mercoledì, settembre 21, 2011

Udite-udite!

L'anonimo commentatore del post sul libro di Caprotti precisa e completa nello spazio dei commenti, l'informazione sul suo amico che lavorava all'Esselunga.
Preghiamo quindi tutti i lettori di AtrocePensiero di annotarsi che:


"non se ne è dovuto andare, ha soltanto cambiato lavoro quando ne ha trovato uno migliore (cosa non difficile, anche in tempi di crisi, rsipetto all'Esselunga)."

ESTICAZZI/2

Bepi tra logica e semantica statalista

Bepi ha un'azienda e paga tutte le tasse che lo stato gli impone: Irap, Iva, Irpef, Ici, accise su benzina e tabacchi, bollo auto, canone rai, etc... Inoltre versa tutti contributi pensionistici per sè e per i suoi dipendenti.
Con la sua quota di tasse paga tutti i servizi di cui usufruisce, ma paga anche per i servizi che non utilizza e per quelli utilizzati dai cittadini più poveri.
Bepi è un cittadino modello. Se tutti facessero come lui, la società sarebbe migliore e lo Stato erogherebbe a tutti meravigliosi servizi.
Da domani lo Stato taglierà una piccola parte dei servizi erogati, ma le tasse, anzichè diminuire cresceranno.
Bepi dovrà versare 1% in più di Iva, pagare le sigarette e la benzina più care e si vedrà aumentato il bollo della sua auto.
Bepi stima che pur "consumando" meno servizi statali di prima, ogni anno dovrà dare allo stato 5000 euro in più.

Se domani Bepi non verserà quei 5.000 in più diverrà un evasore, ergo, come lo Stato ci insegna attraverso gli spot televisivi, un "parassita della società", uno che vive a spese degli altri. C'è qualcosa che non mi torna...


Ma guardate che sguardo truce...non avrete mica dubbi a riguardo??! Bepi al rogo!!!

martedì, settembre 20, 2011

La Coop sarà tua sorella

Venne il 1988. Ed i sindacati ci presentarono una nuova assurda "piattaforma", con la richiesta di scendere a 36 ore di lavoro e di ulteriori aumenti salariali. Il nostro costo del lavoro, per tutto quanto sopra descritto, era già del 25% superiore a quello dei concorrenti. Nel 1987 il vecchio direttore del personale s'era dimesso ed il suo posto era stato coperto dal gagliardo dottor Delzotto. Nella circostanza, gli dissi: -Piattaforma un cazzo. Presentiamo noi la nostra "piattaforma", rimettiamo tutto a zero-. Demmo battaglia ed il signor Paolo De Gennis, oggi vicepresidente, mi ricorda che io dissi a Delzotto: -Sarà un bagno di sangue-Nell'ottobre di quello stesso 1988 annunciammo 904 "esuberi", cioè decidemmo - conti alla mano - che 904 persone (su 5.684) erano di troppo. Si scatenò una lotta senza quartiere. [...] 
I nostri negozi rimasero sempre aperti, i sindacalisti non riuscirono più a impedircene l'apertura. Fummo trascinati in tribunale con decine di cause per "comportamento antisindacale", un reato di invenzione italiana. Ebbero poco successo.
Fu una lotta disperata, una lotta per la vita, che durò oltre tre anni.
Parole del patron di Esselunga, Bernardo Caprotti in "Falce e Carrello". Un libro stupendo, un piacevolissimo racconto "davanti al caminetto" di un nonno che racconta la storia della sua vita e della sua azienda, che ti incanta e ti diverte con gli anedotti, le postille e le divagazioni leggere, ma sa poi farti incazzare documentando i vomitevoli soprusi delle Coop. Straborghese, irriverente, stakanovista ma a tratti snob, battagliero e politicamente-scorretto. Un vero libro-denuncia che Caprotti ha scritto di suo pugno "dall'alto della sua età, del suo silenzio, dei suoi soldi".
Un libro bandito dalle librerie italiane a causa di una sentenza del tribunale di Milano di pochi giorni fa che ha condannato Caprotti (anche al pagamento di 300.000 € alle Coop a titolo di risarcimento), non per "diffamazione" (come sostiene l'Italia dei Valori), accusa  per cui è stato assolto, bensì per aver condotto "un'operazione denigratoria volta a danneggiare un concorrente con mezzi non leciti". "Concorrenza sleale"?!

Fortunatamente qualche buon uomo ha provveduto a caricare il pdf del libro in rete.


martedì, agosto 23, 2011

L'ennesima impresa di Michele Borghetti

Interrompo la pausa estiva del blog per rendere partecipi i lettori dello svolgimento in corso in queste ore a Cleveland di un match di Dama dal sapore di leggenda. Credo di non esagerare definendo ciò che il Gran Maestro Michele Borghetti - e chi se no? - sta compiendo come una delle più grande imprese sportive di tutti i tempi. Capita che il damista italiano più forte della storia, un uomo capace di giocare 23 partite bendato contro altrettanti sfidanti "vedenti" conseguendo 17 vittorie e 6 pareggi, decida un giorno di cimentarsi nella versione anglosassone del gioco, il "Checkers" americano. A differenza della dama italiana, la dama inglese si gioca con la damiera girata di 90°, c'è libertà di scelta in caso di diverse possibilità di presa (non si è obbligati a mangiare dove si mangia di più) e soprattutto anche le pedine possono mangiare le dame che quindi sono molto meno potenti.
Dopo alcuni tornei sperimentali di questa specialità svoltisi tra pochi appassionati nel nostro paese Michele Borghetti ha all'inizio di quest'anno per la prima volta rappresentato l'Italia alle selezioni per il titolo mondiale di dama inglese, organizzato dalla Federazione Americana. Più o meno a quanto accade con la boxe, anche in questo caso vi è un campione in carica da battere e un torneo che seleziona lo sfidante ufficiale che gli contende il titolo in uno specifico incontro. Da qualche anno a questa parte la disfida è un affare privato tra il Gran Maestro delle Barbados Ron King e il russo naturalizzato americano Alex Moiseyev, con la puntuale riconferma di quest'ultimo. Sembrava che anche quest'anno alle selezioni svoltesi a Dublino dovesse ripetersi lo stesso copione, con un Ron King che domina il torneo fin dalle prime battute e conducendo con due lunghezze sul secondo ad un turno dal termine (andata + ritorno) si apprestava a volare in America per l'ennesima rivincita con l'avversario di sempre Moiseyev.
Ma quest'anno il tallonatore risponde al nome di Michele Borghetti. Un debuttante molto particolare nella versione inglese, un alieno inarrivabile nel gioco italiano. Ultimo turno: doppia vittoria di Borghetti contro un pareggio di King. Il "Re" raggiunto e superato per quoziente (somma dei punteggi degli avversari affrontati nel torneo), Michele Borghetti, al primo tentativo, diventa il primo non-anglosassone ad arrivare a contendere il titolo mondiale allo sfidante di dama  inglese. 
Il Match ha avuto inizio il giorno 13 agosto a Cleveland (Ohio) e si gioca al meglio delle 40 partite, in caso di patta il titolo rimane nelle mani del detentore.
E siamo ad oggi: dopo 25 partite il match sembrava concluso con Moyseiev che portava a 3 lunghezze il suo vantaggio (7 a 4, le rimanenti pari). Ma Borghetti è nato per stupire e nel giro di nemmeno 10 incontri si riporta sotto e conquista due vittorie senza subire più alcuna sconfitta. Nel momento in cui scrivo si sta quindi giocando la 39esima e penultima partita del match: il risultato complessivo è di 7-6 (e 25 pareggi). Pare che i due giocatori stiano proseguendo il loro gioco verso un'altra patta e che quindi Alex Moyseiev si stia confermando ancora Campione del Mondo.
Rimane la storica impresa di un damista che alla prima occasione, nel giro di qualche decina di partita infligge al campione mondiale della specialità un numero di sconfitte (6) superiore a quelle che quest'ultimo ha subìto negli ultimi anni di carriera. Straordinario Borghetti.

