sabato, giugno 18, 2011

Sabato Video: Ambientalismi



Perché qui da noi è impossibile trovare un cabarettista di questo livello?

venerdì, giugno 17, 2011

Quanto gli italiani hanno ascoltato i partiti al referendum?

Quale sarebbe stato l'esito del referendum se gli elettori avessero seguito pedissequamente le indicazioni di voto del "loro" partito?

Per rispondere a questa domanda ho considerato come "elettorato attivo", ossia gli elettori potenzialmente predisposti a votare il referendum, l'80% degli aventi diritto, che è l'affluenza delle ultime elezioni politiche (2008). Assumendo questo valore si ipotizza che il partito del "non voto" parta con un vantaggio di 20 punti percentuali derivanti da elettori "non propri". L'80% di "elettori predisposti al voto" sono considerati sostenitori dei vari partiti sulla base della media dei sondaggi di Notapolitica.it della settimana immediatamente precedente al voto referendario. In base alle indicazioni di voto dei vari partiti e al loro relativo peso stimato dal sondaggio, si è ripartito quindi l'80% degli elettori predisposti ed ecco il grafico. 
Pubblicherei anche tutte le tabelle Excel, ma sul blog è un po' complicato...si accettano suggerimenti!

mercoledì, giugno 15, 2011

Perché i libertarians (spesso) sono indipendentisti?

Pubblico qui un commento che ho scritto sul sito della Xoventù Independentista, a risposta di un articolo alquanto discutibile sul "pericolo libertari" nei movimenti indipendentisti. Per una ragione che mi sfugge, pare che l'approvazione del moderatore si faccia attendere più del dovuto...forse sarò troppo matusa?

Credo non ci sia nulla di più tipicamente italico che minare la stabilità di un micro-partito, dall'interno, attaccando una "nano-componente" di esso, come questo articolo tenta di fare.  Perlopiù dimostrando una conoscenza dell'argomento trattato a livello da "osteria".

Innanzitutto i "libertarians" non sono liberali "estremi" (sic!), ma liberali "coerenti", cioè persone che credono nel valore della proprietà privata, anche del proprio corpo, e si prefissano di difendere questa dai soprusi dello Stato. Sono "coerenti", ad esempio, perché non riconoscono la fantomatica distinzione tra libertà civili, di "serie A" e libertà economiche "di serie B".
Sul piano pratico, se poi andate a vedere quali sono le proposte concrete dei libertari italiani, scoprirete che non differiranno molto da quelle di un liberale classico di mezzo secolo fa, come Luigi Einaudi.
"il fine ultimo cui mira, in realtà, è la disgregazione utopistica di tutti i Popoli e di tutti gli Stati per inseguire la creazione di un mostro identico a se stesso in ogni latitudine, privo di tradizioni e chiamato homo oeconomicus." = Capìo gnente.
Il fine di qualsiasi libertario (e di qls. liberale) è la riduzione del PESO dello Stato, ma non necessariamente delle sue dimensioni, infatti un libertario preferirebbe di gran lunga vivere in uno Stato come gli USA che a Cuba, nonostante quest'ultima sia più piccola.
Perché i libertari sono spesso indipendentisti? C'è una motivazione basata sui princìpi e una "pragmatica".
1. Per principio: perché come riconoscono il diritto dell'individuo di vivere e godere di ciò che produce al riparo dai parassiti statali, così non possono non riconoscere il diritto di una comunità più ampia di fare lo stesso. Questa è la coerenza di cui si parlava. E' ingiusto obbligare con la forza una persona a lavorare per mantenerne un'altra, come è ingiusto obbligare una comunità a mantenerne un'altra. Come la formica ha diritto a divorziare dalla cicala, così la comunità di formiche ha diritto a secedere dalla comunità di cicale (vale anche il contrario, ma ovviamente è molto più improbabile che accada).
2. Pragmaticamente: come riuscire a ridurre il peso dello Stato, se questo è necessariamente in mano ai politici che vivono di quella stessa massa che si vorrebbe ridurre? Una delle soluzioni migliori è proprio aumentare la concorrenza dei vari stati. Stati più piccoli, significa più facilità per gli individui di affidare le loro ricchezze agli stati meno "voraci" e più efficienti.
E' un processo che i libertari vogliono spingere fino allo Stato familiare? In generale no. Come già detto: l'obiettivo è uno Stato leggero, non uno Stato microscopico. Se spaccare uno Stato in due pezzi porta a ridurre il peso dello stato (mole di leggi, spesa pubblica pro-capite) allora probabilmente il libertario sarà propenso ad appoggiare la secessione, altrimenti no. Ogni Stato ha dei costi fissi indipendenti dalla grandezza del territorio (ministeri, ambasciate), quando questi costi superano il vantaggio che porterebbe un aumento della "concorrenza" non è più conveniente secedere.
Nel pezzo citato, Facco descrive una ideale società SENZA STATO, sottolineando che ci sarebbero comunque regole condivise su base contrattualistica. E' una visione anarco-capitalista (branca del libertarismo) che però non centra nulla con i temi indipendentisti: se tutti gli Stati cominciano a frammentarsi iterando il processo, NON SI GIUNGE alla situazione descritta: si avranno tanti STATI, più o meno oppressivi.
E la confusione dell'autore di questo post tra il concetto di "società" e il concetto di "stato" emerge con maggior chiarezza poco dopo.
"E’ doveroso rimarcare, quindi, la strumentalità dell’indipendentismo dei liberali, dei liberisti e dei libertari perché si fonda su una idea aberrante di umanità; il fine ultimo cui mira, in realtà, è la disgregazione utopistica di tutti i Popoli e di tutti gli Stati per inseguire la creazione di un mostro identico a se stesso in ogni latitudine, privo di tradizioni e chiamato homo oeconomicus." =Capio gnente./2
1. Il fine è la riduzione del peso dello Stato. I Popoli esistono prima dello Stato e continueranno ad esistere anche se questo non ci fosse.
2. Un uomo privo di tradizioni??! E' l'esistenza e la mole di un apparato statale che preserverebbe le tradizioni? I nostri nonni ci hanno forse tramandato la loro cultura popolare attraverso qualche programma ministeriale o grazie alla loro individualissima buona volontà?
3. Homo oeconomicus??? Per i libertari non c'è idealizzazione accademica considerata più idiota dell'"Homo Economicus". La Scuola Austriaca di Economia  (per tutti i libertari, LA Fonte del Sapere Economico) nega con forza la possibilità di ricondurre l'uomo reale che vive e che pensa a quel modello astratto.

