martedì, settembre 20, 2011

La Coop sarà tua sorella

Venne il 1988. Ed i sindacati ci presentarono una nuova assurda "piattaforma", con la richiesta di scendere a 36 ore di lavoro e di ulteriori aumenti salariali. Il nostro costo del lavoro, per tutto quanto sopra descritto, era già del 25% superiore a quello dei concorrenti. Nel 1987 il vecchio direttore del personale s'era dimesso ed il suo posto era stato coperto dal gagliardo dottor Delzotto. Nella circostanza, gli dissi: -Piattaforma un cazzo. Presentiamo noi la nostra "piattaforma", rimettiamo tutto a zero-. Demmo battaglia ed il signor Paolo De Gennis, oggi vicepresidente, mi ricorda che io dissi a Delzotto: -Sarà un bagno di sangue-Nell'ottobre di quello stesso 1988 annunciammo 904 "esuberi", cioè decidemmo - conti alla mano - che 904 persone (su 5.684) erano di troppo. Si scatenò una lotta senza quartiere. [...] 
I nostri negozi rimasero sempre aperti, i sindacalisti non riuscirono più a impedircene l'apertura. Fummo trascinati in tribunale con decine di cause per "comportamento antisindacale", un reato di invenzione italiana. Ebbero poco successo.
Fu una lotta disperata, una lotta per la vita, che durò oltre tre anni.
Parole del patron di Esselunga, Bernardo Caprotti in "Falce e Carrello". Un libro stupendo, un piacevolissimo racconto "davanti al caminetto" di un nonno che racconta la storia della sua vita e della sua azienda, che ti incanta e ti diverte con gli anedotti, le postille e le divagazioni leggere, ma sa poi farti incazzare documentando i vomitevoli soprusi delle Coop. Straborghese, irriverente, stakanovista ma a tratti snob, battagliero e politicamente-scorretto. Un vero libro-denuncia che Caprotti ha scritto di suo pugno "dall'alto della sua età, del suo silenzio, dei suoi soldi".
Un libro bandito dalle librerie italiane a causa di una sentenza del tribunale di Milano di pochi giorni fa che ha condannato Caprotti (anche al pagamento di 300.000 € alle Coop a titolo di risarcimento), non per "diffamazione" (come sostiene l'Italia dei Valori), accusa  per cui è stato assolto, bensì per aver condotto "un'operazione denigratoria volta a danneggiare un concorrente con mezzi non leciti". "Concorrenza sleale"?!

Fortunatamente qualche buon uomo ha provveduto a caricare il pdf del libro in rete.


12 commenti:

Anonimo ha detto...

E ha parlato pure delle tangenti che ha pagato e della condanna che ha avuto,davanti al caminetto?

J.A. ha detto...

No, caro anonimo. Non era il tema del libro, in questo paese l'unica obiezione che si riesce sollevare a qualsiasi tema è "ma allora quegl'altri???".

Anonimo ha detto...

Se vuoi che si eviti l'argomento del questo ma allora anchge quello, comincia allora tu con l'evitare la retorica vomitevole dell'uomo che si e' fatto da solo-lavora trenta ore al giorno-etc etc.
Che e' una falsita' in Ameerica, figuriamoci in Italia.
Che il signor Caprotti ha lue belle aderenze politiche pure lui, e le ha usate eccome. Riguardo al merito della questione, la COOP ha le sue ragioni, e la sentenza anche.
Come e' vero che l'Esselunga, in tema di diritti e trattamento dei lavoratori, e' un'azienda dell'ottocento, me lo ha confermato chiaramente un amico che ci ha lavorato, e se ne e' scappato appena ha potuto.

Fort ha detto...

Giovedì ultimo:
Banco pesce della Coop: cozze 2,75 euro al Kg.
Banco pesce Carrefour:cozze 1,70 al Kg.

Non c'entra niente con la Esselunga ma conferma che la Coop non sei tu ma tua sorella.

J.A. ha detto...

Uhmm...quindi l'illustre anonimo dall'alto della sua autorevolezza proclama che:
- Non devo dire che Caprotti è un self-made man (ma dove l'avrei detto, poi?) perché senno è inevitabile che mi si risponde con l'argomentazione "e lui allora che..." (non mi pare sia proprio logica cristallina, ma vabbè...
- I self-made man non esistono neanche negli States
- Che la Coop ha le sue belle ragioni (che ovviamente non siamo degni di conoscere)
- Che un suo amico ci lavorava ed è dovuto scappare via (esticazzi).

Ci sono cose che non si riescono a comprendere, meno male che ci sono questi anonimi profeti che ci illuminano con le loro granitiche certezze. Chissà, magari, un giorno passerà qualcuno a spiegarmi anche fenomeni di mutazione spontanea del territorio italico che fanno sì che alla richiesta di costruzione di un'Esselunga il Comune (rosso) si opponga per tutelare uno scavo archeologico ivi presente e due anni dopo sullo stesso terreno sorge un'Ipercoop.
Ma meglio non dire troppo, che non passi di qui qualche sincero democratico a chiudermi il blog...

Anonimo ha detto...