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martedì, agosto 02, 2011

Chiuso per (bisogno di) ferie

Riapro quando ho voglia.
Se state in ansia potete passare di qui ogni giorno a controllare se ho scritto qualcosa o abbonarvi al feed.

sabato, giugno 18, 2011

Sabato Video: Ambientalismi



Perché qui da noi è impossibile trovare un cabarettista di questo livello?

venerdì, giugno 17, 2011

Quanto gli italiani hanno ascoltato i partiti al referendum?

Quale sarebbe stato l'esito del referendum se gli elettori avessero seguito pedissequamente le indicazioni di voto del "loro" partito?

Per rispondere a questa domanda ho considerato come "elettorato attivo", ossia gli elettori potenzialmente predisposti a votare il referendum, l'80% degli aventi diritto, che è l'affluenza delle ultime elezioni politiche (2008). Assumendo questo valore si ipotizza che il partito del "non voto" parta con un vantaggio di 20 punti percentuali derivanti da elettori "non propri". L'80% di "elettori predisposti al voto" sono considerati sostenitori dei vari partiti sulla base della media dei sondaggi di Notapolitica.it della settimana immediatamente precedente al voto referendario. In base alle indicazioni di voto dei vari partiti e al loro relativo peso stimato dal sondaggio, si è ripartito quindi l'80% degli elettori predisposti ed ecco il grafico. 
Pubblicherei anche tutte le tabelle Excel, ma sul blog è un po' complicato...si accettano suggerimenti!

mercoledì, giugno 15, 2011

Perché i libertarians (spesso) sono indipendentisti?

Pubblico qui un commento che ho scritto sul sito della Xoventù Independentista, a risposta di un articolo alquanto discutibile sul "pericolo libertari" nei movimenti indipendentisti. Per una ragione che mi sfugge, pare che l'approvazione del moderatore si faccia attendere più del dovuto...forse sarò troppo matusa?

Credo non ci sia nulla di più tipicamente italico che minare la stabilità di un micro-partito, dall'interno, attaccando una "nano-componente" di esso, come questo articolo tenta di fare.  Perlopiù dimostrando una conoscenza dell'argomento trattato a livello da "osteria".

Innanzitutto i "libertarians" non sono liberali "estremi" (sic!), ma liberali "coerenti", cioè persone che credono nel valore della proprietà privata, anche del proprio corpo, e si prefissano di difendere questa dai soprusi dello Stato. Sono "coerenti", ad esempio, perché non riconoscono la fantomatica distinzione tra libertà civili, di "serie A" e libertà economiche "di serie B".
Sul piano pratico, se poi andate a vedere quali sono le proposte concrete dei libertari italiani, scoprirete che non differiranno molto da quelle di un liberale classico di mezzo secolo fa, come Luigi Einaudi.
"il fine ultimo cui mira, in realtà, è la disgregazione utopistica di tutti i Popoli e di tutti gli Stati per inseguire la creazione di un mostro identico a se stesso in ogni latitudine, privo di tradizioni e chiamato homo oeconomicus." = Capìo gnente.
Il fine di qualsiasi libertario (e di qls. liberale) è la riduzione del PESO dello Stato, ma non necessariamente delle sue dimensioni, infatti un libertario preferirebbe di gran lunga vivere in uno Stato come gli USA che a Cuba, nonostante quest'ultima sia più piccola.
Perché i libertari sono spesso indipendentisti? C'è una motivazione basata sui princìpi e una "pragmatica".
1. Per principio: perché come riconoscono il diritto dell'individuo di vivere e godere di ciò che produce al riparo dai parassiti statali, così non possono non riconoscere il diritto di una comunità più ampia di fare lo stesso. Questa è la coerenza di cui si parlava. E' ingiusto obbligare con la forza una persona a lavorare per mantenerne un'altra, come è ingiusto obbligare una comunità a mantenerne un'altra. Come la formica ha diritto a divorziare dalla cicala, così la comunità di formiche ha diritto a secedere dalla comunità di cicale (vale anche il contrario, ma ovviamente è molto più improbabile che accada).
2. Pragmaticamente: come riuscire a ridurre il peso dello Stato, se questo è necessariamente in mano ai politici che vivono di quella stessa massa che si vorrebbe ridurre? Una delle soluzioni migliori è proprio aumentare la concorrenza dei vari stati. Stati più piccoli, significa più facilità per gli individui di affidare le loro ricchezze agli stati meno "voraci" e più efficienti.
E' un processo che i libertari vogliono spingere fino allo Stato familiare? In generale no. Come già detto: l'obiettivo è uno Stato leggero, non uno Stato microscopico. Se spaccare uno Stato in due pezzi porta a ridurre il peso dello stato (mole di leggi, spesa pubblica pro-capite) allora probabilmente il libertario sarà propenso ad appoggiare la secessione, altrimenti no. Ogni Stato ha dei costi fissi indipendenti dalla grandezza del territorio (ministeri, ambasciate), quando questi costi superano il vantaggio che porterebbe un aumento della "concorrenza" non è più conveniente secedere.
Nel pezzo citato, Facco descrive una ideale società SENZA STATO, sottolineando che ci sarebbero comunque regole condivise su base contrattualistica. E' una visione anarco-capitalista (branca del libertarismo) che però non centra nulla con i temi indipendentisti: se tutti gli Stati cominciano a frammentarsi iterando il processo, NON SI GIUNGE alla situazione descritta: si avranno tanti STATI, più o meno oppressivi.
E la confusione dell'autore di questo post tra il concetto di "società" e il concetto di "stato" emerge con maggior chiarezza poco dopo.
"E’ doveroso rimarcare, quindi, la strumentalità dell’indipendentismo dei liberali, dei liberisti e dei libertari perché si fonda su una idea aberrante di umanità; il fine ultimo cui mira, in realtà, è la disgregazione utopistica di tutti i Popoli e di tutti gli Stati per inseguire la creazione di un mostro identico a se stesso in ogni latitudine, privo di tradizioni e chiamato homo oeconomicus." =Capio gnente./2
1. Il fine è la riduzione del peso dello Stato. I Popoli esistono prima dello Stato e continueranno ad esistere anche se questo non ci fosse.
2. Un uomo privo di tradizioni??! E' l'esistenza e la mole di un apparato statale che preserverebbe le tradizioni? I nostri nonni ci hanno forse tramandato la loro cultura popolare attraverso qualche programma ministeriale o grazie alla loro individualissima buona volontà?
3. Homo oeconomicus??? Per i libertari non c'è idealizzazione accademica considerata più idiota dell'"Homo Economicus". La Scuola Austriaca di Economia  (per tutti i libertari, LA Fonte del Sapere Economico) nega con forza la possibilità di ricondurre l'uomo reale che vive e che pensa a quel modello astratto.

