giovedì, ottobre 08, 2009

Cara Gelmini, rimuovi la muffa!


Ogni tanto capita pure a qualche ministro di azzeccare le diagnosi. Come in questa occasione, in cui Maria Stella Gelmini, Ministro dell'Istruzione, denuncia il vergognoso spreco di denaro pubblico nel mantenere eserciti di bidelli nelle scuole, per poi appaltare le pulizie degli edifici a delle ditte esterne. Peccato però che - come al solito - la cura sia totalmente errata.
Allora: il vantaggio della divisione del lavoro è ciò che ha permesso alla società di nascere, svilupparsi e prosperare... ok... l'ho presa un po' alla larga...
Riassumendo: "ad ognuno il suo mestiere!" ovvero, se esistono aziende private specializzate nelle pulizie di grandi edifici, vorrà dire che probabilmente saranno in grado di fornire un servizio molto più efficiente di quello che il personale stesso dell'edificio potrebbe dare. Infatti, lo stesso "team" di pulizie, con gli stessi strumenti (aspiratori, lucidatrici, detersivi, etc...) può pulire molte scuole diverse (e non solo scuole). Inoltre, è lecito aspettarsi che chi fa "sempre e solo pulizie" sia in generale più bravo a fare le pulizie di chi "fa anche pulizie".
I vantaggi dell'esternalizzazione dei servizi sono tutti qui: ognuno si specializzi in ciò che sa fare meglio e lo faccia per tutti!
Il punto è: qual è la specializzazione del bidello? Quand'è l'ultima volta che un essere umano normodotato ha sentito bisogno di un bidello? E' traducibile la parola "bidello" in lingue che non siano l'italiano? E ancora: nell'era di internet e delle comunicazioni telematiche, come si evolverà la mitologica figura del bidello pedestre trasportatore di circolari cartacee? Ci troveremo forse di fronte a novelli Johnny Mnemonic con pennette usb infilate nelle orecchie che si teletrasportano da un'aula all'altra ad annunciare che domani c'è lo sciopero indetto dal Gilda?

E' evidente che pagare sia bidelli che impresa di pulizie sia uno spreco che grida vendetta. La soluzione però non è invocare l'autarchia degli istituti scolastici, semmai è tagliare tutto il personale "ausiliario" non strettamente necessario che come la più fetente delle muffe s'è attaccato alle vecchie ed unte pareti delle scuole italiane.

Ricapitolando: come si risolve il problema dell'inefficienza nella gestione degli edifici scolastici statali?
"Esternalizzando i servizi!"
Siete dei caproni. Non ho mai detto questo. A volte potrebbe accadere, infatti, che le dimensioni dell'istituto scolastico, o la sua posizione geografica, o delle doti straordinarie del personale della scuola, o qualsiasi altro motivo che abbiamo tutte le ragioni di ignorare, facciano pendere la bilancia del "make or buy" verso la prima opzione.
Ad esempio nella scuola elementare che ho frequentato io (circa 80 bambini in totale), c'era UNA bidella e faceva tutto il necessario. Le aule erano sempre pulite ed in ordine, i bagni impeccabili, se dimenticavi le penne sul banco te le metteva da parte e in forza della sua posizione di comando della campanella ci regalava sempre qualche minuto in più di ricreazione. What else?

Il problema della politica è che - quando va bene - si sforza di trovare la ricetta per far funzionare "il sistema".
Il nostro problema è che non esiste nessuna "ricetta" perchè non esiste nessun "sistema".
Lasciamo i dirigenti scolastici liberi di scegliere ciò che è meglio per i loro istituti e i genitori liberi di scegliere ciò che è meglio per i loro figli.
E' la soluzione più semplice e per questo è quella che dà le maggiori probabilità di successo.
E' la soluzione che richiede la minore intromissione della politica e per questo è quella che ha le minori probabilità di realizzazione.

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