domenica, febbraio 22, 2009

Caro Atroce: Econ? /2


(...continua)

A.B.
Sai ieri ero stato al consiglio comunale e mentre parlava il sindaco non so perché ho avuto un collegamento al tuo articolo con le orecchie da asino. E così visto i tuoi testi sulle tasse ho pensato di provocarti. Purtroppo sono sotto esame e domenica non riesco a venire.
Certo che arrivare a vedere una concorrenza nella scelta dell'operatore per la raccolta rifiuti mi sembra un po' strano, perché credo che due aziende che raccolgono i rifiuti con il doppio dei mezzi dovendo saltare le case credo che porterebbe ad un aumento di costi. Cosa diversa sarebbe se si potesse creare come nella telefonia l'operatore virtuale, cioè una società che senza mezzi, propone una tariffa, poi subappaltando la raccolta all'ente territorialmente già attivo.
La concorrenza vieni stimolata nelle gare di assegnazione, ed in effetti il fatto che vi siano aziende partecipate riduce ad una farsa queste gare.
Nella raccolta dei rifiuti come in altre serie di servizi, l'unico vero sistema di abbattimento dei costi, è la dimensione aziendale e quindi la possibilità di avere economie di scala, questo porta che con il tempo si viene a formare un monopolio naturale dell'azienda dominante, che avendo eliminato la concorrenza può permettersi alte tariffe confidando sui alti costi di entrata sul mercato per i concorrenti e quindi praticare tariffe elevate penalizzando il cittadino consumatore.

L'unica cosa che non sono mai riuscito a accettare delle dottrine iper liberiste è che vogliono negare le esternalità negative, che sono una forma di sovvenzione pubblica alle aziende che compiono tali atti.
Per questo ritengo che bisogna sostenere la raccolta differenziata anche di certi tipi di materiali,perché riducono un danno comune che però come per tutte le esternalità negative è difficilmente misurabile.

Per la tua decisione di non votare posso solo invitarti a riflettere, la delusione per la classe politica può facilmente portare allo sconforto ed al pensiero del sono tutti uguali ed incapaci. La soluzione è semplice, mettersi in gioco ed accettare la sfida, sempre che uno sia veramente arrivato al punto di non farcela più, se non si passa all'azione si rischia di cadere nel qualunquismo. Lo so che non impazzisci per Beppe Grillo, ma anche lui, pur non volendo buttarsi nella mischia ha dovuto per cedere e organizzare una sua forma di partito, molto federato senza organi centrali con un dittatore illuminato ma sempre partito è. L'altra soluzione è continuare a combattere come giornalista libero (non prenderla come offesa, lo so che non ti piacciono gli ordini) e continuare a diffondere le tue idee.

Come ben lo sai non la penso come te ma ritengo che dagli scambi dialettici serie si esca maggiormente arricchiti.


J.A.
Maccherone, m'hai provocato e mo'...



> Certo che arrivare a vedere una concorrenza nella scelta dell'operatore per
> la raccolta rifiuti mi sembra un po' strano, perché credo che due aziende
> che raccolgono i rifiuti con il doppio dei mezzi dovendo saltare le case
> credo che porterebbe ad un aumento di costi.

Ecco cosa intendo: stai ragionando come se fosse un obbligo per te,
immedensimandoti nell'amministratore pubblico, quello di "pianificare"
ogni attività umana. Pensi: "sarebbe un costo inutile passare con 2
camion diversi" e da ciò concludi che il comune faccia bene ad
appaltare il servizio ad un'unica società, che tradotto significa
vietare a me cittadino di affidare la raccolta dei miei rifiuti ad
un'azienda che non sia quella scelta da Maniero & C.
Due aziende per la raccolta rifiuti nel comune di Conegliano sarebbero
uno spreco? Probabilmente, sì. Ma io non voglio che il comune "crei"
una concorrenza, voglio che il comune non metta becco sulla questione!
Al massimo può dire: tutti i Coneglianesi devono dichiarare come
smaltiscono i propri rifiuti e su tale dichiarazione verranno
effettuati controlli. Stop. Cosa succederebbe? Ti immagini decine di
compagnie girare con l'ape a "cior su scoathe" e costi e tariffe che
vanno alle stelle? Io non credo, probabilmente la compagnia dominante
manterrebbe la quasi totalità dei contratti e terrebbe i propri
margini alti quanto basta da scoraggiare l'ingresso di nuovi
concorrenti nel suo territorio e da non perdere i clienti di confine
(come me).
Inoltre il discorso della moltiplicazione dei costi che fai potrebbe
essere applicato a qualsiasi azienda: perchè abbiamo bisogno di così
tanti produttori di vestiti, o di pasta? Appaltiamo la produzione
degli spaghetti ad un'unica azienda e beneficieremo dei vantaggi
dell'economia di scala (Mega macchinari -> mega produzione -> mega
risparmi). In Russia mi pare abbiano già fatto questo esperimento, i
risultati non sono proprio il massimo.
Il punto è che non esiste un metodo "migliore", purtroppo per i
socialisti, per produrre neanche la cosa più banale. Le idee e le
innovazioni non sono pianificabili, nascono perchè esistono menti
brillanti che sono incentivate dalla competizione con gli altri a
CREARE, ad inventare.


