mercoledì, febbraio 10, 2010

Statalizzazione della Cultura /6

...continua

A.G.: hey, che fai travisi le mie parole?
Inizio a credere che forse devo rileggere ancora di più le cose che scrivo, perché parlo di importanza della cultura, nello specifico del teatro, mentre tu mi citi Giovenale.
Qui non si tratta di intrattenere il popolo per distoglierlo o mantenerlo "lontano" dalla vita politica.
Io parlo proprio del contrario. Non si cerca di diffondere cultura per intrattenere, ma per aumentare la conoscenza, per mettere in moto i meccanismi del pensiero e della riflessione; progredire, diventare meno ignoranti.
Avvicinare alla politica, agli altri.

Dici che la cultura è importante, poi dici che sono ingiusti i finanziamenti con i soldi pubblici e sostieni che la cultura si deve sostenere da sola (teatro, danza, lirica o altro che sia). Ho provato a spiegarti come questo non sia possibile e soprattutto perché.

Restituire i soldi ai cittadini, oppure impiegare meglio quei soldi PER i cittadini? Non parlo ovviamente solo della cultura.

Sei allergico alla Costituzione? Sei allergico alla legge? La Costituzione è piena di sciocchezze??!?!??!??!?!?!?!!?!? (spero non crescano campi di punti interrogativi ed esclamativi)
Vedi Diego, speravo tu afferrassi il senso della mia frase, ma non è un problema, la spiego meglio.
"siamo tutti ignoranti" è un dato di fatto, perché tu ignori delle cose, io pure e tutti lo facciamo. Nessuno conosce tutto. La mia frase era volutamente provocatoria per sottolineare il fatto che: è un diritto di tutti (quelli che si sentono ignoranti) di avere la possibilità di poterlo essere di meno.
(spero di non dover fare degli esempi tipo: Rachmaninov era ignorante perché non sapeva cos'è un dittero Syrphidae eristalis anche se credo fosse meno ignorante sulla musica perché sapeva benissimo cos'è un Fa#)

Siamo infinitamente piccoli ed insignificanti, ma siamo in grado di comprendere l'infinitamente grande e oltre.
Siamo ignoranti solo in potenza. Quello che ci manca forse è l'élan verso il sapere.


J.A.: Ultimo appunto: non ho mai detto che sono allergico alla legge. Sono allergico all'idolatria della nostra Carta. Che, ribadisco, nel nostro caso fa abbastanza schifo.
In democrazia la legge può essere modificata con una maggioranza relativa di politici. La Costituzione dovrebbe avere lo scopo di difendere tutti i cittadini dal potere legislativo di maggioranze di politici, per questo una Costituzione dovrebbe contenere solo princìpi universali condivisi dall'unanimità della popolazione (o perlomeno di quanto più vicino possibile all'unanimità possa esistere nel mondo reale), princìpi che nessuna legge ordinaria può violare. Dovrebbe essere una garanzia contro il potere politico. In realtà la Costituzione Italiana (complice ovviamente la situazione in cui è stata scritta) è un agglomerato di imposizioni, divieti e garanzie varie che poco si differenziano da una legislazione ordinaria.
Per trovare esempi di questo tipo basta aprire a caso il capitolo "Rapporti economici".
Un esempio? Nell'art.39 la Costituzione garantisce il privilegio ai sindacati di decidere a quali condizioni devono sottostare i lavoratori di una determinata categoria (tutti, non solo i propri iscritti!) il che mi sembra tutto meno che un qualcosa di condivisibile all'unanimità oltre al fatto che è in palese contrasto con l'art. 41: "L'iniziativa economica privata è libera". Quindi la Costituzione è incostituzionale.

Fine (?)

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