancando la concorrenza nessuno ha i dati per giudicare quanto buono è il servizio offerto a fronte del pagamento effettuato.

Tutti cercano di propinarti la loro ricetta per risolvere il problema dei rifiuti, in realtà non esiste una ricetta universale (pianificare una raccolta differenziata nel terzo mondo, ad esempio, è il modo migliore per farli tutti morire di fame più in fretta), ma il punto è che non esiste nemmeno "UN problema rifiuti".
Ciò di cui abbiamo bisogno riguardo ai rifiuti è:
  1. la raccolta dei nostri rifiuti domestici e industriali
  2. lo smaltimento di questi rifiuti (scelta del processo più efficiente)
  3. aree atte allo stoccaggio del non riciclabile
  4. la tutela del territorio pubblico (pulizia) e la difesa dei diritti individuali (qualcuno deve impedirti di inquinare la proprietà altrui, ivi compresa l'aria che fluisce nelle proprietà altrui)
Solo il quarto servizio deve essere "offerto" dallo stato (comune).
Per gli altri non c'è motivo. E se ci fosse libero mercato, stai sicuro che l'azienda che fa 1), non fa il 2) e non fa il 3). Sono 3 lavori diversi, perchè dovrebbero farli la stessa azienda? L'unica azienda con cui i cittadini avrebbero a che fare sarebbe quella per la raccolta: i cittadini valutano il prezzo e il servizio offerto e scelgono con chi abbonarsi (è naturale che poi si formino aziende localmente dominanti, ma ad esempio, io potrei scegliere quella di Vittorio Veneto o Colle Umberto, mentre adesso solo perchè ho scritto Conegliano nella mia carta d'identità devo far allungare la strada al
camioncino del porta a porta....). Se la raccolta differenziata è realmente un sistema efficiente, le aziende proporranno tariffe più vantaggiose a chi la fa e la gente sarà realmente incentivata a
produrre pochi rifiuti non smaltibili. L'azienda 1) sarà cliente delle aziende 2) (smaltimento) che concorrerebbero per offrire il servizio più efficiente, le aziende 2) saranno clienti delle aziende 3) che dovranno comprare siti adeguati e sottosteranno al controllo statale.
Il quale stato dovrà fare SOLO un compito, tutelare i diritti degli individui. Un'azienda di queste propone servizi inefficienti?
Fallisce. Verrà rimpiazzata da qualcun altro.

Invece, ci si ostina a deificare il solito dio stato che deve "risolvere i problemi del mondo". Il punto è che anche se ci fossero gli amministratori più bravi del mondo, addirittura migliori dei
potenziali imprenditori che fornirebbero liberamente il servizio (quindi fantascienza), questi sono sempre costretti a scegliere delle categorie da privilegiare e delle categorie di utenti che devono
subire. Questo è intrinseco nel fatto che agli individui viene imposto un servizio con un suo costo, anzichè dargli la libertà di scegliere cosa effettivamente serve loro.
In aggiunta: scommettiamo che, come è successo a Napoli, anche qui nessuno pagherà? (Eccetto i cittadini). E' lo stato democratico, bellezza! Tutti responsabili (col voto...), nessuno responsabile! In un sistema di libero mercato, ognuno paga solo per le scelte che ha
espressamente fatto in libertà. Ma paga, però!

continua...

mercoledì, febbraio 11, 2009

Il blog testamento biologico

La dolorosa vicenda di Eluana ha provocato un terremoto politico che molto probabilmente sfocierà in nuova legislazione. Come si può stabilire quali fossero le reali volontà del malato? Tali volontà sono da interpretare sempre come frutto del raziocinio o si può supporre che talvolta certe dichiarazioni siano la brusca reazione a particolari emozioni e quindi vadano "interpretate"?
Grazie alla diffusione capillare di internet e alla tecnologia che aziende come Google ci mette a disposizione, possiamo -individualmente- prevenire irrispettose battaglie etico-politiche ed esprimere chiaramente le nostre volontà, senza ricorrere a tribunali, studi notarili o parlamenti.

La pubblicazione programmata, che piattaforme di blog come quella da cui sto scrivendo permettono, è uno strumento perfetto al fine di redarre un vero e proprio testamento biologico, migliore di qualsiasi altro documento si possa consegnare nelle mani di un notaio.
Un blog-testamento biologico è sicuro (nessuno potrà mai alterarlo), è modificabile in ogni momento con estrema semplicita ed è segreto (non c'è il rischio di venire influenzati da cosa potrebbero pensare gli altri delle nostre scelte).