> La concorrenza vieni stimolata nelle gare di assegnazione, ed in effetti il
> fatto che vi siano aziende partecipate riduce ad una farsa queste gare.
Sono le stesse gare, gli appalti pubblici, a non avere senso. Si
pretende di decidere a priori in base a parametri fissi "calcolati da
esperti" chi offrirà il servizio migliore. Manca il feedback. Senza
contare che il servizio migliore per me, non è detto sia lo stesso per
te.
Solo quando l'utilizzatore del servizio è anche il finanziatore del
servizio, potrai avere la speranza che l'azienda si impegni a venire
incontro alle tue esigenze.
Che poi ci siano dei concorrenti avvantaggiati peggiora solo le cose.


> Nella raccolta dei rifiuti come in altre serie di servizi, l'unico vero
> sistema di abbattimento dei costi, è la dimensione aziendale
Ma va! Il bravo imprenditore non è solo un bravo ragioniere. E' colui
che sa "inventare", innovare, venire incontro alle esigenze del
cliente. Per esempio inventando raccolte punti, con aziende
convenzionate, che prevedono "bollini" a ogni tot. chili di plastica
consegnata. Oppure, creando un sistema informatico gestionale che
sulla base dei dati di raccolta (che ne so su GPS), modifichi il
percorso dei suoi addetti ogni giorno, per minimizzare i tempi ed i
costi di carburante.


>e quindi la possibilità di avere economie di scala, questo porta che con il tempo si
> viene a formare un monopolio naturale dell'azienda dominante, che avendo
> eliminato la concorrenza può permettersi alte tariffe confidando sui alti
> costi di entrata sul mercato per i concorrenti e quindi praticare tariffe
> elevate penalizzando il cittadino consumatore.
Elevate rispetto a cosa? Solo in un sistema di libero mercato, con
liberi prezzi, i prezzi hanno un significato. Nel sistema attuale come
faccio a sapere se la tariffa che sono costretto a pagare è alta o
bassa?
Anche nel "monopolio naturale" (chi li ha mai visti, poi? v. sul mio
blog
), se non ci sono barriere "legali" (appalti) il "monopolista" ha
un limite massimo che si autoimpone nei prezzi (v. sopra). Perchè il
prezzo che offre il "monopolista" privato (che teme l'ingresso di
nuovi concorrenti e rischia i clienti dei confini) dovrebbe essere più
alto di quello del monopolista pubblico che è protetto dalla
concorrenza? Facciamo decidere le tariffe al comune? Bene, si fissano
queste tariffe in base a che cosa se non c'è alcun sistema di prezzi
liberi che mi dice quanto la gente sarebbe disposta a spendere per un
determinato servizio? In base alla stima delle spese che possono
avere?  Bene, quindi più sono inefficienti (alte spese), più possono
tenere tariffe alte e guadagnare. Ecco chiuso il cerchio
dell'inefficienza statale. Mandiamo ispettori a verificare
l'efficienza aziendale? E chi li paga? E chi verifica l'efficienza
degli ispettori? Nuovi ispettori? Ma soprattutto le idee da dove
nascono se non dalla libera iniziativa? Oppure istituiamo
l'assessorato delle idee? Io capisco tutti i tuoi dubbi, sono
estremamente comuni, ma nascono dalla diffidenza nei confronti del
mercato dovuta principalmente ad un'interpretazione distorta del
concetto di profitto, che dobbiamo a Marx. Si pensa che un servizio
statale possa convenire perchè privo di profitto, il margine che
l'azienda "sottrae" ai consumatori o agli operai. Ma il profitto non è
una misura di quanto il padrone sfrutti il lavoratore come diceva il
crucco; è piuttosto il premio che si riceverà in futuro (incerto) per
un investimento a rischio che si fa oggi e che verrà ripagato solo se
le previsioni di quanto i consumatori riterranno utile il servizio che
offrirai, si riveleranno corrette.
Hai previsto i bisogni futuri dei consumatori e li hai soddisfatti?
Bene, moltiplichi la posta. Hai cannato? Perdi tutto.
Quando invece lo stato "offre" un servizio sembra che il profitto non
ci sia, perchè può fissare tariffe più o meno a piacimento. In realtà
è nascosto nell'inefficienza, il rischio di non riuscire a soddisfare
gli utenti non può sparire! I costi di questo rischio sono
semplicemente scaricati sui cittadini: attraverso l'estorsione di una
tariffa in cambio di un servizio non desiderato (pensa al canone rai)
o attraverso al rifinanziamento statale in caso di buchi di bilancio.
Fino al giorno in cui i politici non sapranno leggere nella mente
delle persone e prevedere perfettamente il futuro senza incertezze, ci
sarà profitto in qualsiasi investimento. Quel giorno poi mi
spiegherete che gusto c'è a vivere in un mondo del genere.

