sabato, agosto 21, 2010

Animatori & Fumatori

Nel piattume della cronaca balneare, hanno riscosso una notevole popolarità le foto del Ritrovo dei Saggi in quel di Calalzo, location alternativa alla tradizionale baita di Lorenzago dove si riunivano i vertici leghisti con quel duo, composto da Tremonti e Brancher, che un tempo poteva essere considerato la testa di ponte leghista verso i lidi forzisti (o viceversa?).
Aldo Brancher pare che quest'anno fosse in dieta ed ha declinato l'invito. Bossi, Calderoli e Tremonti hanno riconosciuto il suo legittimo impedimento, senza avergliene a male.

Va detto che quest'anno il risalto dato alla notizia è più che meritato visto che tra le foto dell'evento fa la sua comparsa uno strepitoso Gino Mondin, titolare dell'Hotel Ferrovia che ospitava la magnada


Gino Mondin, consigliere provinciale della provincia di Belluno tra le file della Lega Nord ma originario di Crocetta del Montello (TV), al momento del dolce se ne viene fuori travestito da soldato di un non meglio identificato esercito comunista: 
- cappottone lungo verde militare 100% acrilico, con chiusura a doppio petto e bavero con pelliccia in puro nylon, abbottonato su giugulare ai limiti del soffocamento; 
- colbacco 100% sintetico, verde militare stinto, dotato di stella rossa adesiva frettolosamente appiccicata sul frontino;
- occhiali specchiati a goccia, imitazione modello "Cobra" indossati da Sylvester Stallone nell'omonimo film.
Tutto senza la benché minima motivazione. E proprio per questo degno di massimo rispetto, come un grido "Viva i Sposi" che si leva nelle trattorie, tra le tavolate più improbabili, ovviamente senza che vi sia alcuna coppia da festeggiare. Un colpo di genio, insomma, opera di quell'animatore occulto dei ritrovi conviviali che si ripropone in ogni albero genealogico veneto a distanza di tre gradi di parentela.  

Vaben... ho un'attrazione fatale verso le monade e son finito a parlare di Gino Mondin quando in realtà volevo segnalare solo un dettaglio di queste foto passato inosservato ai più: 

Foto 1: Tremonti fuma il sigaro
Foto 2: Bossi fuma il sigaro
Foto 3: Calderoli fuma una sigaretta
Tutti e tre in un locale pubblico in una sala che con ogni probabilità non ha una zona fumatori a norma (notare finestre aperte, attendo eventuali smentite...).
Tutti e tre facenti parte di una maggioranza che ha varato quella legge anti-fumo che così palesemente e impunemente trasgrediscono davanti all'occhio dei fotoreporter.
- Perchè noi semo noi...e voi nun siete un cazzo! -


sabato, agosto 14, 2010

Sabato Video: Team Hoyt

A 65 anni un Iron Man (3,8 km a nuoto, 180 km in bicicletta e 42 km di corsa). Trasportando di peso il figlio invalido. Credo che nessuno meglio di Mr. Hoyt abbia dimostrato che quelli che spesso definiamo "limiti", non sono altro che convenzioni difficili da sradicare dalla nostra mente. 


(Grazie Sala per la segnalazione).

giovedì, agosto 12, 2010

Quant'è potente la "lobby degli OGM"?



Un grafico che non apporta assolutamente nulla al dibattito sugli OGM, ma almeno dovrebbe tappare un po' la bocca a quelli che "le potenti multinazionali dell'OGM..."

mercoledì, agosto 11, 2010

Padroni a casa vostra

(doveva essere un breve commento a questo post, dato che mi sono lasciato prendere la mano tanto vale postarlo anche qui)


Nell'intervista linkata Zaia pone un'interessante domanda: "cosa succederebbe se al posto di un campo di mais, vi fosse un campo di marijuana?"
Ebbene, cosa succederebbe?
I suoi compari NoGlobal non avrebbero invaso alcun campo, anzi, probabilmente avrebbero difeso il coltivatore. Non sarebbe una posizione necessariamente incoerente, visto che si ritengono titolari del diritto di decretare cosa è giusto per il resto del mondo ed è opinione diffusa tra queste zecche che "l'erba sana non fa male" (o perlomeno non tanto quanto altre colture legali come la vite per il vino).  
I libertari continuerebbero ad affermare che la proprietà è sacra e che l'invasione squadrista sarebbe un atto ingiustificabile.
Zaia e gli squadristi verdi giustificherebbero la distruzione del campo di cannabis, continuando a disconoscere il diritto di proprietà (che qualche loro amico illuminato ci ha insegnato esser stato "superato" dopo la rivoluzione francese...), in base al principio per cui la prima illegalità giustifica qualsiasi atto illegale -e pure illecito- che si contrapponga a questa.
Tralasciamo il giudizio sulla correttezza dell'operato del Ministero dell'Agricoltura italiano nel quadro delle normative europee che differenzia enormemente il caso Ogm dal caso Marijuana, facciamo quindi finta di ignorare questi dettagli e possiamo comunque dire che il fantomatico esempio della marijuana portato da Luca Zaia, non sembra denotare posizioni di incoerenza da parte di nessuno.