Inoltre, sembra anche non si colga la differenza tra l'appoggiare una richiesta d'indipendenza e l'appoggiare l'indipendenza. I libertari credono nel principio di autodeterminazione (sia degli individui che dei popoli). Quindi difenderanno sempre qualsiasi comunità richieda di poter essere indipendente. Il che non significa che sostengano l'indipendenza. Esempio: se un domani, in un Veneto Stato indipendente, una parte della comunità della provincia di Treviso volesse una Marca Trevigiana Stato, i libertari non si opporrebbero certo alla richiesta presentando motivazioni storico-identitarie (per carità, anche motivate). Riconoscerebbero il diritto di effettuare una consultazione per stabilire se formare un'ulteriore scissione sia il reale desiderio della maggior parte dei trevigiani. Poi però potrebbero votare e persuadere chiunque a votare contro una tale secessione. Questo fa sempre parte del capitolo "coerenza".

Infine sugli OGM e politiche agricole: qualsiasi liberale si deve opporre alla iper-regolamentazione e alle misure di protezionismo che gli Stati e la UE, attuano in campo agricolo. I disastri delle quote latte (o anche delle quote dei vigneti, ad esempio) dovrebbero essere lì apposta per ricordarci come abbiamo svenduto la nostra libertà, in cambio dell'illusione di una stabilità economica inesistente. Invece, siamo qui a constatare che esistono voci del Veneto che invocano maggiore interventismo statale. Proprio tra i Veneti, che per loro indole e storia, non pretesero mai nulla in più di quello che proveniva dal proprio lavoro, proprio nella terra definita un tempo Serenissima per la pace che regnava nella patria del Libero Mercato Veneziano; proprio qui, adesso sono costretto ad assistere ad un processo di terronizzazione. Veneti che supplicano protezione statale, che invocano l'intervento di uno Stato che è CAUSA delle difficoltà del Veneto stesso, che chiedono di essere "comandati" (ma con burocrazia veneta, eh!), invece di declinare il verbo più veneto che ci sia: "rangiarse".  Che pena. Meno male sono convinto che questi siano una esigua minoranza.