Inoltre, sembra anche non si colga la differenza tra l'appoggiare una richiesta d'indipendenza e l'appoggiare l'indipendenza. I libertari credono nel principio di autodeterminazione (sia degli individui che dei popoli). Quindi difenderanno sempre qualsiasi comunità richieda di poter essere indipendente. Il che non significa che sostengano l'indipendenza. Esempio: se un domani, in un Veneto Stato indipendente, una parte della comunità della provincia di Treviso volesse una Marca Trevigiana Stato, i libertari non si opporrebbero certo alla richiesta presentando motivazioni storico-identitarie (per carità, anche motivate). Riconoscerebbero il diritto di effettuare una consultazione per stabilire se formare un'ulteriore scissione sia il reale desiderio della maggior parte dei trevigiani. Poi però potrebbero votare e persuadere chiunque a votare contro una tale secessione. Questo fa sempre parte del capitolo "coerenza".

Infine sugli OGM e politiche agricole: qualsiasi liberale si deve opporre alla iper-regolamentazione e alle misure di protezionismo che gli Stati e la UE, attuano in campo agricolo. I disastri delle quote latte (o anche delle quote dei vigneti, ad esempio) dovrebbero essere lì apposta per ricordarci come abbiamo svenduto la nostra libertà, in cambio dell'illusione di una stabilità economica inesistente. Invece, siamo qui a constatare che esistono voci del Veneto che invocano maggiore interventismo statale. Proprio tra i Veneti, che per loro indole e storia, non pretesero mai nulla in più di quello che proveniva dal proprio lavoro, proprio nella terra definita un tempo Serenissima per la pace che regnava nella patria del Libero Mercato Veneziano; proprio qui, adesso sono costretto ad assistere ad un processo di terronizzazione. Veneti che supplicano protezione statale, che invocano l'intervento di uno Stato che è CAUSA delle difficoltà del Veneto stesso, che chiedono di essere "comandati" (ma con burocrazia veneta, eh!), invece di declinare il verbo più veneto che ci sia: "rangiarse".  Che pena. Meno male sono convinto che questi siano una esigua minoranza.

Da libertario, orgogliosamente Veneto ed indipendentista, chiudo con una massima Veneta che i miei nonni mi hanno tramandato (indipendentemente dallo Stato a cui appartenevano) e che trasmetterò ai miei nipoti (indipendentemente dallo Stato a cui apparterranno): co no se sa, se tase.

Post corretto da alcuni refusi, notati dopo la pubblicazione

martedì, giugno 14, 2011

Già orientati al prossimo obiettivo

Il futuro è incerto. Posticipare il godimento di un bene è un sacrificio.
Una conseguenza di queste due banali osservazioni è che: 

Investire la ricchezza che si avrà, costa di più di investire la ricchezza che si ha già.
Sembra un'ovvietà, eppure il popolo italiano, attraverso il secondo quesito referendario, il più votato e approvato dei quattro, ha stabilito che questa legge economica, non deve valere nella fornitura di determinati servizi statali. Ha decretato che NON SI PUO' remunerare il capitale investito nella realizzazione di infrastrutture pubbliche locali. Ci dà fastidio che sussista un costo di reperimento dei capitali? Che problema c'è? Lo aboliamo per legge. Oh, se solo tutti fossero più buoni! Potremmo emanare una legge che abolisce la fame nel mondo!

Già pronta, comunque, la nuova tornata referendaria:
Ogni anno nei cantieri edili muoiono centinaia di operai vittime di incidenti sul lavoro. Perlopiù cadute da ponteggi e strutture in altezza. Un team di esperti ha stimato che l'abolizione della forza di gravità nei cantieri edili, salverebbe la vita del 97% delle vittime.
AIUTACI A RACCOGLIERE LE FIRME E FIN DA SUBITO PUBBLICIZZARE TRA I TUOI AMICI E CONOSCENTI IL SI' AL PROSSIMO REFERENDUM PER L'ABROGAZIONE DELLA FORZA DI GRAVITA' NEI CANTIERI EDILI!

lunedì, giugno 13, 2011

Corso di educazione dei figli nell'era statalista #2




















Tesoro! Ho trovato questa bustina di polvere bianca nei tuoi pantaloni! Cos'è??!

E' cocaina, mamma.

Droga?!? Ho un figlio di undici anni che si droga?!? Tu da oggi sei in punizione e voglio che butti quella robaccia giù per lo scarico del water! OK?!

Dovrei buttare via tutta la mia cocaina?

Certo! Immediatamente.

Mamma, forse tu non sai una cosa. Questa cocaina fa parte della partita dell'ultimo viaggio effettuato da Esteban.

Esteban chi?

Esteban Valderrama era un mio amico narcotrafficante che per anni è riuscito a rifornire tutto il nord Italia della migliore cocaina di tutta la Colombia. Per potere riuscire a viaggiare in aereo senza essere scoperto dai finanzieri, però Esteban doveva trasportare la cocaina in tanti ovuli di plastica che inghiottiva. L'ultimo carico gli fu fatale: uno di quegli ovuli si aprì nel suo intestino e morì in preda agli spasmi. 

E' terribile.

Già. Capisci ora mamma perché mi drogo? Posso forse buttare nel cesso la cocaina che con tanta fatica Esteban ha portato in Italia? Posso fregarmene così del suo sacrificio? No, non posso. Esteban è morto per il mio diritto a pippare. E io pipperò in onore di Esteban.

Oh, il mio tesoro! Così piccolo, ma già con così tanto senso civico!

Allora sono ancora in punizione, mamma?

Oh, no! Non potevo conoscere la storia di Esteban.

Posso riavere la mia bustina di bamba?

Solo quando avrai finito tutti i tuoi compiti.

Uffa.

Niente uffa. E stasera mangi anche tutta la verdura. Altrimenti due belle strisce ce le faremo il papà ed io, in onore dei tanti caduti nella lotta al narcotraffico.

giovedì, giugno 09, 2011

Esercizi democratici

Dati: Wikipedia - Elaborazione: AtrocePensiero (file Excel disponibile su richiesta)

Le frecce in blu ci vogliono ricordare come, grazie al fantastico esercizio democratico dei referendum, gli italiani hanno detto basta ai finanziamenti pubblici ai partiti, al Ministero dell'Agricoltura, a quello del Turismo, ad una Rai statale e alle trattenute sindacali in busta.
La freccia gialla indica invece l'istante in cui, scoprendo che i "rimborsi elettorali ai partiti" avevano sostituito i "finanziamenti", che laddove fu abolito il Ministero dell'Agricoltura nacque il "Ministero delle Politiche Agricole" e che con tanti altri bellissimi escamotage lessicali inventati ad hoc i nostri parlamentari poterono fottersene allegramente del voto popolare; gli italiani capirono che il "fantastico esercizio" serve solo a sprecare ulteriore denaro pubblico e a rodersi il fegato. Speriamo che non se lo dimentichino proprio questo weekend. Per quanto mi riguarda non andrò al mare. Devo mettermi in giardino a lavare la macchina con l'acqua che il Consorzio Sinistra Piave mi offre allo stracciatissimo prezzo di 250 milionesimi di euro per litro.
(La linea azzura indica il quorum.) 

mercoledì, giugno 08, 2011

Dobbiamo farlo perché c'è chi si è sacrificato perché noi potessimo farlo

In un'esortazione al voto di un amico su FB, ho notato la tipica argomentazione che riporto nel titolo. E' seguito un breve scambio di battute che riporto qui sotto, anche perché questa (non)argomentazione viene spesso utilizzata anche a sostegno di altre tesi; si veda il "dobbiamo difendere l'unità d'Italia perché c'è gente che è morta per essa" oppure "w il contratto nazionale risultato di dure lotte sindacali".