Ma se invece di una campo di marijuana si trattasse in un vigneto di uva Fragola, Clinto o Bacò? Vitigni ILLEGALI, ma (giustamente) diffusissimi nelle terre di Zaia per uso privato o "quasi-privato"?
Provi, Luca Zaia, se ha il coraggio della coerenza ad affermare al giornale che darebbe ragione ad una banda di vandali che irrompesse in vigneti privati a segare le piante di Clinto! Quanti veneti sarebbero ancora dalla sua parte?!

E ancora, se si trattasse di una damigiana di grappa casalinga? Non è stata forse un'iniziativa del suo amico Vallardi, la legalizzazione della distillazione casalinga?
La grappa fatta in casa, per le quantità elevate di metanolo che può contenere, è potenzialmente pericolosa se non si usano adeguate precauzioni. Eppure i leghisti la grappa l'hanno legalizzata, perchè giustamente ritenevano assurdo che lo stato venisse a mettere il naso tra i filari e le piccole cantine dei privati.

Chi è l'incoerente?

lunedì, agosto 09, 2010

Il conflittuale rapporto tra Luca Zaia e il vin Clinto

Cosa penserebbe il Presidente Luca Zaia se un gruppo di individui mascherati, autoproclamatisi paladini della legalità, irrompesse nella sua villa sulle colline trevigiane e inneggiando slogan salutisti, si dirigesse in cantina e lì rovesciasse al suolo tutte le sue preziose bottiglie di vin Clinto?
Penserebbe di essere vittima di una ingiusta violenza e così la penserebbe anche la stragrande maggioranza dei veneti, nonché la totalità del suo elettorato.
E non sentiremmo ragioni nel condannare tale sopruso! Sebbene la coltivazione di tale vitigno, come la detenzione, il consumo e la commercializzazione di tale vino, siano effettivamente illegali, non accetteremmo una giustificazione del gesto del commando salutista che si poggi sulla "difesa della legalità". Sarebbe ridicolo accettare lezioni di legalità da chi viola la legge naturale più importante, quella della tutela della proprietà privata! Ma forse c'è anche un sentimento più intimo che tenderebbe ad emergere in noi: la profonda ed impronunciabile convinzione che una legge che mi impedisce di bere il mio vino, che ho prodotto dalle mie uve, piantate sui miei campi e coltivate con il mio sudore è una legge sbagliata. Una legge che, dato che non coinvolge nessun altro individuo al di fuori di noi, ci si sentiremo legittimati a trasgredire, salvo poi auto-assolverci. - E' giusto che sia vietato per legge, PERO', va tutto fatto con "buonsenso", basta non esagerare... -      
I princìpi e i valori su cui si è basato quello che fu il Miracolo del Nordest, derivano proprio da questi "sentimenti", tipici della cultura contadina, ancora così presente nella cultura veneta. Di ciò che è mio, decido io. "PADRONI A CASA NOSTRA" recitava un efficace, quanto celebre, slogan politico. 
Oggi, Luca Zaia, il più celebre esponente veneto di quel partito che ha conquistato innumerevoli poltrone facendo leva proprio su quello slogan, ha affermato che un'azione violenta analoga a quella che qui sopra ho immaginato è un atto in cui viene "ripristinata la legalità". Insomma, per Zaia Giorgio Fidenato è un criminale e  i Centri Sociali un modello da imitare.