Da libertario, orgogliosamente Veneto ed indipendentista, chiudo con una massima Veneta che i miei nonni mi hanno tramandato (indipendentemente dallo Stato a cui appartenevano) e che trasmetterò ai miei nipoti (indipendentemente dallo Stato a cui apparterranno): co no se sa, se tase.

Post corretto da alcuni refusi, notati dopo la pubblicazione

martedì, giugno 14, 2011

Già orientati al prossimo obiettivo

Il futuro è incerto. Posticipare il godimento di un bene è un sacrificio.
Una conseguenza di queste due banali osservazioni è che: 

Investire la ricchezza che si avrà, costa di più di investire la ricchezza che si ha già.
Sembra un'ovvietà, eppure il popolo italiano, attraverso il secondo quesito referendario, il più votato e approvato dei quattro, ha stabilito che questa legge economica, non deve valere nella fornitura di determinati servizi statali. Ha decretato che NON SI PUO' remunerare il capitale investito nella realizzazione di infrastrutture pubbliche locali. Ci dà fastidio che sussista un costo di reperimento dei capitali? Che problema c'è? Lo aboliamo per legge. Oh, se solo tutti fossero più buoni! Potremmo emanare una legge che abolisce la fame nel mondo!

Già pronta, comunque, la nuova tornata referendaria:
Ogni anno nei cantieri edili muoiono centinaia di operai vittime di incidenti sul lavoro. Perlopiù cadute da ponteggi e strutture in altezza. Un team di esperti ha stimato che l'abolizione della forza di gravità nei cantieri edili, salverebbe la vita del 97% delle vittime.
AIUTACI A RACCOGLIERE LE FIRME E FIN DA SUBITO PUBBLICIZZARE TRA I TUOI AMICI E CONOSCENTI IL SI' AL PROSSIMO REFERENDUM PER L'ABROGAZIONE DELLA FORZA DI GRAVITA' NEI CANTIERI EDILI!

lunedì, giugno 13, 2011

Corso di educazione dei figli nell'era statalista #2




















Tesoro! Ho trovato questa bustina di polvere bianca nei tuoi pantaloni! Cos'è??!

E' cocaina, mamma.

Droga?!? Ho un figlio di undici anni che si droga?!? Tu da oggi sei in punizione e voglio che butti quella robaccia giù per lo scarico del water! OK?!

Dovrei buttare via tutta la mia cocaina?

Certo! Immediatamente.

Mamma, forse tu non sai una cosa. Questa cocaina fa parte della partita dell'ultimo viaggio effettuato da Esteban.

Esteban chi?

Esteban Valderrama era un mio amico narcotrafficante che per anni è riuscito a rifornire tutto il nord Italia della migliore cocaina di tutta la Colombia. Per potere riuscire a viaggiare in aereo senza essere scoperto dai finanzieri, però Esteban doveva trasportare la cocaina in tanti ovuli di plastica che inghiottiva. L'ultimo carico gli fu fatale: uno di quegli ovuli si aprì nel suo intestino e morì in preda agli spasmi. 

E' terribile.

Già. Capisci ora mamma perché mi drogo? Posso forse buttare nel cesso la cocaina che con tanta fatica Esteban ha portato in Italia? Posso fregarmene così del suo sacrificio? No, non posso. Esteban è morto per il mio diritto a pippare. E io pipperò in onore di Esteban.

Oh, il mio tesoro! Così piccolo, ma già con così tanto senso civico!

Allora sono ancora in punizione, mamma?

Oh, no! Non potevo conoscere la storia di Esteban.

Posso riavere la mia bustina di bamba?

Solo quando avrai finito tutti i tuoi compiti.

Uffa.

