giovedì, febbraio 04, 2010

Statalizzazione della Cultura /3

...continua


A.G.: Non mischiare in questa discussione Alitalia, perché stiamo parlando di ben altre cose.
A leggere quello che scrivi mi appare evidente che quello che arriva alle persone attraverso la comunicazione di massa sia decisamente falsato.
Da come lo descrivi tu, ed immagino che siano informazioni che ti arrivino dai principali mezzi di comunicazione, sembra che la gente di teatro, come di tutti gli altri ambienti inclusi nel FUS (Lirica, Cinema, Musica, Danza e Circo) non faccia nulla e si gratti la pancia, aspettando i soldi e producendo spettacoli senza muovere un dito; in uno speciale stato di mecenatismo grazie al quale possono essere additati come parassiti.
Beh, non è esattamente questa la situazione.

Il problema è che i fondi più grossi (parlo sempre del teatro), vengono mangiati dai teatri più grossi, che tecnicamente dovrebbero già sostenersi da soli, avendo già una struttura, la fama, e le possibilità per organizzare e produrre eventi.
Invece guarda caso sono quelli che ricevono più soldi e fanno, in proporzione, molto meno.

Esistono gruppi che ricevono 3000-4000€ che servono a malapena per coprire 1/10 delle spese che devono sostenere ma che gli permette comunque di poter rimanere in piedi, faticando, lavorando come tutti i comuni mortali anche 12 ore al giorno spesso con la metà di uno stipendio medio.

I soldi poi li devi anticipare di tasca tua, magari facendoli anticipare da enti privati, sempre sperando che in corso d'opera (come è già successo negli anni passati) non decidano di tagliare i fondi, lasciandoti con un debito che non avevi da saldare.

tua nonna magari non andrà a teatro o al cinema, però ascolterà la musica o magari sarà andata a ballare da qualche parte no? Beh parte del FUS va anche nell'organizzazione di eventi musicali (perché la musica è cultura) che non sono solo spettacoli in grandi città.

Esistono realtà che io ho visto con i miei occhi, che non prendono un solo € del FUS ma che riescono a rimanere in piedi a costo di sacrifici incredibili. Persone che dedicano la vita per il proprio lavoro, e che garantiscono un servizio di laboratori per centinaia di persone. E poi ci sono Teatri che sono in rosso da 5 anni.

Vedo che non hai letto con attenzione quello che ho scritto più sopra, il costo del biglietto è così basso perché esistono i finanziamenti. Un teatro, in Italia, non ha i posti di un cinema, non ha la possibilità di replica garantita. Bene, confrontiamoci con il mercato. Tu li pagheresti 70€ per andare a teatro?
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Per cortesia, evitiamo il qualunquismo. Pavarotti prendeva dei cachet che gli garantivano i gargarismi con il Don Perignon.

Non ti fermare alle quattro cose che raccontano in quella scatola che c'è nelle case degli italiani.

La verità è leggermente diversa.

J.A.: Gibo, non ho mai detto che chi fa teatro o attività affini o che riceva sovvenzioni pubbliche è uno scansafatiche. E per piacere smettila di dire che sono plagiato dalla tv, ignorante o malinformato solo perchè non la penso come te.
Ho sostenuto sostanzialmente 2 cose:
1. Il finanziamento alle attività di spettacolo è INGIUSTO. Indipendentemente dal fatto che chi lo riceve sia un incompetente scansafatiche o un genio stakanovista. E' ingiusto perchè quei soldi provengono da un'estorsione ai cittadini (le tasse). Io un'estorsione la giustifico solo in casi di estrema necessità. Gli spettacoli in generale non sono servizi di prima necessità.
2. L'assistenzialismo disincentiva l'innovazione. Se un bilancio è in perdita pur avendo dei contributi dallo Stato, non è affatto detto che togliendo quei contributi questo diventi ancora più in perdita. Gli esempi che ho fatto servivano a dimostrare questa affermazione che potrebbe apparire priva di senso.
E con questo spero di aver chiarito.
Rispondo:
- 70€ per andare a teatro? Perchè no? Sarebbe l'equivalente di 8-9 ingressi al Cinema. Se valuto che uno spettacolo di teatro mi appaghi di più che 9 film al cinema certo che sì. Non mi sembra un'impresa impossibile. Posso cenare con un toast+bibita, spesa=6euro, qualche (rara) volta ne posso spendere 60 euro per una cena speciale. E non navigo certo nell'oro. C'è anche chi ne spende 500. E' ovvio però che come i ristoranti rinomati debbano essere un numero nettamente inferiore dei bar/pub, così i teatri saranno in un numero inferiore ai cinema.
Anche se decidessi che 70 euro sono troppi per lo spettacolo (cioè sto scegliendo di spendere i miei soldi in cose che reputo prioritarie, es. pagare il mutuo, fare la spesa), non sarebbe comunque giusto che il costo dello spettacolo lo pagasse qualcun altro per me (che magari ha cose ancora più prioritarie su cui spendere i propri soldi).


Certo che se si parte dal concetto che siccome ci sono degli artisti bravi, che s'impegnano e che vogliono intraprendere un'attività artistica, nel caso non riuscissero a reperire sufficienti clienti da sopperire ai loro costi, questi costi debbono essere necessariamente con i soldi di tutti i cittadini (anche di quelli che detestano quell'arte e la reputano inutile); allora per lo stesso principio dovremmo sovvenzionare qualsiasi attività artigianale che soffre la concorrenza dei prodotti industriali (di qualità inferiore, ma di costi enormemente inferiori).


A chiunque voglia intraprendere qualsiasi carriera artistica auguro tutte le più belle cose di questo mondo e tanta fortuna perchè so quanto possa essere duro, e voglio dirgli: "sei libero di esercitare l'arte che più ti aggrada, nelle forme che preferisci, con i contenuti che preferisci, dove e quando vuoi. Sei libero di chiedere un compenso ai tuoi spettatori, di cercarti sponsor o di chiedere contributi volontari. Quello che non puoi fare (IMHO) è pretendere che qualcun altro sia obbligato a pagare il biglietto ai tuoi spettatori al posto loro, come avviene adesso con i finanziamenti statali.

continua...

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