martedì, marzo 22, 2011

venerdì, marzo 18, 2011

Tema sull'orgoglio italiano

Tema: Nel centocinquantesimo anno dalla sua nascita, esprimere le motivazioni per cui dobbiamo sentirci orgogliosi di far parte di questo Stato italiano.

Per me, non è che avevo proprio le idee chiare su queste motivazioni che lo Stato italiano è una cosa fantastica e del perché dobbiamo sentirci felici per questa festa che è sicuramente importante. E' tutta ieri che ci penso, ho pure guardato su Youtube per avere qualche spunto e in effetti ho trovato il video di Tardelli che segna a Spagna '82 con Pertini che esulta e lì ti senti orgoglioso, cioè, tutti che si sentono uniti, fratelli, ti commuovi per queste imprese. E lo vedevi perché era un video cliccatissimo quasi tutte 4 o 5 stelle. Io ne ho messe 5, (ma non ieri, prima, perché adesso non ci sono più, ci sono i pollicioni). Però oltre 'sto video qua non è che ho trovato tutta sta roba (sì ok, anche quella dell'Italia di Lippi era bella, però ai rigori secondo me conta meno).
Poi m'è venuto in mente Benigni che aveva fatto quella recita lì che faceva ridere, ma anche pensare, e alla fine c'era l'inno che era proprio "Fratelli d'Italia".
E allora mi sono come ispirato e credo che tutti dovrebbero cantarlo concentrandosi sulle parole che sono belle e profonde. Ora (da ieri pomeriggio) posso dire di essere orgoglioso di essere italiano, e ne abbiamo tutte le motivazioni. Mameli ci trasmette con il suo pezzo brano scritto tante emozioni e tante ragioni che secondo me sono più che valide. Innanzitutto quella della schiava di Roma che Iddio la creò, io all'inizio non capivo perché mi credevo che l'Italia (e quindi noi) dovevamo essere schiavi di Roma, poi mio cugino mi ha spiegato che in realtà è la Vittoria che è nostra schiava perché Dio ha voluto così, siamo tipo predestinati, cioè c'è una forza superiore (che poi Dio potrebbe essere anche una metafora, diciamo "entità") che ha fatto in modo che Roma e quindi l'Italia vinca sempre e questo è un primo punto per essere orgogliosi. Ma poi ci sono anche tante cose tipo storiche, molto importanti, come l'elmo di Scipio (citato subito dopo poche righe) di cui noi ci accingiamo la testa, sempre in segno di dominazione verso gli altri popoli. Infatti, nei versetti finali (io non li conoscevo neanche perché non li canta mai nessuno, ed è un peccato perché sono belli) c'è pure "l'Aquila d'Austria le penne ha perdute" per dire che gli altri paesi confinanti hanno già perso in partenza se vogliono paragonarsi all'Italia. Ma oltre a tutti questi aspetti simbolici ce ne sono altri di pratici che secondo me sono ancora più significativi, perché ci fanno capire la nostra fortuna di essere italiani e che esprime una vera realtà ricordandoci che "Noi siamo da secoli calpesti e derisi perché non siam popolo perché siam divisi". Cioè fino a quando eravamo divisi in tanti Stati diversi, gli altri stati confinanti tipo l'Austria di prima o la Jugoslavia (anche se non si chiamava proprio così) o anche stati più distanti come la Svezia, la Germania o l'Ucraina o il Portogallo ci guardavano e ci deridevano perché eravamo tanti Stati invece di unirci e farne uno più grande. Ma poi ci siamo uniti (a parte San Marino e il Vaticano che però è come fossero italiane, infatti quando c'era la Lira che era la moneta italiana ce l'avevano anche loro) , abbiamo scelto la nostra bandiera comune, abbiamo il Presidente della Repubblica che ci rappresenta tutti e addirittura abbiamo una Costituzione che dice ciò. Ora quindi possiamo sfoderare il nostro orgoglio e anche il patriottismo e per ironia della sorte adesso quelli che ci deridevano magari sono proprio loro divisi, tipo la Slovenia con la Croazia e la Bosnia, la Cechia con la Slovacchia. Adesso siamo noi che possiamo deridere loro, perché siamo uniti. Per questo dobbiamo essere tutti orgogliosi di essere italiani e di esserlo da 150 anni, perché tanti altri Stati non hanno la nostra fortuna. E in più anche tante persone sono morte per la patria italiana unita. W l'Italia! Diciamolo tutti forte, così che ci sentono anche nei paesi vicini, quelli che non sono uniti come noi e che non ci possono proprio più deridere.


