martedì, ottobre 12, 2010

Il Sindaco di Godega e la "proposta che non potrà rifiutare..."

"Nel TUO terreno, ti lascio costruire "senza problemi", a patto che tu assuma chi ti dico io".
Siamo tutti concordi che quella qui sopra riportata è un'imposizione di stampo mafioso e non un normale accordo tra due soggetti?
Perchè pare che, tanto per cambiare, la mia reazione a certe notizie di cronaca non sia particolarmente condivisa.
Per chi non avesse voglia di leggersi l'articolo: in sostanza la Da Re Spa (quella dei Bibanesi, per intendersi) ha stretto un "accordo" con il Comune di Godega in cui s'impegna a "privilegiare" nelle future assunzioni i residenti nel comune da almeno 5 anni; dal canto suo il Sindaco Alessandro Bonet (pupillo di Zaia), permette alla Da Re di edificare su un terreno agricolo.
Un "accordo tra gentiluomini", l'hanno chiamato. Non avrei saputo dare una definizione migliore, degna di Don Vito Corleone.
Certo i commenti indignati non mancano,  ma per lo più sono focalizzati sull'ingiustizia nell'esclusione dei potenziali lavoratori dei numerosi comuni limitrofi.
Quello che secondo me sfugge è l'accettazione supina, ormai inconsapevole, della violenza statale. La mafia fa schifo non solo quando si vede "costretta" ad ammazzare i ribelli, la mafia fa schifo per il suo parassitismo onnipresente, perchè rivendica il diritto di dirti cosa fare con la roba tua. Esattamente come fanno quotidianamente i nostri comuni con la stesura e la modifica continua dei piani regolatori: qui puoi costruire capannoni, qui case, qui condomini, mentre là puoi solo coltivare la terra (a patto che tu abbia comprato le "quote" per farlo, of course). Ci fossero motivi di pubblica sicurezza, strade già progettate o ragioni ambientali si potrebbe ritenere più che opportuna la regolamentazione statale. Ma come dimostrano questi casi, non è questa la ratio dei P.R.G.. La differenza tra una zona agricola e una zona edificabile non può essere il comune di residenza dei futuri operai! Nella stragrande maggioranza dei casi, la differenza tra una zona dov'è consentita la sola coltivazione ed una edificabile è, solo ed esclusivamente un colore diverso sulla mappa dei desideri del gruppo di pianificatori statali che in quel momento comandano al Municipio. Dove immaginano sia più opportuno sviluppare la zona industriale, vietano tutto ciò che non è industriale, dove vorrebbero veder sorgere condomini "lottizzano"....e così via.
E al mutar di maggioranza, spesso segue variazione del P.R.G..

Il problema è il solito: come può lo Stato stabilire a priori quali e quanti terreni è opportuno dedicare ai diversi impieghi? Come fa a sapere se, nel luogo X e all'ora Y, è più prioritario produrre Prosecco (campi coltivati a vite), macchine per la lavorazione delle uve (capannoni) o abitazioni? Non può saperlo, perchè la sua iper-regolamentazione ha frantumato il termometro dei prezzi di libero mercato, l'unico metodo di misura della scarsità di un bene in un'economia avanzata.
La maggior parte della gente è spaventata dall'assenza di regolamentazione, perchè si figura un mondo in cui tutti compiono scelte stupide e controproducenti (ipotesi catastrofica); allo stesso tempo auspicano che la regolamentazione sia effettuata da politici onesti, disinteressati, competenti, preparati, intelligenti (ipotesi utopistica), salvo poi alzare alte grida protesta contro "i politici ladri". Non si rendono conto che anche nell'ipotesi utopistica i superuomini al comando non hanno a disposizione i dati più importanti (i prezzi di libero mercato) e tendono ad ignorare che la "pianificazione migliore" in assoluto non esiste, perchè costi e benefici sono sempre soggettivi. Non immaginano nemmeno di quanto meno costerebbero le case (ma anche i terreni agricoli e quelli industriali) senza l'intromissione statale. Di quanti giovani potrebbero costruirsi la casa con i loro risparmi, di quante persone in difficoltà non avrebbero alcun bisogno di piani di edilizia popolare (il miglior esempio della "salvaguardia del territorio" ad opera dello Stato).
Eppure andiamo avanti così. Gioiamo per un mutuo agevolato prima casa della Provincia, quando avremmo potuto pagare la casa 50.000 euro in meno e aver, probabilmente, anche una cittadina più gradevole ed ordinata.
Continuiamo pure a lasciarli così, i nostri governanti, "padroni a casa nostra". Le Vele di Scampia non sono poi così distanti.

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