giovedì, gennaio 27, 2011

Libertà della Cabina Elettorale vs. Libertà del Supermarket


Naturalmente abbiamo qualcosa da ridire sul modo in cui tanta parte parte del nostro reddito è spesa per nostro conto dallo stato. Siamo parte di un processo politico che ha portato a una spesa pubblica il cui ammontare è pari a oltre il 40% del nostro reddito(*). La regola della maggioranza è un meccanismo necessario e auspicabile. Esso è tuttavia molto diverso dal tipo di libertà che si ha quando si fa la spesa al supermarket. Quando entri in una cabina elettorale una volta all'anno, quasi sempre voti per un pacchetto piuttosto che per voti specifiche. Se sei nella maggioranza, otterrai, nella migliore delle ipotesi, sia le cose alle quali eri favorevole sia le cose alle quali eri contrario, che però, tirando le somme, ti sembravano meno importanti. Generalmente alla fine ti trovi con qualcosa di diverso da ciò per cui pensavi di aver votato. Se sei in minoranza, devi conformarti alla maggioranza e aspettare il tuo turno. Quando voti quotidianamente al supermarket, prendi esattamente ciò per cui hai votato, e cosi fanno tutti gli altri. L'urna elettorale produce conformismo senza unanimità; il mercato produce unanimità senza conformismo.
Questa è la ragione per cui è preferibile usare l'urna elettorale, per quanto è possibile, solo nelle decisioni in cui il conformismo è essenziale.
da Liberi di scegliere, Milton & Rose Friedman (1979)

*Purtroppo noi oggi una tale tassazione (che a Friedman 30 anni fa sembrava abominevole) possiamo solo sognarcela...

2 commenti:

Musik ha detto...

A me dispiace un po' per Paolo Guzzanti che ad ogni intervista debba spiegare perché prima stava con Berlusconi e ora lo detesta, usando il termine "rivoluzione liberista" che lo stesso Silvio ha tanto plagiata da farla sembrare un "vi libero dai comunisti e poi facciamo un po' come cazzo ci pare".

(poi vedo che Paolo si mette a fare le imitazioni della gente, pur avendo tre figli come i suoi, e allora smetto di dispiacermi)

J.A. ha detto...

Povero Guzzanti, lui è il suo partito "Liberale" che è perfino meno liberale di quella che fu Forza Italia...

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