è un mio diritto e dovere: e pertanto Domenica voterò!
...in onore di quanti in passato hanno lottato per donarci questo "privilegio"


    • JA 
      E' molto gettonata, ma non mi sembra una grande argomentazione. Mi riferisco a "fare qualcosa perché qualcuno ha lottato duramente per permettere che noi potessimo farla".
      Troveresti sensato se io dicessi che mangerò una pietanza avariata in onore del cuoco che per me, con tanta fatica, l'ha preparata?
      Se invece rimani sul piano dell'obbligo, nel senso che DEVO, cioè che sono costretto potrebbe avere sicuramente più senso, ma non è così. Non c'è alcuna punizione per chi non vota, ergo non c'è nessuno che mi obbliga, ergo non è un dovere, fino a prova contraria.

      8 ore fa 
    • XXX tu fai come vuoi...io voterò!!non ho detto "JA" vai a votare!!!
      circa un'ora fa 
    • XXX cmq se per te poter esprimere democraticamente la propria opinione è come mangiare una pietanza avariata mi dispiace ma non siamo proprio sulla stessa linea di pensiero!
      47 minuti fa 
    • JA 
      Non ho detto che votare è come mangiare cibo avariato, è un esempio per dimostrare che nemmeno tu credi realmente alla tua argomentazione. Pensa al gorgonzola: ci può essere chi crede sia formaggio avariato, qualcun altro che è prelibato, ma in entrambi i casi, sia che tu voglia persuadere gli altri a mangiarlo, sia che tu voglia dissuaderli; lo farai su argomentazioni che riguardano il formaggio, non "l'impegno del produttore".
      Per questo io accetto molto volentieri consigli di voto, solo non ho trovato ancora chi mi spieghi cosa ci guadagno se vince il Sì con motivazioni scevre da slogan.

      12 minuti fa 

sabato, giugno 04, 2011

Sabato Video: Coerenza

Oggi è tornato di moda lo statalismo duro e puro...


...sembra passato un secolo (quando invece sono solo 3 anni), dall'epoca in cui erano le "liberalizzazioni" ad essere cool

mercoledì, giugno 01, 2011

Il Colonnello Hannibal Smith e la Metafora Definitiva

Se la storia d'Italia fosse una puntata dell'A-Team, questo sarebbe dovuto essere il momento in cui P.E. Baracus prende il cannello e comincia a saldare l'impossibile. Di fatto invece, ci troviamo ancora in quel preludio in cui noi, poveri sfigati vessati da una banda di farabutti, abbiamo invocato l'aiuto di Hannibal Smith, ma sul luogo dell'appuntamento ancora non riusciamo a capire chi sia.


When does a plan come together?

domenica, maggio 29, 2011

Antonio Di Pietro. Lo spietato "assetatore" del popolo.



Dopo esserci ricordati che Bersani e il suo PD non troppo tempo fa promuovevano l'affidamento dei servizi idrici a soggetti privati, ora, grazie a Carlo Stagnaro di Chicago Blog, è il turno di un Antonio Di Pietro d'annata agguerrito contro chi si oppone al processo di "privatizzazione" (pur sempre impropria, ndJA) dell'Acquedotto Pugliese.

Il 12 e 13 giugno, mi raccomando, andate a votare SI' ai referendum, permettete a questi campioni di coerenza di poter cantar vittoria! Quelli che qualche anno fa volevano evidentemente rendere il bidet un lusso per pochi, dopo un repentino e silenzioso ravvedimento sono pronti a ricevere il perdono e la redenzione che con il vostro voto potete concedergli.

giovedì, maggio 26, 2011

A Conegliano non vorremmo mica negare il patrocinio allo Sciamano?

(dal Gazzettino.it del 26.5.2011)


Visti i precedenti ci mancherebbe che il Comune di Conegliano non "credesse fermamente" nello Sciamano Hernan Huarache Mamani, il peruviano che gira il mondo (?) con lo scopo di fondare l'Università della Vita e della Pace. Il sito personale non promette niente di buono, ma non riesco a reperire informazioni approfondite, qualcuno ne sa qualcosa di più di questo sedicente scrittore?
Com'è che questo dice di aver girato l'Europa con i suoi seminari, ma cercando il suo nome su Google gli unici risultati che si ottengono sono italiani?


Qui la Delibera della Giunta di Conegliano relativa all'evento. "Patrocinio ed altre determinazioni".
L'ho già detto che il Comune di Conegliano applica la quota massima per l'addizionale Irpef?

lunedì, maggio 23, 2011

Corso di educazione dei figli nell'era statalista




















Mamma, posso? Tutti i miei amici lo fanno!

Ma scusa, se tutti i tuoi amici per divertirsi si buttano nel fosso, che fai?
Ti butti anche tu?

Eh, no!

Perché quando saranno finiti nel fosso con le ossa mezze rotte e con la melma fino al collo sai che faranno?

Eh-eh-eh...si arrangiano!

No. Voteranno democraticamente e stabiliranno che dovrai legarti una corda e trascinarli fuori dal fosso a costo di essere trascinato dentro anche tu. In nome della solidarietà e del bene pubblico.

Ah. Quindi dovrei buttarmi nel fosso?

Fai quel cazzo che vuoi, tesoro. Ma non sudare.

sabato, maggio 14, 2011

Elezioni provinciali Treviso 2011 - Endorsment

Domenica qui nella Marca Gioiosa si vota per l'elezione dell'amministrazione provinciale. Chi votare? E prima ancora: "Votare?"
Ha senso per un liberista, una persona che crede che il governo sia la causa, non la soluzione, dei nostri problemi, recarsi alle urne per sostenere un partito che si candida ad un ente inutile come quello provinciale? Certamente non sono tra quelli che sostengono che "bisogna" andare a votare recitando l'insulsa litania del voto diritto-dovere. E' ovvio che se il candidato A si propone di rubarti il 100% del tuo stipendio e il candidato B si accontenta del 99%, il modo migliore per spingere il candidato B verso il 99,9% periodico di estorsione è proprio riconoscere la "sacralità" del voto e assicurarlo che, comunque sia, tu al massimo, voterai il meno peggio.
Ma chi si potrebbe votare? Partiti coerentemente liberali in Italia non ce ne sono: NESSUNO si sta battendo per la riduzione della spesa pubblica e addirittura vengono introdotti provvedimenti nella direzione opposta come il tariffario minimo degli avvocati o la legge che impone uno sconto massimo del 15% per i libri. Meglio andare al mare quindi? Quest'anno credo di no perché c'è un interessante alternativa: VENETO STATO.
La mission di VENETO STATO è evidente: far diventare il Veneto uno Stato Indipendente.
E' un partito liberista? No, anche se al suo interno vi siano diversi esponenti dichiaratamente libertarian. Tuttavia l'indipendenza di territori che subiscono il parassitismo dello Stato centrale e la competizione tra differenti politiche fiscali degli Stati sono sicuramente tra i mezzi più efficaci mezzi per limitare lo statalismo.
Domande: Ma non sarà la solita accozzaglia di partitini unipersonali che usano slogan e vessili venetisti a caccia di careghe? E' realistico il progetto di indipendenza del Veneto? Siamo sicuri che in uno Stato Veneto si starebbe meglio che nella attuale regione italiana?
Risposte: NO. SI'. SI'. Inutile che vi scriva qui le motivazioni, andate a leggervele (insieme a molte altre) qui: http://www.privatseminar.net/veneto-e-chi-il-veneto-fa/

