mercoledì, maggio 04, 2011

Estremisti e uomini di buonsenso

Ipotetico dialogo tra un promotore della politica liberal-socialist-benpensant-buonsenist e un semplice liberale classico. 


Certo bisogna rendere il mercato più aperto, più libero, ma è finita l'era delle ideologie, bisogna farlo con buonsenso.
Mi sono perso la puntata dove "l'ideologia liberista" si imponeva sul mondo, gli Stati riducevano drasticamente la spesa e pagavano l'amara conseguenza di questa scelta...
Se dici che da nessuna parte del mondo c'è un modello di stato "leggero" come lo vuoi tu, ci sarà un motivo! Sei un utopista.
Il motivo è che vige la democrazia e quelli che la pensano come te sono molti di più di quelli che la pensano come me. Che non vuol dire affatto che voi avete ragione e io ho torto. Ma visto che sei d'accordo con il rendere il mercato più libero, appoggerai le iniziative di liberalizzazione-privatizzazione?
Certo, ma vanno valutate e ponderate.
Ok. Valutiamole:
Privatizzare la Rai?
Eh, no! Il servizio pubblico... poi si consegna l'informazione televisiva a Berlusconi.
Abolire i finanziamenti all'editoria?
Bravo. Così sopravvivono solo i grossi capitalisti e le voci indipendenti muoiono, sempre a favore di Berlusconi...no!
Abolizione Fondo Unico dello Spettacolo?
Ma vuoi ammazzare la cultura? Solo se la gente ha la possibilità di accedere alla Cultura, è realmente libera. No.
Privatizzazione sistema pensionistico, con capitalizzazione individuale?
Sarebbe un attacco alle classi più povere.
Poste Italiane?
Sì...e regaliamo ai privati un monopolio come abbiamo già fatto con le autostrade? No.
Trenitalia?
Per consegnarlo ad aziende che innalzerebbero i prezzi? No, grazie.
Enel?
L'Energia è un settore "strategico". No.
Abolizione privilegi sindacali e CAF?
E togliere l'unica difesa dei poveri lavoratori inermi? No.
Introduzione del buono scuola a sostituzione dei finanziamenti diretti alla scuola pubblica?
LA SCUOLA PUBBLICA NON SI TOCCA!
Quindi della sanità meglio che non ne parliamo...
ATTENTATO!
Come non detto. Mmmh. Finanziamento ai partiti (aka "rimborso elettorale")?
Sarebbe giusto eliminarlo, ma non si può sennò vincono sempre quelli che hanno i soldi. No.
Sistema carcerario?
Ma sei impazzito? No.
Abolizione degli ordini professionali e del valore legale del titolo di studio?
E poi chi ci tutela dagli incompetenti e dai disonesti? Ci vuole professionalità! No!
Liberalizzazione degli orari di apertura delle attività commerciali?
Ma poi sarebbero sempre i dipendenti a rimetterci. No.
(Ri)Abolizione delle tariffe minime per gli avvocati?
Se vogliamo la qualità dobbiamo pagare chi lavora bene. Non si può lavorare al ribasso, si agevolano i truffatori. No.
Tagliare i finanziamenti ad attività varie ed eventuali tipo "Associazione Partigiani"?
Sarebbe uno schiaffo alla storia del nostro paese. No.
Stop agli eco-incentivi?
La salvaguardia dell'ambiente è una dei primi compiti dello Stato. No.
Enti locali?
Sono già alla canna del gas. Aumenterebbero solo la tassazione. No.
Liberalizzazione del gioco d'azzardo?
Sarebbe un regalo alla malavita. No.
Droghe?
Non si scherza con la salute. No.
Prostituzione?
Lo Stato non può guadagnare sulla mercificazione del corpo. E' indegno. No.
Cancellare le agevolazioni alle cooperative?
Proprio quelli che promuovono un'economia sostenibile? Assolutamente no! Non sai proprio guardare oltre la logica del profitto!
Abolizione del divieto di sconto superiore al 15% per i libri?
I prezzi devono essere "equi". I grossi gruppi che fanno prezzi stracciati mandano in rovina i piccoli negozianti che in realtà offrono un servizio di qualità migliore. No.
Stop agli asili nido comunali?
Sarebbe accanimento verso chi ha più bisogno del nostro aiuto. No.
Taglio ai fondi del C.O.N.I.?
Lo sport è una preziosa risorsa sociale, soprattutto per i più giovani. No.
Vendita del patrimonio immobiliare statale?
E' la nostra ricchezza, non possiamo svenderla ai privati. No.
Abolizione delle province?
Andrebbe approfondito. Ma se non si salvaguardano i posti di lavoro, no.
Sussidi per l'agricoltura?
Siamo ciò che mangiamo. E' un campo delicato e non possiamo lasciarlo all'anarchia del mercato. No.
Università e ricerca?
Vuoi ammazzare il nostro futuro? No.
Servizi idrici?
L'acqua non è una merce. No!
Servizi di trasporto locale?
Il trasporto deve essere sostenibile. No.
Raccolta rifiuti?
Fa parte di quel tipo di politiche che vanno armonizzate da un ente pubblico. No.
Abolizione Ministero del Turismo?
L'Italia potrebbe vivere solo di turismo. Dobbiamo puntare ed investire sul turismo. No.
E il Ministero delle attività produttive, invece?
E' di fondamentale importanza dare una prospettiva di lungo termine che il mercato non prevede. No.
Abolizione Ministero delle Politiche Sociali e delle sue inutili pubblicità progresso?
No, gli sprechi sono ben altri.

E quali sarebbero!?

Gli stipendi dei politici, per esempio.
Ah. Ok. E chiaramente pensi di riuscire ad obbligare i politici a ridurli quando sei totalmente dipendente da loro per qualsiasi attività tu debba svolgere. Comunque tutto qui?
No, ci sarebbe da fare la riqualificazione energetica degli edifici statali che ci farebbe risparmiare un sacco di soldi pubblici.
Però prima bisognerebbe spenderli.
Eh, certo! Per guadagnarci tutti nel lungo periodo.
Quindi intanto dovremmo spendere denaro pubblico, in nome delle "liberalizzazioni"?
Certo, ma con "buonsenso", perché è finita l'era delle ideologie. E' sbagliato essere un estremista e un fanatico liberista come sei tu che credi solo nel dio mercato.
Viva lo Stato. - Sempre sia lodato. -

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