lunedì, novembre 30, 2009

Una X sul tricolore

Referendum svizzero anti-minareti. Lega Nord: "E ora la croce nel tricolore".
Il Parlamento del Nord già al lavoro per realizzare lo speciale strumento col quale verranno aggiornate le bandiere italiane.

In anteprima per AtrocePensiero le immagini del primo prototipo:

sabato, novembre 28, 2009

Sabato Video: Il goal più spettacolare che abbia mai visto

Mi brucia che sia stato realizzato da un interista, ma diamo a Youri Djorkaeff ciò che è di Youri Djorkaeff. In fatto di eleganza un giocatore secondo solo a Roberto Baggio.

mercoledì, novembre 25, 2009

Bignamino contro le più diffuse superstizioni anti-privatizzazioni

Riciclo un commento su Facebook, giusto per fissare due cose sulla "privatizzazione" dei servizi idrici. Non sono ancora convinto che il "bicchiere" della riforma sia da considerarsi mezzo pieno o mezzo vuoto, ma meglio approfittare di questa occasione per tentare di far crollare i soliti luoghi comuni anti-mercato:

Proprio pochi giorni fa ho avuto una discussione con un bel po' di persone molto diffidenti sulla privatizzazione dei servizi idrici e devo ammettere che credevo fosse più semplice convincerli dell'assurdità di quel monopolio statale. Lo scoglio più frequente su cui ci si imbatte tra la gente comune è "l'acqua è un bene essenziale, quindi non deve avere un prezzo", ho provato a fare l'esempio del lavaggio di un auto che può essere equivalentemente lavata con uno spazzolino da denti, un bicchiere di acqua e sapone, una spugnetta e una decina di ore di lavoro umano, oppure con qualche centinaio di litri di acqua e sapone, un apposito macchinario e solo 2 minuti di tempo. Solo con i prezzi di libero mercato possiamo sapere quale delle due scelte è quella che consuma più "intelligentemente" le risorse. Però ho notato che è un discorso troppo complesso e che scatena troppe obiezioni per risultare incisivo in brevissimi interventi. Tornassi indietro il mio intervento sarebbe più rude, più essenziale ma molto più efficace:
1. L'acqua ha un costo, poichè "averla" o trasportarla costa sforzi umani ed è quindi limitata rispetto ai potenziali usi della gente.
2. Questo costo è insito nelle caratteristiche del mondo in cui viviamo, che ci piaccia o no. Sia che sia lo Stato a gestirla, sia che siano dei privati.
3. A questo punto possiamo scegliere chi deve pagare questo costo:
  • a) va spalmato con criteri decisi dai politici tra tutti i cittadini
  • b) chi la consuma
a) implica che la gente riceve un beneficio dall'acqua che riceve in generale maggiore del sacrificio che è chiamata a fare. Quindi tenderà a sprecare l'acqua. Importante: lo spreco non è solo lasciare il rubinetto aperto quando ci si lava i denti. E' soprattutto non tenere conto del costo dell'acqua (perchè senza prezzi liberi, il costo rimane ma è impossibile quantificarlo) nell'intraprendere nuove attività. Chi mai si informa del prezzo dell'acqua in una determinata città prima di costruire una casa o intraprendere un'attività economica (magari agricola)? Di conseguenza se lo stato vuole combattere gli sprechi in questo scenario dovrà mettersi a regolamentare l'impossibile. Dovrà dire chi, dove, come, quando e perchè può consumare acqua e chi non può. Risultato: burocrazia e inefficienza. E sprechi continui (perchè dubito si possa pensare al vigile che venga a controllare quante volte tiro lo sciacquone). Lo spreco di denaro inoltre sarebbe doppio: una volta per pagare i pianificatori e i controllori anti spreco; la seconda per tutte quelle attività che potrebbero essere più efficienti se consumassero più acqua e che sarebbero le "fonti" dei nuovi investimenti in reti idriche.
b) Il sistema di libero mercato invece è molto più semplice. Chi spreca viene punito pagando un prezzo più alto e quel prezzo serve ad aumentare gli investimenti in reti idriche e a rendere più efficiente la rete idrica.

Obiezioni tipiche:
1. Non è giusto che il povero non possa permettersi l'acqua.
Risposta: Se vogliamo che lo Stato permetta a tutti l'accesso all'acqua non è necessario che si metta a fare il costruttore di acquedotti (che non è il suo mestiere) è sufficiente che gli giri i soldi per comprare quella che gli serve. In questo modo l'incentivo a risparmiare rimane, ma non si nascondono i prezzi che mi danno l'importantissima informazione di quanta acqua abbiamo a disposizione. Se l'acqua fosse costosissima, significherebbe che è scarsissima, come si può pensare che regalandola attraverso lo stato si possa risolvere il problema? Fatela gestire allo stato e il risultato sarà uno solo: razionamento. Come già avviene nel sud Italia.

