martedì, novembre 16, 2010

Evoluzioni elettorali: Lega Nord e Pdl

Le elezioni sembrano ormai prossime e pare che la Lega Nord sia destinata a migliorare ulteriormente il proprio risultato elettorale in crescita continua da circa un decennio.
Ma siamo proprio sicuri che il consenso della Lega Nord stia raggiungendo vette di consenso mai ottenute e che quindi gli italiani si stiano convertendo alla ricetta padana?
Effettivamente se si guarda il risultato elettorale dell'8,5% ottenuto alle ultime elezioni (Camera, 2008) si può notare che è un dato molto vicino all'exploit in piena Tangentopoli (1992), secondo solo al risultato straordinario del 1996, l'anno della corsa tanto solitaria quanto inutile al grido "Secessione!"
Ma se per una volta andiamo a guardare i dati elettorali in termini assoluti, ci balza all'occhio come nonostante nel 2008 la Lega Nord abbia perso quasi mezzo milione di voti rispetto al 1992 (quando doveva ancora nascere Forza Italia), ma in termini percentuali il suo risultato elettorale è rimasto pressoché invariato. Brutalmente tradotto: l'elettorato leghista si tura il naso mediamente di più dell'elettorato degli altri partiti, che al contrario è disposto anche allo sciopero del voto?
Comunque sia, è sensato riporre la speranza di cambiamento nella Lega Nord? Se 18 anni fa con ancor maggior consenso di oggi e con un partito giovane dotato di personalità uniche nel panorama politico italiano (Miglio e Pagliarini su tutti), se quindi un partito siffatto non ha raggiunto nessuno tra gli obiettivi preposti*, ha senso essere fiduciosi per l'immediato futuro?
*Il fatto che la Lega Nord sia passata negli anni con disinvoltura dalla causa del "Federalismo" a quella dell'"Autonomia", a quella della "Secessione" credo non abbia aiutato al raggiungimento degli obiettivi...


Per completezza pubblico anche l'anologo grafico relativo al Popolo della Libertà.

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