Voto: 8 e1/2

giovedì, marzo 17, 2011

AtroceLettura: A cosa pensano gli UOMINI oltre al SESSO




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Liberamente ispirato al best seller "What Every Man Thinks About Apart from Sex" di Sheridan Simove. Paraculismo a mille...

lunedì, marzo 07, 2011

Da stampare e fissare con magnetino sul frigorifero

 "Se la cultura dell’opposizione non è più statalista, dirigista, con l’idolo dello stato fiscale, anche noi non siamo più tributari della rivoluzione liberista degli anni '80, ma vogliamo occuparci di interessi popolari diffusi"
Silvio Berlusconi - 14 maggio 2008
Giusto perchè, ogni tanto, in momenti di profonda depressione, magari dopo aver sentito qualche sermone di Vendola, penso che forse esiste un male minore e votarlo possa essere una soluzione. Allora mi rileggo questa dichiarazione in cui Berlusconi in persona mi tranquillizza ribadendo che il Pdl non è roba per me.

Da notare la logica della dichiarazione: "Una volta credevamo che lo Stato fosse la causa dei nostri problemi e volevamo ridurlo, mentre l'opposizione lo adorava e lo sognava sempre più potente. Fino a che, finalmente, (a suon di craniate sul muro della storia e delle elezioni) la Sinistra capisce che tutto sommato non avevamo tutti i torti. Così abbiamo deciso di cambiare idea."

venerdì, marzo 04, 2011

Il controllo dei prezzi accontenta "TUTTI" (eccetto una insignificante categoria di individui)

Non so a voi, ma a me la Vodafone continua a mandare “promozioncine” ogni volta che effettuo una ricarica, diverse a seconda del taglio della ricarica.
Domanda: che senso ha pretendere che io debba attivarle chiamando il 42200, nonostante queste siano gratis? Perde tempo-denaro la Vodafone a studiare queste promozioni, perdo tempo io a controllare che non vi siano “tranelli” e a chiamare.
Ma non sarebbe molto più semplice darmi un credito aggiuntivo promozionale, in modo che più ricarico e più lo sconto cresce? Il che equivale a far costare relativamente di più i piccoli tagli di ricarica rispetto ai più grossi.
Non ci vuole un genio del marketing per pensare una cosa del genere.
Ma non ci scordiamo che è sufficiente un politico qualsiasi per vietarla. Non è che c’entri la celebre lenzuolata di “liberalizzazioni” di Bersani che tra le tante cose vietava i costi di ricarica? Scommettiamo che tutte queste promozioncine sono dei mezzi complicati per fare una cosa semplicissima, che però è vietata da una legge idiota?

A proposito di leggi idiote: è notizia di oggi il voto BIPARTISAN che vieta di praticare sconti superiori del 15% nella vendita dei libri.
Da segnalare questa intervista (risalente allo scorso luglio) al primo relatore Ricardo Franco Levi (foto) per gli innumerevoli spunti, tra cui sottolineo:
Ci ha messo quattro anni di intenso lavoro, migliaia di incontri con tutti i rappresentanti del settore editoriale, ma alle fine, a quanto sembra, la caparbietà e la determinazione di Ricardo Franco Levi sono state premiate. È lui (ex giornalista, oggi deputato Pd), infatti, l’artefice del disegno di legge sullo sconto dei libri che finalmente sembra vedere la luce. [...]
Chi ha appoggiato questa legge e cosa pensa lei di chi l’ha contestata?
Praticamente tutti. C’è il consenso dell’associazione degli editori, e al suo interno dei piccoli editori, dell’associazione dei librai, del sindacato dei librai. È un’adesione ufficiale e compatta. I contestatori ci sono, certo. Ma la legge è un compromesso. Tra l’avere il massimo e non avere nulla ce ne passa e, mi creda, questo testo si basa su un’approvazione amplissima, praticamente unanime, tra gli operatori e in Parlamento.
“Praticamente tutti”. Editori, librai, sindacati, parlamentari… chissà chi mancherà all’appello…

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