Niente uffa. E stasera mangi anche tutta la verdura. Altrimenti due belle strisce ce le faremo il papà ed io, in onore dei tanti caduti nella lotta al narcotraffico.

giovedì, giugno 09, 2011

Esercizi democratici

Dati: Wikipedia - Elaborazione: AtrocePensiero (file Excel disponibile su richiesta)

Le frecce in blu ci vogliono ricordare come, grazie al fantastico esercizio democratico dei referendum, gli italiani hanno detto basta ai finanziamenti pubblici ai partiti, al Ministero dell'Agricoltura, a quello del Turismo, ad una Rai statale e alle trattenute sindacali in busta.
La freccia gialla indica invece l'istante in cui, scoprendo che i "rimborsi elettorali ai partiti" avevano sostituito i "finanziamenti", che laddove fu abolito il Ministero dell'Agricoltura nacque il "Ministero delle Politiche Agricole" e che con tanti altri bellissimi escamotage lessicali inventati ad hoc i nostri parlamentari poterono fottersene allegramente del voto popolare; gli italiani capirono che il "fantastico esercizio" serve solo a sprecare ulteriore denaro pubblico e a rodersi il fegato. Speriamo che non se lo dimentichino proprio questo weekend. Per quanto mi riguarda non andrò al mare. Devo mettermi in giardino a lavare la macchina con l'acqua che il Consorzio Sinistra Piave mi offre allo stracciatissimo prezzo di 250 milionesimi di euro per litro.
(La linea azzura indica il quorum.) 

mercoledì, giugno 08, 2011

Dobbiamo farlo perché c'è chi si è sacrificato perché noi potessimo farlo

In un'esortazione al voto di un amico su FB, ho notato la tipica argomentazione che riporto nel titolo. E' seguito un breve scambio di battute che riporto qui sotto, anche perché questa (non)argomentazione viene spesso utilizzata anche a sostegno di altre tesi; si veda il "dobbiamo difendere l'unità d'Italia perché c'è gente che è morta per essa" oppure "w il contratto nazionale risultato di dure lotte sindacali".

è un mio diritto e dovere: e pertanto Domenica voterò!
...in onore di quanti in passato hanno lottato per donarci questo "privilegio"


    • JA 
      E' molto gettonata, ma non mi sembra una grande argomentazione. Mi riferisco a "fare qualcosa perché qualcuno ha lottato duramente per permettere che noi potessimo farla".
      Troveresti sensato se io dicessi che mangerò una pietanza avariata in onore del cuoco che per me, con tanta fatica, l'ha preparata?
      Se invece rimani sul piano dell'obbligo, nel senso che DEVO, cioè che sono costretto potrebbe avere sicuramente più senso, ma non è così. Non c'è alcuna punizione per chi non vota, ergo non c'è nessuno che mi obbliga, ergo non è un dovere, fino a prova contraria.

      8 ore fa 
    • XXX tu fai come vuoi...io voterò!!non ho detto "JA" vai a votare!!!
      circa un'ora fa 
    • XXX cmq se per te poter esprimere democraticamente la propria opinione è come mangiare una pietanza avariata mi dispiace ma non siamo proprio sulla stessa linea di pensiero!
      47 minuti fa 
    • JA 
      Non ho detto che votare è come mangiare cibo avariato, è un esempio per dimostrare che nemmeno tu credi realmente alla tua argomentazione. Pensa al gorgonzola: ci può essere chi crede sia formaggio avariato, qualcun altro che è prelibato, ma in entrambi i casi, sia che tu voglia persuadere gli altri a mangiarlo, sia che tu voglia dissuaderli; lo farai su argomentazioni che riguardano il formaggio, non "l'impegno del produttore".
      Per questo io accetto molto volentieri consigli di voto, solo non ho trovato ancora chi mi spieghi cosa ci guadagno se vince il Sì con motivazioni scevre da slogan.

      12 minuti fa 

sabato, giugno 04, 2011

Sabato Video: Coerenza

Oggi è tornato di moda lo statalismo duro e puro...


...sembra passato un secolo (quando invece sono solo 3 anni), dall'epoca in cui erano le "liberalizzazioni" ad essere cool

mercoledì, giugno 01, 2011

Il Colonnello Hannibal Smith e la Metafora Definitiva

Se la storia d'Italia fosse una puntata dell'A-Team, questo sarebbe dovuto essere il momento in cui P.E. Baracus prende il cannello e comincia a saldare l'impossibile. Di fatto invece, ci troviamo ancora in quel preludio in cui noi, poveri sfigati vessati da una banda di farabutti, abbiamo invocato l'aiuto di Hannibal Smith, ma sul luogo dell'appuntamento ancora non riusciamo a capire chi sia.


When does a plan come together?

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