2. I prezzi che praticheranno le compagnie concessionarie non saranno di mercato, le solite multinazionali compreranno tutte le concessioni, venderanno l'acqua carissima e si terranno i profitti anzichè investirli nella rete.
Risposta: le concessioni saranno date in gara. La gara la vince chi è disposto a rischiare di più. Se i profitti sono alti vuol dire che la domanda di acqua è alta e che l'acqua è scarsa. L'azienda sarà quindi interessata a vendere l'acqua a più gente possibile e non sprecarne neanche una goccia giacchè è così preziosa. Risultato: acquedotti più efficienti.

Chicca finale: Anche il grano,che ci dà il pane, la pasta e un'infinità di prodotti alimentari è un bene essenziale. Secondo il principio dei difensori dell'acqua di Stato allora dovrebbero esistere anche le fattorie di Stato con contadini statali, macchine per la lavorazione della farina di Stato, panifici di Stato, etc.... Fortunatamente non è così e proprio perchè tutta questa filiera è affidata ai privati, chiunque un chilo di farina può comprarlo al supermarket per l'equivalente monetario di non piu di 5 minuti di lavoro di un operaio. In URSS invece, fino a pochi anni fa, c'era la fila per prendersi la pagnotta. Pagnotta di Stato, s'intende.

lunedì, novembre 23, 2009

V - 5/5



PROGETTO VENDETTA: FASE 5/5 ULTIMATA.
LA VENDETTA E' COMPIUTA.
OGGI MI GODO LA GLORIA. DA DOMANI SI METTERA' DA PARTE IL RANCORE PASSATO E SI PENSERA' A NUOVE AMBIZIONI DI ANNIENTAMENTO DEL NEMICO. MA CON SERENITA' E AMORE.
Come promesso:


...a parte gli scherzi...sarò lieto di brindare con i lettori del mio blog che mi verranno a trovare nel coneglianese!

sabato, novembre 21, 2009

Sabato Video: Quale libero mercato?

Su suggerimento di Ugofc81 (Grazie!), pubblico alcune illuminanti dichiarazioni del vostro Ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
Dedicato a quelli del "partito liberale di massa".


sabato, novembre 14, 2009

Sabato Video: Vi are de vord

I Radiosboro (sic!) non mi hanno mai entusiasmato particolarmente. Ma tanti anni fa un amico mi fece ascoltare la loro "cover" di We are the World; oggi, riascoltare dopo tutto questo tempo, l'assolo del minuto 1:17 mi regala ancora grandi emozioni che voglio condividere con voi.


sabato, novembre 07, 2009

martedì, novembre 03, 2009

Chi difende la Difesa?

Il sito del Ministero della Difesa è stato vittima di un attacco ed è attualmente infettato di virus di ogni sorta. Vi risparmio la facile ironia sul fatto che chi detiene il monopolio della forza e dovrebbe difenderci non è in grado neppure di difendere se stesso. Trovo invece più stimolante notare che a venire "in aiuto" al sito del Ministero con una segnalazione agli utenti è Google, una società privata. E' un aiuto tutt'altro che disinteressato, ovvio, ma gratuito.
Quello che è certo è che se vent'anni fa avessimo provato a spiegare che le vie del mercato sono infinite, inventandoci un esempio anche solo lontanamente paragonabile a questo scenario, ci avrebbero dato -come minimo- degli utopisti fanatici del capitalismo. Come è certo che se vent'anni fa un'organizzazione para-governativa internazionale -magari, una cosa tipo ONU?- avesse deciso che Internet era una cosa troppo preziosa per lasciarla in mano ai privati e ne avesse preso la gestione, non ci sarebbe mai stato nessun Google, nessuna Wikipedia, nessun Ebay, nessuno Youtube*. La cosa brutta è che in una tale situazione difficilmente gli utenti d'internet potrebbero lamentarsi delle opportunità che una gestione statale ha tolto loro, come si fa a lamentarsi per una cosa che non è ancora stata inventata? Lo Stato, per la sua natura monopolistica, ostacola la concorrenza, disincentiva il rischio individuale, riduce i vantaggi della creatività e dell'innovazione. Solo le menti più fantasiose, libere e spudorate possono riuscire ad immaginare a quali scoperte stiamo rinunciando solamente perchè il sistema statale ne rende troppa costosa la realizzazione grazie a tasse, divieti e burocrazia.
E' anche grazie a questa asimmetria informativa che lo statalismo riscuote ancor oggi, e soprattutto oggi, grandi consensi, è ciò che io ho sintetizzato nella sigla BE.VI-CO.OC., ossia BEnefici Visibili (sicurezza, tranquillità da imprevisti ed altri tipici cavalli di battaglia della retorica statalista) - COsti OCculti (le mancate invenzioni, migliorie, scoperte, etc.).
Qualcuno diceva anche "le idee hanno conseguenze", ma questa è un'altra storia.

*Youporn, Pornotube e tutti gli altri portali pornografici invece ci sarebbero in qualsiasi scenario politico immaginabile. E' dimostrabile scientificamente, infatti, che se venissero rimossi tutti i siti internet pornografici dal web, su internet sopravviverebbe un solo sito dal titolo "Ridateci il porno su internet".

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