Gruppo di imbecilli devasta la proprietà privata di Giorgio Fidenato, in cui sembra vi siano coltivate piante OGM. 
Ignoro se Luca Zaia abbia effettivamente qualche bottiglia di Clinto in cantina, per certo ha avuto modo di assaggiarlo. Ecco, si renda conto che quando ha degustato il corposo rosso clandestino la sua violazione della  legge è stata obiettivamente più grave di quella compiuta da Giorgio Fidenato che ha piantato 6 sementi OGM nel suo campo come gesto di disobbedienza civile. 
Questo per svariati motivi:
- Il Clinto effettivamente contiene una dose di metanolo superiore alla media, quindi (con tutti i "se" e i "ma" del caso) potrebbe essere più nocivo; la non salubrità del mais OGM è invece tutta da verificare.
- Il Clinto è vietato in tutta l'Unione Europea; il mais OGM, al contrario, è legale in tutta l'Unione Europea la quale si è  espressa positivamente riguardo la sicurezza di tali prodotti.
Inoltre, nel caso del mais OGM la prima "violazione" è proprio quella del Ministero dell'Agricoltura, allora guidato da Zaia, che ha "trasgredito" alla direttiva comunitaria che regolamenta il settore senza apportare alcuno studio scientifico a sostegno delle sue tesi, appellandosi a vuoti slogan a difesa di una non meglio identificata "biodiversità".
Se Luca Zaia fosse una persona coerente (e fortunatamente non lo è) dovrebbe quindi aprire la caccia ai coltivatori abusivi di Clinto. Non lo farà perchè tra i due casi che qui ho presentato alle analogie "tecniche", si contrappongono differenze "politiche" non indifferenti.
Si ha paura di ciò che non si conosce. 
La gente conosce il clinto, ma non ha la benchè minima idea di cosa sia un OGM. 
Il clinto è prodotto da piccoli contadini, gli OGM dalle multinazionali.
Qui la scienza non c'entra un tubo: difendere il diritto di un "potente" a produrre un prodotto che genera diffidenza - indipendentemente dalla bontà del prodotto - fa perdere voti.
Ergersi a paladino della madre terra, demonizzando chiunque si opponga al pensiero dominante, i voti li fa guadagnare.
Obiettivamente Zaia, in questo è un campione.

Se continueremo a riporre la nostra distratta fiducia a questa classe di burocrati, anche a quelli come Zaia che ci avevano fatto sperare di rappresentare le sacrosante recriminazioni di produttori di ricchezza contro gli attacchi dei parassiti, se non cominciamo ad opporci duramente contro queste prevaricazioni dello Stato nelle nostre vite, saremo costretti a vedersi ripetere esattamente ciò che è accaduto con il nucleare. Fra 30 anni, scopriremo che le nazioni a noi confinanti avranno prodotto cibi più sani dei nostri, con costi inferiori, con  lavoratori che avranno visto crescere il loro potere d'acquisto, mentre i nostri saranno ridotti sul lastrico e mangeranno il cibo Ogm importato dall'estero. A quel punto ci si renderà conto che è stata tutta una follia, ma i responsabili, come al solito, saranno introvabili. 

sabato, agosto 07, 2010

Sabato Video: Delirio di onnipotenza

Quelle che vedrete di seguito sono animazioni dimostrative della potenzialità di un "motore fisico", un programma informatico che sulla base di modelli matematici simula il comportamento di solidi o fluidi che si muovono in un ambiente governato da leggi fisiche note (non necessariamente quelle del nostro mondo reale).
C'è chi pensa che aver spedito un razzo sulla luna, sia uno dei momenti della storia dell'Uomo in cui questo si sia maggiormente avvicinato a Dio.
Non credo che mille Apollo sul suolo lunare, valgano la bellezza di un cubetto di sabbia umida che si sgretola in una scatola trasparente.

venerdì, agosto 06, 2010

martedì, agosto 03, 2010

Incroci pericolosi

Mi sento strano.
Oggi ho incrociato un'auto che ho trovato particolarmente accattivante nella linea.
Stiamo parlando di una station wagon americana. Ed ora, se anche a voi, al solo udire queste tre parole in sequenza vi siete figurati quei carrettoni con le portiere in finto legno delle mamme dei telefilm americani, condividerete il mio turbamento.
In realtà c'è qualcosa che rende questa station speciale.
Non è bellissima (quella grigia metallizzata)?

Non me ne voglia il buon Carlo, se gli linko la "concorrenza". Anzi, approfitto dell'occasione per riproporre il post pubblicato grazie alla fotografia da lui gentilmente concessa che ritraeva, sul cofano di una luccicante Mercedes, una giovane modella rispondente al nome di Melita Toniolo.

P.S.: Mi rendo conto solo ora come questo blog abbia toccato, a volte piccoli abissi. Non il post linkato - che al contrario è una vetta del giornalismo d'inchiesta - quanto l'anonima intervista che l'ha preceduto...

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