Oltre alla causa indipendentista quali sono gli altri motivi a favore o contro il programma politico di questo movimento per la Provincia di Treviso?
Contro: proposta di gestione da parte della provincia del servizio idrico, rifiuti, gas e trasporti; dichiarazione di voler "combatte contro qualsiasi forma di privatizzazione"; marketing elettorale eccessivamente ed inutilmente anti-lega.
Pro: proposta di messa sul mercato della "reggia" provinciale; riduzione dei dipendenti della provincia.

Nel concreto: penso che le proposte elencate, contenute nel programma politico di queste elezioni, - sia nel bene che nel male - esulino dalle competenze dell'Ente Provincia o siano irrealizzabili, per cui tendo a sottovalutarle.
Quindi domenica tornerò a votare perché l'Indipendenza del Veneto è possibile, necessaria ed urgente e Veneto Stato ha le idee chiare di come questa si possa raggiungere, senza doversi compromettere con le macchiavelliche logiche di partito romane, fondate solo sul parassitismo.

mercoledì, maggio 11, 2011

Elezioni provinciali Treviso 2011 - Gli Oscar di AtrocePensiero


Oscar per il peggiore slogan elettorale
The winner is: Leonardo Muraro - Lega Nord con il suo slogan "SOLO FATTI."
Completarlo malignamente con qualche facile gioco di parole sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Ma in effetti qui...perché dovrei graziare le crocerossine?
Completo con: "Non siamo disonesti. Né stupidi. Solo fatti."
E la svolta a sinistra leghista continua nel cammino dell'antiproibizionismo...


Oscar per il peggior "nome da battaglia" elettorale:
The winner is: Lisa Tomasella - "La Leonessa di Codogné" (Razza Piave)
Per piacere non cominciamo ad affibbiare ai politici soprannomi topo-zoologici stile cantanti anni '60!
Se prendesse piede questo malcostume chi dovremmo aspettarci tra i futuri candidati?
Al Mus de Colfrancui?
La Bisata de Marén?
Al Dindiòt de Montanèr?


Oscar per il peggior fotomontaggio:
The winner is: Antonio Guadagnini - Veneto Stato
Coro di alpini in borghese in posa per la foto di rito mentre al ristorante, attendendo l'ennesimo digestivo, ammazzano il tempo intonando canti popolari + esercitazione pratica del corso "Ritocchiamo con il Paint".


Oscar per il peggior manifesto.
The winner is: Daniele Dal Mas - Italia dei Valori 
172 € spesi in fototessere e questa è la migliore.
Quel che si dice "una faccia che buca lo schermo".
Si noti: il Gruppo Giovani dell'IDV della Provincia di Treviso ( www.gruppoidvgiovanitreviso.it ).
Bei tempi quando la droga era il pericolo più grande che minacciava i nostri giovani.


Oscar per la peggior lettera agli elettori
The winner is: Davide Buldrini - Sinistra Ecologia e Libertà
Sarà che è in odore di nuova paternità (auguri!), ma dosi di paternalismo così, possono provocare danni permanenti.


Ho lasciato fuori qualcuno?
Ah, sì! Il Partito Democratico!
Quindi direi che l'Oscar per la campagna elettorale più ignorata spetta di diritto a Floriana Casellato e al suo anonimo PD.


Pdl? Esiste?


SEGUIRA' ENDORSMENT UFFICIALE DI ATROCEPENSIERO (forse...)

mercoledì, maggio 04, 2011

Estremisti e uomini di buonsenso

Ipotetico dialogo tra un promotore della politica liberal-socialist-benpensant-buonsenist e un semplice liberale classico. 