Riguardo agli apprezzamenti alla mia logica, pensa per te caro, che non hai capito una fava di quello che ho detto. Che a me pareva proprio chiaro, ancorchè sintetico. Esplicito meglio, allora.
Tu stigmatizzi chi usa argomenti retorici triti e buoni per tutte le stagioni, come il quello ma qnche quell'altro. Io ho ribattuto stigmatizzando il tuo facile e stucchevole ricorso alla retorica dell'uomo che faso tuto mi, tutto casa (il caminetto!) e lavoro (e Chiesa, of course!), che i comunistacci invidiosi potevano fermare solo con l'inganno. E ti ho fatto notare che il signor Caprotti ha pagato tangenti. Che appartiene cioè a quella nutrita schiera (circa il 100% del totale) di imprenditori "dei miracoli" che hanno fatto tanti soldi non perchè calvinisticamente (e non berlusconianamente, questo te lo concedo) unti dal Signore, ma perchè più duri squali figli di puttana e DISONESTI della gran parte di noi.
Che dunque, nel suo caso come in TUTTI gli altri, la retorica del self made man è una bufala.
Nessuno diventa mille volte più ricco dei suoi vicini di casa solo perchè e' bravo e lavora come un dannato.
Neanche negli USA (vedi Maddoff)
E che quindi, dal mio punto di vista -di uno che ritiene che le cooperative siano un modello di impresa preferibile all'Essslunga-
ragioni e torti vanno valutati nel complesso e in modo imparziale,
ascoltando quello che hanno dire entrambe le parti, senza cercare di influenzare la giuria con le sceneggiate "napoletane" del nonno davanti al caminetto.
E che quindi, i tizzoni ardenti del caminetto del signor Caprotti ve li potevate infilare dietro, tu e lui.

Anonimo ha detto...

Riguardo al mio amico che lavorava all'Esselunga, la tua (debole, peraltro) ironia va fuori bersaglio: non se ne è dovuto andare, ha soltanto cambiato lavoro quando ne ha trovato uno migliore (cosa non difficile, anche in tempi di crisi, rsipetto all'Esselunga). Sai, capita che i lavoratori dipendenti a volte abbiano l'ardire di tradire il loro "benefattore" e cambiare lavoro. Capita. Anche se credo che tu non possa capirmi.
Che nel tuo caso dovrei prima dare una spiegazione del concetto di "lavoro".

J.A. ha detto...

Non mi sembrava di aver dipinto Caprotti come un santo da venerare. Nello specifico l'avevo definito: "Straborghese, irriverente, stakanovista ma a tratti snob, battagliero e politicamente-scorretto." Che non mi sembra una didascalia prettamente agiografica.
Per me Caprotti può essere anche uno stronzo di prima categoria, non lo conosco, ho letto solo il suo libro. Ma nel caso specifico ha ragione da vendere. Ha subito un danno ingiusto per anni e questa è solo l'ultima beffa, che mi provoca disgusto nei confronti dello Stato italiano e della sua "giustizia". Che sia anche un violentatore di bambini, ciò non cambia di una virgola il giudizio sulla vicenda.

"Nessuno diventa mille volte più ricco dei suoi vicini di casa solo perchè e' bravo e lavora come un dannato."
Legittima opinione (anche se spacciata da dogma, come è tipico dei moralmente superiori) che non condivido. I credo che Brin e Page, i fondatori di Google, strafondati di soldi, che guadagneranno anche un milione di volte più di quanto guadagno io, i loro soldi se li meritano tutti. Comunque se ti fa star bene credere che tutti quelli che stanno molto meglio di te, sono disonesti, fai pure. Non voglio rubarti una delle scarse soddisfazioni tipiche dei falliti.

Riguardo al tuo amico, meriti sicuramente un post. Provvedo subito.

astrolabio ha detto...

in italia è stampato anche il mein kampf (pare ci sia un articolo della costituzione che sostenga che in italia ci sia libertà di pensiero), chissà quali buoni ragioni ha la coop più degli ebrei per soprassedere al dettato costituzionale.

pignalculo ha detto...

Caproti ha le sue aderenze politiche e se non le avesse usate sarebbe stato stritolato dalla coop.
L'impiegato schifosamente comunista vada a lavorare alla coop.
La coop ha i prezzi bastardi perche' deve versare la tangente al partito.
Chi va a fare la spesa alla coop e' scomunicato perche' aiuta economicamente i comunisti.
La coop e' il demonio.
Caprotti e' un mito.

J.A. ha detto...

Io ho la morosa che è innamorata della Coop, pur non essendo comunista, ed io mi guardo bene dal vietarglielo. Non credo molto nei boicottaggi. Penso che quando facciamo i consumatori dobbiamo scegliere i nostri fornitori in base esclusivamente a ciò che ci danno e ciò che pretendono da noi in cambio. Poi semmai quando indossiamo il cappello da elettori dovremmo ricordarcene e rifiutarci di votare un partito che non si batte per porre fine a degli ingiusti privilegi.

Enrico ha detto...

indossare il cappello da elettori mi ricorda la giovinezza!

Condividi questo post con i tuoi amici!