venerdì, marzo 04, 2011

Il controllo dei prezzi accontenta "TUTTI" (eccetto una insignificante categoria di individui)

Non so a voi, ma a me la Vodafone continua a mandare “promozioncine” ogni volta che effettuo una ricarica, diverse a seconda del taglio della ricarica.
Domanda: che senso ha pretendere che io debba attivarle chiamando il 42200, nonostante queste siano gratis? Perde tempo-denaro la Vodafone a studiare queste promozioni, perdo tempo io a controllare che non vi siano “tranelli” e a chiamare.
Ma non sarebbe molto più semplice darmi un credito aggiuntivo promozionale, in modo che più ricarico e più lo sconto cresce? Il che equivale a far costare relativamente di più i piccoli tagli di ricarica rispetto ai più grossi.
Non ci vuole un genio del marketing per pensare una cosa del genere.
Ma non ci scordiamo che è sufficiente un politico qualsiasi per vietarla. Non è che c’entri la celebre lenzuolata di “liberalizzazioni” di Bersani che tra le tante cose vietava i costi di ricarica? Scommettiamo che tutte queste promozioncine sono dei mezzi complicati per fare una cosa semplicissima, che però è vietata da una legge idiota?

A proposito di leggi idiote: è notizia di oggi il voto BIPARTISAN che vieta di praticare sconti superiori del 15% nella vendita dei libri.
Da segnalare questa intervista (risalente allo scorso luglio) al primo relatore Ricardo Franco Levi (foto) per gli innumerevoli spunti, tra cui sottolineo:
Ci ha messo quattro anni di intenso lavoro, migliaia di incontri con tutti i rappresentanti del settore editoriale, ma alle fine, a quanto sembra, la caparbietà e la determinazione di Ricardo Franco Levi sono state premiate. È lui (ex giornalista, oggi deputato Pd), infatti, l’artefice del disegno di legge sullo sconto dei libri che finalmente sembra vedere la luce. [...]
Chi ha appoggiato questa legge e cosa pensa lei di chi l’ha contestata?
Praticamente tutti. C’è il consenso dell’associazione degli editori, e al suo interno dei piccoli editori, dell’associazione dei librai, del sindacato dei librai. È un’adesione ufficiale e compatta. I contestatori ci sono, certo. Ma la legge è un compromesso. Tra l’avere il massimo e non avere nulla ce ne passa e, mi creda, questo testo si basa su un’approvazione amplissima, praticamente unanime, tra gli operatori e in Parlamento.
“Praticamente tutti”. Editori, librai, sindacati, parlamentari… chissà chi mancherà all’appello…

5 commenti:

ugofc81 ha detto...

Eh, la storia di Bersani e dei costi di ricarica è simpatica: prima che ci mettesse le mani potevo ricaricarmi di 50 euro e (potenzialmente) fare una telefonata di 640 minuti.
Dopo la "liberalizzazione" con la stessa spesa avrei potuto parlare per ben 410 minuti. Una riduzione di oltre un terzo per cinque euro di traffico in più.
Il bello è che ho sentito Bersani vantarsene, addirittura.
Bersani, sinceramente, vaffanculo.

Pierluigi Totaro ha detto...

un altro tassello alla "rivoluzione liberale" berlusconiana.

Ma in tutto questo, gente come Martino, Della Vedova, ecc. ecc. cosa fanno? Cosa votano in provvedimenti come questi?

J.A. ha detto...

@Ugo: riusciresti a buttarmi giù un breve post con i due calcoli che ti sei fatto nel caso Vodafone?
OT: non mi è più arrivato nulla via posta, ero curioso...

@Pilù: ho provato a cercare dati a riguardo, anche su Openpolis, ma non ho trovato nulla. Però ho scoperto che il deputato che in assoluto ha votato difformemente al suo gruppo più spesso è Furio Colombo che ha un "conformismo" pari ad oltre il 90%. Il che dimostra che i nostri parlamentari sono solo dei spingibottoni. In quest'ottica bisogna rivalutare i pianisti, eroi che si accollano anche il lavoro dei colleghi.

LuCa ha detto...

Solo a me Ricardo Franco Levi ricorda un incrocio tra Terence Hill e Piero Angela?

J.A. ha detto...

Sì. Ancora ancora Piero Angela. Ecco forse potrebbe essere lo stato intermedio di un morphing tra Piero Angela e Giovanni di Aldo, Giovanni e Giacomo.

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