Certo bisogna rendere il mercato più aperto, più libero, ma è finita l'era delle ideologie, bisogna farlo con buonsenso.
Mi sono perso la puntata dove "l'ideologia liberista" si imponeva sul mondo, gli Stati riducevano drasticamente la spesa e pagavano l'amara conseguenza di questa scelta...
Se dici che da nessuna parte del mondo c'è un modello di stato "leggero" come lo vuoi tu, ci sarà un motivo! Sei un utopista.
Il motivo è che vige la democrazia e quelli che la pensano come te sono molti di più di quelli che la pensano come me. Che non vuol dire affatto che voi avete ragione e io ho torto. Ma visto che sei d'accordo con il rendere il mercato più libero, appoggerai le iniziative di liberalizzazione-privatizzazione?
Certo, ma vanno valutate e ponderate.
Ok. Valutiamole:
Privatizzare la Rai?
Eh, no! Il servizio pubblico... poi si consegna l'informazione televisiva a Berlusconi.
Abolire i finanziamenti all'editoria?
Bravo. Così sopravvivono solo i grossi capitalisti e le voci indipendenti muoiono, sempre a favore di Berlusconi...no!
Abolizione Fondo Unico dello Spettacolo?
Ma vuoi ammazzare la cultura? Solo se la gente ha la possibilità di accedere alla Cultura, è realmente libera. No.
Privatizzazione sistema pensionistico, con capitalizzazione individuale?
Sarebbe un attacco alle classi più povere.
Poste Italiane?
Sì...e regaliamo ai privati un monopolio come abbiamo già fatto con le autostrade? No.
Trenitalia?
Per consegnarlo ad aziende che innalzerebbero i prezzi? No, grazie.
Enel?
L'Energia è un settore "strategico". No.
Abolizione privilegi sindacali e CAF?
E togliere l'unica difesa dei poveri lavoratori inermi? No.
Introduzione del buono scuola a sostituzione dei finanziamenti diretti alla scuola pubblica?
LA SCUOLA PUBBLICA NON SI TOCCA!
Quindi della sanità meglio che non ne parliamo...
ATTENTATO!
Come non detto. Mmmh. Finanziamento ai partiti (aka "rimborso elettorale")?
Sarebbe giusto eliminarlo, ma non si può sennò vincono sempre quelli che hanno i soldi. No.
Sistema carcerario?
Ma sei impazzito? No.
Abolizione degli ordini professionali e del valore legale del titolo di studio?
E poi chi ci tutela dagli incompetenti e dai disonesti? Ci vuole professionalità! No!
Liberalizzazione degli orari di apertura delle attività commerciali?
Ma poi sarebbero sempre i dipendenti a rimetterci. No.
(Ri)Abolizione delle tariffe minime per gli avvocati?
Se vogliamo la qualità dobbiamo pagare chi lavora bene. Non si può lavorare al ribasso, si agevolano i truffatori. No.
Tagliare i finanziamenti ad attività varie ed eventuali tipo "Associazione Partigiani"?
Sarebbe uno schiaffo alla storia del nostro paese. No.
Stop agli eco-incentivi?
La salvaguardia dell'ambiente è una dei primi compiti dello Stato. No.
Enti locali?
Sono già alla canna del gas. Aumenterebbero solo la tassazione. No.
Liberalizzazione del gioco d'azzardo?
Sarebbe un regalo alla malavita. No.
Droghe?
Non si scherza con la salute. No.
Prostituzione?
Lo Stato non può guadagnare sulla mercificazione del corpo. E' indegno. No.
Cancellare le agevolazioni alle cooperative?
Proprio quelli che promuovono un'economia sostenibile? Assolutamente no! Non sai proprio guardare oltre la logica del profitto!
Abolizione del divieto di sconto superiore al 15% per i libri?
I prezzi devono essere "equi". I grossi gruppi che fanno prezzi stracciati mandano in rovina i piccoli negozianti che in realtà offrono un servizio di qualità migliore. No.
Stop agli asili nido comunali?
Sarebbe accanimento verso chi ha più bisogno del nostro aiuto. No.
Taglio ai fondi del C.O.N.I.?
Lo sport è una preziosa risorsa sociale, soprattutto per i più giovani. No.
Vendita del patrimonio immobiliare statale?
E' la nostra ricchezza, non possiamo svenderla ai privati. No.
Abolizione delle province?
Andrebbe approfondito. Ma se non si salvaguardano i posti di lavoro, no.
Sussidi per l'agricoltura?
Siamo ciò che mangiamo. E' un campo delicato e non possiamo lasciarlo all'anarchia del mercato. No.
Università e ricerca?
Vuoi ammazzare il nostro futuro? No.
Servizi idrici?
L'acqua non è una merce. No!
Servizi di trasporto locale?
Il trasporto deve essere sostenibile. No.
Raccolta rifiuti?
Fa parte di quel tipo di politiche che vanno armonizzate da un ente pubblico. No.
Abolizione Ministero del Turismo?
L'Italia potrebbe vivere solo di turismo. Dobbiamo puntare ed investire sul turismo. No.
E il Ministero delle attività produttive, invece?
E' di fondamentale importanza dare una prospettiva di lungo termine che il mercato non prevede. No.
Abolizione Ministero delle Politiche Sociali e delle sue inutili pubblicità progresso?
No, gli sprechi sono ben altri.

E quali sarebbero!?

Gli stipendi dei politici, per esempio.
Ah. Ok. E chiaramente pensi di riuscire ad obbligare i politici a ridurli quando sei totalmente dipendente da loro per qualsiasi attività tu debba svolgere. Comunque tutto qui?
No, ci sarebbe da fare la riqualificazione energetica degli edifici statali che ci farebbe risparmiare un sacco di soldi pubblici.
Però prima bisognerebbe spenderli.
Eh, certo! Per guadagnarci tutti nel lungo periodo.
Quindi intanto dovremmo spendere denaro pubblico, in nome delle "liberalizzazioni"?
Certo, ma con "buonsenso", perché è finita l'era delle ideologie. E' sbagliato essere un estremista e un fanatico liberista come sei tu che credi solo nel dio mercato.
Viva lo Stato. - Sempre sia lodato. -

martedì, marzo 22, 2011

venerdì, marzo 18, 2011

Tema sull'orgoglio italiano

Tema: Nel centocinquantesimo anno dalla sua nascita, esprimere le motivazioni per cui dobbiamo sentirci orgogliosi di far parte di questo Stato italiano.

Per me, non è che avevo proprio le idee chiare su queste motivazioni che lo Stato italiano è una cosa fantastica e del perché dobbiamo sentirci felici per questa festa che è sicuramente importante. E' tutta ieri che ci penso, ho pure guardato su Youtube per avere qualche spunto e in effetti ho trovato il video di Tardelli che segna a Spagna '82 con Pertini che esulta e lì ti senti orgoglioso, cioè, tutti che si sentono uniti, fratelli, ti commuovi per queste imprese. E lo vedevi perché era un video cliccatissimo quasi tutte 4 o 5 stelle. Io ne ho messe 5, (ma non ieri, prima, perché adesso non ci sono più, ci sono i pollicioni). Però oltre 'sto video qua non è che ho trovato tutta sta roba (sì ok, anche quella dell'Italia di Lippi era bella, però ai rigori secondo me conta meno).
Poi m'è venuto in mente Benigni che aveva fatto quella recita lì che faceva ridere, ma anche pensare, e alla fine c'era l'inno che era proprio "Fratelli d'Italia".
E allora mi sono come ispirato e credo che tutti dovrebbero cantarlo concentrandosi sulle parole che sono belle e profonde. Ora (da ieri pomeriggio) posso dire di essere orgoglioso di essere italiano, e ne abbiamo tutte le motivazioni. Mameli ci trasmette con il suo pezzo brano scritto tante emozioni e tante ragioni che secondo me sono più che valide. Innanzitutto quella della schiava di Roma che Iddio la creò, io all'inizio non capivo perché mi credevo che l'Italia (e quindi noi) dovevamo essere schiavi di Roma, poi mio cugino mi ha spiegato che in realtà è la Vittoria che è nostra schiava perché Dio ha voluto così, siamo tipo predestinati, cioè c'è una forza superiore (che poi Dio potrebbe essere anche una metafora, diciamo "entità") che ha fatto in modo che Roma e quindi l'Italia vinca sempre e questo è un primo punto per essere orgogliosi. Ma poi ci sono anche tante cose tipo storiche, molto importanti, come l'elmo di Scipio (citato subito dopo poche righe) di cui noi ci accingiamo la testa, sempre in segno di dominazione verso gli altri popoli. Infatti, nei versetti finali (io non li conoscevo neanche perché non li canta mai nessuno, ed è un peccato perché sono belli) c'è pure "l'Aquila d'Austria le penne ha perdute" per dire che gli altri paesi confinanti hanno già perso in partenza se vogliono paragonarsi all'Italia. Ma oltre a tutti questi aspetti simbolici ce ne sono altri di pratici che secondo me sono ancora più significativi, perché ci fanno capire la nostra fortuna di essere italiani e che esprime una vera realtà ricordandoci che "Noi siamo da secoli calpesti e derisi perché non siam popolo perché siam divisi". Cioè fino a quando eravamo divisi in tanti Stati diversi, gli altri stati confinanti tipo l'Austria di prima o la Jugoslavia (anche se non si chiamava proprio così) o anche stati più distanti come la Svezia, la Germania o l'Ucraina o il Portogallo ci guardavano e ci deridevano perché eravamo tanti Stati invece di unirci e farne uno più grande. Ma poi ci siamo uniti (a parte San Marino e il Vaticano che però è come fossero italiane, infatti quando c'era la Lira che era la moneta italiana ce l'avevano anche loro) , abbiamo scelto la nostra bandiera comune, abbiamo il Presidente della Repubblica che ci rappresenta tutti e addirittura abbiamo una Costituzione che dice ciò. Ora quindi possiamo sfoderare il nostro orgoglio e anche il patriottismo e per ironia della sorte adesso quelli che ci deridevano magari sono proprio loro divisi, tipo la Slovenia con la Croazia e la Bosnia, la Cechia con la Slovacchia. Adesso siamo noi che possiamo deridere loro, perché siamo uniti. Per questo dobbiamo essere tutti orgogliosi di essere italiani e di esserlo da 150 anni, perché tanti altri Stati non hanno la nostra fortuna. E in più anche tante persone sono morte per la patria italiana unita. W l'Italia! Diciamolo tutti forte, così che ci sentono anche nei paesi vicini, quelli che non sono uniti come noi e che non ci possono proprio più deridere.


