venerdì, febbraio 05, 2010

Statalizzazione della Cultura /4

...continua

A.G.: 1. Finanziare la cultura è sbagliato? Arte non è solo intrattenimento è anche cibo per il cervello, quello che ti permette di migliorarti o di ritrovare un momento di scontro/incontro nel confronto con gli altri. Parli di spettacoli, ma i finanziamenti, non riguardano solo quello. Sembra che la gente che fa teatro faccia quello e basta per mangiare.
Ma in che mondo vivi? Quello di cui parli tu è un'UTOPIA di pochi.
I finanziamenti sono per servizi che vanno alla collettività spesso non si traducono in soldi, ma diventano l'affitto di strutture per chi organizza corsi e laboratori di cui può godere ogni persona. Corsi di teatro, di danza, di canto, dizione, perché fare teatro ti aiuta anche ad esprimerti meglio e a credere un pochino di più nelle tue potenzialità. Perché ti mette a contatto con le persone, con gli altri, ti permette di confrontarti.

Tu parli di 1/100 di quello che c'è dietro alla parola finanziamenti. Per questo ti dico che sei ignorante, perché ignori e trai facili conclusioni.

2. Il cattivo assistenzialismo disincentiva l'innovazione. Ti ripeto, non sono completamente contrario all'abolizione del FUS purché tutto questo permetta di mantenere e non di demolire la situazione che già esiste. E' troppo semplicistico come metodo d'approccio. Esistono tanti modi, ma sbagli ad affibbiare una facile definizione ad un mondo così sfaccettato.

Sul discorso dei biglietti.
Certo, è giusto garantire a chi ha soldi di poter continuare a godere di privilegi e di attività culturali, mentre chi è povero e ovviamente deve fare i conti a fine mese invece deve mettersi il cuore in pace e rinunciare. E' giusto, non fa una grinza.

Ma che discorso è?

"E' ovvio però che come i ristoranti rinomati debbano essere un numero nettamente inferiore dei bar/pub, così i teatri saranno in un numero inferiore ai cinema."
Ma dove è scritta questa cosa? Cos'è un assioma che ti si è generato durante la digestione?
Il teatro è diventato un settore di nicchia perché porta cultura in questo paese che va avanti a programmi farciti d'ignoranza, dove la gente ride della stoltezza d'altri, nel comodo rifugio delle proprie case.

E bada, non difendo a spada tratta il teatro, difendo la cultura e l'arte che può manifestarsi e profondersi da tutti gli ambiti, siano essi la musica come la danza o la lirica, il cinema o il circo.

Stiamo parlando di 460 milioni di euro per tutta l'attività che viene svolta in Italia. Ma ti sembrano tanti? Credi che la cultura non sia un motore economico in Italia?
Forniscono più fondi i comuni, le provincie o le regioni di quello che eroga il FUS.

Il problema è che sono soldi gestiti male.

E ti ripeto Diego, sei ignorante, perché ti stai imputando su un solo elemento, come se il FUS fosse a coprire i finanziamenti per la creazione di spettacoli e basta. E' un argomento di grande portata e molto profondo per essere ridotto meramente a: non è giusto che io debba dare meno di 1 centesimo all'anno per quattro incapaci che non riescono a campare da soli, se non sono capaci che facciano altro.

J.A.: "Finanziare la cultura è sbagliato?"
Con i soldi pubblici - che sono soldi rubati al prossimo - sì. Credevo fosse chiaro. Ma evidentemente in questo paese di statalisti una posizione liberista come è la mia è inaccettabile al punto che si deve dare per scontato che una persona dotata di senno e di un minimo di cultura non possa avere un'opinione simile. Quindi continuo a non capire da dove tu abbia dedotto che io ignori la situazione da te descritta. Non fatico a credere che sia così, ma non vedo cosa c'entri.
Il Fus è solo uno dei tanti esempi.


Quando si è senza argomenti vengon fuori i soliti temi di "giustizia sociale". Se il problema fosse che i poveri non frequentano certi spettacoli perchè non possono permetterseli, la soluzione più semplice non sarebbe certo finanziare gruppi di artistici con chissà quali criteri, ma consisterebbe nel dare quei soldi direttamente ai poveri lasciandoli liberi di scegliere come spenderli. Ma così facendo si scoprirebbe che gran parte dei "poveri" spenderebbero quei soldi in bisogni che ritengono per loro più prioritari di quegli spettacoli. Ecco allora che si ritorna a quello che ho scritto nel mio primo intervento: l'unico motivo per cui è giustificabile questo tipo di finanziamento è credere "che il popolo sia composto da ignoranti che vanno istruiti e resi colti contro la loro stessa volontà, gente che non sa cosa è meglio per loro. Insomma, la classica visione comune a tutti i sistemi dittatoriali".


La mia digestione non c'entra nulla. Se è vero come tu stesso hai affermato (ed è vero, hai ragione!) che il teatro non potrà mai avere costi comparabili a quelli del cinema perchè quest'ultimo gode di replicabilità infinita e può sfruttare i meccanismi della "grande distribuzione", mentre il teatro no, in un mondo in cui vi sia un mercato cinematografico e un mercato teatrale, il primo sarà più di massa e il secondo più di nicchia. Non è un'opinione, è prasseologia. Se il teatro ha costi più alti, per vivere dovrà chiedere biglietti più elevati, se ci sono persone disposte a pagarli, vorrà dire che queste attribuiscono al teatro un valore maggiore, e che quindi sarà considerato un prodotto di qualità maggiore, ergo l'offerta sarà più limitata. Per lo stesso motivo che le Ferrari sono molto meno delle Punto. A meno che, non si stanzino fondi statali per incentivare l'acquisto delle Ferrari.


Sì sono gestiti male i fondi. Ma perchè sono gestiti male? Abbiamo dei politici imbecilli? Può darsi. Ma allora perchè vogliamo che gestiscano questi soldi e non li lasciamo nelle tasche dei legittimi proprietari? Siamo un popolo di rincoglioniti? Può essere, ma in questo caso siamo spacciati in qualsiasi caso poichè siamo in una democrazia dove comanda chi ha più voti. Anche in questo caso quindi parrebbe che la tua unica soluzione sia una dittatura o oligarchia "illuminata" dove uno o pochi colti decidono per il bene del popolo bue.
Io ho una spiegazione più semplice: è lo spreco congenito nell'assistenzialismo ben spiegato dai "4 modi per spendere i propri soldi" di Militon Friedman ( http://iononcicascopiu.wordpress.com/2009/09/23/milton-friedman/ ). Ognuno poi è libero di credere se possa essere una spiegazione valida.


...460 milioni di euro sono circa 8 euro ad italiano, altro che qualche centesimo. Guarda caso come un ingresso al cinema.
Credo che la cultura possa essere un forte motore economico per l'Italia e non lo è proprio perchè è inquinata di statalismo. I motori economici dovrebbero essere "esogeni" non "endogeni", dovrebbero produrre la ricchezza non assorbirla, sennò che razza di motori sono? Sono freni!


Non ho mai parlato di "incapaci".

continua...

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