Ecco come produrre il proprio blog-testamento biologico in 3 semplici passi:

  1. Creare un nuovo post nel proprio blog in cui si specificano le proprie volontà in materia di testamento biologico. In questo post si indicheranno quali cure e trattamenti si vorranno accettare, oppure quali persone avranno la responsabilità di tali scelte, in tutte quelle situazioni dove le proprie condizioni di salute non permettono di interagire con il mondo esterno.
    Programmare la pubblicazione del post ad una data facile da ricordare (ad esempio il proprio compleanno).

  2. Pubblicare l'immagine qui sopra sulla sidebar del proprio blog linkando questo post, in modo da mettere a conoscenza più persone possibili dell'esistenza del testamento biologico all'interno del proprio blog.

  3. Ricordarsi almeno una volta all'anno, prima della data stabilita, di posticipare il proprio testamento biologico di un ulteriore anno, o più.
Il testamento biologico apparirà sul proprio blog solo quando non si posticiperà la pubblicazione, ad esempio, nel caso in cui le proprie condizioni di salute non lo permettano.
Chiunque vorrà conoscere le reali volontà del blogger malato, non dovrà far altro che attendere al massimo il periodo di "incubazione" del post stabilito dal blogger stesso (nel nostro caso un anno) e leggerle in internet.

martedì, febbraio 10, 2009

Caro Atroce: Eluana?

Vista la calma piatta di questo blog negli ultimi mesi, alcuni lettori hanno pensato bene di "stuzzicarmi" su alcuni temi di attualità via mail.
Giro le mie riflessioni, qui:

Scrive un lettore:
Mi è venuto naturale andare a rileggere quel che scrivesti riguardo alla morte di Welby:
"l'eutanasia, per ciò detto precedentemente, non esiste. Esistono vivi che decidono di suicidarsi, esistono vivi che rinunciano ad una cura, esistono morti (celebralmente) che respirano grazie a delle macchine, ma non esiste una "dolce morte" da assecondare. Casomai serve una depenalizzazione per il suicidio assistito, in modo che chi aiuta persone come Welby a suicidarsi, non venga condannato."
Ma non era morta cerebralmente. Respirava per conto suo.
Mah.
(Non ti sto chiedendo niente, sto pensando con le mani su una tastiera.)

Nonostante la "non richiesta", rispondo comunque:
Ciao, la penso ancora così.
Nel caso di Eluana non sono nè con chi dice "è giusto staccarle il sondino perchè è morta 17 anni fa", nè con chi dice "è viva, bisogna difenderla da un omicidio". Come al solito ci dividiamo tra guelfi e ghibellini e ci scanniamo per decidere chi sta dalla parte del giusto (e quindi imporre la sua visione del "giusto" agli altri).
Io non lo so se sia più giusto collocarla tra i morti che respirano, perchè il cuore è solo una pompa che finchè non si guasta funziona e la respirazione è una contrazione involontaria, oppure se effettivamente sia una persona viva con interazioni con l'esterno (anche solo potenziali).
Ma la questione non è tanto cosa è giusto, in questi casi non potremmo mai riuscire ad accordarci su cosa è giusto; piuttosto il punto è "chi ha diritto di scegliere cosa è giusto per Eluana?". Io credo che questo diritto ce l'avessero nell'ordine 1) Eluana stessa; 2) i suoi cari; 3) la comunità di appartenenza; 4) eventualmente stato, giustizia e quant'altro.
Eluana ovviamente non poteva esprimersi e l'espressione di una sua volontà in tal senso potrebbe essere discutibile; ma al secondo posto ci sono i suoi cari e i suoi cari hanno deciso così.

giovedì, febbraio 05, 2009

Piccoli rinnovamenti al blog

Grazie alle nuove funzionalità offerte da blogger ho potuto inserire sulla colonna di destra la sezione "JA consiglia". Ammetto di essere sempre apparso come un blogger un poco scorbutico a causa della mia riluttanza ad inserire link dei blogger amici nel template; il motivo era principalmente la poca visibilità che questi avevano, a fronte di una perdita di tempo non indifferente nel tenere ben aggiornata una tale colonna (dice il saggio: le robe o se e fan ben, se no se fa de manco de farle!).
Ora grazie alle nuove funzionalitá di Google, nella sezione "JA consiglia" potrete trovare i link ai post piú recenti dei blog inseriti nel mio Google Reader. Una raffinata selezione ed un tributo a chi leggo quotidianamente a scrocco.

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