Voto: 8 e1/2

giovedì, marzo 17, 2011

AtroceLettura: A cosa pensano gli UOMINI oltre al SESSO




In vendita su Lulù.com.
Liberamente ispirato al best seller "What Every Man Thinks About Apart from Sex" di Sheridan Simove. Paraculismo a mille...

lunedì, marzo 07, 2011

Da stampare e fissare con magnetino sul frigorifero

 "Se la cultura dell’opposizione non è più statalista, dirigista, con l’idolo dello stato fiscale, anche noi non siamo più tributari della rivoluzione liberista degli anni '80, ma vogliamo occuparci di interessi popolari diffusi"
Silvio Berlusconi - 14 maggio 2008
Giusto perchè, ogni tanto, in momenti di profonda depressione, magari dopo aver sentito qualche sermone di Vendola, penso che forse esiste un male minore e votarlo possa essere una soluzione. Allora mi rileggo questa dichiarazione in cui Berlusconi in persona mi tranquillizza ribadendo che il Pdl non è roba per me.

Da notare la logica della dichiarazione: "Una volta credevamo che lo Stato fosse la causa dei nostri problemi e volevamo ridurlo, mentre l'opposizione lo adorava e lo sognava sempre più potente. Fino a che, finalmente, (a suon di craniate sul muro della storia e delle elezioni) la Sinistra capisce che tutto sommato non avevamo tutti i torti. Così abbiamo deciso di cambiare idea."

venerdì, marzo 04, 2011

Il controllo dei prezzi accontenta "TUTTI" (eccetto una insignificante categoria di individui)

Non so a voi, ma a me la Vodafone continua a mandare “promozioncine” ogni volta che effettuo una ricarica, diverse a seconda del taglio della ricarica.
Domanda: che senso ha pretendere che io debba attivarle chiamando il 42200, nonostante queste siano gratis? Perde tempo-denaro la Vodafone a studiare queste promozioni, perdo tempo io a controllare che non vi siano “tranelli” e a chiamare.
Ma non sarebbe molto più semplice darmi un credito aggiuntivo promozionale, in modo che più ricarico e più lo sconto cresce? Il che equivale a far costare relativamente di più i piccoli tagli di ricarica rispetto ai più grossi.
Non ci vuole un genio del marketing per pensare una cosa del genere.
Ma non ci scordiamo che è sufficiente un politico qualsiasi per vietarla. Non è che c’entri la celebre lenzuolata di “liberalizzazioni” di Bersani che tra le tante cose vietava i costi di ricarica? Scommettiamo che tutte queste promozioncine sono dei mezzi complicati per fare una cosa semplicissima, che però è vietata da una legge idiota?

A proposito di leggi idiote: è notizia di oggi il voto BIPARTISAN che vieta di praticare sconti superiori del 15% nella vendita dei libri.
Da segnalare questa intervista (risalente allo scorso luglio) al primo relatore Ricardo Franco Levi (foto) per gli innumerevoli spunti, tra cui sottolineo:
Ci ha messo quattro anni di intenso lavoro, migliaia di incontri con tutti i rappresentanti del settore editoriale, ma alle fine, a quanto sembra, la caparbietà e la determinazione di Ricardo Franco Levi sono state premiate. È lui (ex giornalista, oggi deputato Pd), infatti, l’artefice del disegno di legge sullo sconto dei libri che finalmente sembra vedere la luce. [...]
Chi ha appoggiato questa legge e cosa pensa lei di chi l’ha contestata?
Praticamente tutti. C’è il consenso dell’associazione degli editori, e al suo interno dei piccoli editori, dell’associazione dei librai, del sindacato dei librai. È un’adesione ufficiale e compatta. I contestatori ci sono, certo. Ma la legge è un compromesso. Tra l’avere il massimo e non avere nulla ce ne passa e, mi creda, questo testo si basa su un’approvazione amplissima, praticamente unanime, tra gli operatori e in Parlamento.
“Praticamente tutti”. Editori, librai, sindacati, parlamentari… chissà chi mancherà all’appello…

lunedì, febbraio 28, 2011

"Perchè le idee sono come le stelle": anni luce da qui

Recentemente ho visto qualche scorcio de "L'Infedele" di Gad Lerner in cui si glorificava Roberto Vecchioni, presente in studio, neo vincitore del Festival di Sanremo. Da questa istruttiva trasmissione ho appreso come questa vittoria abbia risvegliato nobili sentimenti nel popolo italiano che, in un sussulto di dignità, ha manifestato la sua somma indignazione con l'eroico gesto del televoto. "Chiamami ancora Amore". Non solo una canzone, ma un manifesto delle persone per bene, ovviamente di sinistra. Ah, questo l'hanno spiegato quando il festival era finito. A me, che sono distratto e che ascoltavo la canzone come fosse una canzone, il pezzo sembrava parecchio orecchiabile, piacevole; trovavo l'interpretazione di ottimo livello eseguita con trasporto, ma senza eccessive teatralità e il cantautore pur essendo tra i big della canzone italiana era una novità sul palco dell'Ariston. "Ha vinto Vecchioni con Chiamami ancora Amore". Bene, dicevo. Mica mi pensavo di aderire spiritualmente al Manifesto dell'indignazione del grande popolo che non parcheggia in seconda fila.
Aspetta che vado subito a studiarmi cosa proclama la Sinistra finalmente vittoriosa nel suo nuovo inno, allora! Esaminiamo il testo:

...per i bimbi morti nelle carrette della speranza... sì che disgrazia!
...per i giovani disoccupati... certo, i tipici drammi di questa Italia
...per gli artisti squattrinati, per gli intellettuali incazzati... sì, eh che facciamo?
...per il bastardo che sta sempre al sole... ok, che proponi per quello?
...per il vigliacco che nasconde il cuore... sì, giusto anche quello
per la nostra memoria gettata al vento/ da questi signori del dolore... sì, ok Roberto, abbiamo capito, ma per tutto questo, SI PUO' SAPERE COSA HAI INTENZIONE DI FARE?

CHIAMAMI ANCORA AMORE! e poi?
CHIAMAMI SEMPRE AMORE! ma ti fa sul serio?
CHE QUESTA MALEDETTA NOTTE
DOVRA' PUR FINIRE sei proprio convinto?
PERCHE' LA RIEMPIREMO NOI DA QUI
DI MUSICA E DI PAROLE!
CHIAMAMI ANCORA AMORE!
CHIAMAMI SEMPRE AMORE!