> L'unica cosa che non sono mai riuscito a accettare delle dottrine iper
> liberiste è che vogliono negare le esternalità negative, che sono una forma
> di sovvenzione pubblica alle aziende che compiono tali atti.
Perchè "iper"? Liberista. Punto. Scusa, ma già il termine "liberista"
è stato inventato per indicare un fantomatico "iper liberalismo", mi
scoccia si tenti di fare la stessa cosa ora col termine liberismo. E'
tipico dei socialisti: prima dicono che i liberali sono degli
affamatori del popolo. E bon. Poi il socialismo fa milioni di
morti...il liberalismo diventa cool, allora dicono che sì....tutto
sommato il liberalismo è bello, ma quei "liberali" non sono realmente
liberali, sono degli estremisti, gli inculano il termine e li
definiscono in maniera dispregiativa "liberisti". Ora ci teniamo il
liberismo, ma senza "iper", per cortesia. Chi vuole ridurre
l'intervento dello stato nell'economia è un liberista; chi vuole
aumentarlo (mantenerlo, visto il nostro livello in Italia) è un
socialista; chi..."dipende, valutiamo" è un...democristiano.
Ma chi nega le esternalità negative?! Se provoco un danno nella tua
proprietà ti devo risarcire. Solo se la proprietà non è chiara di chi
sia allora può intervenire lo stato ( punto 4) ).


> Per questo ritengo che bisogna sostenere la raccolta differenziata anche di
> certi tipi di materiali,perché riducono un danno comune che però come per
> tutte le esternalità negative è difficilmente misurabile.
>
E' difficile misurarla, anzi impossibile, perchè lo stato fa
1),2),3),4) e impone una tariffa unica globale, spesso spalmata
addirittura su chi non usufruisce nemmeno del servizio (lo smaltimento
dei rifiuti napoletani l'hanno pagato anche i non napoletani). E
quindi decide arbitrariamente chi deve subire e si becca la discarica
sotto casa e chi invece viene servito da un servizio porta a porta che
magari costa 100 e paga invece solo 1. Questo accade senza liberi
prezzi. Nel libero mercato, ogni risorsa ha un prezzo che aumenta con
la scarsità della risorsa rispetto alla domanda. Quanto scarsa è la
risorsa terreno adatto a realizzare una discarica (zona che non deve
danneggiare gli individui vicini a meno che questi non optino per un
risarcimento)? Chi lo sa. Il comune vigila, i proprietari vendono sul
mercato questi terreni e le aziende 3) comprano e offrono alle aziende
2). Le aziende 2) (smaltimento) decidono come smaltire a seconda del
prezzo offerto dalle aziende 3), quando conviene differenziare e
riciclare? Quando il prezzo del processo di riciclaggio è inferiore a
quello offerto dalle aziende di stoccaggio. A sua volta le aziende 1)
raccolta, si affideranno alle aziende 2) (smaltimento) che offriranno
il prezzo migliore, preoccupandosi solamente di realizzare la raccolta
nella maniera più efficiente! Anche il cliente finale sarà chiamato
allo stesso tipo di scelta: guarda i prezzi, rapporta al servizio
offerto, sceglie. E' ovvio che lo spazio nelle discariche, essendo una
risorsa esauribile, avrà prezzi in generale crescenti, mentre le
tecnologie di riciclaggio esseno una risorsa rinnovabile, avranno
prezzi in generale decrescenti. Come accade per ogni situazione nel
libero mercato, anche qui è sufficiente che i singoli agenti facciano
al meglio il loro interesse, cercando il prezzo più basso e il
servizio che reputano migliore e automaticamente si ha un utilizzo
"intelligente" delle risorse, consumando prima quelle più abbondanti,
poi le più scarse. Non dimenticando che la risorsa più importante è il
tempo, il lavoro umano. E' vero gli uomini possono essere stupidi e
non fare ciò che conviene loro, ma ricordiamoci che gli stessi uomini
votano e possono essere eletti...quindi saremmo fottuti comunque.


> Per la tua decisione di non votare posso solo invitarti a riflettere,
Già fatto. Finora ho sempre votato il male minore.
A questo punto però non ha più senso. Io voglio andare a Ovest e mi si
dà la possibilità di andare a Est molto velocemente o a Est più
lentamente. Tutti vogliono accrescere il potere statale, io lo voglio
ridurre. Il mio voto, attualmente non ha senso.


> Lo so che non impazzisci per Beppe Grillo, ma
> anche lui, pur non volendo buttarsi nella mischia ha dovuto per cedere e
> organizzare una sua forma di partito, molto federato senza organi centrali
> con un dittatore illuminato ma sempre partito è.
Avessi i soldi di Beppe Grillo lo farei anch'io un partito, ma con
qualche contenuto, a differenza sua.


>L'altra soluzione è
> continuare a combattere come giornalista libero (non prenderla come offesa,
> lo so che non ti piacciono gli ordini) e continuare a diffondere le tue
> idee.
E' quello che nel mio piccolo faccio. Gli unici giornalisti liberi che
conosco sono blogger.

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