lunedì, agosto 09, 2010

Il conflittuale rapporto tra Luca Zaia e il vin Clinto

Cosa penserebbe il Presidente Luca Zaia se un gruppo di individui mascherati, autoproclamatisi paladini della legalità, irrompesse nella sua villa sulle colline trevigiane e inneggiando slogan salutisti, si dirigesse in cantina e lì rovesciasse al suolo tutte le sue preziose bottiglie di vin Clinto?
Penserebbe di essere vittima di una ingiusta violenza e così la penserebbe anche la stragrande maggioranza dei veneti, nonché la totalità del suo elettorato.
E non sentiremmo ragioni nel condannare tale sopruso! Sebbene la coltivazione di tale vitigno, come la detenzione, il consumo e la commercializzazione di tale vino, siano effettivamente illegali, non accetteremmo una giustificazione del gesto del commando salutista che si poggi sulla "difesa della legalità". Sarebbe ridicolo accettare lezioni di legalità da chi viola la legge naturale più importante, quella della tutela della proprietà privata! Ma forse c'è anche un sentimento più intimo che tenderebbe ad emergere in noi: la profonda ed impronunciabile convinzione che una legge che mi impedisce di bere il mio vino, che ho prodotto dalle mie uve, piantate sui miei campi e coltivate con il mio sudore è una legge sbagliata. Una legge che, dato che non coinvolge nessun altro individuo al di fuori di noi, ci si sentiremo legittimati a trasgredire, salvo poi auto-assolverci. - E' giusto che sia vietato per legge, PERO', va tutto fatto con "buonsenso", basta non esagerare... -      
I princìpi e i valori su cui si è basato quello che fu il Miracolo del Nordest, derivano proprio da questi "sentimenti", tipici della cultura contadina, ancora così presente nella cultura veneta. Di ciò che è mio, decido io. "PADRONI A CASA NOSTRA" recitava un efficace, quanto celebre, slogan politico. 
Oggi, Luca Zaia, il più celebre esponente veneto di quel partito che ha conquistato innumerevoli poltrone facendo leva proprio su quello slogan, ha affermato che un'azione violenta analoga a quella che qui sopra ho immaginato è un atto in cui viene "ripristinata la legalità". Insomma, per Zaia Giorgio Fidenato è un criminale e  i Centri Sociali un modello da imitare.

Gruppo di imbecilli devasta la proprietà privata di Giorgio Fidenato, in cui sembra vi siano coltivate piante OGM. 
Ignoro se Luca Zaia abbia effettivamente qualche bottiglia di Clinto in cantina, per certo ha avuto modo di assaggiarlo. Ecco, si renda conto che quando ha degustato il corposo rosso clandestino la sua violazione della  legge è stata obiettivamente più grave di quella compiuta da Giorgio Fidenato che ha piantato 6 sementi OGM nel suo campo come gesto di disobbedienza civile. 
Questo per svariati motivi:
- Il Clinto effettivamente contiene una dose di metanolo superiore alla media, quindi (con tutti i "se" e i "ma" del caso) potrebbe essere più nocivo; la non salubrità del mais OGM è invece tutta da verificare.
- Il Clinto è vietato in tutta l'Unione Europea; il mais OGM, al contrario, è legale in tutta l'Unione Europea la quale si è  espressa positivamente riguardo la sicurezza di tali prodotti.
Inoltre, nel caso del mais OGM la prima "violazione" è proprio quella del Ministero dell'Agricoltura, allora guidato da Zaia, che ha "trasgredito" alla direttiva comunitaria che regolamenta il settore senza apportare alcuno studio scientifico a sostegno delle sue tesi, appellandosi a vuoti slogan a difesa di una non meglio identificata "biodiversità".
Se Luca Zaia fosse una persona coerente (e fortunatamente non lo è) dovrebbe quindi aprire la caccia ai coltivatori abusivi di Clinto. Non lo farà perchè tra i due casi che qui ho presentato alle analogie "tecniche", si contrappongono differenze "politiche" non indifferenti.
Si ha paura di ciò che non si conosce. 
La gente conosce il clinto, ma non ha la benchè minima idea di cosa sia un OGM. 
Il clinto è prodotto da piccoli contadini, gli OGM dalle multinazionali.
Qui la scienza non c'entra un tubo: difendere il diritto di un "potente" a produrre un prodotto che genera diffidenza - indipendentemente dalla bontà del prodotto - fa perdere voti.
Ergersi a paladino della madre terra, demonizzando chiunque si opponga al pensiero dominante, i voti li fa guadagnare.
Obiettivamente Zaia, in questo è un campione.

Se continueremo a riporre la nostra distratta fiducia a questa classe di burocrati, anche a quelli come Zaia che ci avevano fatto sperare di rappresentare le sacrosante recriminazioni di produttori di ricchezza contro gli attacchi dei parassiti, se non cominciamo ad opporci duramente contro queste prevaricazioni dello Stato nelle nostre vite, saremo costretti a vedersi ripetere esattamente ciò che è accaduto con il nucleare. Fra 30 anni, scopriremo che le nazioni a noi confinanti avranno prodotto cibi più sani dei nostri, con costi inferiori, con  lavoratori che avranno visto crescere il loro potere d'acquisto, mentre i nostri saranno ridotti sul lastrico e mangeranno il cibo Ogm importato dall'estero. A quel punto ci si renderà conto che è stata tutta una follia, ma i responsabili, come al solito, saranno introvabili. 

2 commenti:

LuCa ha detto...

Non credo Zaia abbia una cantina privata... ;)

http://www.corriere.it/salute/nutrizione/10_giugno_23/zaia-vino-veleno_408f2bd4-7eb7-11df-b520-00144f02aabe.shtml

LuCa

J.A. ha detto...

Che mi possa mangiare il cappello se non ce l'ha! Magari in questi giorni di ferie faccio un giretto in quel di Refrontolo a dare un'occhiata...

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