Ok, Amore. Va tutto bene e abbiamo tutto sotto controllo. Adesso però falla girare un pochino che poi non dicano che non redistribuiamo la "ricchezza".

venerdì, febbraio 25, 2011

La raza no a va su pal talpon

Visto che è la terza volta che Google è così gentile da inviarmi un buono sconto di 75 euro da spendere in campagne AdWords, stavolta ho deciso di perdere una mezz'oretta e promuovere la prima campagna promozionale per questo blog.
Il titolo di questo post è parte integrante del messaggio pubblicitario. Mi pareva una perla di saggezza di adeguata caratura. Accetto suggerimenti per descrizioni alternative.

martedì, febbraio 22, 2011

Soliti dibattiti via Facebook sui soliti luoghi comuni


  • http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-02-17/mutui-toxic-asset-mortgage-backed-Soc_gen-Credit_Suisse-130630.shtml?uuid=AaqK818C
    XXXX     E c'è ancora gente convinta che il liberismo sia la soluzione...
    circa un'ora fa · 

  • DP 
    Sì e io sono tra quelli. Ma non ti preoccupare XXXX siamo sempre più rari.
    Certo però non si capisce ancora quali sarebbero le colpe del libero mercato sia nell'aver generato la crisi, che in queste riproposizioni; visto che lo stesso articolo linkato a proposito di cause dice «È il risultato -dice Deepak Narula, esperto del settore - in gran parte degli aiuti governativi nel business dei mutui...»
    Dove ci sono aiuti governativi c'è tutto meno che liberismo.
    Quando la FED (ente statale, non di mercato) svaluta il denaro per "stimolare l'economia" e provocando Malinvestment, vi è solo statalismo, non liberismo.
    E infine, quando lo stato "salva" le banche dal fallimento che meriterebbero, poi non può lamentarsi che queste intraprendano la via del "rischio sregolato".

    circa un'ora fa ·  ·  1 persona

  • XXXX
    Gli aiuti di stato sono intervenuti solo quando il danno era già fatto. In pratica si è lasciato fare il liberismo, e quando esso ha lasciato solo macerie lo stato è dovuto intervenire per salvare il salvabile, peraltro svenandosi. Non criticare la FED: ha solo ha dovuto pulire tutto il casino che avete lasciato.

    La storia dei fondi tossici è emblematica: sono stati, su scala assai più grande, gli equivalenti delle truffe piramidali in cui debiti venivano insaccati e venduti in altri debiti che a loro volta ecc. ecc. In questo modo all'inizio si guadagna, magari anche parecchio, però è chiaro a tutti che la bolla prima o poi scoppia lasciando tutti col sedere per terra. E chiaro che tutto ciò si sarebbe potuto evitare se a dettare le regole del gioco ci fosse un qualcosa al di sopra e al di fuori del mercato che lo regoli e lo indirizzi, e che a un certo punto ti dice "cosa credi di fare con quei fondi? Ritirali subito dal mercato e gioca pulito". Ma è proprio questo arbitro che i liberisti non vogliono. E sarebbe stata l'unica cosa che avrebbe potuto evitare la crisi.

    Il liberismo è l'ultima ideologia economica rimasta. Rappresenta l'estremismo opposto al comunismo, ma con una differenza fondamentale: il crollo dell'economia comunista è rimasto circoscritto, più o meno, nei luoghi dov'era nato. Con l'economia globalizzata che c'è adesso, invece, i disastri del liberismo hanno ripercussioni mondiali. E non credo che ce lo possiamo permettere.

    45 minuti fa · 

  • DP Il casino che avete lasciato chi? Io opero nel libero mercato tanto quanto te, a me che tu non sia un eremita.
    Le politiche monetarie dissennate sono pre-crisi, come anche Fannie&;Freddie; mentre i salvataggi post-crisi peggioreranno la prossima che è solo posticipata. Non sono comunque questi aspetti tecnici i più importanti.
    Il punto credo sia il fatto che gli statalisti parlano del liberismo come fosse una strategia, un modello, che i liberisti tentano di imporre alla società spacciandolo per ricetta per un mondo perfetto. Cioè, come fai tu, presentano il modello del libero mercato come un'alternativa al loro modello, quello social-democratico. Non è così. Nessuno crede che il libero mercato sia perfetto. E' imperfetto quanto lo sono le persone che vi operano. E' pieno di errori che fanno le persone quando sono libere di agire. Ma è un sistema che nasce spontaneamente, senza alcuna imposizione da parte di nessuno, nasce quando l'uomo scopre che la divisione del lavoro è vantaggiosa, quando 2 primitivi scoprono che se uno dei due caccia e l'altro coltiva la terra e poi si accordano per scambiarsi gazzelle per patate, entrambi mangiano più gazzelle e più patate. E scoprono che più la società si espande, più gli scambi aumentano, più aumenta il benessere. Questo è libero mercato. Non è perfetto ma è l'unico sistema noto che "generi benessere". Funziona (bene o male) senza che ci sia qualcuno che lo propaganda, lo vota e lo impone alle minoranze. Funziona anche senza liberisti.
    Le dottrine socialiste invece necessitano di qualcuno (lo stato) che le promuove e che alla fine le imponga anche a chi non le condivide. E qui che entrano in gioco i liberisti che obiettano: "dato che le imposizioni sono limitazioni di libertà e la libertà è un valore, siamo proprio sicuri che siano necessarie queste deformazioni di un sistema spontaneo come il libero mercato? " L'onere della prova spetta ai socialisti, siano loro a dimostrare che con i loro accorgimenti aumenta il benessere e valuteremo di rinunciare ad un po' della nostra libertà per guadagnare benessere o stabilità. Lo statalismo evita i fallimenti? Impedisce alla gente di fare cose stupide? Sono in grado di dimostrarlo? Sia la teoria economica, che la storia (le tragedie degli stati socialisti), che la geografia economico-politica (c'è correlazione tra maggior peso statale e povertà nel paese) dicono il contrario. Ergo il sistema di libero mercato va difeso, dalle "aggressioni stataliste" IMHO.

    Quelle che tu definisci "truffe piramidali" si chiamano "Schemi di Ponzi", essendo truffe non vanno annoverate nel libero mercato, dato che questo si basa sui "contratti" e le truffe sono violazioni dei contratti. Ma supponiamo pure di volerle annoverare tra gli effetti collaterali del libero mercato solo perchè effettuate da privati cittadini o aziende, ti suggerisco 3 tra i più celebri schemi di Ponzi mai realizzati nella storia:
    Il primo è ovviamente quello originale di Charles Ponzi, il secondo è quello di Bernard Madoff, il terzo è quello del nostro sistema pensionistico statale (INPS). Tutte e tre sono truffe ed hanno arrecato (o arrecheranno) a centinaia di migliaia di persone gravissimi danni economici che non verranno mai risarciti. Due sono ad opera di privati, uno ad opera dello Stato. Le pene per i responsabili di queste truffe sono state:
    -7 anni di carcere ed espulsione
    -150 anni di carcere
    -Pensioni statali dorate
    Lascio a te il complicato compito di collegare i responsabili con le rispettive pene.

    More info: http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Ponzi

    2 minuti fa · 

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